Requisiti per la certificazione ISO nelle ceramiche dentali e applicazioni in odontoiatria

Quando si parla di salute dentale, la qualità dei materiali utilizzati gioca un ruolo fondamentale nella sicurezza, nella durata e nell’efficacia dei trattamenti. Un dentista professionista deve sempre affidarsi a materiali certificati, testati e conformi alle normative vigenti per garantire ai pazienti risultati ottimali e duraturi. Per essere sicuro di ricevere trattamenti di qualità, è importante verificare che il dentista utilizzi materiali certificati. La scelta di materiali certificati è fondamentale per garantire sicurezza, durata e risultati estetici eccellenti nei trattamenti odontoiatrici.

Norme ISO rilevanti per i produttori di prodotti dentali e ceramiche

La certificazione ottenuta da Nobil Metal assicura che l'azienda adotti un sistema di gestione qualità basato su un insieme di procedure, di registrazioni e di quei "requisiti documentati" che assicurano la conformità delle caratteristiche del prodotto al sistema di gestione di analisi dei rischi. La Nobil Metal S.p.A., tra le aziende leader del settore dentale, in seguito alla verifica ispettiva svolta da parte dell'Ente Certiquality in data 26 gennaio 2006, ha ottenuto la certificazione secondo la norma ISO 13485. Tale norma è riferita nello specifico alla gestione dei dispositivi medici.

Alice Ceramica ha ottenuto la certificazione ISO 9001:2015, che garantisce l’impegno dell’azienda a mantenere elevati standard di qualità. Questa certificazione attesta l’adozione di un sistema di gestione della qualità conforme agli standard internazionali, con un focus sul miglioramento continuo dei processi produttivi, sulla soddisfazione del cliente e sull’efficienza operativa. Alice Ceramica ha ottenuto la certificazione ISO 14001:2015, che attesta il nostro impegno nella gestione ambientale e nella sostenibilità. Alice Ceramica ha ottenuto la certificazione ISO 45001:2018, che attesta l’adozione di un sistema di gestione per la salute e la sicurezza sul lavoro.

Ai sensi della Certificazione ISO 9001, tutte le fasi del processo produttivo, a partire dall’arrivo delle materie prime fino alla scelta e confezionamento del prodotto finito, vengono opportunamente verificate da personale esperto attraverso accurati controlli di qualità. Il sistema qualità dei siti produttivi Panariagroup viene verificato con frequenza annuale da un ente certificatore esterno attraverso accurate visite ispettive.

Certificazioni ambientali e dichiarazioni di prodotto

Per Ai fini della Certificazione ISO 14001 tutti gli aspetti ambientali inerenti all’attività di produzione di piastrelle vengono costantemente controllati, garantendo l’utilizzo delle migliori tecnologie presenti sul mercato per ridurre al minimo gli impatti ambientali generati. Il sistema ambientale dei siti produttivi Panariagroup viene verificato con frequenza annuale da un ente certificatore esterno attraverso accurate visite ispettive.

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EPD (Environmental Product Declaration): dichiarazione ambientale di prodotto di tipo III effettuata su base volontaria, che si basa sull’analisi del ciclo di vita del prodotto (secondo l’approccio “dalla culla al tomba”) in accordo alla norma EN 15804. La presente dichiarazione viene redatta facendo riferimento alle linee guida delle norme UNI EN ISO 14040 e alle regole specifiche per la categoria di prodotto PCR (Product Category Rules).

La Carbon Footprint di prodotto (CFP) è la quantificazione dell’impatto complessivo di un prodotto sul riscaldamento globale. Esprime il totale delle emissioni di gas ad effetto serra associate direttamente o indirettamente ad un prodotto durante l’intero ciclo di vita ed è espressa in grammi di CO2 equivalente. La norma ISO 14067 è la norma che permette di calcolare e comunicare un carbon footprint. La Carbon Footprint di Organizzazione (CFO) permette la quantificazione dell’impronta climatica dell’intera Organizzazione prendendo in considerazione le emissioni di GHG (Green House Gases) complessive dirette ed indirette.

Il sistema comunitario di ecogestione e audit EMAS per le organizzazioni richiede la creazione di un Sistema di Gestione Ambientale basato sul continuo miglioramento delle proprie prestazioni. Il sistema si fonda sulla creazione di un rapporto di collaborazione e fiducia con i dipendenti, con le istituzioni del territorio e con il pubblico. La Dichiarazione Ambientale è il documento finale di tale processo.

Altri standard volontari e dichiarazioni utili per prodotti ceramici in ambito sanitario

Il marchio GREENGUARD certifica i prodotti che negli ambienti interni garantiscono i più elevati standard di qualità dell’aria. Tutte le collezioni Lea Ceramiche in gres porcellanato e Slimtech hanno ottenuto la certificazione GREENGUARD GOLD, cioè lo standard di UL con i limiti più stringenti di emissioni di VOC, e sono perciò in grado di assicurare la migliore salubrità alle persone che vivono e che abitano gli ambienti. Per questo possono essere impiegate in ambienti come scuole e strutture sanitarie, frequentate da soggetti sensibili come i bambini e gli anziani.

Declare® è una piattaforma per materiali da costruzione attraverso la quale le aziende manufatturiere possono, su base volontaria, fornire indicazioni sui loro materiali rendendo così accessibili a tutti informazioni tecniche anche complesse. Questo riconoscimento attesta che i nostri materiali sono ‘Red List Free’, ossia privi di sostanze chimiche rischiose per la salute umana e l'ecosistema.

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HPD - Health Product Declaration® è uno standard volontario di autodichiarazione riconosciuto a livello internazionale che offre informazioni dettagliate sulla composizione chimica dei materiali e valuta i potenziali rischi per la salute sulla base di liste prioritarie di pericoli. Iris Ceramica Group ha aderito all’HPD Collaborative e ha reso disponibili gli HPD dei propri prodotti.

Marcature CE e organismi notificati

I certificati di marcatura CE sono due divisi per "famiglie" di Dispositivi Medici. Il numero 0477 che si trova dopo il simbolo CE identifica l'Ente Notificato che ha rilasciato le marcature: eurofins. Il certificato ha una validità di 3 anni dalla sua data di emissione. L'ente di Certificazione che ha rilasciato il certificato è Certiquality.

Implicazioni cliniche: materiali ceramici e scelta basata sulla certificazione

Diverse tipologie di ceramica per il restauro parziale e adesivo "metal free" nei settori frontali. L'introduzione in odontoiatria delle ceramiche "metal-free" ha permesso di eliminare, nella riabilitazione del gruppo frontale, la sottostruttura in lega tipica dei manufatti in metallo-ceramica. In particolare, questo risultato è stato possibile in seguito alla messa a punto delle procedure adesive ai tessuti dentali ma anche come conseguenza della scoperta di procedure che garantiscono un legame adesivo al manufatto ceramico. L'interposizione di un accoppiante resinoso (cemento in senso lato) tra i tessuti dentali e il manufatto, entrambi trattati con procedure adesive, ha permesso un legame tenace del manufatto alle superfici dentali rendendo trascurabile il rischio di distacco nel tempo.

Lo sviluppo della tecnologia adesiva sopraccitata ha permesso la realizzazione di restauri davvero minimali che vanno a ripristinare esclusivamente la porzione superficiale del dente anteriore attraverso il confezionamento di restauri parziali vestibolari o faccette. Il "goal" nel confezionamento delle faccette in ceramica è scegliere un materiale con un buon grado di translucenza, più simile possibile a quella dello smalto dentario.

Caratteristiche ottiche e meccaniche delle principali ceramiche dentali

La ceramica dentale è, tra tutti i materiali disponibili, quella che maggiormente assomiglia, dal punto di vista estetico, ai tessuti dentali in virtù di un comportamento simile verso la luce incidente. Tra tutte le proprietà ottiche del dente naturale, quella che è maggiormente ricercata dal clinico e dall'odontotecnico nella riabilitazione estetica anteriore mediante faccette è sicuramente la riproduzione della translucenza dello smalto.

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La translucenza è una proprietà di quei materiali che si presentano abili nel farsi, in parte, attraversare dalla luce e permettere, anche, la sua diffusione all'interno del materiale stesso. La translucenza è caratteristica peculiare dello smalto dentario, almeno della maggior parte degli smalti dentari umani e, comunque, anche per lo smalto con un pattern tendenzialmente opalescente, nelle zone ove i suoi spessori sono ridotti evidenzia sempre un discreto grado di translucenza.

Le ceramiche feldspatiche sono materiali ceramici dotati del maggior grado di translucenza ma occorre considerare come negli ultimi anni sono stati introdotti in odontotecnica dei materiali ceramici a matrice vetrosa che presentano caratteristiche di translucenza simili a quelle delle porcellane feldspatiche e quindi allo smalto dentario. Il disilicato di litio invece è il miglior compromesso tra estetica e funzionalità ed infatti le sue ceramiche sono molto utilizzate poiché sono molto facili da applicare e si adattano sia ai denti anteriori che posteriori.

Da quanto detto appare chiaro che il di-silicato di litio è un materiale idoneo al confezionamento di faccette in ceramica avendo proprietà ottiche simili a quelle del dente naturale, ottime proprietà di resistenza meccaniche ed è suscettibile, previa mordenzatura con acido fluoridrico e applicazione di un silano, ad accogliere le procedure adesive e l'accoppiamento con un "cemento" resinoso intermedio formando con un unico complesso adesivo con i tessuti duri del dente.

Lo zirconio è un tipo di ceramica minerale piuttosto dura e resistente. Il materiale migliore per mascherare una superficie dentale ricevente discromica è la zirconia che presenta valori di translucenza compresi tra 5.5 e 13.5 e quindi inferiori a quelli dei tessuti dentali con conseguente proprietà coprente. Solitamente le corone realizzate in zirconio sono di due tipi ovvero zirconio monolitico o a doppia struttura. Quest'ottima proprietà della zirconia deve però fare i conti (almeno a oggi) con problemi riguardanti la cementazione adesiva, essendo la zirconia poco suscettibile a tale procedura con conseguente rischio considerevole di distacco delle faccette nel corso della loro funzione.

Translucenza, spessore e integrazione cromatica

La translucenza, misurata attraverso analisi spettrofotometrica, dello smalto dentario in uno spessore di 1 mm è pari a 18.1 mentre quella dei diversi di-silicato di litio è compresa in un range che va da 14.9 a 19.6, quindi molto simile a quella dello smalto del dente naturale. Esiste un quasi completo accordo in letteratura sul fatto che la translucenza segue una relazione inversamente proporzionale allo spessore, nel senso che aumentando lo spessore del manufatto diminuisce la sua translucenza. Questa caratteristica del di-silcato di Litio ha una ripercussione clinica sulla base della quantità di tessuto dentale che è asportato durante la preparazione e quindi in base allo spessore finale della faccetta.

Se lo spessore della faccetta è molto sottile e comunque sotto 1 mm diventerà fondamentale la scelta del colore dell'accoppiante resinoso da "cementazione" in quanto la luce facilmente attraverserà la faccetta e andrà ad interagire con la superficie di preparazione ma anche con l'agente accoppiante resinoso. In questi casi occorre fare delle prove (try-in) prima del fissaggio definitivo, provando accoppianti resinosi da cementazione di diverso colore e vedere quello che maggiormente permette l'integrazione della faccetta con i denti adiacenti oppure, nel caso di grosse riabilitazioni, quello che permette il mantenimento originale della luminosità dei manufatti. Alcuni accoppianti resinosi da cementazione sono accompagnati, all'interno del Kit, da alcuni gel di glicerina colorati (gel per il try-in) corrispondenti al colore del composito resinoso da "cementazione" e quindi molto utili a fare tali prove intra-operatorie.

Se lo spessore della faccetta è aumentato e comunque sopra 1.5 mm, l'influenza del substrato sottostante (inteso sia come tessuto dentale sia come colore dell'agente accoppiante resinoso) è decisamente meno rilevante ma il restauro perderà parte delle sue proprietà di translucenza e tenderà ad assumere il colore indicato dal fabbricante. Il colore del manufatto in questo caso dovrà integrarsi con i denti adiacenti e il significato estetico non significherà solo ripristinare il guscio di smalto superficiale ma anche parte dei tessuti dentinali superficiali.

Linee guida pratiche per odontoiatri e laboratori

  • Affidarsi a fornitori con certificazioni ISO appropriate (es. ISO 13485 per dispositivi medici; ISO 9001 per la qualità dei processi; ISO 14001 per gestione ambientale; ISO 45001 per salute e sicurezza).
  • Verificare la marcatura CE e l'ente notificato associato al prodotto; controllare validità e ambito del certificato.
  • Richiedere dichiarazioni di prodotto come EPD, HPD o CFP per comprendere impatti ambientali e composizione chimica.
  • Scegliere il materiale ceramico in funzione dell’indicazione clinica: feldspatiche per massima translucenza, disilicato di litio per compromesso estetica/resistenza, zirconia per maggior coprenza e resistenza meccanica.
  • Valutare attentamente spessore della faccetta e strategia di cementazione; eseguire try-in con gel colorati per ottimizzare l’integrazione cromatica.
  • Preferire prodotti con prove certificate di biocompatibilità e controlli qualità lungo tutto il processo produttivo.
Diagramma: confronto translucenza e resistenza di feldspatica, disilicato di litio e zirconia

Tabella riassuntiva: proprietà e indicazioni delle ceramiche

Materiale Translucenza Resistenza meccanica Indicazioni cliniche
Ceramica feldspatica Molto alta Inferiore al disilicato Faccette anteriori estetiche
Disilicato di litio Alta (HT) o media (LT) Buona Faccette e restauri anteriori/posteriori, compromesso estetico-funzionale
Zirconia Bassa - media Molto alta Mascheramento di substrati discromici, corone posteriori resistenti
Video: come scegliere materiali certificati per restauri estetici in odontoiatria

Ruolo delle certificazioni nella gestione del rischio e della qualità clinica

La certificazione ISO 13485 è riferita nello specifico alla gestione dei dispositivi medici e assicura che l'azienda adotti un sistema di gestione qualità basato su procedure e registrazioni che garantiscono la conformità del prodotto e la gestione dei rischi. Quando si parla di salute dentale, la qualità dei materiali utilizzati gioca un ruolo fondamentale nella sicurezza, nella durata e nell’efficacia dei trattamenti. Un dentista professionista deve sempre affidarsi a materiali certificati, testati e conformi alle normative vigenti per garantire ai pazienti risultati ottimali e duraturi.

I processi certificati e attenti a garantire elevati standard di qualità delle piastrelle in ceramica e una continua innovazione nel design rispecchiano la filosofia che dovrebbe guidare anche i produttori di materiali dentali: garantire controlli rigorosi, sicurezza del prodotto e trasparenza tramite certificazioni e dichiarazioni volontarie.

Infografica: flusso di certificazione ISO 13485 per produttori di dispositivi medici dentali

Buone pratiche per il paziente

  1. Chiedere informazioni sulle certificazioni dei materiali impiegati (ISO 13485, marcatura CE, EPD, HPD, CFP).
  2. Verificare che il laboratorio odontotecnico e il produttore del materiale seguano un sistema qualità certificato (ISO 9001) e buone pratiche ambientali (ISO 14001).
  3. Richiedere spiegazioni sul materiale scelto e sulle implicazioni estetiche e funzionali relative a spessore e translucenza.
  4. Assicurarsi che il clinico esegua prove try-in per valutare l’integrazione cromatica prima del fissaggio definitivo.

Quando si parla di qualità delle cure odontoiatriche, la certificazione dei materiali e dei processi produttivi non è un dettaglio burocratico, ma una garanzia concreta per il paziente: affidarsi a un dentista che utilizza solo materiali approvati e conformi agli standard internazionali è il primo passo per prendersi cura della propria salute orale con fiducia.

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