
Gli acronimi SAE (Settore o Sottogruppo di attività economica) e RAE (Ramo di attività economica) sono stati storicamente utilizzati dal sistema bancario italiano per censire le attività economiche delle imprese e per classificare la clientela ai fini della valutazione del merito creditizio. Oggi, però, il panorama è cambiato: il codice RAE è stato dismesso dal giugno 2010 a favore del codice Ateco adottato dall’ISTAT, mentre il SAE continua ad avere una specifica funzione interna alle banche e alle intermediazioni finanziarie.
Codice RAE, ramo di attività economica, era una codifica utilizzata per classificare le imprese secondo parametri oggettivi legati principalmente alla forma societaria e all’assetto aziendale. Dal 3° aggiornamento della Circolare n. 140 dell’11 febbraio 1991, il RAE doveva essere dismesso entro il 2010 e sostituito con Ateco. Dal giugno 2010 la classificazione RAE non è più attribuita né disponibile alle imprese, e la Banca d’Italia non fornisce più informazioni RAE.
Codice SAE, Settore o Sottogruppo di attività economica, resta in uso agli intermediari bancari e finanziari. A differenza dell’Ateco, il SAE non è riportato nel Registro delle Imprese né è presente nelle visure camerali pubbliche. Viene attribuito e aggiornato dagli intermediari secondo le istruzioni della Circolare n. 140. Il SAE serve principalmente a fini interni alle banche per classificare la clientela in base a criteri di attività economica, forma giuridica, o area geografica, e per supportare la valutazione del merito creditizio.
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Per risalire al codice SAE di un’impresa è quindi necessario rivolgersi agli intermediari bancari e finanziari, che hanno l’obbligo di attribuire e verificare il SAE secondo le istruzioni contenute nelle circolari di riferimento. In parallelo, Ateco rimane visibile all’interno della visura camerale e può essere consultato direttamente per finalità di registrazione e stato statistico.
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Recentemente si è acceso un dibattito sul passaggio alle nuove classificazioni ISTAT: dal primo aprile 2025 entrerà in vigore la nuova classificazione ATECO 2025, che dettaglia a livello nazionale i contenuti espressi nella classificazione europea NACE Rev. 2.1. Per i laboratori odontotecnici (fabbricazione di protesi dentarie) si prevede una modifica a 32.50.10, mentre le Attività odontoiatriche rimarranno classificate in 86.23.00. La camera di commercio aggiornerà d’ufficio i codici Ateco nelle visure camerali, mantenendo temporaneamente anche la codifica precedente per agevolare la transizione.
Gli odontotecnici e gli studi odontoiatrici, iscritti al Registro delle Imprese, riceveranno comunicazioni PEC ufficiali riguardanti l’adozione della nuova classificazione Ateco 2025. L’aggiornamento automatico del codice Ateco^1 avverrà dal 1° aprile 2025, con possibilità di consultare gratuitamente la visura aggiornata tramite l’app ufficiale Impresa Italia e attivando le notifiche.
Il SAE è ancora utilizzato dalle banche per scopi interni: per determinarlo, si considerano il codice Ateco, la forma giuridica, la dimensione dell’impresa (numero di addetti) e altre variabili che possono includere la natura artigiana o meno dell’attività. In genere, lo schema ufficiale della Banca d’Italia permette di individuare il SAE seguendo un percorso guidato a domande e risposte. Se la ricerca non porta al SAE corretto, può essere utile contattare gli Uffici Camerali per l’allineamento tra descrizione dichiarata al Registro delle Imprese e i codici Ateco riportati all’Agenzia delle Entrate.
Nelle pratiche quotidiane, il SAE è previsto insieme ad altri documenti come bilanci, report finanziari e eventuali segnalazioni di eventi negativi, per offrire un quadro completo delle dimensioni e delle caratteristiche dell’azienda. Il codice Ateco, invece, è presente nelle visure camerali e facilita l’identificazione delle attività economiche per fini pubblici e statistici. Il SAE serve invece per finalità interne alle banche e non è pubblico.
Per conoscere il codice SAE di un’impresa:
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È possibile che alcuni sistemi offrano accesso a dati aziendali completi (inclusi Ateco e SAE) tramite API, come nel caso di servizi che aggregano dati aziendali includendo Ateco, NACE, SIC, RAE e SAE all’interno di report di tipo Full Company.
In ambito odontoiatrico, si continua a seguire l’aggiornamento delle classificazioni: la nuova Ateco 2025 troverà applicazione progressiva a partire dal 1° aprile 2025; la Camera di Commercio aggiornerà d’ufficio la visura camerale, mantenendo per un periodo transitorio la codifica precedente per consentire una transizione graduale. Ateco è la classificazione adottata dall’Istat per finalità statistiche e per accedere a contributi, agevolazioni e gare d’appalto.
Durante la pandemia, l’identificazione delle aziende che potevano continuare l’attività ha impiegato anche i codici Ateco, dimostrando l’importanza della classificazione per la gestione delle esigenze di policy pubbliche. Per un ulteriore supporto, scaricando l’app Impresa Italia e attivando le notifiche, si può verificare automaticamente come la visura camerale sarà modificata e consultare gratuitamente i cambiamenti.
Per una consultazione diretta sui codici SAE e Ateco, è utile verificare la descrizione dell’attività registrata al Registro delle Imprese e confrontarla con la classificazione Ateco prevista dall’Agenzia delle Entrate e dall’ISTAT. In caso di discrepanze, inviare una richiesta di allineamento o una Comunicazione Unica di modifica destinata all’Agenzia delle Entrate per aggiornare i codici corretti.
La transizione verso Ateco 2025 e l’aggiornamento automatico della visura camerale saranno accessibili agli utenti tramite strumenti ufficiali come l’applicazione Impresa Italia e i servizi camerali, che forniranno notifiche sugli aggiornamenti.
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