Perché la dentiera può causare sensazione di calore in bocca: cause, sintomi e rimedi

La bocca non è fatta soltanto di denti e di gengive, ma è un insieme di mucose che possono infiammarsi e dare luogo a varie tipologie di problemi. Il bruciore alla bocca, infatti, può colpire anche altre zone della cavità orale, come il palato, la parte interna della guancia, la lingua o le labbra, dando luogo a diverse patologie che vanno trattate con attenzione. La stomatite è un’infiammazione della mucosa interna della bocca che può risultare molto fastidiosa e che si manifesta con arrossamenti, piccole lesioni ulcerate e dolorose afte (stomatite aftosa). Queste manifestazioni possono intaccare le gengive, l’interno delle guance, il palato, la faccia interna delle labbra e la lingua. La stomatite è accompagnata dall’aumento della secrezione salivale e può provocare anche febbre e ingrossamento dei linfonodi. La stomatite può essere curata attraverso l’uso di prodotti antisettici per la cura della bocca, come collutori o prodotti naturali tipo olii essenziali (il tea tree oil, ad esempio) o gel (aloe vera).

La xerostomia è una patologia che si manifesta con l’accentuata secchezza della mucosa orale, anche per questo viene comunemente definita bocca secca. È dovuta ad una riduzione della salivazione che può comportare anche difficoltà a deglutire, a masticare e a pronunciare parole in modo chiaro. La bocca secca può avere cause di vario tipo, a partire da effetti collaterali legati all’assunzione di farmaci per arrivare a patologie più complesse che non riguardano soltanto la bocca. La bocca secca può essere contrastata con piccoli gesti quotidiani, come bere spesso, evitare bibite a base di caffeina che possono seccare ulteriormente la mucosa orale o evitare il fumo. Inoltre può essere utile masticare chewing gum, che favoriscono la produzione di saliva, o utilizzare spray umettanti, che ne imitano gli effetti.

La sindrome della bocca urente si presenta come un bruciore diffuso del cavo orale in assenza di lesioni a carico della mucosa o di altre patologie sistemiche solitamente associabili a secchezza della bocca, come il diabete. Secondo recenti studi la sindrome della bocca urente è associabile a disordini di tipo neuropatologico come la degenerazione delle fibre trigeminali periferiche orali, l’alterazione dei meccanismi percettivi del gusto e la perdita dei meccanismi inibitori sul controllo del dolore. Questa patologia, inoltre, compare frequentemente in associazione a disturbi psicosomatici come l’alterata funzione delle ghiandole salivari e le alterazioni ormonali, soprattutto dopo la menopausa. La cura di questa patologia può non essere semplice. In generale si consiglia di bere frequentemente acqua e di usare gomme da masticare allo scopo di stimolare la salivazione e mantenere la bocca umida. Allo stesso tempo, si sconsiglia l’assunzione di sostanze irritanti per la mucosa orale, come cibi piccanti, bevande gassate, succo di limone o collutori a base alcolica. Il dentista può prescrivere anche farmaci volti a ridurre il dolore cronico provocato dalla sindrome da bocca urente.

L’herpes è un’infezione dolorosa di tipo virale che si manifesta soprattutto nella parte esterna della bocca sotto forma di piccole vesciche, solitamente accompagnate da formicolio attorno alle labbra nei giorni che ne precedono la comparsa. La comparsa dell’herpes labiale è associata al virus dell’herpes simplex: una volta esposti al contagio, infatti, il virus rimane dormiente nei cosiddetti gangli nervosi, fino al momento in cui verrà riattivato. Alcuni cibi, l’abbassamento del sistema immunitario, lo stress e la presenza di allergie, sono ritenuti fattori in grado di favorire l’insorgenza dell’herpes. Sebbene non esista una vera e propria cura per il virus dell’herpes, esistono comunque alcuni medicinali che possono contribuire ad una guarigione più rapida. Gli antivirali, generalmente in pomata o compresse (nei casi più gravi) ad esempio, risultano efficaci sia nel trattamento sintomatico sia nella riduzione della frequenza. Particolare attenzione merita una forma di herpes che è manifestazione secondaria della varicella, ovvero l’herpes zoster. Questa forma erpetica, definita anche fuoco di Sant’Antonio, può risultare particolarmente insidiosa, estremamente dolorosa e difficile da debellare, soprattutto nelle forme che colpiscono il viso.

La bocca è la parte iniziale dell’apparato digerente e, in quanto tale, le sue infiammazioni possono essere legate anche a difficoltà di digestione o, semplicemente, a piccoli incidenti che si verificano mentre si mangia, come ustioni provocate da cibi troppo caldi. Il reflusso gastroesofageo, ad esempio, può provocare bruciori ed irritazioni all’interno del cavo orale, così come la gastrite. Le irritazioni che si manifestano all’interno della bocca in questi casi, quindi, sono sintomi di patologie che vanno adeguatamente trattate con l’aiuto del proprio medico o di specialisti. È bene tenere a mente poi che fumo e alcolici sono tra i maggiori responsabili delle problematiche di bruciore legate alla bocca. Sigarette e affini oltre che secernere sostanze estremamente dannose riscaldano le mucose orali deteriorandole. Gli alcolici, soprattutto quelli ad alta gradazione determinano disidratazione e secchezza.

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Le protesi dentali mobili (dentiera) consentono di sostituire i denti naturali mantenendo la funzionalità masticatoria e l’estetica. I portatori di protesi mobile vanno incontro molto spesso a problemi infiammatori a carico delle gengive su cui poggia la protesi. Ma cosa succede quando la protesi dentale fa male? Iniziamo con dire che le protesi dentali mobili sono dispositivi odontoiatrici che vengono utilizzati per riabilitare le normali funzione orali e di masticazione dei pazienti dopo la perdita di uno o più denti. L’obiettivo è ripristinare le normali facoltà di masticazione andando a sostituire l’originaria dentatura del paziente con una completamente nuova, più resistente e che sia capace di durare per molto più tempo.

Dentiera totale: utilizzata quando il paziente soffre di edentulia totale ovvero quando al paziente mancano tutti i denti. Dentiera parziale: in questo caso la protesi viene utilizzata per sostituire la mancanza di uno o più denti. Partiamo con il dire che le protesi dentali appena realizzate possono far male poiché richiedono un fisiologico periodo di adattamento. Questo di norma si verifica durante le prime due settimane. Per ridurre al minimo questo disagio è consigliabile modificare la dieta quotidiana consumando cibi morbidi o liquidi fino a quando non ci si abitua alla nuova masticazione. Chi porta la protesi da molto tempo, può avere, dunque, problemi infiammatori alle gengive. Sciacqui della bocca con acqua e sale. Sciacqui con collutori e gel topici. Esistono in commercio diversi prodotti specifici ad azione antinfiammatoria e rinfrescante delle mucose. Spazzolare la protesi frequentemente. Esistono in commercio delle spazzoline predisposte. Ricordate sempre che le dentiere vanno spazzolate frequentemente con detergenti specifici. Togliere la protesi di notte.

La protesi dentaria è realizzata a partire dalle impronte delle cavità orali. La sua base è quindi speculare alla gengiva su cui appoggia. Il risultato è che essa non è più aderente come quando è stata realizzata e diventa instabile. Si muove durante la masticazione scaricando la pressione su alcuni punti specifici che, superata la soglia di tolleranza, provocano la micro-lacerazione delle gengive. Se portate la dentiera, il nostro consiglio è quello di fare un controllo almeno una volta l’anno. La buona notizia è che non sei costretto a convivere con il disagio. Se la tua dentiera si è allentata o non aderisce più bene alle gengive, il dentista può effettuare una ribasatura. In alcuni casi, può essere utile sostituire i denti consumati o non più esteticamente armonici. Quando la protesi è vecchia, danneggiata o non più adatta alla morfologia della bocca, può essere consigliabile rifarla completamente. Si tratta di una struttura che viene ancorata a impianti in titanio, inseriti direttamente nell’osso mascellare o mandibolare.

La dentiera non dovrebbe essere fonte di fastidio o dolore. La protesi mobile, nota come dentiera, è utilizzata per sostituire la perdita dei denti. È una soluzione molto comune ed economica. Diciamo subito che le protesi dentali appena confezionate possono far male poiché richiedono un fisiologico periodo di adattamento. Questo di norma è circoscritto alle prime due settimane. Per ridurre al minimo questo disagio è consigliabile modificare la dieta quotidiana consumando cibi morbidi o liquidi fino a quando non ci si abitua alla nuova masticazione. È abbastanza normale per i portatori di protesi di lungo corso, accusare problemi infiammatori alle gengive. Questo tipo di disturbi di solito si risolve attraverso una miglioramento della igiene orale ed una più scrupolosa pulizia. Sciacqui con collutori e gel topici. Esistono in commercio diversi prodotti specifici ad azione antinfiammatoria e rinfrescante delle mucose. I più usati sono a base di clorexidina che è un potente antimicrobico. Spazzolare la protesi frequentemente. Esistono in commercio delle spazzoline predisposte. Hanno da un lato ciuffi corti e sostenuti che permettono la rimozione della placca batterica; dall’altro lato sono dotate di un ciuffo più lungo che permette di raggiungere con facilità gli incavi tra un dente e l’altro. Le dentiere vanno spazzolate frequentemente con detergenti specifici ma vanno bene anche i comuni detersivi per stoviglie. Se questi disturbi persistono, ci si trova di fronte a problemi maggiori, di solito legati al decubito delle gengive da protesi mobili. La protesi dentaria è un manufatto protesico che è costruito a partire dalle impronte delle cavità orali. La sua base è quindi speculare alla gengiva su cui appoggia. Il risultato è che essa non è più aderente come quando è stata realizzata e diventa instabile. Si muove durante la masticazione scaricando la pressione su alcuni punti specifici che, superata la soglia di tolleranza, provocano la micro-lacerazione delle gengive. Aldilà delle soluzioni terapeutiche citate prima, che però in questa evenienza non apportano grandi benefici, è necessario rivolgersi con urgenza dal dentista per effettuare il ribasamento della protesi. L’intervento consiste nell’adeguarne la base alle mutate condizioni ossee e gengivali. Il dentista valuterà inoltre lo stato di sofferenza gengivale che si realizza, soprattutto nella parte inferiore, nei portatori di protesi da molti anni. La protesi non si muove più. Gli impianti permettono alla dentiera di “abbottonarsi” alle gengive come se ci fossero dei bottoni automatici. Non si schiacciano più le gengive.

In conclusione, la vita per i portatori di protesi dentale può essere del tutto normale a patto che si abbia sempre un centro odontoiatrico di riferimento. Il dentista è un esperto della progettazione e della realizzazione delle protesi dentarie mobili (dentiera), grazie alla sua competenza, all’esperienza e alla precisione che ne fanno la migliore risorsa professionale alla quale ricorrere per sostituire al meglio i denti naturali che non esistono più. Avete bisogno di una protesi ma non vi piace l’idea di passare dei mesi senza denti per aspettare la guarigione delle gengive? Le protesi immediate sono un’ottima soluzione. Prima ancora dell’eventuale estrazione di uno o più denti residui, la protesi immediata preparata dal dentista è già pronta per essere inserita. In questo modo potrete tornare rapidamente al lavoro e alla vita sociale. La protesi immediata protegge i tessuti della bocca, limita i sanguinamenti, contribuisce a una guarigione uniforme e aiuta a parlare e a masticare meglio. La transizione tra i denti naturali e la prima protesi può perciò avvenire in dolcezza. Per contro, la protesi immediata richiede più aggiustamenti perché la guarigione della gengiva avviene su periodi di tempo relativamente lunghi.

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Le dentiere rappresentano una soluzione efficace e diffusa per chi ha perso uno o più denti. Grazie alla moderna odontotecnica, le dentiere oggi sono più confortevoli, funzionali e naturali nell'aspetto, adattandosi perfettamente alle esigenze individuali. Le dentiere in acrilico sono le più comuni e offrono una buona estetica, ma possono risultare rigide e meno confortevoli per alcuni pazienti. I moderni progressi tecnologici hanno portato anche alla creazione di dentiere personalizzate, progettate su misura per il paziente grazie a tecniche di scansione digitale 3D. Quando si parla di dentiere e protesi dentali, spesso si usano i termini in modo intercambiabile, ma esistono alcune differenze importanti. La dentiera è un tipo di protesi rimovibile, utilizzata per sostituire un’intera arcata di denti mancanti (protesi totale) o una parte di essa (protesi parziale). Le protesi fisse includono i ponti dentali e le corone, che vengono cementati ai denti naturali o avvitati su impianti. Le dentiere, invece, si rimuovono facilmente per la pulizia e la manutenzione quotidiana.

Disagio iniziale, ridotta stabilità e necessità di ribasatura sono temi ricorrenti. Il primo passo è una valutazione accurata: controllo annuale e, se necessario, ribasatura, sostituzione dei denti o rifacimento completo della protesi con soluzioni avanzate come overdenture su impianti.

Infografica: differenze tra protesi rimovibile e impianto
Schema di ribasatura protesi e posizionamento di impianti

Protesi e igiene: come evitare bruciore da protesi

La placca è una pellicola batterica invisibile che si forma gradualmente non solo sui denti naturali, ma anche sulle protesi dentali. Una volta indurita, la placca si trasforma in deposito calcareo, porta d’ingresso ideale per i batteri. Irritazioni, malattie delle gengive e problemi digestivi sono solo alcune delle conseguenze negative possibili quando le condizioni igieniche della protesi sono carenti. Lo spazzolino ideale per la dentiera è dotato di setole morbide che consentono di raggiungere tutte le parti della dentiera. Per facilitare la pulizia si può ricorrere a un gel, a una pasta dentifricia non abrasiva o semplicemente a un detergente dolce. Dopo ogni pasto, spazzolare delicatamente tutta la superficie della protesi, con particolare attenzione agli spazi interdentali e alle parti che vengono a contatto con le gengive. Una superficie acrilica graffiata da un prodotto abrasivo trattiene più facilmente la saliva la quale, a sua volta, trattiene gli alimenti formando delle macchie. Conseguenza: la manutenzione della protesi diventa molto più difficile.

Spazzolate delicatamente anche la lingua, le gengive e il palato con uno spazzolino morbido e umido. Prima di rimetterla in bocca, sciacquate sempre la protesi a fondo sotto un getto di acqua tiepida. Questa buona abitudine vi impedirà tra l’altro di “mangiare” le soluzioni detergenti. Dopo averla immersa nella soluzione pulente, prima di rimetterla in bocca, sciacquate sempre la protesi a fondo sotto un getto di acqua tiepida. La disinfezione con pastiglie o soluzione a base di ossigeno nascente, usato periodicamente, inibisce la crescita di batteri. Associare la spazzolatura della dentiera e l’uso di soluzioni pulenti comporta notevoli vantaggi ed assicura un’igiene ottimale. Le soluzioni pulenti consentono infatti di lottare più efficacemente contro il tartaro, pulendo la dentiera anche nei punti difficilmente accessibili allo spazzolino. Dopo averla immersa nella soluzione pulente, prima di rimetterla in bocca, sciacquate sempre la protesi a fondo sotto un getto di acqua tiepida.

Grafico: rischi associati a scarsa igiene delle protesi

Quando consultare il dentista

Una protesi che si muove anche solo leggermente deve essere ribasata, ovvero riadattata alla nuova forma delle tue gengive, per eliminare la causa meccanica dell’infiammazione. Un controllo professionale è indispensabile se noti escrescenze di tessuto lungo i bordi della protesi o se il dolore ti impedisce di alimentarti correttamente. Se la gengiva appare gonfia, inizia a sanguinare facilmente o se noti la presenza di piccole piaghe (ulcere) che faticano a rimarginarsi dopo alcuni giorni, è molto probabile che sia in corso un’aggressione batterica o fungina. Prendersi cura della salute orale quando si porta una protesi richiede una routine diversa rispetto a chi ha solo denti naturali. Le linee guida attuali raccomandano di concedere alle tue gengive un periodo di riposo notturno. Togliere la protesi per almeno 6 o 8 ore al giorno permette ai tessuti di recuperare dalla compressione meccanica e riduce drasticamente il rischio di proliferazione di funghi e batteri. Se questi metodi di pulizia non danno i risultati attesi, per esempio in caso di concrezioni tenaci, è assolutamente sconsigliato l’uso di coltelli o attrezzi taglienti, perché danneggerebbero la superficie lucida dei denti, accelerando l’accumulo di tartaro.

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Video: gestione quotidiana delle protesi dentarie

Glossario essenziale sulla dentiera

  • La dentiera mobile va spazzolata frequentemente con detergenti specifici; si può utilizzare anche detergenti non abrasivi o detersivi per stoviglie.
  • La ribasatura serve a riadattare la base della protesi alle nuove condizioni ossee e gengivali.
  • La prognosi della protesi dipende dall’igiene, dall’adattamento e dalla frequenza dei controlli dentistici.
  • Gli impianti dentali offrono stabilità maggiore rispetto alle protesi tradizionali ma richiedono cura ottimale per prevenire infezioni.

Riepilogo delle principali soluzioni

  1. Ribasatura o sostituzione dei denti consumati.
  2. Utilizzo di protesi su impianti (overdenture) per maggiore stabilità.
  3. Impianti in titanio per fissare la dentiera in modo definitivo.
  4. Igiene orale accurata e controlli periodici annuali.

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