Significato di "espansore mammella iperemica" e il suo ruolo nella ricostruzione mammaria con espansore e protesi

La ricostruzione del seno è una procedura chirurgica che ripristina la forma del seno dopo una mastectomia. Una delle opzioni è la ricostruzione del seno con protesi, che può essere immediata o in fasi. Quest'ultimo comporta un'espansione della pelle del seno e dei muscoli utilizzando un espansore tissutale temporaneo.

Cos'è l'espansore mammario e come funziona

L’espansore è un palloncino, progressivamente gonfiato con soluzione fisiologica, che ha lo scopo di distendere i tessuti e facilitare il successivo inserimento della protesi. Gli espansori tissutali hanno una funzione simile a un palloncino ma, al posto dell'aria, vengono gonfiati con soluzione salina. Quando vengono impiantati, inizialmente sono sgonfi e piatti e poi gradualmente, nell'arco di diverse settimane o mesi, vengono riempiti per favorire l'espansione del tessuto. Questo processo promuove l'emergere di nuove cellule e nuovi tessuti gradualmente per prevenire eventuali danni.

La normale procedura prevede il posizionamento di un espansore sotto il muscolo pettorale prima dell’impianto definitivo della protesi. Dopo che il chirurgo oncologo ha rimosso la ghiandola mammaria, il chirurgo plastico inserisce sotto il muscolo pettorale l’espansore che si presenta come un palloncino di gomma sgonfio. L’espansore è riempito con soluzione fisiologica attraverso una valvolina sottocutanea e un ago sottilissimo.

schema posizionamento espansore sotto muscolo pettorale

Fasi della tecnica chirurgica con espansore e protesi

  1. 1 fase (chirurgica): posizionamento dell’espansore - Dopo che il chirurgo oncologo ha rimosso la ghiandola mammaria, il chirurgo plastico inserisce sotto il muscolo pettorale l’espansore che si presenta come un palloncino di gomma sgonfio.
  2. 2 fase (ambulatoriale): riempimento dell’espansore - Tale fase inizia a distanza di qualche settimana dall’intervento e richiede più sedute intervallate da 7-14 giorni per circa 3-4 mesi. Man mano il palloncino si gonfia, la cute si dilata, creando lo spazio per inserire la protesi definitiva. Il riempimento progressivo dell’espansore avviene attraverso un’apposita valvola, e non è doloroso per la paziente.
  3. 3 fase (chirurgica): impianto della protesi definitiva - A distanza di alcuni mesi, per evitare fenomeni di retrazione della pelle, il chirurgo plastico rimuove l’espansore e inserisce la protesi definitiva, rimandando la ricostruzione del capezzolo dopo che la protesi si sarà assestata.

Il processo di espansione del seno per ottenere il volume completo può richiedere fino a 3-6 mesi ed è considerato un processo in più fasi. Dopo che l'ultima espansione dei tessuti è stata completata, i dispositivi rimarranno in posizione per un minimo di 8 settimane o a seconda di ciò che il chirurgo plastico suggerisce. L’espansore, dopo circa sei mesi dall’ultimo riempimento, quando cioè i tessuti si sono consolidati, deve essere rimosso e sostituito con la protesi definitiva.

procedura di riempimento espansore mammario in ambulatorio

Perché può comparire iperemia e cosa significa "espansore mammella iperemica"

Il termine "iperemico" si riferisce a un aumento di flusso sanguigno in una zona, che si manifesta come arrossamento e calore cutaneo. Nel contesto dell'espansore mammario, la cute sovrastante l'espansore può apparire arrossata o iperemica per cause diverse: reazione locale all'espansore, aumento della pressione tissutale durante le fasi di riempimento, irritazione o infiammazione. L'arrossamento cutaneo non va confuso con l’infezione. Differisce dall’infezione per il prurito e l’assenza di sintomi di infezione sistemica. Compare solitamente tra 7 e 10 giorni dopo l’inserimento della protesi e può durare da 2 a 3 settimane.

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Infiammazione o irritazione si manifestano con rossore, gonfiore e dolore. Se dopo l’intervento hai problemi, inestetismi o dolore, informa immediatamente il tuo chirurgo e considera le soluzioni disponibili. Le infezioni associate alle protesi mammarie sono molto rare: 0,114%. Le infezioni con un’eziologia non chiara che si verificano dopo l’intervento di protesi mammaria devono essere prontamente trattate. Può essere necessario somministrare antibiotici, eseguire un drenaggio o espiantare la protesi.

Quando l'iperemia richiede attenzione immediata

  • Segni sistemici (febbre, malessere generale) suggeriscono infezione e richiedono valutazione medica urgente.
  • Se all’arrossamento si associano dolore intenso, aumento rapido del volume, secrezione o ferite non guarite, è necessario contattare il chirurgo.
  • Il rischio di necrosi cutanea ed estrusione dell’impianto aumenta in caso di eccessiva tensione della pelle sopra la protesi o per una vascolarizzazione cutanea compromessa; le fumatrici sono pazienti ad alto rischio.

Complicanze associate all'espansore e al periodo di espansione

Trattandosi di un intervento chirurgico, anche la ricostruzione mammaria non è scevra da complicanze sebbene rare. Queste possono essere: dislocazione dell’espansore o della protesi, retrazione della capsula periprotesica, sieromi, ematomi, dolore, desensibilizzazione o ipersensibilità, necrosi cutanea ed estrusione dell’impianto, guarigione ritardata della ferita e atrofia del tessuto mammario.

Il sieroma è evento non infrequente, che si presenta come una tumefazione a livello ascellare costituita dalla raccolta di liquido sieroso. I sieromi si sviluppano sotto forma di accumulo di liquido sieroso intorno alla protesi e possono causare gonfiore eccessivo del seno/dei seni. Le cause del sieroma sono molteplici: traumi durante o dopo l’intervento, eccessivo movimento nella fase postoperatoria o formazione di un biofilm sulla superficie della protesi.

La retrazione della capsula peri-protesica è una reazione eccessiva dei tessuti alla presenza della protesi che determina l'ispessimento e la contrazione della membrana connettivale che l'organismo crea attorno alla protesi. Questo evento si verifica in una modesta percentuale di casi, in genere due-sei mesi dopo l'intervento, raramente anche a distanza di anni. Il rischio di retrazione capsulare è di circa il 5% dei casi con l'utilizzo di protesi testurizzate ed è ancora minore qualora la protesi sia posta sotto il muscolo pettorale.

Problemi specifici dell'espansore

  • Sgonfiamento degli espansori mammari: se si supera il periodo raccomandato di 6 mesi di permanenza dell’impianto, il guscio dell’espansore può piegarsi e causare lo sgonfiamento dell’espansore.
  • Riempimento eccessivo degli espansori: l’eccessivo riempimento di un espansore può causare ischemia e altre complicanze quali necrosi o estrusione.
  • Permeazione di soluzione salina: gli elastomeri siliconici sono permeabili a gas, vapore e soluzione salina.

Risultati estetici e scelta degli impianti

L’ottenimento di un risultato esteticamente accettabile dipende fondamentalmente dalla scelta dell’espansore e della protesi definitiva che devono essere congrui per forma e volume e dall’adeguamento della mammella controlaterale. Per ciò che riguarda la forma degli impianti si utilizzano di solito le protesi a profilo anatomico (detto anche “a goccia”), che meglio riproducono una forma naturale del nuovo seno (polo superiore pianeggiante, polo inferiore convesso).

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Il volume finale del nuovo seno “in espansione” deve essere maggiore di circa il 30% rispetto a quello della mammella sana. Questo eccesso di volume è mantenuto per almeno sei mesi per contrastare l'elasticità dei tessuti che inevitabilmente tenderebbero a riportare il seno da ricostruire al volume originario. Nel corso di tale periodo la forma e il volume della mammella “in ricostruzione” sono ben diversi rispetto a quelli della mammella sana.

Caratteristica Espansore Protesi definitiva
Materiale Elastomero siliconico, riempito con soluzione fisiologica Involucro in silicone con gel di silicone coesivo
Durata prevista Temporaneo (minimo 8 settimane dopo ultima espansione, solitamente rimosso dopo ~6 mesi) Permanente, ma possono richiedere sostituzione dopo molti anni
Sensazione al tatto Più rigido durante la fase di espansione Più naturale specialmente se gel coesivo
Indicazioni Creazione spazio tissutale dopo mastectomia Risultato estetico definitivo

Informazione e follow-up

Dopo l’impianto delle protesi mammarie è importante che tu segua le raccomandazioni del chirurgo e ti sottoponga a regolari controlli. È importante che le pazienti siano sottoposte a controlli regolari con un’ecografia o, se necessario, anche una risonanza magnetica per verificare le condizioni della protesi. Non appena si osservino segni di rottura, la protesi deve essere sostituita.

La scelta dell’impianto (protesi o espansore) deve tener conto della struttura fisica e delle preferenze della paziente, ma il chirurgo plastico deve considerare innanzitutto gli esiti dell’intervento demolitivo e dell’eventuale trattamento radioterapico, già avvenuto o programmato, prima di scegliere un impianto che dia un risultato finale il più possibile naturale, simmetrico rispetto alla mammella controlaterale.

Rischi oncologici e sicurezza delle protesi

I timori sollevati in passato sulla sicurezza delle protesi mammarie sono stati in gran parte smentiti: non è mai stato provato che aumentino il rischio di malattie autoimmuni o di cancro. Studi epidemiologici su donne portatrici di protesi rivelano che il rischio di tumore della mammella per loro non è più alto rispetto ai gruppi di controllo. Tuttavia, diverse ricerche hanno mostrato un potenziale collegamento tra alcune protesi testurizzate e lo sviluppo di un raro linfoma chiamato Breast Implant Associated Anaplastic Large Cell Lymphoma (BIA-ALCL). Le pazienti devono essere informate dal chirurgo responsabile in merito all'esistenza di un basso rischio di ALCL e alla necessità di rivolgersi al loro medico curante se nella zona della protesi dovessero insorgere sieromi o sintomi quali gonfiore e dolore a oltre un anno dall'operazione.

In base a quanto noto, le protesi testurizzate o rivestite in poliuretano sembrano essere state associate in alcuni casi all'insorgenza di BIA-ALCL; per tale motivo alcuni dispositivi sono stati ritirati dal mercato o la loro vendita è stata limitata dalle autorità competenti.

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