Disodontiasi ottavo inferiore: cause, sintomi e trattamento

Probabilmente molti di noi ne avranno già fatto esperienza, ma in pochi hanno sentito parlare di disodontiasi. La disodontiasi è un problema dentale che può causare disagio e complicazioni se non trattato correttamente. Cosa significa "disodontiasi"? La disodontiasi è una condizione in cui un dente non riesce a emergere completamente attraverso le gengive.

Che cos’è e come si manifesta

La disodontiasi è una condizione caratterizzata dalla difficoltà di un dente a erompere correttamente nella bocca. Questo può succedere perché i denti non hanno spazio a sufficienza nell'arcata (quindi si parla di "inclusione"), oppure perché l’orientamento o l'inclinazione del dente che sta spuntando è scorretto (e dunque un caso di "malposizionamento").

La difficoltà di eruzione del dente è spesso accompagnata da sofferenza a livello della mandibola e/o della mascella, a causa di un'infiammazione che interessa i tessuti circostanti l’elemento e che lo sostengono. La disodontiasi è associata ad un continuo dolore della zona. I tessuti che si trovano attorno ai denti, infatti, si infiammano causando disagio.

Disodontiasi degli ottavi (dente del giudizio)

Il caso più emblematico, di cui tanti di noi hanno fatto esperienza, è la disodontiasi degli ottavi, o degli terzi molari, più comunemente conosciuta come "denti del giudizio", che spesso emergono durante l'età adulta. La disodontiasi è più frequente tra gli adolescenti e i giovani adulti, età in cui i denti del giudizio iniziano a erompere. Tuttavia, può verificarsi anche in altre fasce d’età, a seconda della crescita dentale e delle caratteristiche anatomiche individuali.

Radiografia panoramica dente del giudizio incluso

Cause e fattori di rischio

A causare la disodontiasi è quindi l’assenza di spazio necessario per la fuoriuscita del dente, e/o l’orientamento dell’elemento stesso. Nella maggior parte dei casi, questa condizione è provocata da un orientamento errato del dente in questione: ad esempio, ciò può avvenire quando il dente non ha la possibilità di fuoriuscire in modo verticale o quando si presenta una mancanza di spazio utile sull’arcata dentale.

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Le cause esatte della disodontiasi possono variare da persona a persona. In molti casi però è il risultato di un'anomalia nella growth del dente stesso o di problemi strutturali nelle ossa mascellari. Possono però riguardare anche malocclusione dentale che si verifica spesso nei bambini, alterazioni nello sviluppo mandibolare e/o mascellare, ad esempio un numero di denti superiore al normale, il palato stretto, persistenza o caduta precoce di denti da latte o altre malformazioni, cisti dentali, traumi, fattori indiretti come la malnutrizione o la disfunzione della tiroide.

Tra i principali fattori di rischio di questa condizione, troviamo: la presenza di altri problemi dentali o ortodontici, come la malocclusione, la mancanza di spazio nella mascella, il palato stretto, l'età del paziente, la genetica. La disodontiasi colpisce più frequentemente l'ottavo inferiore (dente del giudizio), ma possono essere coinvolti anche il canino o l'ultimo molare superiore. Anche i denti da latte possono essere interessati da tale condizione.

Sintomi e complicanze

La disodontiasi è un disturbo che può manifestarsi in diversi modi. Tra i sintomi più comuni, oltre all'evidente mancanza di un dente dall'arcata, troviamo: disagio o dolore continuo alla mandibola o mascella, nella zona in cui il dente dovrebbe erompere; infiammazione e gonfiore delle gengive; arrossamento delle gengive; dolore durante la masticazione; infezioni localizzate.

Dolore e gonfiore: il dolore può essere localizzato nella parte posteriore della bocca, dove i denti del giudizio stanno tentando di emergere. In casi estremi può comportare il cosiddetto “trisma”, una vera e propria contrattura dei muscoli della mandibola, che rende difficoltoso e doloroso il movimento di apertura e chiusura della bocca. Altri sintomi che possono verificarsi in caso di disodontiasi sono: febbre, difficoltà nella masticazione, problemi di deglutizione, infezione gengivale (gengivite, ad esempio), ascesso o fistole, carie, infiammazione dei linfonodi del collo.

Le complicanze legate alla disodontiasi possono variare da lievi a gravi, soprattutto se la condizione non viene trattata tempestivamente. Tra queste vi sono il rischio di infezioni dentali, problemi di occlusione e spostamenti dentali. Inoltre, se non trattata, la disodontiasi potrebbe causare danni permanenti ai tessuti circostanti e persino alla struttura ossea. L'eruzione anomala del dente può predisporre a complicanze infettive, come la formazione di una raccolta di pus (ascesso o fistola) e la propagazione del processo flogistico anche alle aree limitrofe, all'osso oppure a tutto il cavo orale.

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Pericoronite e altre patologie associate

Con la disodontiasi può verificarsi anche uno scarso riassorbimento dei tessuti molli. Ciò avviene quando il dente spunta regolarmente, ma i tessuti molli che lo circondano sono scarsamente assorbiti. C’è quindi una morfologia anomala del solco della gengiva, che forma una sorta di tasca, in cui si possono depositare batteri o residui alimentari. Ecco perché la disodontiasi è collegata all’infiammazione del “sacco pericoronale”, ovvero l’insieme dei tessuti che circondano e sostengono l’elemento dentale.

La pericoronite è l’infezione della corona che si associa nella stragrande maggioranza dei casi al terzo molare inferiore semincluso, per via di caratteristiche anatomiche proprie del dente; è la prima causa di estrazione. Ha origine da diversi fattori, il più importante dei quali è una igiene orale scarsa o non sufficiente.

Diagnosi

Ogni caso è estremamente soggettivo e variabile, pertanto l’intervento diagnostico dell’odontoiatra deve avvenire attraverso uno studio caso per caso. Come abbiamo già avuto modo di accennare, per diagnosticare una disodontiasi, di regola, è necessaria una visita odontoiatrica, in particolar modo è bene richiederla quando si è notato un ritardo nella fisiologica eruzione del dente.

Il primo passaggio è sicuramente quello di rivolgersi ad un dentista esperto. Quest’ultimo si occuperà di effettuare tutte le analisi per arrivare alla giusta diagnosi, che avviene solitamente tramite: ispezione del cavo orale, osservazione diretta, immagine radiografica che identifichi la posizione del dente (radiografia endorale, ortopantomografia, ortopanoramica (OPT) oppure un test più approfondito come il CBCT). Altri test approfonditi e specifici possono essere richiesti per valutare meglio la situazione e la posizione del dente.

Spiegazione radiografica e pianificazione trattamento disodontiasi

Classificazione dei casi

Esistono diversi tipi di disodontiasi, classificabili in base ai seguenti parametri: posizione, entità dell’inclusione, durata. Posizione: si tratta del criterio principale. Riguarda la posizione che assume il dente all’interno dell’osso della mandibola o della mucosa del cavo orale. Può essere orizzontale, verticale oppure obliqua. Prende in considerazione anche l’inclinazione del dente. Entità dell’inclusione: può essere parziale oppure totale. Se nel primo caso il dente riesce a fuoriuscire parzialmente dalla gengiva, nel secondo è totalmente incluso nell’osso mascellare o mandibolare. Durata: si distingue tra disodontiasi permanente e temporanea. Nel primo caso, il dente non termina il processo di eruzione, nel secondo invece emerge completamente ma impiegando più tempo del normale.

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Trattamento

Le strade terapeutiche della disinclusione per risolvere la problematica sono molte e diverse. Ognuna di esse si adatta alla situazione specifica del paziente e deve essere stabilita insieme al proprio dentista. Egli infatti valuterà dei fattori come la gravità del problema, la causa, l’età o lo stato di salute generale del paziente. La scelta del trattamento dipenderà dalla gravità del caso e dalle condizioni individuali del paziente.

  • Osservazione e monitoraggio: in alcuni casi, soprattutto nei giovani, i denti del giudizio possono riuscire a erompere correttamente senza intervento; in altri casi, potrebbe essere sufficiente l'osservazione e il monitoraggio della situazione.
  • Terapia farmacologica: terapia antibiotica e antinfiammatoria può essere utilizzata per trattare infezioni acute o ridurre l’infiammazione prima di un intervento.
  • Trattamento ortodontico: può essere utile per creare spazio e favorire la corretta eruzione dell’elemento dentale.
  • Intervento chirurgico: la strada principale è quella della chirurgia. Nella rimozione dei denti del giudizio, l’estrazione è il trattamento più comune per la disodontiasi. L’intervento di estrazione avviene solitamente in anestesia locale e nella fase post-operatoria il paziente può sperimentare gonfiore, mal di testa, dolore, sanguinamento e malessere.

Nell’intervento può essere prevista l'asportazione dei tessuti che circondano e coprono il dente o l’avulsione dell’elemento stesso. All’intervento segue solitamente un trattamento ortodontico per il corretto posizionamento del dente. In alcuni casi, il medico può scegliere di agire al contrario, partendo da un trattamento ortodontico per poi arrivare all’operazione.

Fase post-operatoria e consigli

Nella fase post-operatoria il paziente può manifestare gonfiore, mal di testa e malessere per alcuni giorni, e un dolore continuo acuto quando svanisce l’effetto dell’anestesia, cui rimediare con antidolorifici o impacchi di ghiaccio. Prima di procedere con operazioni del genere e dopo queste ultime, vengono prescritti antibiotici e alcuni farmaci analgesici. È, inoltre, consigliabile evitare di consumare cibi duri e caldi nelle prime 36 ore dopo l’operazione. Sono poi sconsigliate l’attività fisica, il fumo o l’assunzione di cibi o bevande irritanti nei giorni immediatamente successivi all’intervento.

Controindicazioni e rischio

In generale l’intervento chirurgico è sconsigliato in caso di: età avanzata, stato di salute precario, rischio di lesione di altri denti, scarsa collaborazione del paziente. Gli effetti collaterali dell’intervento possono essere: pericoronite, malattie parodontali, carie. La prognosi e i tempi di guarigione sono strettamente collegati alla condizione di partenza e allo stato generale del paziente.

Quando rivolgersi al dentista

Se dovessero presentarsi questi sintomi, è sempre importante rivolgersi tempestivamente al tuo dentista di fiducia per una diagnosi approfondita, per evitare che la situazione deteriori e di incorrere in ulteriori complicanze. Alla comparsa di segni e sintomatologia, è consigliabile contattare il dentista che - dopo una serie di analisi ed esami - potrà stabilire la diagnosi e la terapia più adatta al caso specifico.

È sempre bene tenere presente che il problema della disodontiasi è un fenomeno piuttosto comune ed è per lo più risolvibile se viene trattato in maniera adeguata. A fare la differenza è sicuramente il fatto di intervenire tempestivamente adottando una precoce e corretta cura ortodontica. La disodontiasi può, quindi, essere trattata molto tranquillamente, sebbene sia da tenere in conto qualche problema legato al decorso post-operatorio.

Problema Possibile trattamento
Inclusione parziale o totale Monitoraggio, ortodonzia, estrazione se necessario
Pericoronite o infezione Antibiotici, detersione, possibile estrazione
Dolore e infiammazione Antinfiammatori, impacchi di ghiaccio, valutazione per intervento

Se pensi di soffrire di questo disturbo o se hai bisogno di un consulto dentistico, non esitare a contattarci. Se il dente non è rilevante dal punto di vista funzionale (terzi molari) o crea problemi, l’opzione migliore è l’avulsione. In caso di inclusione permanente il dente non termina mai il processo di eruzione.

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