
Esistono svariati tipi di dentifricio in commercio. Il più diffuso è il dentifricio al fluoro. Questo perché il fluoro è il miglior alleato dello smalto dentale: questo infatti ha una funzione antibatterica perché diminuisce la placca e rafforza lo smalto dentale diminuendo il rischio di carie. Bisogna però scegliere dei dentifrici che contengano la quantità corretta di fluoro, al fine di evitare la fluorosi. Per gli adulti la quantità consigliata è di massimo 1500 ppm di fluoro, pari allo 0,32% di floruro di sodio o all’1,14% di sodio monofluorofosfato. Un altro tipo di dentifricio è quello per denti sensibili. I denti sensibili contengono una percentuale di idrossiapatite minore; la funzione di questo componente naturale dei denti ha la funzione di legarsi al fluoro per rinforzare lo smalto dentale. Passiamo poi al dentifricio antiplacca: questo tipo di pasta dentifricia ha una forte funzione antibatterica, prevenendo la formazione di placca sui denti. L’ultima categoria è il dentifricio sbiancante. Queste paste dentifricie contengono delle sostanze detergenti e delle microsfere a bassa abrasività che a contatto con il dente durante lo spazzolamento rimuovono le macchie del dente. Proprio per la loro funzione però, vanno usate con moderazione ed alternate con un dentifricio al fluoro, altrimenti il rischio è quello di indebolire troppo lo smalto dentale. Situazione del dente: se sappiamo che i nostri denti sono sensibili, andremo a valutare un dentifricio per denti sensibili. Se siamo proni alla formazione di tartaro, un dentifricio antiplacca può aiutare ad evitare la proliferazione di batteri responsabili della sua formazione. Quantità di fluoro: restate sempre nei limiti consigliati, ossia massimo 1500 ppm per gli adulti e massimo 500-600 ppm per i bambini. Non è necessario arrivare al limite consigliato di fluoro per garantire l’efficacia del dentifricio. Fattore di abrasione: tutte le paste dentifricie hanno un effetto abrasivo, seppur minimo. Purtroppo sulle etichette non è riportato il fattore di abrasione; per questo vi consigliamo di affidarvi alla vostra percezione. Più “grumoso” è il dentifricio, più il suo effetto abrasivo è elevato. Un dentifrizio a bassa abrasività che protegge gengive e superfici impiantistiche è il migliore.
La decisione clinica di scegliere il miglior dentifricio per impianti dentali completi influisce fondamentalmente sulla salute dei tessuti peri-implantari, sul controllo della placca e sulla stabilità a lungo termine dell’impianto. Poiché gli impianti non hanno smalto e un legamento parodontale, i tessuti molli e l’osso attorno all’impianto devono essere mantenuti in salute tramite prodotti per l’igiene orale quotidiana. Un dentifricio a bassa abrasività che protegge gengive e superfici impiantistiche è il migliore.
Formulazioni di dentificio che sono amichevoli per gli impianti mirano a fornire una pulizia efficace senza irritare i tessuti molli o danneggiare le superfici protesiche. Tra gli ingredienti comunemente accettati in modo medico troviamo:
Queste formulazioni fanno parte regolarmente delle routine di cura post-impianto poiché promuovono la salute dei tessuti senza usurare zirconia o porcellana delle restaurazioni implantari.
Ai pazienti con impianti si raccomanda di evitare dentifrici contenenti forti agenti sbiancanti a base di perossido, alta concentrazione di laurilsolfato di sodio, additivi acidi aromatizzanti. Questi fattori possono ostacolare la guarigione dei tessuti molli, aumentare la rugosità superficiale delle restaurazioni e ridurre l’efficacia del controllo della placca.
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Manutenzione degli impianti dentali è una routine quotidiana molto precisa supportata da un professionista attento. Uno spazzolino è solo un aspetto di un regime di cura: lavare i denti due volte al giorno con uno spazzolino morbido, cambiare il dentifricio con una formula a bassa abrasività sicura per impianti, pulire le fessure tra denti e impianti con filo interdentale o spazzolino speciale, pianificare appuntamenti di manutenzione professionale e seguire indicazioni del dentista.
La cura quotidiana deve includere l’uso di dentifricio a bassa abrasività, spazzolatura diligente due volte al giorno, eventuale uso di filo interdentale o spazzolino speciale, e irrigatori interdentali come strumento di supporto. È utile programmare controlli professionali regolari e seguire le indicazioni specifiche del proprio clinico per la riabilitazione implantare.
Secondo protocolli clinici di specialisti in implantologia, ai pazienti con impianti si consiglia di usare dentifrici che mantengano l’equilibrio del microbioma orale, minimizzino l’abrasione e favoriscano la guarigione gengivale. Un dentifricio ben selezionato può ridurre l’accumulo di biofilm batterico e proteggere le restaurazioni implantari da danni superficiali.
Opzioni di dentifricio amichevoli per impianti comuni includono Elmex Sensitive, Elmex Protezione dello Smalto, Curaprox Enzycal, Oral-B Pro-Expert e linee Sensodyne dedicate alla sensibilità + protezione. In caso di gengiviti o peri-implantiti, si ricorre a dentifrici specifici oppure a collutori a base di clorexidina sotto supervisione professionale.
| Situazione | Raccomandazione |
|---|---|
| Denti sensibili | Dentifrici per sensibilità con fluoro (es. Sensodyne, Elmex Sensitive) |
| Impianti/corone/faccette | Fluoro a bassa abrasività; evita sbiancanti e abrasivi elevati |
| Problemi gengivali | Dentifrici focalizzati su gengive (Parodontax, Oral-B Gum Health) |
| Controllo tartaro | Paste anticalcare con pirofosfati/citrato di zinco |
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