
Cantare non è poi così difficile e tutti possono imparare a farlo. Qui ho riassunto la Tecnica Vocale Completa in poche pagine. Tra le varie parti del corpo coinvolte nel canto, la mascella non è certo la prima a cui pensiamo. Ce ne accorgiamo soprattutto quando non funziona bene. Prestare attenzione alla mascella è quindi particolarmente importante prima di cantare. Proprio come uno sportivo professionista, hai bisogno di riscaldare e allungare la mascella per renderla più flessibile e superare la tensione.
La mascella è un elemento fondamentale dell'azione del canto. I movimenti e la tensione interna a livello della mandibola possono modificare considerevolmente il suono. Tra le varie parti del corpo coinvolte nel canto, la mascella non è certo la prima a cui pensiamo. Ce ne accorgiamo soprattutto quando non funziona bene.
Se la voce è a posto, il canto è un divertimento. Il canto lirico è facile, se sentite fatica in gola, muscoli e costrizione nel collo siete sulla strada sbagliata. Se si "percepisce" la voce che batte nella MASCHERA, significa che la voce e la gola sono libere. Perchè le gallerie non si scavano tutte assieme, ora sì, si chiama "talpa", ma una volta... Da un punto di vista tecnico, ecco quel che io chiamo il mio sistema di canto: in italiano diciamo "raccogliere i suoni".
Il supporto consiste in un lavoro di opposizione alla naturale spinta del diaframma a rilasciare l’aria che è stata inalata; ciò si ottiene resistendo al movimento di tale muscolo. Quando cantiamo, i muscoli all’altezza della vita e del plesso solare devono essere spinti verso l’esterno mentre l’addome attorno all’ombelico deve essere gradualmente spinto verso l’interno, in modo costante e sostenuto, ed i muscoli della schiena devono essere in tensione.
La mascella interviene nell’equilibrio dell’apparato: la sua tensione, la sua tonicità, la si pensa tonica e non, come si sente dire spesso, molto rilassata. Quando si mantiene una certa tensione nella mascella, si provoca al contrario la chiusura della catena muscolare anteriore, dunque dei muscoli addominali, il che crea la messa in tensione di tutti i muscoli di cui si ha bisogno per controllare il diaframma.
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Il fiato passa attraverso le corde vocali e - permettetemi un termine "pittorico" - si "tinge" delle vibrazioni delle corde vocali, ma questo non basta. Questo flusso d'aria che porta il prezioso carico sonoro con sè, deve essere indirizzato soprattutto nella parte centrale e bassa della voce in alto. Il suono dovrebbe uscire attraverso la MASCHERA... brillante e vivo.
Evita di protrudere la mandibola e stringere le labbra, poiché potrebbe innescare una costrizione incontrollata, soprattutto nella parte alta della voce. Ottieni una posizione corretta aprendo la bocca e posizionando un dito tra l’arcata superiore dei denti e la mandibola. Mantieni questa posizione mentre canti: la mandibola dovrebbe essere arretrata rispetto alla mascella.
Il suo asse: scende in verticale. Si può immaginare che gli incisivi mascellari e mandibolari tendano ad allinearsi, con morbidezza, senza irrigidire una posizione. Aprire la bocca non significa aprire fino a un rilassamento come quando si sbadiglia. Una mandibola troppo rilassata può provocare un rilassamento della catena muscolare anteriore, ridurre l'ampiezza dei movimenti del velo palatino, modificare la morbidezza della sospensione laringea e disturbare l'articolazione delle parole.
Esercizio n. L’esercizio più semplice e naturale è lasciare che la mascella si rilassi. Apri lentamente la bocca (senza esagerare) e lascia penzolare la mascella inferiore verso il collo. Il tuo sex appeal scenderà a zero per qualche istante e ti sentirai un po’ sciocco, ma questo permetterà di rilassare i muscoli tra le due mascelle.
Esercizio n. Metti indice e medio dietro le guance, vicino alle orecchie. Apri lentamente la bocca finché non senti un piccolo scatto nella mascella. Massaggia delicatamente la mascella nel punto in cui si trovano le dita, senza premere troppo. Dovresti presto avvertire un impulso irresistibile a sbadigliare.
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Esercizio n. Appoggia le mani dietro la testa, all’altezza della nuca, in modo da sostenere il capo. Rilassa i muscoli della testa e del collo. A questo punto sono solo le mani a sorreggere la testa.
Esercizio n. Pronuncia ad alta voce più volte un lungo «Ooooooh», come se fossi molto sorpreso.
Tutto il lavoro svolto con i punti cardine precedenti mira a costruire lo strumento che è la voce. Dal momento in cui si fanno le vocali e le consonanti, si trasforma un suono in linguaggio estetico, perché si tratta di cantare. La parola vocale, che viene dal latino «vocalis» o «vox» che significa la voce, è un suono della voce prodotto dall'accostamento delle corde vocali su una frequenza che si ritroverà colorata da una posizione della lingua e del velo palatino.
Le vocali «i» ed «é» sono dette aggancianti: sono vocali chiuse, la bocca è poco aperta e il suono è concentrato. Per pronunciare la «i» correttamente, la lingua deve essere alta e posta prima del palato molle. La «é» mantiene la lingua all'incirca nella stessa posizione, ma arretra leggermente. Nel punto di contatto, queste due vocali occupano più spazio lateralmente: si distendono tra i molari. La «i» si percepisce come la più alta, la più brillante, persino la più acida delle vocali.
Il caso della «u» è particolare: la sua posizione è un intermedio tra le aggancianti e le raccoglitrici «o» e «ou». La lingua resta alta, ma si distende meno tra i molari rispetto alla «i» o alla «é», pur mantenendo un contatto con essi.
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Per le consonanti M e N: sono nasali: nella loro esecuzione, sono al crocevia tra le consonanti e le vocali. Le cavità nasali sono il luogo di risonanza dei suoni nasali: «m», «n», e il «gn» inglese di singing. Per pronunciare la consonante «m»: prendete la posizione della «p» con le labbra e soffiate dal naso, con le corde vocali chiuse. Per pronunciare la consonante «n»: prendete la posizione della «l» con le labbra e soffiate dal naso, con le corde vocali chiuse. È impossibile pronunciare queste nasali tappandosi il naso.
L’area sopra le corde vocali forma un imbuto chiamato ‘imbuto epiglottico’. Quando si esegue il twang, l’imbuto epiglottico si restringe. Il restringimento dell’imbuto epiglottico può essere operato in vari modi, dalla parte più bassa al bordo superiore dell’imbuto. Di conseguenza, il suono diventa più chiaro e pulito (senza aria udibile) e puoi aumentare il volume. È importante utilizzare sempre il twang necessario, specialmente nei modi metallici, per avere una tecnica corretta e non sforzare la voce, indipendentemente dal colore timbrico e dall’effetto utilizzato. Il twang necessario rende più facile cantare.
Quando si lavora con i modi ci sono due livelli da tenere in considerazione: il livello base, che riguarda i modi ed il metallo, e il livello avanzato, che riguarda la densità e i modi. L’uso della voce può essere suddiviso in quattro modi vocali: Neutral, Curbing, Overdrive ed Edge. I modi differiscono tra loro, perché hanno diverse quantità di metallo e perché hanno caratteri diversi. I modi hanno anche vantaggi e svantaggi specifici in relazione a: altezza della nota, volume, vocali e colori timbrici. La maggior parte dei problemi vocali si verificano a causa di un uso scorretto dei modi. Ogni modo ha una determinata caratteristica, oltre ad avere vantaggi e limitazioni: è importante conoscere e controllare i modi, per sfruttare al massimo i primi ed evitare i secondi.
Il colore timbrico viene prodotto nel tratto vocale, ovvero il tratto compreso tra le corde vocali e le labbra, incluse le cavità nasali. La forma e le dimensioni del tratto vocale sono di primaria importanza per determinare il colore timbrico. Non esistono due cantanti con lo stesso tratto vocale, ragion per cui ogni cantante ha un proprio colore timbrico. Se il tratto è ampio, il colore timbrico sarà più scuro. Se è piccolo, il colore timbrico sarà più chiaro.
La MASCHERA facciale corrisponde al timbro e il timbro alla maschera. Per MASCHERA non è da intendersi la cavità nasale soltanto. Qualunque nota, a qualunque regione appartenga, va collocata in corrispondenza dei seni frontali in modo che, per "simpatia", partecipino alle risonanze anche le cavità etmoidali sfenoidali mascellari nasali. Collocata la prima nota le altre seguiranno sul filo del soffio che produce le meraviglie del "cantar legato" e del "legar cantando".
Perché la mia «i» suona acida quando canto? È normale. La «i» viene percepita come la più alta, la più brillante, persino la più acida delle vocali. Si tende a volerla scurire, ma non bisogna farlo: questa sensazione è normale, ciò che conta è che chi ti sta intorno senta un suono caldo. Se senti la tua «i» rotonda, vuol dire che è mal collocata.
Dove mettere la lingua per cantare le vocali? Per la «i», la lingua deve essere alta e collocata davanti al palato molle; la «é» mantiene più o meno la stessa posizione arretrando leggermente. Nel punto di contatto, queste vocali si distendono lateralmente: la lingua entra in contatto ai due lati dei molari superiori.
Bisogna rilasciare la mandibola per cantare? No. Si pensa la mandibola tonica, e non molto rilassata: aprire la bocca non significa aprire fino a un rilassamento come quando si sbadiglia. Una mandibola troppo rilassata può provocare un rilassamento della catena muscolare anteriore, ridurre l'ampiezza dei movimenti del velo palatino, modificare la morbidezza della sospensione laringea e disturbare l'articolazione delle parole.
È importante conservare la tua energia nel supporto, in modo da non sprecarla o usarla nel momento sbagliato: non utilizzarla prima che sia necessario, ma salvala per quando il canto diventa difficile, come sulle note alte o alla fine di una frase. Per le stesse ragioni, è anche importante poter passare liberamente tra un modo e l’altro; si può effettuare il passaggio tra modi diversi in maniera fluida o decidere di fare cambi bruschi per ottenere Break vocali.
Quando avrai compreso e assimilato con successo le informazioni sui modi e sul metallo, fornite nel livello base, i modi e le loro densità ti daranno una comprensione più profonda. Non è necessario lavorare con le densità o con il falsetto per utilizzare i modi.
Ricordo come fosse ora la mia prima lezione di canto, ero felicissima e piena di curiosità perché cantare - già lo sentivo - era la cosa che più amavo fare. Il Maestro mi fece vedere come respirava mentre mi faceva sentire i muscoli addominali che funzionavano benissimo... "Ecco!" - disse il Maestro - "vedi? Morbida, morbida qui (si toccava la mandibola) come uno sbadiglio!
Non aspettatevi enormi vibrazioni; sentirete vibrazioni lievi e un suono che schizza in alto da solo, ricco e penetrante, più potente certamente di un normale suono che resti bloccato in gola. Prestare attenzione alla mascella è quindi particolarmente importante prima di cantare. Proprio come uno sportivo professionista, hai bisogno di riscaldare e allungare la mascella per renderla più flessibile e superare la tensione.
| Cosa fare | Cosa evitare |
|---|---|
| Posizionare la mandibola arretrata rispetto alla mascella, con un dito di spazio | Protrudere la mandibola o stringere le labbra |
| Mantenere una tonicità controllata, non un rilassamento totale | Lasciare la mascella completamente ciondolare come nello sbadiglio prolungato |
| Fare esercizi di massaggio e rilassamento (dita vicino alle orecchie, sbadiglio controllato) | Ignorare la tensione pre-esibizione |
| Curare la posizione della lingua per le vocali (es. «i» alta) | Modificare le vocali alterando e irrigidendo la forma della bocca |
Tutto ciò che è bloccato o irrigidito è nefasto per il canto. L’utilizzo della mascella corretta, insieme a un buon supporto, a un twang adeguato e a una gestione consapevole dei modi vocali, permette di ottenere una emissione libera, omogenea e ricca di colori timbrici.
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