Perché si sviluppano carie nonostante il lavaggio dei denti regolare

Chi tiene al proprio sorriso sa bene che il nemico numero uno della salute dentale è la carie. Questa insidiosa patologia, infatti, colpisce in modo piuttosto aggressivo i denti e può danneggiarli molto seriamente, soprattutto se trascurata e non curata tempestivamente. Il rimedio migliore per difendersi dalle carie è mantenere una buona igiene orale. Eppure, a volte può non bastare.

La domanda che torna negli studi dentistici

Negli studi dentistici, infatti, riecheggia spesso una domanda: “Dottore, perché ho le carie anche se mi lavo i denti regolarmente?”. La prima cosa da tenere a mente è che la frequenza con cui si lavano i denti non è sufficiente a proteggerli dalle placca e tartaro (e quindi dalle carie). Infatti, per lavare bene i denti conta molto anche la tecnica di spazzolamento.

Le 5 cause principali che spiegano il fenomeno

  1. Errata tecnica di spazzolamento

    Per lavare bene i denti conta molto anche la tecnica di spazzolamento. Il filo conduttore di tutto questo articolo è uno: la carie vince quando la pulizia quotidiana è difficile, scomoda o incostante. La pulizia quotidiana è essenziale, ma oltre a questa è molto importante eseguire una pulizia dentale ogni 6 mesi/un anno presso un professionista.

  2. Prodotti per l’igiene dentale non all’altezza

    Altro consiglio: prestare attenzione a cosa si utilizza per lavarsi i denti. Gli strumenti fondamentali sono: spazzolino, dentifricio e filo interdentale. All’occorrenza, si possono aggiungere anche lo scovolino e il collutorio. Ogni prodotto, però, deve essere scelto con cura e senza cercare di risparmiare sulla propria salute.

  3. Alimentazione squilibrata e frequenza degli spuntini

    Una dieta ricca di zuccheri: il consumo frequente di alimenti e bevande zuccherate aumenta il rischio di carie. Consumare frequentemente spuntini o sorseggiare bevande zuccherate fornisce ai batteri della bocca più combustibile per produrre acidi che attaccano i denti. Questo spiega un punto controintuitivo: non conta solo quanto zucchero mangi, ma quanto spesso.

    Leggi anche: Trattamenti per la Carie Dentale

  4. Bocca secca e ridotta salivazione

    Uno degli strumenti che il corpo umano ha per difendersi da solo dai batteri che provocano le carie è la saliva. Il suo compito principale, infatti, è neutralizzare gli acidi e lavare via i residui di cibo. Una diminuzione della quantità di saliva prodotta, o un abbassamento del suo pH, favoriscono l’insorgenza delle carie ai denti. Alcuni farmaci, condizioni mediche, e alcune terapie oncologiche possono aumentare il rischio di carie riducendo la produzione di saliva.

  5. Predisposizione genetica e caratteristiche dei denti

    In ultimo, tra le cause di una maggior frequenza di carie a dispetto di una corretta igiene orale va annoverata anche la genetica. La predisposizione genetica nello sviluppo delle carie è un argomento tutt’oggi oggetto di studio. Per quanto non ci sia ancora un’evidenza scientifica, è stato dimostrato che alcune fra le persone in esame, pur avendo abitudini e caratteristiche che predisponevano alla formazione di carie, ne risultavano particolarmente resistenti. È stata, inoltre, testimoniata una certa familiarità alla formazione di carie. Questo può essere legato sia a fattori genetici, sia alla trasmissione di cattive abitudini.

Perché la frequenza non è tutto: il ruolo della tecnica e degli spazi difficili

Lo spazzolino non raggiunge tutto: la carie interprossimale (o interdentale) è una lesione che si sviluppa sulle superfici di contatto tra due denti adiacenti, le aree che lo spazzolino non riesce fisicamente a raggiungere. È la localizzazione più frequente della carie nell'adulto e si stima che le superfici tra i denti siano all'origine di circa il 30-40% di tutte le carie. Per questo la pulizia interdentale quotidiana non è un "extra" facoltativo: è la parte dell'igiene orale che fa davvero la differenza sul rischio di carie tra i denti.

schema pulizia interdentale: filo vs scovolino

Altri fattori che aumentano il rischio anche con igiene regolare

  • Placca e tartaro: lo sviluppo della carie dentale è strettamente legato alla presenza di placca batterica, un biofilm complesso che, se non rimosso, si mineralizza in tartaro e favorisce la carie.
  • Conformazione dei denti: i molari e i premolari con solchi profondi sono più soggetti a ristagno di cibo e placca. Anche arcate disarmoniche o denti storti aumentano il rischio.
  • Fumo: il tabacco favorisce la recessione gengivale e la malattia parodontale, oltre ad aumentare la presenza di zuccheri in alcune tipologie di prodotti del tabacco.
  • Reflusso gastrico e disturbi alimentari: il reflusso di acido gastrico e i vomiti ripetuti nell'anoressia/bulimia erodono lo smalto, esponendo la dentina ai batteri.
  • Otturazioni o dispositivi usurati: otturazioni deteriorate o protesi mal adattate possono favorire l'accumulo di placca e lo sviluppo di carie ricorrenti o secondarie.

Come si diagnostica la carie: attenzione alle fasi iniziali

Nelle fasi iniziali, la carie può essere asintomatica. La diagnosi precoce è fondamentale e avviene tramite visite odontoiatriche periodiche, durante le quali il dentista può individuare lesioni cariose iniziali non ancora sintomatiche. Il dentista può ricorrere alle radiografie endorali che consentono di visualizzare la presenza di carie anche in fase iniziale, prima che la demineralizzazione dello smalto diventi clinicamente evidente.

radiografia endorale che mostra carie interprossimale

Sintomi che devono mettere in allerta

  • Sensibilità dentale al freddo, al caldo o ai dolci.
  • Dolore spontaneo o fastidio durante la masticazione.
  • Macchie scure o fori visibili sul dente.
  • Alitosi persistente.

Trattamenti possibili in base alla gravità

Il trattamento varia in base alla gravità della lesione:

Leggi anche: Combattere la carie naturalmente

  • Fluoroprofilassi: nelle fasi iniziali la remineralizzazione con fluoro può arrestare o invertire il danno dello smalto.
  • Otturazione: rimozione del tessuto cariato e riempimento con materiali biocompatibili come resine composite.
  • Terapia endodontica (devitalizzazione): quando la carie raggiunge la polpa dentale.
  • Intarsi, corone o estrazione: per lesioni più estese o denti non recuperabili; la sostituzione può avvenire con ponti o impianti.
illustrazione fasi di progressione della carie: smalto, dentina, polpa

Prevenzione: strategie concrete per ridurre il rischio

La prevenzione è fondamentale per ridurre l'incidenza delle carie. Ecco alcune strategie efficaci, tratte dalle indicazioni cliniche:

  1. Igiene orale accurata: spazzolare i denti almeno due volte al giorno, preferibilmente dopo ogni pasto, con un dentifricio al fluoro e utilizzare il filo interdentale quotidianamente. Integrare lo spazzolamento con l'utilizzo del filo interdentale quotidianamente per la pulizia di ogni deposito di cibo dagli spazi interdentali.
  2. Scelta degli strumenti giusti: spazzolino con setole morbide o medie, filo o scovolino in base agli spazi interdentali, collutorio fluorurato se indicato.
  3. Dieta equilibrata: limitare il consumo di zuccheri e prediligere cibi ricchi di fibre, vitamine e minerali; ridurre la frequenza degli spuntini zuccherati.
  4. Applicazioni professionali di fluoro e sigillanti: trattamenti professionali al fluoro possono rafforzare lo smalto; la sigillatura dei solchi è efficace nei bambini per proteggere molari e premolari.
  5. Visite odontoiatriche regolari e igiene professionale: controlli periodici permettono di individuare e trattare precocemente eventuali lesioni cariose; la detartrasi professionale semestrale o annuale rimuove tartaro non eliminabile a casa.
  6. Smettere di fumare: riduce il rischio di recessione gengivale e altre patologie associate.
tabella degli interventi preventivi: domiciliare vs professionale

Prevenire fin da bambini: attenzione ai primi dentini

La carie può insorgere sin dal primo momento in cui compaiono i primi denti, coinvolgendo anche i denti da latte. I bambini sono più predisposti perché non possiedono ancora una corretta manualità per lavare i denti al meglio, spesso sono più golosi di zuccheri e i denti sono più fragili. La carie da biberon è un esempio di come l'esposizione prolungata a liquidi zuccherati nei neonati possa causare lesioni gravi. La prevenzione nei bambini comprende la pulizia delle gengive e della bocca fin dalla nascita, limitare dolci e bibite zuccherate e visite odontoiatriche precoci.

infografica prevenzione carie nei bambini

Quando rivolgersi al dentista

Se noti sensibilità, macchie scure, dolore o hai dubbi sulla presenza di carie nonostante una buona igiene, è importante consultare il tuo dentista. La diagnosi precoce permette trattamenti meno invasivi e migliori prognosi. I consigli contenuti in questo articolo non sostituiscono il parere medico; se riscontri problemi al cavo orale, ti raccomandiamo di consultare il tuo dentista.

video spiegazione: corretta tecnica di spazzolamento e uso del filo interdentale

Una buona igiene orale domiciliare, associata a visite regolari dal dentista, una dieta equilibrata e l’uso appropriato di prodotti fluorati e sigillanti quando indicati, rimane la strategia più efficace per prevenire la carie e proteggere il sorriso a tutte le età.

Leggi anche: Come scegliere il dentifricio ideale per la prevenzione della carie

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