ddl concorrenza odontoiatria 3 maggio spiegazione: spiegazione approfondita e contestualizzata

Il DDL concorrenza cambia il paradigma della professione.

Il testo della Legge annuale per il mercato e la concorrenza approvato dal Senato il giorno 2 agosto è chiaro: “L’esercizio dell’attività odontoiatrica è altresì consentito alle società operanti nel settore odontoiatrico le cui strutture siano dotate di un direttore sanitario iscritto all’albo degli odontoiatri e all’interno delle quali le prestazioni siano erogate dai soggetti in possesso dei titoli abilitanti.”

La ratio del DDL concorrenza è evidente: l’approvazione di questo articolo non si limita a respingere l’offensiva lobbistica e protezionistica della nostra categoria ma va ben oltre, introducendo per la prima volta il concetto di esercizio diretto dell’attività odontoiatrica da parte delle società commerciali, senza passare obbligatoriamente attraverso l’istituto delle Stp.

Le dinamiche della battaglia e la cornice normativa

Quando scrivevo che la professione è morta (nel 2016) a qualcuno è sembrato che la colpa fosse mia, solo perchè descrivevo quello che accadeva.

Quando ho scritto che la Stp era uno strumento inutile e anzi dannoso perchè favoriva l’abusivismo, sono stato addirittura denunciato.

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Quando ho scritto che la srl odontoiatrica era l’unico strumento adatto e legale per gestire uno studio odontoiatrico moderno e competitivo, l’oligarchia odontoiatrica si indignava.

Ma forse le parole più significative con le quali il legislatore ci sculaccia e ci redarguisce sono proprio in apertura della legge.

Il provvedimento riconosce che l’esercizio dell’attività odontoiatrica può avvenire anche tramite società commerciali, purché vi sia un direttore sanitario iscritto all’albo.

L’esercizio diretto da parte delle società: cosa cambia in pratica

Il comma 153 dell’articolo 1 della Legge per la Concorrenza 2017 pare rappresentare una ulteriore affermazione della possibilità delle società commerciali di essere titolari di strutture sanitarie autorizzate, dunque nessun particolarismo per l’odontoiatria sotto questo profilo.

La norma stabilisce che la struttura sanitaria privata gestita da una società può avere come direttore sanitario un odontoiatra iscritto all’albo e non necessariamente un medico generico, con la possibilità che la società eroghi prestazioni odontoiatriche.

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La funzione di direzione sanitaria viene ribadita e si stabilisce che il direttore sanitario non può assumere detta funzione per più di una struttura sanitaria.

Questo rafforza l’idea che l’odontoiatra rimanga il perno della responsabilità clinica e della supervisione, anche in contesti societari.

La novità riguarda anche i criteri di attribuzione del budget agli studi accreditati, introducendo meccanismi volti a garantire continuità assistenziale e qualità delle prestazioni.

Impatti sul mercato odontoiatrico e sugli studi

Il DDL concorrenza impone agli enti locali obblighi più stringenti in relazione alla gestione dei servizi pubblici locali di rilevanza economica, inclusa la gestione di ambiti legati all’odontoiatria, dove applicabile.

In campo odontoiatrico, la normativa introduce strumenti per favorire la concorrenza tra diverse modalità organizzative, incluse società tra professionisti (STP) e SRL odontoiatriche.

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La nuova formulazione delle STP prevede che la partecipazione dei soci professionisti al capitale sociale possa essere tale da determinare la maggioranza dei due terzi nelle deliberazioni o decisioni, dove la maggioranza per teste o per quote non è cumulativa ma alternativa.

A tal proposito, il testo chiarisce che i due criteri non ricorrono cumulativamente: i professionisti possono mantenere il controllo decisionale anche senza superare la soglia dei due terzi sia in termini di teste sia di capitale, a seconda del modello scelto.

Questa interpretazione risponde alle indicazioni dell’AGCM del 2019, che aveva sostenuto la sufficienza del vincolo decisionale anche con partecipazione minoritaria al capitale, ma è stata oggetto di dibatti tra Ordini professionali e FNOMCeO.

Trasformazioni fiscali e gestione del rischio

Per l’Agenzia delle Entrate la trasformazione non genera plusvalenze o minusvalenze sui beni che compongono l'organizzazione professionale, inclusi clientela, beni materiali e altri asset.

La gestione della direzione sanitaria e la gestione del rischio clinico negli studi odontoiatrici vengono rafforzate con l’introduzione di nuovi adempimenti legati alle coperture assicurative e all’applicazione di protocolli operativi.

La nuova disciplina mira a una maggiore trasparenza e a una gestione più strutturata delle società sanitarie, riducendo i margini di ambiguità nella pratica clinica e nella gestione economica.

Prospettive per professionisti e operatori

Tra i nodi centrali emergono il mancato inserimento degli odontotecnici tra le professioni sanitarie, le nuove regole organizzative per gli studi, la nascita della specializzazione forense e la regolamentazione della medicina estetica.

Per gli odontoiatri si prospetta una stagione di riforme chiave per la sicurezza delle cure, con possibilità di ampliamento della partecipazione societaria a nuove figure qualificate, pur mantenendo la responsabilità professionale esclusiva.

La direzione sanitaria resta un elemento centrale: la figura dell’odontoiatra dirigente assume un ruolo cruciale nella governance delle strutture sanitarie.

Stato dell’iter legislativo e prospettive

Con l’approvazione in Senato mediante voto di fiducia, il Disegno di Legge Concorrenza 2025 si avvia verso una rapida approvazione definitiva anche alla Camera, presumibilmente senza ulteriori modifiche.

La legge, che si sostanzia in un corpo unico di 24 commi, disciplina aspetti della concorrenza, dei servizi pubblici locali, dell’accreditamento sanitario e dei profili specifici dell’odontoiatria all’interno dell’intervento normativo.

Il testo della legge è stato ampiamente discusso in sede parlamentare, con interventi di rappresentanze di categoria e analisi delle ricadute pratiche per gli studi odontoiatrici.

 schemi di evoluzione del modello odontoiatrico: da studio tradizionale a SRL odontoiatrica

Occorre monitorare l’attuazione delle norme a livello regionale per definire modalità pratiche di applicazione della direzione sanitaria e dei requisiti per le STP.

guida video esplicativa sulle STP odontoiatriche e sulle novità del DDL Concorrenza

Il tema della concorrenza si intreccia con la necessità di garantire la qualità delle cure, la trasparenza delle prestazioni e la tutela della salute dei pazienti, senza compromettere l’autonomia professionale.

Aspetti pratici e suggerimenti operativi

Tra le novità concrete: obbligo di preventivo scritto, trasparenza nelle comunicazioni ai clienti riguardo titoli e specializzazioni, e disciplinari specifici per la gestione delle STP e delle SRL odontoiatriche.

La domanda chiave rimane: quando scegliere di aprire una STP o una SRL odontoiatrica? Le risposte dipendono dal modello societario e dalla capacità della gestione di preservare l’autonomia clinica e la deontologia professionale.

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