Cambiamenti struttura ossea mascella invecchiamento: come evolve lo scheletro facciale e l’impatto sul viso

Quando pensa all’invecchiamento del viso, la maggior parte delle persone pensa rughe, grinze e lassità della pelle. Chi desidera contrastare i segni del tempo sul viso deve avere aspettative realistiche. Inoltre, essendo tutti diversi, i segni di invecchiamento varieranno da persona a persona. A volte i ricercatori parlano di due processi di invecchiamento, intrinseco ed estrinseco. L’invecchiamento intrinseco, o genetico, è causato in principalmente da un accumulo di “sostanze di scarto”, o sottoprodotti, dei processi cellulari nel nostro organismo. Questi sottoprodotti hanno un nome scientifico: specie reattive dell’ossigeno, o ROS. L’effetto cumulativo di questi due processi è ciò che possiamo vedere quando ci guardiamo allo specchio. Tuttavia, può essere difficile dire con precisione che cosa esattamente sia successo. Spesso si tratta di una combinazione di cause che può manifestarsi in modo diverso in persone diverse. Hai mai pensato al riassorbimento osseo?

Il riassorbimento osseo è un processo che implica la perdita di tessuto osseo. Nel viso il riassorbimento osseo è spesso visibile dapprima sugli zigomi e sulla parte posteriore della mascella. I cambiamenti delle ossa del viso possono modificarne i contorni e la definizione, qualcosa che potremmo notare guardandoci allo specchio. Invecchiando si tende a perdere parte del tessuto adiposo del volto che ci fa apparire paffuti quando siamo bambini. Questo è uno dei segni di invecchiamento con cui molti di noi hanno una certa familiarità. Un’altra zona in cui si può perdere volume è sulle tempie. Si tende a considerare l’invecchiamento come qualcosa di negativo, ma ciò non è necessariamente vero per tutti. Anzi, un termine di ricerca comune su Google è “Qual è il metodo più veloce per perdere il grasso sulle guance?”

Perdere un po’ di volume dato dal tessuto adiposo a livello del volto può farci apparire meno infantili, con tratti del viso più definiti. Molti di noi associano i segni di invecchiamento sul viso all’invecchiamento della pelle. Nelle donne gli estrogeni svolgono un ruolo importante per la cute. Diminuiscono inoltre la capacità della cute di legare l’acqua, nonché il suo contenuto lipidico e di conseguenza la pelle può seccarsi. Per alcune persone, tuttavia, una riduzione dei lipidi non è poi così male. Un altro segno tipico di invecchiamento cutaneo nelle persone anziane è una pigmentazione disomogenea dovuta alla riduzione dei melanociti, le cellule che producono il pigmento della melanina.

Il modo di affrontare questi cambiamenti varia da persona a persona. Alcuni non ne sono affatto disturbati, anzi sono contenti di sembrare più maturi senza pelle grassa e brufoli. Come detto all’inizio, se si vogliono contrastare i segni del tempo sul viso occorre avere aspettative realistiche. Se si desidera sottoporsi a più di un trattamento, non è necessario farli tutti allo stesso momento.

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1. Haddad A. et al., J Drugs Dermatol. 2019 Jan 1;18(1):92-102.; 2. Farage M. et al., Adv Wound Care (New Rochelle).

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Atrofia ossea dentale e atrofia ossea mascellare è una condizione progressiva che comporta la riduzione del volume e della densità dell’osso alveolare, la struttura che sostiene i denti. Senza un’adeguata struttura ossea, diventa difficile o impossibile posizionare impianti dentali, compromettendo la capacità di masticare correttamente e influenzando negativamente la salute dell’apparato digerente. Inoltre, l’assenza di denti provoca un collasso dei tessuti facciali, portando a un aspetto invecchiato e scavato che può incidere profondamente sull’autostima e sulla vita sociale del paziente. Il Dott. Paolo Francesco Orlando, esperto in implantologia avanzata presso le Cliniche Dental Factor, offre soluzioni innovative per contrastare l’atrofia ossea e ripristinare la funzionalità e l’estetica del sorriso.

L’atrofia ossea dentale è una condizione in cui osso alveolare, che ha la funzione di trattenere i denti nelle arcate, diventa più sottile o si atrofizza fino a scomparire. L’atrofia ossea mascellare è una condizione che può manifestarsi a diverse età, sebbene sia più frequente negli anziani a causa del naturale processo di riassorbimento osseo. Tuttavia, questa condizione non riguarda solo le persone in età avanzata. L’atrofia ossea della mascella può insorgere anche nei giovani adulti, specialmente in seguito a traumi facciali gravi, patologie sistemiche come l’osteoporosi, o in presenza di fattori genetici predisponenti. L’atrofia ossea mascellare interessa il mascellare superiore, ovvero la struttura ossea che sostiene i denti superiori e che contribuisce alla forma e al supporto del viso. Questo tipo di atrofia può compromettere non solo la funzione masticatoria, ma anche l’equilibrio estetico del volto, causando un aspetto incavato o un collasso della zona periorale.

La atrofia ossea mandibolare, invece, colpisce la mandibola, l’unico osso mobile del cranio, essenziale per la funzione masticatoria, fonatoria e posturale. La perdita ossea in questa regione può portare a un’instabilità dell’occlusione dentale, difficoltà nell’articolazione del linguaggio e alterazioni posturali. Sebbene entrambe le forme di atrofia ossea dentale abbiano cause simili, come edentulia prolungata, parodontite avanzata o traumi, il trattamento può variare in base alla localizzazione. Dobbiamo quindi escludere la possibilità di risolvere l’atrofia ossea attraverso l’implantologia?

Nel caso di implantologia zigomatica, la radice artificiale dell’impianto viene innestata nell’osso dello zigomo. Se soffri di atrofia ossea dentale e desideri ripristinare la funzionalità e l’estetica del tuo sorriso con soluzioni avanzate, affidati al Dott. Paolo Francesco Orlando presso le Cliniche Dental Factor, con sedi a Firenze, Empoli e Ponsacco. Il Dott. Le Cliniche Dental Factor offrono un approccio multidisciplinare per trattare efficacemente la perdita ossea e consentire l’inserimento di impianti dentali sicuri e duraturi. Ogni paziente riceve un piano di trattamento su misura, studiato per ripristinare la funzionalità masticatoria e migliorare l’estetica del viso.

In base alle condizioni cliniche, il Dott. Per maggiori informazioni o per prenotare una visita con il Dott. Chirurgo implantologo e odontoiatra che vanta una grande esperienza anche nell’innesto di impianti con poco osso. Iscritto all'ordine dei medici di Firenze con iscrizione albo di n. Non solo le rughe, ma anche la perdita dei volumi contribuisce all’invecchiamento del viso. Quali sono i principali segni dell’invecchiamento cutaneo? La risposta più frequente a questa domanda è sempre la stessa, ossia “le rughe”. Questi cambiamenti sono particolarmente evidenti nel terzo inferiore del volto, ossia la porzione che va dalla base del naso alla punta del mento. In una persona giovane questa parte assume il caratteristico aspetto di un triangolo rovesciato: la punta è il mento e la base è la linea che passa all’altezza della parte inferiore del naso e degli zigomi. Quando il volto invecchia e il tessuto cutaneo si rilassa, quello che era un triangolo assume pian piano più l’aspetto di un trapezio. Il motivo della comparsa di rughe, lassità e perdita dei volumi del volto è strettamente legato a cambiamenti a livello di alcuni processi metabolici interni dell’organismo, che portano a una perdita di elasticità e compattezza cutanea. L’epidermide è lo strato più esterno ed è quello nel quale sono evidenti i tipici segni dell’invecchiamento, tra i quali le rughe. Le rughe del volto sono definite rughe di espressione, perché sono quelle che si formano quando i muscoli mimici del volto si contraggono e si distendono per esprimere i nostri sentimenti e le nostre emozioni.

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Quando ridiamo, si formano le rughette intorno agli occhi, le cosiddette zampe di gallina e le pieghe naso-labiali, così come le piccole rughette intorno alle labbra. Quando pensiamo intensamente a qualcosa, o quando siamo concentrati, tendiamo a corrugare la fronte e le rughe correlate sono quelle frontali, che non a caso sono chiamate anche le “rughe del pensatore”. Ma perché i solchi delle rughe, a un certo punto, si fissano sul volto? Sulla pelle giovane quando i muscoli mimici si rilassano anche le rughe d’espressione scompaiono. Andando avanti con l’età, la perdita di elasticità della pelle porta, invece, le rughe a fissarsi e accentuarsi sempre di più. Il derma è un tessuto connettivo che fa da sostegno all’epidermide grazie ad una rete solida e stabile formata da due proteine fibrose, il collagene e l’elastina. Con l’avanzare dell’età, l’organismo rallenta progressivamente la produzione di collagene, e quindi le fibre più vecchie non riescono a essere sostituite efficacemente da quelle neoformate. Questo porta, da una parte, alla perdita di elasticità della pelle e all’accentuazione delle rughe, e dall’altra, a una perdita del normale sostegno della pelle, e di conseguenza a un aumento della lassità cutanea, con il tessuto che tende ad andare verso il basso a causa della forza di gravità, portando a cambiamenti nelle linee e nella definizione dell’ovale del volto. Nel derma è presente anche acido ialuronico, che legando grandi quantità di acqua, forma una matrice gelatinosa che riempie i volumi del volto donando morbidezza alla pelle.

In queste aree si verificano dei cambiamenti sia a livello della struttura ossea, che del pannicolo adiposo sottocutaneo. Il volume dell’osso zigomatico tende a diminuire con l’avanzare dell’età, mentre l’osso frontale tende ad aumentare. La zona zigomatica è particolarmente interessata: retrazione del piano osseo, ptosi e atrofia muscolare enfatizzano le rughe di espressione. L’atrofia ossea mascellare si verifica quando si perde tessuto osseo nelle mascelle, spesso a seguito della perdita dei denti, sia causata da eventi traumatici o da invecchiamento. Dolore o disagio sono possibili, e l’assenza di denti provoca un collasso dei tessuti facciali con un impatto sull’autostima e sulla vita quotidiana.

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Gli impianti zigomatici rappresentano un approccio all’avanguardia nella gestione dell’atrofia ossea mascellare di grado severo. Soluzione per l’atrofia ossea avanzata: Nei casi avanzati in cui l’osso disponibile è insufficiente, gli impianti zigomatici offrono una valida alternativa. Evitamento degli innesti ossei: nelle situazioni gravi, l’utilizzo di innesti ossei può essere necessario per la ricostruzione della mascella e la preparazione al posizionamento degli impianti dentali tradizionali. Espansione delle alternative terapeutiche: Gli impianti zigomatici ampliano il ventaglio di opzioni terapeutiche per i pazienti affetti da grave atrofia ossea mascellare, offrendo un trattamento efficace e, talvolta, preferibile rispetto ad altre modalità. Un problema estetico e funzionale, che richiede una diagnosi accurata e un piano di trattamento personalizzato.

La domanda: “Dobbiamo risolvere l’atrofia ossea attraverso l’implantologia?” trova risposta nei casi complessi. L’intervento di riabilitazione mediante gli impianti zigomatici permette di posizionare i denti fissi nell’arcata superiore nell’arco di 24-36 ore, con chirurgia sicura e di solito in anestesia generale. L’importanza di intervenire è sottolineata dal Dr. Ettore Madaro: l’assenza di denti non è solo estetica, può provocare malocclusione e cefalee, impattando l’intera qualità di vita.

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Domande frequenti. A che età il viso inizia a invecchiare? Il riassorbimento osseo e la perdita dei compartimenti adiposi profondi iniziano già intorno ai trent’anni. I segni visibili compaiono tipicamente tra i quaranta e i cinquant’anni, ma la cronologia varia molto. Perché il mio viso sembra invecchiato ma la pelle è ancora in buone condizioni? Perché l’invecchiamento strutturale avviene sotto la pelle. Si può prevenire l’invecchiamento del viso? Si può rallentare il danno cutaneo con protezione solare, idratazione e trattamenti mirati sulla qualità della pelle. Il riassorbimento osseo segue una traiettoria biologica non modificabile con trattamenti topici; si possono correggere le conseguenze, ma non bloccare il processo. Qual è il primo intervento da fare su un viso che invecchia? Dipende dal problema dominante: filler per svuotamento, trattamenti di qualità cutanea per opacità, o riposizionamento se tessuti sono scesi. Il primo intervento corretto è sempre quello che risponde al problema reale, non a quello percepito.

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Lo scheletro cambia per primo. Il riassorbimento osseo del viso comincia già intorno ai trent’anni: orbita si allarga, mascellare perde proiezione, mandibola si arretra, e il terzo inferiore del volto perde definizione. Il grasso non scompare, ma si redistribuisce: compartimenti adiposi profondi tendono a perdere volume, superficiali scivolano verso il basso, creando la piega nasolabiale e l’aspetto svuotato. La pelle arriva per ultima: rughe sottili e perdita di luminosità indicano invecchiamento cutaneo, ma i cambiamenti strutturali sono ancor prima. I muscoli mimici accumulano uso e contrazione, contribuendo a rughe dinamiche e a modifiche di tutto il resto. L’invecchiamento delle ossa comporta un cedimento del viso; zigomi e mandibola si perdono di volume, mentre l’osso frontale può espandersi. Il viso è quindi un sistema complesso: osso, grasso, muscolo e pelle interagiscono, e i trattamenti vanno pensati in funzione di questa stratificazione.

COME RALLENTARE QUESTO PROCESSO. Bloccare l’invecchiamento è impossibile, ma è possibile rallentarlo. A livello domestico, si può ricorrere a prodotti mirati; professionalmente, estetisti, medicina estetica o chirurgia estetica offrono opzioni diverse. L’estetista utilizza protocolli per accelerare turn-over cellulare e bio-stimolazione. Il medico estetico impiega filler a base di acido ialuronico, Botox, laser o IFU per trattare volume e dinamiche. Il chirurgo estetico interviene con procedure invasive per ringiovanire i tessuti e rimodellare i contorni. Il trend in crescita nel beauty rende utile considerare percorsi formativi per inserirsi nel settore, come HBBA che può fornire formazione e guida. Se vuoi saperne di più, contatta i percorsi formativi o consulta i contatti indicati.

L’invecchiamento del viso è un processo naturale e continuo che comporta cambiamenti significativi nelle strutture anatomiche della pelle, dei muscoli, del grasso e delle ossa. Ogni decade porta trasformazioni specifiche che influenzano l’aspetto esteriore. Durante i vent’anni, la pelle è al massimo della salute: collagene ed elastina elevati, volume pieno, ossa stabili. Durante i trent’anni iniziano i primi segni, rughe sottili e perdita di elasticità. Nei quarant’anni i segni diventano più evidenti, con perdita di volume in guance e tempie. A cinquant’anni la pelle perde volume e compattezza, rughe profonde, solchi nasolabiali marcati. Dopo i sessant’anni la pelle è notevolmente sottile, con perdita di elasticità maggiore e contorni del viso alterati.

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