
Elastomeri - Gli elastomeri invece sono materiali che mostrano lo stesso comportamento elastico della gomma naturale [3]. La reversibilità e la necessità di utilizzare apparecchi di riscaldamento appropriati e portaimpronta dedicati con circolazione d’acqua interna per favorirne il raffreddamento in bocca hanno determinato col tempo l’abbandono di questi materiali nello studio dentistico. Gli idrocolloidi irreversibili o alginati vengono invece forniti sottoforma di polvere da miscelare con l’acqua. L’alginato è un materiale estremamente usato e diffuso, viste le sue caratteristiche di facile manipolazione, basso costo, buona precisione ed elasticità. I siliconi per addizione sono polivinilsilossani, che polimerizzano con una reazione di poliaddizione senza rilascio di sottoprodotti.
Lo sviluppo degli elastomeri odontoiatrici include anche il concetto che, con il riscaldamento, essi rammolliscono e si plasticizzano mentre tornano rigidi a temperatura ambiente. L’ultimo, ma non meno importante, materiale da impronta rigido è l’ossido di zinco-eugenolo. Polimerizza mediante una reazione acido-base e, vista la presenza di eugenolo, risulta irritante per le mucose del paziente. I materiali da impronta presentano caratteristiche ancora molto interessanti che li rendono utilizzabili con elevate performance in moltissimi campi dell’odontoiatria. [1] Simionato F. Tecnologie dei materiali dentali. 1.2, 1.2,. [2] Breschi L, et al. Materiali e tecnologie odontostomatologiche. (2011): 95-117. [3] 14:00-17:00. ISO 4823:2015. [4] Cervino G, Fiorillo L, Herford AS, Laino L, Troiano G, Amoroso G, et al. Alginate Materials and Dental Impression Technique: A Current State of the Art and Application to Dental Practice. Mar Drugs 2018;17.
Gli elastomeri di stampa, tra cui siliconi per addizione e polivinilsilossani, sono apprezzati per le loro proprietà elastiche, precisione dimensionale e bassa retrazione. I siliconi per addizione polimerizzano senza rilascio di sottoprodotti, offrendo stabilità dimensionale e dettagli fini utili per impronte di protesi e implantologia. L’ossido di zinco-eugenolo rappresenta una categoria di impronta rigida che polimerizza con una reazione acido-base e presenta potenziali irritazioni mucose per la presenza di eugenolo. Le resine dentali, inclusi gli elastomeri, costituiscono una delle principali classi di polimeri utilizzati in odontotecnica per protesi dentarie, con diverse modalità di polimerizzazione e proprietà meccaniche specifiche. Le resine acriliche (poliacrilati) si ottengono per polimerizzazione di monomeri acrilici e costituiscono una parte significativa delle protesi moderne.
Le resine dentali moderne, inclusi gli elastomeri, presentano caratteristiche biochimiche e microbiologiche complesse che influenzano la gestione del biofilm e la longevità della protesi. Una vasta revisione mostra come la modifica della struttura chimica delle resine possa influenzare la crescita del biofilm e le proprietà meccaniche. L’obiettivo principale della protesi è riabilitare i pazienti e quindi migliorare la loro qualità di vita.
Resistenza chimica La resistenza chimica definisce l'influenza di un mezzo su un materiale elastomerico. Molti mezzi penetrano nell'elastomero e ne causano il rigonfiamento. Un leggero aumento di volume deve essere accettato e se ne è già tenuto conto nel dimensionamento delle sedi degli O-Ring. Un rigonfiamento moderato può aumentare la superficie di contatto e, di conseguenza, la forza di compressione, con un incremento dei valori d'attrito nell'impiego dinamico. Tuttavia, un forte rigonfiamento peggiora tutte le proprietà meccaniche dell’elastomero e può compromettere la tenuta. Alcuni mezzi provocano anche l’estrazione di plastificanti dall’elastomero, riducendo così il volume durante il ritiro. I dati di resistenza chimica si basano su prove in condizioni differenti e sono indicativi; possono variare tra laboratorio e pratica clinica.
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Gli oli minerali, i lubrificanti sintetici e i fluidi difficilmente infiammabili fanno parte di famiglie di mezzi che influenzano l’elasticità e la durezza dei elastomeri. Il processo di vulcanizzazione, tipico degli elastomeri, conferisce una reticolazione che mantiene una mobilità residua delle catene, fondamentale per bilanciare resistenza e flessibilità. Il costituente fondamentale della gomma naturale è l'isoprene; la sua elasticità dipende dalla modalità di unione delle molecole di questo. Esistono sostanze elastomere derivate da poliesteri e isocianati, nonché catene non saturate capaci di formare ponti senza zolfo (reticolazione) quali gomme poliacriliche e siliconiche. In campo odontoiatrico lo studio dei materiali è da sempre alla base della pratica clinica, con attenzione alle caratteristiche biologiche, microbiologhe e chimico-fisiche delle resine dentali.
Le resine moderne mostrano potenzialità per la realizzazione di protesi totali e parziali, con attenzione alle loro caratteristiche cliniche e biologiche. Studi in vitro ed estesi strumenti di revisione sistematica hanno valutato la citotossicità, l’interazione con biofilm e le risposte cellulari a differenti condizioni di polimerizzazione e disinfezione. L’uso di soluzioni detergenti, come NaOCl, può modificare colore e rugosità superficiale in alcune resine, mentre altre condizioni di trattamento mostrano effetti divergenti sulle proprietà meccaniche. I compositi rinforzati e l’aggiunta di nanoparticelle (es. argento) hanno dimostrato effetti sulla resistenza alla flessione e sulla biocompatibilità, a seconda della formulazione e delle condizioni di conservazione.
La letteratura riporta che la resina PMMA caricata con nanoparticelle d’argento può offrire proprietà antibatteriche e una distribuzione dell’argento che dipende dalla concentrazione. Inoltre, resine rinforzate con POSS mostrano una migliore biocompatibilità e una mutagenicità inferiore rispetto alle resine standard, pur con risultati che evolvono nel tempo di immersione. Alcuni studi hanno evidenziato che nanotubi di carbonio multipli (MWCNT) possono aumentare la resistenza alla flessione delle basi protesiche, ma problemi di dispersione e di interfaccia con PMMA possono attenuare tali benefici.
In odontoiatria, la scelta dei materiali elastomerici e delle resine dentali è guidata dall’equilibrio tra accuratezza dell’impronta, biocompatibilità, resistenza meccanica e facilità di manutenzione. I materiali elastomerici semilavorati possono assumere molte forme e dimensioni, richiedendo un’analisi attenta dell’applicazione finale e delle condizioni d’uso, accompagnata da test preliminari e verifiche periodiche per garantizarne la tenuta nel tempo. La tecnologia dentale si affida da anni al campo dei materiali dentali per ottenere prodotti più performanti, biocompatibili e durevoli, con i nuovi materiali che rappresentano senza dubbio un passo avanti nella realizzazione di protesi e nelle fasi di manutenzione.
La ricerca odontoiatrica continua a valutare le caratteristiche chimico-fisiche delle resine dentali utilizzate per protesi totali e parziali, con protocolli sistematici come PRISMA e registrazioni su PROSPERO per guidare l’interpretazione critica. L’obiettivo è definire quali siano le attuali proprietà dei materiali e come queste possano influenzare la gestione clinica, la biosicurezza e la lunga durata delle protesi. Monitoraggio continuo, test preliminari e test periodici restano strumenti fondamentali per assicurare performance affidabili nel tempo e per adattare le scelte materiali alle esigenze dei pazienti.
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