La gengivite è contagiosa: cause, trasmissione e come prevenirla

La gengivite è la forma più lieve della malattia parodontale. Nello stadio iniziale di questa malattia non sempre puoi notare segni evidenti: questo significa che potresti essere affetto da gengivite senza rendertene conto. In gergo medico, l'infiammazione delle gengive è chiamata gengivite. Si tratta di un'infezione delle gengive causata da germi provenienti dalla cavità orale.

Che cos’è la gengivite e come si sviluppa

La gengivite è un'infiammazione delle gengive che spesso precede, se trascurata, la parodontite (malattia parodontale o piorrea). Si manifesta con irritazione, arrossamento, gonfiore e dolore delle gengive quando si mangiano cibi caldi o freddi. L’infiammazione, l’arrossamento e il sanguinamento delle gengive, durante l’igiene orale, sono i primi sintomi della gengivite. La placca è una sottile pellicola, in genere incolore, formata soprattutto dai batteri che si formano sui denti dopo aver mangiato amidi e zuccheri presenti negli alimenti.

In generale, la gengivite si sviluppa come segue: se i denti e gli spazi interdentali non vengono puliti regolarmente e accuratamente, si forma la placca, soprattutto nella zona gengivale. In questa placca, i batteri e altri germi possono diffondersi e moltiplicarsi meravigliosamente. Essi attaccano quindi le gengive. Se la placca dentale non viene rimossa due volte al giorno con lo spazzolino, i batteri prendono il sopravvento e rilasciano metaboliti, acidi e tossine che attaccano le gengive.

Placca, tartaro e tasche gengivali

La placca dentale contiene batteri, ed è una sostanza incolore e adesiva che si deposita sui denti a causa di stili di vita non appropriati. Senza rimozione quotidiana, la placca si mineralizza e diventa tartaro, difficile da eliminare con i soli mezzi domiciliari. La scarsa igiene orale porta alla trasformazione della placca in tartaro: una pellicola ben più dura della placca, che attira sempre più batteri. Se non si rimuove regolarmente la placca, i minerali presenti nella saliva si accumulano e si induriscono in tartaro. La differenza tra placca e tartaro è che la placca può essere rimossa con lo spazzolino, ma non il tartaro.

Si formano tasche gengivali in cui i batteri possono insediarsi ancora più facilmente. Una tasca gengivale si forma quando la gengiva non è più aderente alla radice del dente, ma si è staccata. Quanto più profonda è la tasca gengivale, tanto più i batteri vi si possono annidare e aggravare l'infiammazione. I dentisti possono determinare la profondità delle tasche gengivali utilizzando una sonda.

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La gengivite è contagiosa?

Poiché la gengivite è generalmente un'infezione batterica, è anche contagiosa e può essere diffusa attraverso la saliva. I batteri del cavo orale possono passare tra conviventi, ma la malattia dipende soprattutto dall'igiene, dai fattori di rischio e dalla suscettibilità individuale. In altre parole, i batteri possono essere trasmessi, ma lo sviluppo della malattia dipende dalla risposta infiammatoria del soggetto e dalle sue abitudini di igiene orale.

Il primo segno è solitamente il sanguinamento delle gengive: quando ci si lava i denti, il dentifricio sputato non è bianco, ma rossastro. Mordere una mela lascia un retrogusto metallico e segni rossi. E quando si puliscono gli spazi tra i denti, il sangue scorre, anche se non si è premuto molto con lo spazzolino interdentale o non si è trascinato con il filo interdentale. Se poi si osserva l'area che sanguina, si nota che le gengive sono rosse e gonfie.

Cause principali e fattori di rischio

La causa principale della gengivite è l’accumulo di batteri nel cavo orale, che formano un film sottile sui denti, inducendo la formazione di placca e, nel tempo, di tartaro. La maggior parte delle gengiviti è causata da una scarsa igiene orale. La nostra cavità orale è un vero e proprio biotopo per innumerevoli batteri che si nutrono di residui di cibo. Più resti di cibo si lasciano in bocca, più velocemente i batteri possono diffondersi.

  • Fumo: il fumo compromette la circolazione sanguigna e può mascherare il sanguinamento, rendendo la gengivite meno evidente.
  • Cambiamenti ormonali: gravidanza, pubertà, menopausa e mestruazioni aumentano la sensibilità gengivale.
  • Malattie sistemiche: diabete scompensato, leucemia e altre condizioni possono manifestare gengivite come sintomo.
  • Farmaci: alcuni farmaci possono causare gengivite come effetto collaterale.
  • Apparecchi ortodontici e impianti: rendono più difficile l'igiene e favoriscono l'accumulo di placca; mucosite e peri-implantite sono rischi associati.
  • Stress e secchezza orale: lo stress riduce le difese immunitarie; la saliva ha un effetto antibatterico e la sua riduzione facilita le infezioni.
  • Traumi meccanici: spazzolamento aggressivo, setole dure o uso scorretto del filo possono ferire le gengive.
  • Predisposizione ereditaria: la suscettibilità alla parodontite può essere trasmessa ai figli.

Forme particolari: gengivite ulcerosa e infezioni virali o fungine

La gengivite ulcerosa acuta è una forma particolarmente grave di gengivite. Questa forma aggressiva di gengivite è molto rara e si verifica soprattutto nelle persone con un sistema immunitario indebolito. Un massiccio attacco di batteri provoca ulcere purulente sulle gengive. Quando un herpes virus causa una gengivite, questa diventa particolarmente dolorosa: all'interno della bocca compaiono piccole vesciche o piaghe gialle o bianche. Queste sono note anche come afte acute. Un'infezione fungina nella cavità orale è spesso il mughetto orale (Mundsoor), caratterizzato dalla comparsa di chiazze bianche cancellabili sulle gengive, sulla lingua e agli angoli della bocca.

Sintomi e diagnosi

I segnali tipici sono gengive arrossate e tumefatte, sanguinamento allo spazzolamento o al passaggio del filo, alitosi, talvolta sensibilità al freddo. In alcuni casi compare una retrazione iniziale del margine gengivale. Se noti pus, mobilità dentale o dolore persistente, il quadro potrebbe essere più avanzato e richiede una valutazione tempestiva. Di norma, il medico riconosce la gengivite già a occhio nudo. Per verificare se la parodontite è minacciosa, il dentista misura il solco - il solco tra il dente e la gengiva - con una sonda. Idealmente, questo solco dovrebbe essere profondo meno di tre millimetri.

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Il dentista può prescrivere ulteriori esami: una radiografia della mascella mostra se la parodontite ha già portato alla perdita di tessuto osseo. Un'analisi della saliva può determinare il tipo di batteri che causano l'infiammazione delle gengive.

Trattamento e terapie professionali

Essendo il primo stadio della malattia parodontale, la risposta è sì: la gengivite si cura. I trattamenti odontoiatrici per curare la gengivite eliminano l’infezione e i batteri nocivi, assieme a placca e tartaro. Pulizia radicolare: a differenza della tradizionale pulizia dei denti, raggiunge più in profondità le gengive. La detartrasi rimuove tartaro e placca sottogengivale, riducendo rapidamente sanguinamento e gonfiore. Se sono presenti tasche, la levigatura radicolare migliora l’adesione dei tessuti. Se il sintomo associato è un forte dolore, è possibile assumere un antidolorifico antinfiammatorio il cui principio attivo è Ibuprofene per combattere la gengivite.

Gli antibiotici come l’amoxicillina o la clindamicina possono essere prescritti dal dentista per trattare infezioni gravi. Il gold standard per il trattamento delle infiammazioni della bocca è il principio attivo della clorexidina che, in parole povere, uccide tutti i batteri presenti nel cavo orale. La clorexidina è disponibile sotto forma di collutorio, pomata o gel, che il dentista vi consiglierà.

Igiene domiciliare e rimedi efficaci a casa

La misura più importante è un'igiene orale particolarmente rigorosa. Quando si parla di gengivite, una buona igiene dentale è essenziale. Anche se è sgradevole e in alcune circostanze può persino sanguinare, la pulizia accurata dei denti è una priorità assoluta ed è il miglior rimedio per la gengivite batterica. In caso di gengivite, lavarsi i denti come di consueto due volte al giorno per circa tre minuti, possibilmente dopo colazione e prima di andare a letto.

  • Usare uno spazzolino a setole morbide ed evitare setole dure che possono danneggiare le gengive.
  • Preferire scovolini interdentali: è scientificamente provato che gli scovolini interdentali puliscono gli spazi interdentali meglio del filo interdentale in molti casi.
  • Completare l’igiene con collutori antisettici per periodi limitati su indicazione del dentista.
  • Evita dentifrici abrasivi o con SLS; preferire dentifrici che favoriscono la guarigione delle gengive.
  • Risciacqui con acqua salata e gel lenitivi (aloe vera, camomilla) possono dare sollievo.

Il paziente si è recato presso lo studio dentistico con una gengivite. L'igienista dentale ha spiegato come utilizzare gli scovolini interdentali. All'esame iniziale, il tasso di infiammazione era del 100%. Dopo due settimane, durante le quali il paziente ha pulito regolarmente gli spazi interdentali con uno scovolino interdentale, il tasso è sceso al 46%.

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Prevenzione e controlli periodici

La prevenzione della gengivite si basa su una serie di pratiche quotidiane e periodiche volte a mantenere una buona salute orale e a ridurre significativamente il rischio di sviluppare questa infiammazione gengivale. Spazzolamento e flossing: la routine di igiene orale dovrebbe includere lo spazzolamento dei denti almeno due volte al giorno, utilizzando una tecnica accurata che copra tutte le superfici dei denti. Completa sempre con il filo interdentale o, se gli spazi lo consentono, con scovolini di calibro adeguato. Sottoporsi ogni 6-12 mesi all'igiene dentale professionale è raccomandato; il piano di richiami è personalizzato in base al rischio: in genere ogni 6 mesi, più spesso in caso di fattori predisponenti.

Prenotare una visita dal dentista almeno una volta l’anno ti permette di tenere sotto controllo la tua situazione dentale. Se la gengivite non migliora, è bene recarsi dal dentista entro una settimana per un controllo e per prevenire eventuali danni da parodontite.

Domande frequenti (FAQ)

  1. Le gengive infiammate guariscono da sole? Se la causa è la placca, una pulizia quotidiana corretta può far regredire la gengivite in pochi giorni. Se c’è tartaro o sanguinamento persistente serve una seduta professionale.
  2. Quanto tempo ci vuole perché smettano di sanguinare? Dopo un’igiene accurata e l’eventuale detartrasi, il sanguinamento tende a ridursi in 7-14 giorni. Se persiste, è opportuno un controllo.
  3. È normale che le gengive sanguinino quando passo il filo? Il sanguinamento non è normale: indica infiammazione.
  4. Lo scovolino sostituisce il filo? Sono strumenti complementari: negli spazi più ampi lo scovolino è ideale, nei contatti stretti il filo resta insostituibile.
  5. Posso usare rimedi naturali come aloe o oli essenziali? Possono dare sollievo, ma non rimuovono la placca. La priorità è una detersione quotidiana efficace e, se necessario, la pulizia professionale.
  6. La gengivite è contagiosa? I batteri del cavo orale possono passare tra conviventi, ma la malattia dipende soprattutto dall’igiene, dai fattori di rischio e dalla suscettibilità individuale.

Indicazioni pratiche finali

Intervenire presto è fondamentale: la gengivite è reversibile, ma se trascurata può evolvere in parodontite, con danni ai tessuti di sostegno del dente. Riduci zuccheri e spuntini appiccicosi, limita alcol e fumo, bevi acqua con regolarità e mastica lentamente. Spazzola sempre la sera prima di coricarti e non saltare la detersione interdentale. Programma un controllo periodico anche in assenza di sintomi: l'infiammazione gengivale può essere silente nelle fasi iniziali.

Infografica: Differenza tra placca e tartaro e sviluppo della gengivite
Video: Tecnica corretta di spazzolamento e uso degli scovolini
SegniTempo di miglioramento con igieneQuando consultare il dentista
Gonfiore, arrossamento, sanguinamento7-14 giorni con igieneSe persiste dopo una settimana o c'è dolore/mobilità
Tasche gengivali superficialiRichiedono terapia professionaleVisita parodontale e sondaggio
Presenza di tartaroNon migliora solo con igiene domiciliareDetartrasi professionale necessaria

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