
Fauci enormi, denti acuminati ed affilati come rasoi in primo piano: questa è l’immagine che spesso ci rimane impressa quando si parla di squali. Ma non tutti gli squali possiedono denti così evidenti, poiché ogni specie ha evoluto una dentatura adatta alla propria dieta. Le fotografie mostrano la tipologia e la forma dei denti. Sulla base del cibo preferito dalla specie, la natura "ha pensato" di dotare la bocca di questi animali con denti in numero e di forme differenti.
I denti degli squali si sono evoluti dalla modificazione dei denticoli dermici (scaglie placoidi) che rivestono la pelle di questi pesci cartilaginei e, fondamentalmente, ne hanno mantenuta la struttura interna. In sezione, è possibile osservare che ogni dente è composto dalla polpa, più internamente, la quale è protetta dalla dentina, che a sua volta è ricoperta dalla vitrodentina; l’intera struttura poggia su di una base ossea. I geni che permettono allo squalo di avere denti sempre nuovi, probabilmente sono gli stessi che hanno formato i denti dei primi vertebrati. Questi ‘geni dei denti’ ancora oggi sono gli stessi responsabili della formazione dei denti di tutti gli esseri viventi, dagli squali ai mammiferi.
Analizzando i denti di embrioni di gattuccio spettro (un tipo di squalo) i ricercatori inglesi sono riusciti a caratterizzare l’espressione di questi geni durante i primi stadi di formazione dei denti. È stato così possibile evidenziare che questi geni partecipano sia alla formazione dei primi denti dello squalo, che agli ulteriori episodi di rigenerazione che si verificano nel corso della vita di questi animali.
I denti sono composti da due parti fondamentali, una corona ed una radice. Naturalmente la corona non è uguale a quella dei mammiferi perché non esiste nessuna connessione con l’osso della mascella. Il rivestimento esterno dei denti è costituito da smalto che protegge lo strato di dentina. La corona s’innalza formando la cuspide principale e, in molte specie, anche delle cuspidi accessorie o secondarie, di norma più piccole.
Le arcate mascellari e mandibolari non presentano cavità alveolari che ospitino le radici dei denti, le quali sono invece fissate al tessuto connettivo che riveste l’arcata. La parte interna è riparata da una piega. I denti sono disposti su più file e la parte interna è riparata da una piega. I denti lungo una medesima arcata mascellare o mandibolare sono fondamentalmente simili, sebbene la forma ed inclinazione tenda a mutare gradualmente verso gli angoli della bocca, mano a mano che diminuiscono le dimensioni dei denti. Le dimensioni dei denti possono variare considerevolmente.
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I denti degli squali sono disposti su più file e non sono fissati saldamente sulla mascella. I denti danneggiati o perduti vengono sostituiti da altri che semplicemente cambiano posizione, spostandosi in avanti. Qualora lo squalo dovesse rompere un dente, dietro è pronto quello nuovo che andrà a sostituire quello danneggiato o usurato, mettendosi in posizione verticale e spostandosi in avanti, si schiererà successivamente con gli altri. Si tratta di un sistema che funziona come il kaiten dei ristoranti giapponesi, un nastro trasportatore che veicola continuamente bocconcini di sushi, rimpiazzati ogni volta che un cliente li asporta. Analogamente, attraverso una sorta di cinghia di trasmissione, i denti dello squalo vengono continuamente rimpiazzati ogni volta che l’animale li perde. E così via per tutta la vita.
Si tratta di un tipo particolare di cellule epiteliali, dette lamina dentaria, responsabili dello sviluppo e della rigenerazione continua dei denti degli squali. Lo studio, serissimo, è stato pubblicato su una rivista di biologia, Developmental Biology da un gruppo di ricercatori dell’Università di Sheffield e getta nuova luce sui meccanismi che consentono agli squali di rigenerare i loro denti.
Il periodo di ricambio dei denti è variabile, dipendendo sia dalla specie che dall’età dell’individuo. In alcuni squali balenieri, genere Carcharhinus, il ricambio avviene ogni 8-15 giorni fino al primo anno di età del giovane squalo, quindi rallenta a circa una volta al mese. Alcuni squali riciclano i propri denti ingoiandoli, in quanto costituiscono un’importante fonte di calcio.
I denti degli squali non servono solo all’alimentazione. La maggior parte di specie di squali ha pochi predatori, se si eccettuano gli altri squali e l’uomo. Non vi è dubbio che la potenza della loro dentatura sia un deterrente di grande efficacia contro i possibili attacchi di altre creature marine. I denti sono anche usati come arma negli scontri ritualizzati tra squali. Proprio perché questi pesci cartilaginei sono dotati di armi tanto micidiali, è indispensabile che i contrasti, sia tra esemplari della medesima specie, sia tra individui di specie diverse, siano ridotti al minimo, poiché i risultati sarebbero eccessivamente dannosi per entrambi i contendenti.
Un altro uso dei denti è quello che ne fa il maschio prima e durante l’accoppiamento: mordendo sulle pinne e la testa la femmina e trattenendola con i denti, la invita alla copula lasciandole delle caratteristiche cicatrici. I denti sono anche importanti per la difesa e per l’interazione sociale tra individui.
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Fauci e dentatura riflettono la dieta: gli squali che si nutrono di pesci e mammiferi marini tendono ad avere denti affilati e seghettati per tranciare carne e portare via pezzi; quelli che trattano prede scivolose hanno denti acuminati e sottili per trattenere la preda; i planctivori come lo squalo balena o il Cetorino non usano denti per l’alimentazione ma per filtrare, mentre alcuni bentonici hanno denti robusti adatti a schiacciare crostacei e molluschi.
In genere i denti inferiori sono più acuminati e sottili, atti a trattenere la preda, mentre i denti superiori sono più grandi, robusti ed affilati per tranciarla. In alcuni squali, per esempio quelli del genere Heterodontus (= denti diversi), troviamo una variabilità fra i denti anteriori e quelli posteriori.
Naturalmente i denti da soli sarebbero quasi inutili se non ci fosse l’ausilio delle mascella. Lo squalo moderno rispetto ai suoi antenati si è evoluto ed è in grado di attuare la protusione mascellare. Ora ci troviamo di fronte alla mobilità della mascella, che è capace di svincolarsi essendo disarticolata, proiettandosi in avanti durante il morso. Per esempio, lo squalo bianco ha la capacità di svincolare la mascella superiore dal cranio, consentendo l’articolazione nella regione posteriore della mascella con la cartilagine iomandibolare.
Ecco allora che molti squali facilitano l’azione del taglio con movimenti potenti della testa, che viene scossa da destra a sinistra. Forse, è proprio questa azione dello scuotere il capo, tenendo salda la presa sul cibo, che molto tempo addietro ha fatto valere allo squalo bianco il suo vecchio nome di "pescecane".
Vi sono squali che in età adulta hanno denti immediatamente distinguibili, mentre da giovanissimi presentano denti estremamente simili ad altre specie, tanto da essere riconoscibili solo da un osservatore esperto. I denti appartenenti ad una stessa specie, sono distinguibili sulla base delle varie fasi di crescita, e al differente regime alimentare che esiste tra individui più giovani e adulti.
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In passato, le dimensioni dei denti degli squali sono state spesso usate per ricavare la lunghezza totale dell’esemplare al quale appartenevano. I più grandi denti fossili di squalo, sino ad ora rinvenuti, sono quelli del celebre Carcharodon megalodon, del Neogene.
Nonostante la loro immagine di predatori temuti, gli squali sono tra le specie più minacciate del pianeta a causa dell’impatto di attività umane quali sovrapesca, bycatch, commercio delle loro pinne, e della loro carne che spesso viene introdotta illegalmente sul mercato e venduta con il nome di altre specie di pesce. Secondo il WWF, il 50% delle specie di squalo presenti nel Mediterraneo è a rischio estinzione, e un quarto delle specie presenti in tutto il mondo rischia di estinguersi. Tra le specie di squali e razze inserite nella lista rossa dell’IUCN, più di 200 sono classificate come vulnerabili o a rischio di estinzione.
Ogni anno più di 100 milioni di squali vengono uccisi da attività umane. La pesca di questa specie è funzionale a vari scopi: commercio delle loro pinne, azioni governative mirate a ridurre interazioni o incidenti, sport, o bycatch. Al contrario, nell’ultimo decennio, gli incidenti avvenuti con gli squali sono stati molti di meno: in media 77 all’anno in tutto il mondo, e di questi solo il 12% è stato fatale. Ciò non implica che avere incontri ravvicinati con questi animali sia sempre pericoloso.
| Tipo di dente | Forma | Funzione |
|---|---|---|
| Acuminati e sottili | Affilati, appuntiti | Trattenere prede scivolose |
| Robusti e piatti | Larghi, adatti a schiacciare | Frantumare crostacei e molluschi |
| Seghettati, grandi | Affilati, con bordi taglienti | Tranciare carne di pesci e mammiferi |
| Ridotti (planctivori) | Piccoli o vestigiali | Filtrazione o non usati per nutrizione |
La nostra opera di sensibilizzazione su queste problematiche continua, con i nostri articoli e con le nostre news, certi che il progetto "Save the Shark and the Sea" possa avere un'importanza fondamentale per la sopravvivenza del pianeta mare.
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