
Un tempo il mercurio aveva numerosi utilizzi ma al giorno d’oggi viene utilizzato sempre di meno a causa della sua tossicità. Attualmente, a parte le amalgame dentali, il mercurio viene utilizzato nell’industria chimica ed elettronica. La comunità scientifica concorda sul fatto che il mercurio è tossico ed è, per gli esseri viventi, il materiale più pericoloso presente in natura, dopo il plutonio. L’immissione del mercurio nell’organismo può avvenire per ingestione, per inalazione dei vapori o per semplice contatto in quanto è in grado di attraversare la barriera della pelle. Per quanto riguarda il mercurio liquido (forma elementare), il principale rischio di intossicazione acuta è dato dai vapori, perché l’assorbimento cutaneo e quello intestinale sono irrilevanti. La tossicità del mercurio è conosciuta sin dall’antichità, infatti già nell’antica Roma ne erano conosciuti gli effetti nocivi. Anticamente il mercurio era utilizzato per realizzare veleni con i quali l’avvelenato moriva lentamente di morte apparentemente naturale. Anche se in Cina, ad esempio, anticamente si riteneva che il mercurio fosse una sorta di elisir di giovinezza e alcuni imperatori pare siano morti proprio per avvelenamento da mercurio, in quanto lo ingerivano credendo nelle sue proprietà taumaturghe.
Lo scorso 1 luglio 2018, è entrato in vigore un divieto relativo alle otturazioni in amalgama imposto dall’Unione Europea, che si inserisce nella sfera di attuazione degli obiettivi della Convenzione di Minamata per la riduzione dell’uso e del rilascio di mercurio nell’ambiente. Per effetto della normativa comunitaria, a partire luglio scorso, i dentisti non possono usare l’amalgama su bambini e donne incinte, eccetto casi eccezionali. Il motivo risiede nei rischi e nelle controindicazioni legate alle otturazioni in amalgama. Benché non esista ancora un’alternativa terapeutica, da molti anni si discute circa le controindicazioni e i rischi per la salute delle otturazioni in amalgama. Il risultato di questo studio ha confermato una tesi da tempo accreditata dagli esperti, ossia che la concentrazione di mercurio nel sangue aumenta in maniera proporzionale rispetto al numero di otturazioni, in particolar modo da 8 otturazioni in su.
I rischi del rilascio di mercurio dall’amalgama dentale sono legati alle possibili reazioni all’accumulo di questo metallo nell’organismo, con soglie di tollerabilità e suscettibilità diverse da individuo a individuo. Ciò non toglie che il mercurio delle otturazioni in amalgama è pericoloso soprattutto per alcune categorie di individui sensibili quali bambini e donne in gravidanza. Per effetto delle disposizioni previste dall’art. 10 del Regolamento UE 2017/852, anche l’Italia dovrà adeguarsi alla normativa europea in materia, con l’introduzione di alcune novità che saranno obbligatorie per gli studi dentistici a partire dal 1° gennaio 2018. A questo si aggiunge il divieto di usare otturazioni in amalgama per bambini al di sotto dei 15 anni e per pazienti in stato di gravidanza o allattamento, salvo casi eccezionali. Dunque, la vera innovazione apportata dalla normativa riguarda il corretto stoccaggio dei rifiuti contenenti mercurio.
Le otturazioni in amalgama, una volta aspirate e rimosse, finiscono nelle acque fognarie. Se ne parla tanto, ma c’è poca chiarezza sulla rimozione delle otturazioni in amalgama a base di mercurio. È un tema caldo ormai, in odontoiatria, ma non solo. La rimozione dell’amalgama dentale: perché, quando, rischi e sicurezza. Sono tantissime le bocche italiane che presentano vecchie otturazioni realizzate in amalgama, nettamente distinguibili, il più delle volte, per il caratteristico colore grigiastro, dato dalla corrosione dell’otturazione nel tempo e dalla conseguente penetrazione di stagno e mercurio nelle pareti più interne dei denti, con un effetto cromatico piuttosto antiestetico e spiacevole.
Ma fino a oggi della questione amalgama e suoi pericoli si è sempre parlato poco, perché il composto contenente mercurio ha sempre avuto indiscutibili vantaggi pratici: una soluzione economica e veloce per riparare una carie, con un risultato duraturo. Come sappiamo, il metallo pesante Hg è un elemento molto inquinante, altamente tossico per l’organismo umano. L’intossicazione da mercurio può provocare gravi danni al sistema nervoso centrale e periferico, al cervello, al cuore, ai reni e al sistema immunitario. Insomma, il mercurio è estremamente dannoso per la salute, oltre che per l’ambiente. Il suo utilizzo nell’ultimo decennio infatti è stato limitato e regolamentato severamente. Ma torniamo all’amalgama. Ebbene sì, l’amalgama delle vecchie otturazioni dentali contiene proprio il mercurio, quel mercurio tanto dannoso per la nostra salute. Con il tempo e l’erosione dell’otturazione, lentamente, il metallo tossico penetra nel dente ed entra nel nostro organismo, esponendoci a grossi rischi, anche tumurali.
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Per questo è necessario rimuoverlo. Sostituire le vecchie otturazioni in amalgama con nuove otturazioni in materiale più biocompatibile è diventata una priorità per tutti coloro che si tengono aggiornati e si prendono cura della propria salute dentale e non solo. Ma attenzione: la rimozione dell’amalgama contenente mercurio dai nostri denti va fatta in sicurezza, con estrema professionalità. Per questo bisogna prestare attenzione e informarsi accuratamente prima di sottoporsi a un trattamento di rimozione dell’amalgama, da effettuare solo ed esclusivamente presso una clinica odontoiatrica riconosciuta e specializzata. Il metodo correttamente utilizzato per la seduta di rimozione protetta di amalgama consiste nell’utilizzo di un aspiratore periorale ad alta portata, strumento caratterizzato da un sistema di aspirazione a doppio canale con separatore di amalgama collegato, mediante arco porta-diga aspirante. Utilizzando questo metodo è possibile effettuare una corretta e protetta rimozione dell’amalgama in sicurezza, eliminando il mercurio in essa presente.
Quando è necessario sottoporsi a un trattamento di rimozione dell’amalgama? Innanzitutto per necessità odontoiatriche (come otturazioni fratturate, infiltrazioni, trattamenti canalari, patologie locali etc.), ma spesso è necessario anche per necessità cliniche generali, come allergie, intolleranze o intossicazioni. Ed è sicuramente utile in qualsiasi caso, se si è consapevoli dei rischi legati alla presenza di amalgami nel cavo orale. Prima di effettuare qualsiasi trattamento di rimozione dell’amalgama è bene naturalmente sottoporsi ad una accurata visita da parte del proprio specialista, presso la propria clinica professionale di fiducia.
Un tempo l’amalgama dentale era uno dei materiali più comuni per le otturazioni. È anche nota come “amalgama d’argento”: infatti è di colore argento, sebbene non contenga esclusivamente questo prezioso metallo. Attualmente le otturazioni in amalgama dentale sono meno comuni rispetto al passato, in quanto per otturazioni e restauri molti dentisti utilizzano materiali dello stesso colore del dente. Tuttavia le otturazioni in amalgama dentale sono più versatili rispetto a quelle realizzate in materiali più recenti, perché possono essere utilizzate anche in altri casi e resistono meglio nel tempo, soprattutto nei denti sottoposti a usura a causa della pressione e della masticazione. In passato sono stati sollevati dubbi sulla sicurezza del mercurio elementare usato nell’amalgama dentale, ma non bisogna preoccuparsi. Come riportato dall’Istituto Superiore di Sanità, secondo il comitato scientifico della Commissione Europea SCENIHR non ci sono indicazioni che il mercurio eventualmente rilasciato dall’amalgama dentale provochi problemi per la salute. Nonostante a volte vengano chiamate “otturazioni in argento”, le otturazioni in amalgama dentale sono realizzate a partire da una combinazione di metalli, che dà luogo al materiale più efficace e più usato per le otturazioni nel settore odontoiatrico negli ultimi 150 anni. La composizione comprende argento, mercurio, stagno e rame. A volte l’amalgama contiene piccole quantità di zinco, iridio o palladio.
Ci si potrebbe chiedere: “Perché usare il mercurio?”. Il mercurio presente nell’amalgama dentale la rende flessibile. Quando lo si miscela a una lega in polvere, il mercurio crea un composto sufficientemente morbido da essere inserito nella cavità da otturare. Il mercurio è un metallo presente in natura, perciò ciascuno di noi è esposto a qualche forma di mercurio attraverso l’aria, l’acqua che beviamo, il suolo o gli alimenti. Pertanto, entrare in contatto col mercurio attraverso l’amalgama dentale non è molto diverso rispetto agli altri tipi di esposizione. Come per la maggior parte delle sostanze, la tossicità del mercurio dipende dalle quantità ingerite. Livelli molto bassi di mercurio non provocano alcun effetto avverso. Tuttavia, elevate quantità di mercurio provocano molteplici sintomi negativi. Nel caso dell’amalgama dentale, a seguito dell’usura dell’otturazione è possibile che minime quantità di mercurio vengano sprigionate sotto forma di vapori e vengano assorbite dall’organismo.
Ha senso dubitare della sicurezza dell’amalgama dentale. Tuttavia, diversi studi sono giunti alla conclusione che le otturazioni in amalgama non siano nulla di cui preoccuparsi, poiché i ridotti livelli di mercurio assorbibili dal questo materiale composito non sono sufficienti a generare effetti tossici. I dentisti lavorano col mercurio ogni giorno, pertanto devono adottare misure di sicurezza per evitare gli effetti negativi derivanti da un’esposizione prolungata. Senza le adeguate protezioni è possibile che i dentisti inalino i vapori di mercurio, che col passare del tempo possono provocare sintomi. Se si desidera trovare un’alternativa alle otturazioni in amalgama dentale è possibile valutare diverse opzioni col proprio dentista. Esiste inoltre una tipologia di amalgama dentale a elevato contenuto di rame, che contiene meno mercurio.
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Se si desidera evitare del tutto l’amalgama dentale è bene valutare col proprio dentista gli altri materiali idonei alle otturazioni, come resina composita, porcellana oppure oro. L’aspetto della resina composita potrebbe essere più gradevole, poiché il materiale viene tinto del colore del dente. In alcuni casi è meglio discutere col dentista delle alternative all’amalgama dentale tradizionale. Se si soffre di un’allergia provata al mercurio, si è esposti quotidianamente a elevati livelli di mercurio o si è in gravidanza, è bene avvisare il dentista prima di sottoporsi a qualsiasi trattamento. Rimuovere le otturazioni in amalgama dentale può creare più problemi che benefici, se la rimozione non è assolutamente necessaria. Occorre rimuovere o sostituire le otturazioni in amalgama dentale solo se sono usurate, rotte o se dietro all’otturazione si è formata una carie. Rimuovere otturazioni in amalgama dentale ancora in buono stato comporta la perdita non necessaria di parti sane del dente e può rilasciare più mercurio rispetto a tenere l’otturazione così com’è.
Le raccomandazioni del protocollo IAOMT per la rimozione dell'amalgama sono note come Safe Mercury Amalgam Removal Technique (SMART). Notare che SMART viene presentato come un insieme di raccomandazioni. I professionisti abilitati devono esercitare il proprio giudizio sulle opzioni di trattamento specifiche da utilizzare nelle loro pratiche. Le raccomandazioni del protocollo IAOMT per la rimozione sicura dell'amalgama sono state aggiornate di recente il 19 luglio 2019. Utilizzando le prove scientifiche disponibili, l'IAOMT ha sviluppato ampie raccomandazioni di sicurezza per la rimozione delle otturazioni dentali in amalgama di mercurio esistenti, comprese misure protettive dettagliate che devono essere utilizzate per la procedura. Camici e fodere protettive per il dentista, personale odontoiatrico, e il paziente devono essere a posto. Organizzazione mondiale della sanità. Mercury in Health Care: Policy Paper. Ginevra, Svizzera; Agosto 2005: 1.
Camici e fodere protettive per il dentista, 25, 45 personale odontoiatrico, 25, 45 e il paziente 45 deve essere a posto. La rimozione dell’amalgama va eseguita da cliniche riconosciute e specializzate. Durante la seduta, l’aspirazione ad alta portata, l’isolamento con diga di gomma montata correttamente, l’uso di frese adeguate e l’irrigazione continua riducono al minimo la dispersione di vapori. Le pratiche moderne permettono di proteggere efficacemente la dentatura eliminando i rischi associati.
La rimozione non necessaria delle otturazioni in amalgama clinicamente valide può rivelarsi controproducente, comportando di fatto un’esposizione transitoria del paziente e dell’operatore ai vapori di mercurio che si creano durante le procedure di rimozione. La sostituzione di questi restauri è indicata in pazienti con allergie diagnosticate o per specifiche ragioni cliniche (carie, frattura, usura, ecc…). Qualora queste condizioni siano correttamente diagnosticate, l’odontoiatra adotterà tutte le dovute precauzioni per minimizzare il rischio di ingestione e di inalazione delle particelle di mercurio (isolamento con diga di gomma correttamente montata, aspirazione ad alta velocità, utilizzo di frese taglienti per poter rimuovere l’amalgama in blocco, lavorando sempre sotto irrigazione abbondante per evitare di “scaldare” l’amalgama, ecc…).
Le otturazioni in amalgama già presenti devono sempre essere sostituite? Compito dell’odontoiatra è stabilire quando un’otturazione deve essere sostituita perché non più funzionante. Considerato che questa procedura inevitabilmente comporta l’asportazione anche di parte di dente sano, si devono rispettare specifiche indicazioni e adottare criteri decisionali appropriati.
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Tabella riassuntiva: parametri chiave relativi all’esposizione e alle misure di sicurezza
| Aspetto | Dettaglio |
|---|---|
| Forme di mercurio | elementare liquido, vapori |
| Vie di esposizione principali | inalazione di vapori, ingestione, contatto cutaneo |
| Population sensibile | bambini, donne in gravidanza |
| Misure di sicurezza principali | diga di gomma, aspirazione ad alta velocità, separatori di amalgama, contenimento dei vapori |
Se hai delle otturazioni in amalgame in bocca non aspettare. Ma se il mio odontoiatra esegue un restauro in amalgama sta sbagliando? Come anticipato, l’amalgama ad oggi non è un materiale vietato: ha ancora precise indicazioni d’uso. Pertanto è stato e continua ad essere utilizzato in molti studi odontoiatrici italiani e nel mondo. Ogni anno il numero di otturazioni in amalgama eseguite diminuisce sempre di più facendo spazio alla più estetica resina composita. In Italia tale percentuale si stima essere del 4.6 %. Un odontoiatria che utilizzi questo materiale con serietà è, e deve essere considerato, un odontoiatra valido, purché segua tutte le indicazioni di utilizzo e adotti tutti i presidi di sicurezza sia per la realizzazione del restauro in amalgama sia, soprattutto, per la sua rimozione e il suo smaltimento.
Come rimuovere in sicurezza l’amalgama dentale? La rimozione non necessaria delle otturazioni in amalgama clinicamente valide può rivelarsi controproducente, comportando di fatto un’esposizione transitoria del paziente e dell’operatore ai vapori di mercurio che si creano durante le procedure di rimozione. Occorre valutare condizioni cliniche e utilizzare protocolli di sicurezza conformi alle linee guida IAOMT/SMART. In caso di dubbio, consultare il proprio odontoiatra di fiducia per una valutazione individuale delle necessità di trattamento e delle modalità operative più appropriate.
In breve, l’otturazione in amalgama dentale resta un materiale con potenziali rischi se non gestita correttamente, ma offre ancora vantaggi pratici in determinate indicazioni. Il passaggio a materiali estetici come resina composita o ceramica sta progressivamente sostituendo l’amalgama, soprattutto per motivi estetici e di sicurezza nelle popolazioni vulnerabili. È fondamentale affidarsi a professionisti qualificati che adottino protocolli di sicurezza rigorosi durante sia la realizzazione sia la rimozione delle otturazioni in amalgama.
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