Dente del Diavolo montagna: caratteristiche, storia e itinerari tra le guglie verticali

Sono poderose guglie, torri, picchi rocciosi che emergono in modo brusco per decine di metri rispetto al terreno circostante, dominano il bosco e si possono ammirare anche da distanza. I Salti del Diavolo sono la parte visibile sopraterra di una formazione sedimentaria antichissima, si dice di età cretacica (80 milioni di anni). La parte sommitale e visibile è costituita da una fine e compatta arenaria, fin dall’antichità questa pietra era chiamata “mass ladein” ed è stata sfruttata dagli scalpellini del luogo per realizzare elementi architettonici come Camini, fontane e portali e sculture.

A Cassio e Chiastre, oltre all’imponenza delle pareti, si raccontano leggende e si racconta di una storia medioevale: un eremita di Cassio avrebbe messo in fuga il diavolo, lasciando le sue orme nelle rocce. A Casaselvatica, è ben visibile la presenza delle rocce sedimentarie tra le più antiche della provincia di Parma: radiolariti verdi. La via degli Scalpellini è l’itinerario che collega gli affioramenti più spettacolari dei Salti del Diavolo, laddove si sviluppò l’attività di cavatori e scalpellini di Cassio e Chiastre.

Il percorso e le attrazioni geologiche

Il sentiero “La Via degli Scalpellini” ha lo scopo di percorrere un itinerario che colleghi gli affioramenti più spettacolari dei Salti del Diavolo presso i quali si è sviluppata l’attività dei cavatori e degli scalpellini di Cassio e Chiastre. Il primo tratto porta alla famosa “Ciastra ‘d San Bendètt” nel versante del Fiume Taro. Si raggiunge da Cassio prendendo la Strada per Selva del Bocchetto. Dopo circa 300 metri si gira a destra per una carraia che raggiunge il primo spuntone della “Ciastra” ben visibile per i suoi caratteristici solchi verticali (“Le unghiate del Diavolo”) che lo scolpiscono nella sua parete di sud-ovest. Il sentiero procede ai piedi della scarpata per alcune decine di metri, permettendo al visitatore di apprezzare le caratteristiche dell’affioramento in tutta la sua spettacolarità.

Giunti all’estremità del roccione, un ripido passaggio esposto, solo per esperti, attraversa l’affioramento e conduce al suo lato nord-est. Lasciato l’abitato di Cassio presso la ex scuola elementare si segue il percorso scendendo verso il Torrente Baganza per un centinaio di metri fino al primo spuntone roccioso dei Salti già utilizzato come cava nei secoli scorsi. Continuando la stradina sterrata si giunge in pochi minuti a quota 816 metri, all’incrocio con la Via Francigena, dove sono visibili altri due antichi scavi sempre legati alla formazione rocciosa dei Salti. Si procede ancora sulla destra scendendo in direzione del Rio Canevara e verso il Baganza. Intorno a quota 650 metri la pendenza del versante aumenta in corrispondenza di un salto morfologico, probabilmente dovuto al distacco di una vecchia frana.

Dopo alcuni minuti, circa a quota 600 metri, sono ben visibili sul terreno numerosi ciottoli di varia dimensione, rotolati da una vicina parete rocciosa dei Salti. Sono presenti diverse litologie di varie dimensioni. Ancora nei dintorni si osservano grossi blocchi conglomeratici d’aspetto “mammellonare”. Attraversato il Baganza, la passerella sospesa è stata ripristinata a ottobre 2022 ed è transitabile a piedi e in bicicletta.

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La risalita sull’altro versante vallivo offre alternative: a sinistra si sale su un ripido sentiero adiacente alla base dei Salti fino a quota circa 700 metri, a destra (sentiero 771 A) si percorre una comoda carrarezza che after aver toccato l’antico “Casino Pallavicino” e Gavazzolo, si riaggancia al percorso precedente. Poco al di sotto di Chiastre, l’ampia panoramica sul Flysch di Monte Pizzo è suggestiva. Nell’ultimo tratto di salita per Chiastre, sulla sinistra, nella roccia si osservano curiosi esempi di scultura naturale come lo Squalo e il Pinguino.

Si lascia l’abitato di Chiastre (750 metri s.l.m.) attraversando un piccolo rio, fino al sentiero che si imbocca sulla sinistra dopo un centinaio di metri. La salita è piuttosto ripida, ma vale la pena proseguire fino ad arrivare al sentiero attrezzato con scalini e corrimano che porta al “Dente del Gigante” in circa mezz’ora. Il sentiero passa tra due pareti verticali che mostrano chiaramente la natura conglomeratica della roccia. In questo punto si nota la gradazione della roccia che passa da una granulometria fine a una grossolana con ciottoli anche di dimensioni ragguardevoli.

In questo stretto passaggio, dovuto probabilmente ad un’antica faglia o frattura, si può apprezzare la presenza di grossi ciottoli di granito rosa e porfido che raggiungono anche 20-30 centimetri. Oltre agli evidenti segni dell’estrazione delle arenarie (“mass ladèin”) sono visibili le guglie e le pareti rocciose fino oltre quota 990 metri poco sotto Piovolo. Highlight (Segment) • TrailLocation: Galzignano Terme, Padova, Veneto, Italy. Le note includono anche suggerimenti di preparazione e contesto tecnico per escursionisti e mountain bikers.

Aspetti culturali e geologici

Il diavolo, come ben si sa, lascia il suo “zampino” su tutto ciò che è fuori dalla sua portata. Ed anche sulle Alpi Apuane, ha voluto lasciare il suo segno plasmando creste e pinnacoli così irti, che nessuno li potesse scalare. Attraverso ripidi sentieri, circondati da affascinanti rocce ed anche un po' inquietanti, raggiungeremo la vetta del monte Altissimo. Questo contrasto di forze dona a questa montagna tratti unici ed incredibilmente suggestivi.

Informazioni pratiche e consigli agli esploratori

  • Escursionisti consigliati: difficoltà CAI - E per parti del tratto, con passaggi esposti e terreno disconnesso.
  • Preparazione fisica consigliata: allenamento al cammino in montagna e capacità di costante attenzione durante tratti esposti.
  • Periodo ideale: consultare stato sentieri e condizioni climatiche; percorsi generalmente secchi in stagione estiva, ma attenzione a superfici scivolose dopo pioggia.
  • Accessi: dalla Toscana ritrovi via Viareggio, dalla zona di Massa ritrovo in Piazza Felice Palma; rientro previsto nel tardo pomeriggio.
Immagine delle guglie e Salti del Diavolo in roccia mass ladèin
Video panoramico sui Salti del Diavolo, percorsi e viste aeree
Tappa Latitudine/Altitudine Caratteristica principale
vicino al Fiume Taro solchi verticali, unghiate del Diavolo
circa 750-990 m gradazione roccia, conglomerati, contatto faglia
quota 816 m antichi scavi legati al Flysch

Il paesaggio dei Salti del Diavolo racconta una storia di forze geologiche e di una lunga presenza umana legata all’attività di cavatori e scalpellini, che hanno lasciato segni tangibili nelle rocce e nelle infrastrutture pedonali e ciclabili come la passerella sospesa sul Baganza.

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