
La cefalea tensiva, o muscolo-tensiva, è un tipo di mal di testa percepito come una fascia che preme intorno alla testa.
Si tratta del cosiddetto “cerchio alla testa”, e interessa generalmente la nuca, ovvero la regione occipitale.
Il mal di testa non si accompagna solitamente ad altri sintomi.
La durata degli attacchi è molto variabile.
Il sintomo principale della cefalea tensiva è il mal di testa persistente, bilaterale, non pulsante, di intensità lieve o media, a carico della regione occipitale, dunque a livello della nuca.
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Il dolore è di tipo compressivo, e avvertito come una fascia, un cerchio, oppure un casco che stringe la testa.
A differenza di quanto avviene nelle emicranie, i sintomi della cefalea tensiva non peggiorano con l’attività fisica, luce, rumore o odori, e non sono accompagnati da nausea e vomito.
La diagnosi di cefalea tensiva viene stabilita durante una visita specialistica condotta da un medico neurologo.
Durante questa visita, il medico valuta i sintomi riferiti dal paziente, le caratteristiche del dolore, e potrebbe eseguire una valutazione neurologica.
In caso della cefalea tensiva, le cure possono variare in base alla sua gravità e frequenza.
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Per la maggior parte delle cefalee muscolo-tensive da lievi a moderate, è possibile utilizzare analgesici da banco, come aspirina, paracetamolo o ibuprofene, per alleviare il dolore.
Il massaggio nell’area interessata può contribuire a ridurre il disagio.
È di fondamentale importanza evitare l’abuso di farmaci, poiché l’uso eccessivo di analgesici può portare a mal di testa quotidiani: le cefalee da abuso di farmaci.
Queste possono manifestarsi al risveglio o peggiorare quando i farmaci usati per trattarle vengono interrotti improvvisamente.
L’emicrania è una forma di cefalea che va ben oltre il semplice mal di testa.
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Si tratta di una condizione neurologica cronica che colpisce milioni di persone in Italia, caratterizzata da episodi ricorrenti di dolore intenso e pulsante, spesso accompagnato da altri sintomi debilitanti.
Riconoscere le caratteristiche distintive dell’emicrania è il primo passo per gestirla efficacemente.
L’emicrania appartiene alla famiglia delle cefalee primarie, ma si distingue per caratteristiche specifiche che la rendono facilmente riconoscibile.
La prima caratteristica è l’unilateralità: il dolore emicranico tende a concentrarsi su un solo lato della testa, coinvolgendo tipicamente la regione frontale, temporale o perioculare.
La qualità pulsante del dolore è un altro tratto caratteristico.
Chi soffre di emicrania descrive spesso la sensazione come un martellamento o una pulsazione ritmica che segue il battito cardiaco.
Un elemento chiave che differenzia l’emicrania da altre cefalee è il suo peggioramento con il movimento fisico.
I sintomi dell’emicrania si manifestano in diverse fasi e possono variare notevolmente da persona a persona.
La combinazione di questi sintomi rende spesso necessario il riposo assoluto in una stanza buia e silenziosa.
Perché ti viene l’emicrania?
L’emicrania è una condizione multifattoriale in cui intervengono predisposizione genetica, alterazioni neurologiche e fattori scatenanti ambientali.
Meccanismo fisiopatologico: la ricerca scientifica ha identificato nel peptide correlato al gene della calcitonina (CGRP) un attore chiave nel meccanismo dell’emicrania.
Durante gli attacchi, i livelli di questa proteina aumentano, causando dilatazione dei vasi sanguigni cerebrali e amplificazione del segnale doloroso.
Componente genetica: circa il 60-70% delle persone con emicrania ha familiari che ne soffrono.
Fattori ormonali: le fluttuazioni ormonali spiegano perché l’emicrania colpisce le donne con frequenza tripla rispetto agli uomini in età adulta.
Durante l’attacco acuto: intervenire tempestivamente ai primi segnali aumenta le probabilità di controllare il dolore.
Quando consultare il medico: è importante rivolgersi a uno specialista quando gli attacchi diventano frequenti (più di quattro al mese), quando i farmaci abituali perdono efficacia o quando compaiono sintomi neurologici nuovi o preoccupanti.
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