
La gestione dei corpi estranei in ambito odontoiatrico richiede un approccio sistematico che integri prevenzione, diagnosi rapida, procedure cliniche sicure e protocolli organizzativi. Il presente testo integra indicazioni operative, esperienze cliniche e riferimenti procedurali attinti dalla letteratura e da prassi consolidate, con l’obiettivo di fornire una guida dettagliata per l’operatore odontoiatrico.
Il presente Piano di Risk Management (di seguito PRM) è adottato in conformità alla Legge 8 marzo 2017 n. e al Decreto Legislativo 9 aprile 2008 n. 81 (Testo Unico sulla Salute e Sicurezza nei luoghi di lavoro) e, in particolare, all’art. 71 del D. Lgs. 81/2008 che disciplina gli obblighi del datore di lavoro in materia di manutenzione, controllo e registrazione delle attrezzature di lavoro; nonché all’art. 77 del D. Lgs. Le norme tecniche CEI 62/148 - EN62353 e il D. Lgs. Il presente Piano si applica a tutta l’attività sanitaria, assistenziale ed amministrativa svolta presso ogni struttura del gruppo Colosseum Dental Italia S.r.l. e riguarda ogni fase del percorso assistenziale, dall’accoglienza del paziente alla conclusione del trattamento, passando per la gestione delle attrezzature, dei farmaci, dello strumentario e degli ambienti.
Il PRM si fonda su una cultura della sicurezza radicata nella pratica quotidiana, concepita non come mero adempimento burocratico, ma come elemento fondante della qualità dell’assistenza odontoiatrica erogata. L’implementazione delle procedure di sicurezza coinvolge obbligatoriamente ogni livello dell’organizzazione aziendale. Il PRM è predisposto dal Risk Manager Aziendale, ruolo coincidente con il Quality Manager in quanto la gestione del rischio clinico e l’assicurazione della qualità sono discipline strettamente interconnesse (d’ora in poi PS&QM: Patient Safety & Quality Manager).
Conformemente alla normativa europea, i dati personali sono trattati in maniera da garantire un’adeguata sicurezza dei dati personali compresa la protezione, mediante misure tecniche e organizzative adeguate, da trattamenti non autorizzati o illeciti e dalla perdita, dalla distruzione o dal danno accidentale. Il Titolare del trattamento assicura l’impiego di misure tecniche e organizzative adeguate a garantire un livello di sicurezza adeguato al rischio, che comprendono, tra le altre, se del caso: la pseudonimizzazione e la cifratura dei dati personali.
Come stabilito dalla legge, ogni struttura è provvista di copertura assicurativa o di altre analoghe misure per la responsabilità civile verso terzi e per la responsabilità civile verso prestatori d’opera. In aggiunta, ciascun esercente la professione sanitaria operante presso la struttura provvede alla stipula, con oneri a proprio carico, di un’adeguata polizza di assicurazione per colpa grave. A tutela degli utenti, le prestazioni sanitarie erogate sono soggette all’obbligo di trasparenza, nel rispetto del codice in materia di protezione dei dati personali.
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Gli esperti distinguono due tipi distinti di corpi estranei: corpi estranei endogeni che potrebbero provenire dal prodotto (es. noccioli o ossa) e corpi estranei esogeni che non appartengono al prodotto (es. parti in plastica e parti in vetro). I quadri descritti sono i più vari e vanno dalle lesioni dei tessuti molli a quelle di interesse endodontico. Dal tipo di corpo estraneo e dalla posizione del dislocamento dipenderà il comportamento clinico dell'odontoiatra.
In Letteratura sono riportate varie esperienze cliniche che documentano i casi anche più strani di corpo estraneo. Si tratta in massima parte di contesti etnici e sociali caratterizzati dalla mancanza di educazione domiciliare alla cura del cavo orale. Ecco perché nella società mutevole dei paesi occidentali è fondamentale che l'odontoiatra, al di là di curare le situazioni di patologia, si prenda l'incarico di correggere i casi di questo tipo e istruirli alla terapia di mantenimento.
Dal punto di vista puramente odontoiatrico, è evidente come la presenza di un corpo estraneo costituisca uno stimolo irritativo e un serbatoio batterico. Ragionando più in grande, è importante sottolineare quanto serie possano essere le conseguenze dello spostamento di oggetti pur piccoli in altre sedi anatomiche (esempio tipico, nei tratti successivi dell'apparato digerente).
I danni autoinflitti, in maniera più o meno volontaria, sono una condizione patologica inusuale ma non per questo non degna di nota. Nel paziente pediatrico ma anche adulto, oltre a quei casi correlabili a condizioni particolari, lesioni dentali di questo tipo sono riscontrabili a causa di abitudini viziate particolarmente accentuate, quali l'onicofagia o l'introduzione di veri e propri corpi estranei. Da una parte, queste azioni possono costituire una risposta a una situazione stressogena - magari proprio la paura del dentista; sono contemplate strategie di coping - dall'altra possono invece rappresentare condizioni più particolari: da tentativi di automedicazione in risposta a stimoli odontogeni fino ad atti di automutilazione in piena regola.
Esiste anche una categorizzazione delle lesioni odontoiatriche autoinflitte: la classe A identifica quelle attuate appunto a seguito di uno stimolo dolorifico o irritativo preesistente. Appartengono alla classe B le lesioni susseguenti a una precisa abitudine viziata. Da ultima, la classe C raggruppa i danni a eziologia complessa o ignota. Come nel caso delle abitudini viziate più comuni, come per esempio il succhiamento del pollice in età scolare, intercettare e correggere precocemente tali quadri clinici può significare la prevenzione delle eventuali complicanze.
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Milano, 19 giugno 2023 - Sono incidenti domestici frequenti, specialmente sotto i 6 anni, ma talvolta (nel 10-20% dei casi) possono avere conseguenze nel tempo, in qualche caso anche molto gravi o addirittura mortali. Le monete sono gli oggetti più frequentemente ingerite (62%), le batterie (micropile al litio) rappresentano il 7% di tutti i casi. Queste ultime possono provocare, nel 10-20%, gravi danni all’organismo e talvolta mortalità. L’ingestione di caustici, in particolare prodotti per la pulizia della casa e detersivi, rappresenta un terzo degli incidenti domestici, responsabili di circa 1.000 ricoveri l’anno.
“Gli incidenti domestici di questo tipo nei bambini sono sempre più frequenti - aggiunge la dott.ssa Paola De Angelis - si pensi che soltanto le situazioni patologiche gravi conseguenti alla ingestione di disk battery sono aumentate di sette volte negli ultimi vent’anni. I servizi di emergenza endoscopica pediatrica h24 non sono omogeneamente presenti nelle diverse città italiane - così come anche tra le diverse regioni, complicando quindi notevolmente l’accesso alle cure per i nostri pazienti e creando possibili significative disparità di trattamento.”
«Mi preme sottolineare la necessità da parte di tutti i Pronto Soccorsi di garantire la presa in carico dei bambini con ingestione di corpi estranei o sostanze caustiche secondo preciso percorso diagnostico-assistenziale riconosciuto - spiega il dott. Filippo Torroni - Ma è importante anche il comportamento dei genitori, che devono avere nozioni di base sulla condotta da seguire. Innanzitutto non indurre il vomito nel bambino in caso di sostanze caustiche: questa manovra rischierebbe di bruciare ancora di più l’esofago. Anche in caso di ingestione di un oggetto mai provocare il vomito perché potrebbe causare l’inalazione del corpo estraneo.»
Le infezioni correlate all’assistenza rappresentano uno dei principali rischi in ambito odontoiatrico. Il lavaggio delle mani è definito come la misura più efficace e necessaria per il controllo della trasmissione infettiva. Si attua in tutte le situazioni in cui le mani sono visibilmente sporche (modalità prevalente nella pratica clinica). La durata è di circa 20-30 secondi. Si attua dopo ogni paziente, dopo il riordino, dopo le fasi di sterilizzazione, prima e dopo i servizi igienici, quando le mani sono visibilmente sporche. La durata è di circa 40-60 secondi. Si attua dopo il contatto con la cute, le mucose o materiali infetti; prima e dopo il contatto con ferite; all’inizio della giornata (con spazzolamento unghie) e a fine giornata. Si attua prima di procedure invasive e prima di indossare guanti sterili. La durata è di circa 2-6 minuti.
Il corretto utilizzo dei DPI è obbligatorio per tutto il personale operante in area sanitaria, in conformità all’art. 75 del D. Lgs. 81/2008 e all’art. 77 del D. Lgs. Le misure preventive obbligatorie consistono nel divieto assoluto di re-incappucciamento degli aghi; inoltre, gli aghi non devono essere piegati, rotti o rimossi dalle siringhe con le mani.
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In caso di contatto accidentale con agente biologico, l’operatore deve procedere a lavare accuratamente la parte contaminata, disinfettare con agenti appositi (es. Betadine o acqua ossigenata); coprire la parte con una barriera (garza); recarsi immediatamente al pronto soccorso più vicino e seguire scrupolosamente la procedura indicata dai sanitari.
Ogni struttura ambulatoriale è sottoposta a sanificazione generale tutte le sere dopo la chiusura. L’impianto di aspirazione è sottoposto a detersione a termine giornata e obbligatoriamente al termine di ogni intervento chirurgico. I filtri di aspirazione sono puliti in ammollo in acido peracetico con cadenza giornaliera, mentre il filtro di aspirazione centrale è pulito settimanalmente.
L’individuazione di oggetti metallici è più semplice, essendo questi radiopachi. Tra le indagini strumentali utili vi sono le radiografie periapicali, la panoramica e, quando necessario, la CT 3D Cone-beam (CBCT). Questo caso clinico descrive l’utilità della CT 3D Cone-beam per la rilevazione della presenza di corpi estranei e del loro rapporto spaziale con l'anatomia adiacente.
Un esempio clinico documentato mostra la ricerca mediante CBCT dei pezzi di amalgama nella regione del dente 32, con frammenti dispersi inglobati sotto la mucosa orale al di fuori del piano alveolare corticale, sia lingualmente sia buccalmente. Con l’i-CAT 3D CBCT, è stato utilizzato un preciso software 3D per visualizzare l’osso in tre dimensioni da diverse angolazioni. Dato che non si riscontravano infiammazione e/o rimodellamento osseo, dopo un consulto tra il protesista e il chirurgo orale, i frammenti di amalgama, incidentalmente osservati in questo caso, non sono stati rimossi, in quanto non vi era alcun rischio medico o interferenza con il piano di trattamento stabilito per l’impianto nella regione del dente 30.
La strategia di base rimane comunque la rimozione: ciò che può variare è la fase susseguente ad essa. Il comportamento clinico dell'odontoiatra dipende dal tipo di corpo estraneo, dalla sua posizione e dalle eventuali complicanze associate. In presenza di corpi estranei metallici radiopachi la diagnosi e il controllo radiografico sono relativamente semplici; per materiali radiotrasparenti può essere necessario ricorrere a indagini più sofisticate o a un approccio chirurgico esplorativo.
Le linee guida hanno lo scopo di aiutare a implementare una gestione dei corpi estranei efficace e adeguata all’azienda, contenendo idee sulla gestione dei corpi estranei fornendo anche potenziali soluzioni. Il documento non impone obblighi riguardanti la presenza di apparecchiature tecniche o limiti specifici. I rilevatori di corpi estranei possono essere di interesse per le aziende e fungere da valido supporto, tuttavia la decisione in merito al loro eventuale utilizzo deve essere presa individualmente sulla base di una valutazione dei pericoli e dei rischi.
La dislocazione di materiale endodontico, elementi dentari e impianti nel seno mascellare è relativamente frequente in chirurgia orale e nella pratica ambulatoriale. Ciò comporta l’alto rischio di sviluppo di sinusiti odontogene o pericolose migrazioni dovute al drenaggio mucociliare. L’approccio endoscopico in particolare è il più rispettoso dell’integrità sinusale; tuttavia, questo approccio presenta per il paziente il disagio di venir sottoposto a ospedalizzazione e a una procedura chirurgica in anestesia generale.
Nel 2002 l’Autore proponeva una tecnica di accesso al seno mascellare mirata al recupero di corpi estranei ivi dislocati attuabile in anestesia locale ambulatorialmente. In tal modo si limita la portata dell’intervento per il paziente e si riduce per il professionista il disagio legato al trattamento di questa complicanza. La tecnica consiste nel confezionare uno sportello di accesso osseo con peduncolo mucoso che permette la mobilizzazione dello sportello lussandolo verso l’alto senza ledere la mucosa sinusale retrostante nel margine superiore.
La procedura prevede:
Il tempo chirurgico non supera abitualmente i 30 minuti. Al paziente viene raccomandato di non soffiarsi il naso per 10 giorni, di starnutire senza “tappare” il naso, e di effettuare trattamento di umidificazione nasale 2 volte al giorno per 2 settimane. In tutti i casi trattati è stato possibile ottenere la rimozione del corpo estraneo presente nel seno mascellare. La sintomatologia infettiva è regredita in tutti i casi in cui era presente. La mucosa sinusale non presentava in alcun caso lacerazioni in corrispondenza dell’accesso chirurgico precedente.
Dalla casistica descritta, 33 pazienti sono stati trattati in anestesia locale e regime ambulatoriale secondo la tecnica descritta. In 27 casi sono stati rimossi uno o più impianti dentari dislocati nel seno mascellare, in 4 casi è stato asportato abbondante materiale endodontico stravasato oltre apice, in un caso è stato asportato un elemento dentario e in un caso parte di un molare. In tutti i casi è stata documentata la corretta stabilizzazione dello sportello di accesso tramite esame TAC a distanza di almeno 4 mesi dall’intervento. Non si sono rilevati riassorbimenti degli sportelli stessi.
Nei casi in cui il paziente ha richiesto il reinserimento dell’impianto, ciò è stato effettuato con contestuale rialzo del seno e innesto di osso autologo ad almeno 6 mesi di distanza dall’intervento senza complicanze. L’ipertrofia mucosa reattiva è regredita completamente nel 63,6% dei casi; nei restanti casi si è ridotta in modo incompleto.
Un caso documentato descrive il ritrovamento di un corpo estraneo in amalgama durante un trattamento odontoiatrico di routine. L’approfondito esame orale e maxillofacciale includeva esame intraorale ed extraorale, radiografie periapicali di tutta la dentizione e una radiografia panoramica che mostrava corpi estranei incidentali, simili ad amalgama, inglobati nel tessuto molle e/o duro della cavità orale a causa di un trattamento iatrogeno. Per tale studio è stata eseguita una scansione CT 3D Cone-beam dell’arcata inferiore che mostrava frammenti dispersi inglobati sotto la mucosa orale al di fuori del piano alveolare corticale. Dato che non vi erano infiammazione o rimodellamento osseo, i frammenti non sono stati rimossi poiché non rappresentavano rischio medico né interferivano col piano terapeutico.
| Elemento | Azioni/Considerazioni |
|---|---|
| Prevenzione | Uso DPI, tecniche operative corrette, formazione del personale, informazione ai pazienti |
| Diagnosi | Radiografie periapicali, OPT, CBCT quando necessario |
| Trattamento | Rimozione ambulatoriale o endoscopica/ospedaliera a seconda della sede e del rischio |
| Follow-up | Controllo clinico e radiografico, terapia antibiotica o antinfiammatoria se indicata |
| Documentazione | Registrazione evento nel PRM, informativa al paziente, segnalazione assicurativa se richiesta |
Vuoi approfondire l’argomento e capire cosa possiamo fare per te? Le linee guida e le esperienze cliniche qui sintetizzate offrono una base pratica per migliorare la gestione dei corpi estranei in odontoiatria e ridurre il rischio di complicanze per i pazienti.
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