
Denti del giudizio, noti anche come terzi molari, sono gli ultimi molari a crescere, situati nella parte posteriore della bocca.
Questi elementi dentali vengono chiamati “del giudizio” poiché compaiono approssimativamente tra i 17 e i 25 anni, età in cui si è portati a essere più maturi e responsabili.
In genere sono quattro, uno per ogni quadrante della bocca, ma talvolta ne compaia qualcuno in più o meno rispetto a quattro.
Non hanno una vera funzione nel processo masticatorio e, talvolta, possono non erompere affatto o iniziare a erompere ma non completano lo sviluppo.
Il nome denti del giudizio fa riferimento all’età in cui questi molari erompono: generalmente tra i 18 e i 25 anni.
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Oggi i denti del giudizio non hanno una funzione nel processo masticatorio e spesso non erompono completamente.
Se le arcate sono strutturate in modo da lasciare spazio all’eruzione dei denti del giudizio la loro comparsa è un normale segno della crescita, ma la maggior parte delle persone ha spazio solo per 28 denti.
I denti del giudizio, o terzi molari, sono gli ultimi a spuntare, solitamente tra i 17 e i 25 anni.
In presenza di mancanza di spazio, i denti del giudizio tendono a essere inclusi o semi-inclusi.
La decisione di estrarre o conservare dipende da molteplici fattori, tra cui dolore, infezioni, affollamento dentale e rischi di danni ai denti vicini.
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Quando i denti del giudizio sono parzialmente erotti e causano disodontiasi o pericoronarite possono insorgere infiammazioni, dolore e difficoltà a pulire la zona.
In presenza di carie profonde che coinvolgono la camera pulpare, o di ascessi ricorrenti, l’estrazione può essere necessaria.
Quando i denti del giudizio sono responsabili di affollamento dentale o di danni ai denti adiacenti, l’estrazione può essere indicata per prevenire ulteriori problemi.
Nei casi di inclusione dentale grave o cisti attorno al dente, l’estrazione è spesso necessaria.
La revisione della letteratura indica che l’estrazione sistematica dei denti del giudizio sani non è supportata da dati affidabili.
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L’osservazione regolare e decisioni prudenti basate su indicatori precisi della rimozione sono strategie spesso consigliate.
L’estrazione dei denti del giudizio è una procedura comune che viene eseguita in anestesia locale; in alcuni casi è prevista anche sedazione cosciente o anestesia generale.
L’intervento può essere semplice o chirurgico a seconda della posizione e del grado di inclusione del dente.
Nei casi difficili si può procedere con l’uso di leve e pinze, fratturando il dente in parti per facilitarne la rimozione e talvolta rimuovendo porzioni di osso.
Se il dente è erotto o semi-incluso, può essere necessario un lembo di gengiva inciso per esporre la corona e procedere all’estrazione.
Nei giorni successivi all’intervento è comune vedere gonfiore, dolore e possibile difficoltà a masticare; l’alimentazione tenderà a essere liquida e l’uso di ghiaccio aiuta a ridurre il gonfiore.
La complicazione più comune è l’edema post-operatorio e il dolore, che possono essere contenuti con antidolorifici.
Le complicanze includono osteite alveolare, soprattutto in estrazioni difficili o traumatiche, con odore sgradevole e dolore irradiato.
Altre possibili complicanze includono infezioni, sanguinamenti prolungati, alterazioni sensoriali e, in casi rari, fratture mandibolari in pazienti anziani o con osteoporosi.
Nei giorni dopo l’estrazione è consigliato seguire una dieta di cibi morbidi e freschi, evitare cibi caldi o troppo duri e mantenere una buona igiene senza stimolare l’area suturata.
In genere, la guarigione della gengiva avviene in circa 10-15 giorni; la guarigione completa dell’osso richiede più tempo.
Un dubbio frequente è se sia necessario rimuovere i denti del giudizio prima di iniziare un trattamento ortodontico.
La decisione dipende dal caso: in alcuni scenari è necessario estrarreli per permettere la corretta posizione degli altri denti o distalizzare l’arcata superiore o inferiore.
Nel tempo, l’uso di apparecchi di contenzione ha mostrato che i denti del giudizio da soli non spostano i denti e non sono la causa principale dell’affollamento o della recidiva.
La radiografia panoramica (ortopantomografia) è utile per capire la posizione del dente e valutare eventuali complicanze; in alcuni casi è richiesta una TC Cone Beam.
L’estrazione si valuta in base allo stadio di eruzione: erotto, semi-incluso o incluso.
Tipologie di anestesia includono anestesia locale, sedazione o anestesia generale, a seconda della complessità e della preferenza del paziente.
Se un dente del giudizio incluso è asintomatico, potrebbe non essere necessaria l’estrazione immediata, ma è importante monitorarlo nel tempo.
Nei casi di dolore persistente o infezioni frequenti, l’estrazione viene considerata per evitare complicazioni.
Il costo dell’estrazione varia in base alla difficoltà e alla necessità di radiografie o TAC, con fasce che possono variare a seconda della complessità dell’intervento.
La durata dell’intervento può variare da breve a oltre 60 minuti, soprattutto per estrazioni chirurgiche complesse.
Dopo l’intervento è normale avere gonfiore, dolore e altri sintomi transitori; il recupero dipende dalla complessità del caso.
Se vuoi migliorare il tuo sorriso e vuoi sapere se hai i denti del giudizio o se stanno per spuntare, è utile consultare un dentista per radiografie e valutazioni accurate prima di intraprendere qualsiasi trattamento ortodontico.
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