
I nevi (più correttamente definiti “nevi”) sono lesioni pigmentate solitamente cutanee ma che possono comparire anche sulle mucose, singoli o a gruppi. Alcuni sono congeniti, ossia presenti fin dalla nascita, ma la maggior parte compaiono spontaneamente nel corso della vita dell’individuo. Nella maggior parte dei casi si tratta di formazioni benigne; tuttavia, in alcuni casi si può avere una degenerazione tumorale, il melanoma.
I nevi hanno una forma per lo più simmetrica (rotonda o ovale), con limiti netti non frastagliati e colorito omogeneo. Di norma non crescono e conservano sulla loro superficie i piccoli solchi cutanei normali. I nevi giunzionali e compositi sono a rischio, anche se molto basso, di degenerazione. I nevi intradermici sono molte volte emisferici, a cupola e in rilievo, con superficie moriforme, verrucosa o regolare, talvolta con i peli. I nei si possono trovare in ogni area della pelle, possono avere varie forme e dimensioni e cambiare di numero nel corso degli anni fino anche a scomparire o perdere il pigmento.
La rimozione dei nei è una procedura chirurgica necessaria per asportare i nei sospetti, ovvero quelle lesioni pigmentate che potrebbero evolvere in un tumore maligno della pelle. La diagnosi può essere fatta con un attento esame della lesione cutanea. La valutazione periodica dei nei, almeno una volta all’anno, è fondamentale per la prevenzione e la diagnosi precoce dei tumori cutanei, come il melanoma.
Un neo viene ritenuto "sospetto" quando presenta una o più delle seguenti caratteristiche: cambiamento di colore; comparsa di dolore o prurito; margini irregolari; secrezioni, ulcerazione del neo e sanguinamento. Per individuare un neo potenzialmente a rischio è utile seguire la regola dei criteri A-B-C-D: Asimmetria, Bordi irregolari, Colore non uniforme, Dimensione superiore a 6 mm o rapido aumento.
Prima di una procedura di rimozione dei nei, il tuo dermatologo esamina la tua pelle. Potrebbe scattare delle foto dei tuoi nei per confrontarle in un secondo momento. Potrebbe anche usare uno strumento chiamato dermoscopio per osservare più da vicino il neo e determinare il modo migliore per rimuoverlo. Nel corso della visita verranno anche impartite alcune semplici nozioni su come effettuare l’autoesame della pelle.
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Esistono numerose tecniche per la rimozione dei nei: escissione chirurgica, escissione con rasatura (shaving o punch cutanea), laser, crioterapia ed elettrocauterizzazione. Sebbene il paziente sia spesso affascinato dalla metodica laser, essa presenta il limite di non permettere sempre l’esame istologico della lesione; per questo motivo l’asportazione chirurgica rimane la tecnica d’elezione quando è necessario valutare i margini o la natura della lesione.
L’escissione chirurgica consiste nell’asportazione del neo tramite una piccola incisione che passa appena fuori del bordo del nevo in modo da rimuoverlo in modo completo. Generalmente l’asportazione delle neoformazioni cutanee e sottocutanee consiste nella rimozione di una losanga di cute comprendente la lesione e successiva chiusura della perdita di sostanza residua mediante sutura diretta.
L’espansione cutanea è una tecnica complementare utilizzata quando è necessario ottenere tessuto cutaneo con caratteristiche simili (stessa qualità, elasticità e colore) per una chiusura ottimale dopo asportazioni ampie o quando la localizzazione richiede una ricostruzione con minima tensione e migliore risultato estetico. La tecnica prevede l’introduzione sotto la pelle, vicino all’area da ricostruire, di un espansore che viene gradualmente riempito per creare nuovo tessuto cutaneo che poi servirà a coprire la perdita di sostanza residua dopo l’asportazione del nevo o di una lesione più ampia.
Dopo aver pulito e anestetizzato la zona, il chirurgo usa un bisturi per separare il neo dal resto della pelle. A seconda del tipo di neo, prenderà un margine di pelle sana per assicurarsi che tutte le cellule atipiche vengano rimosse. Il tessuto viene inviato per l’esame istologico, strumento indispensabile per avere la certezza sia diagnostica che di completa eradicazione. L’asportazione dei nevi avviene tramite una piccola incisione che passa appena fuori del bordo del nevo in modo da rimuoverlo in modo completo.
L’intervento di asportazione dei nei avviene ambulatorialmente, in anestesia locale. È un intervento rapido (circa 20-30 minuti) ed indolore, dal momento che viene praticata l’anestesia locale. Dopo l’intervento, il paziente può tornare a casa. È importante seguire le indicazioni del medico per la cura del sito operatorio e per evitare il rischio di infezioni.
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La shaving o punch cutanea è una tecnica che consiste nell’asportare lo strato superficiale della pelle in anestesia locale. La shaving o punch cutanea comporta dei rischi, come l'infezione del sito operatorio o la formazione di cicatrici, ma nella maggior parte dei casi i rischi sono molto rari. L’escissione con rasatura può fornire un campione di tessuto per l'analisi ma non è utile per esaminare i margini profondi del tumore.
L’asportazione con laser permette di distruggere con il calore le cellule del neo e può essere considerata solo per l’asportazione di alcuni nei rilevati, sulla cui natura benigna non vi siano dubbi. La crioterapia congela il neo con azoto liquido, mentre l’elettrocauterizzazione utilizza corrente elettrica per bruciare e rimuovere il tessuto; entrambe sono opzioni per lesioni superficiali e di piccole dimensioni.
I rischi delle procedure di rimozione dei nei includono sanguinamento; cicatrici esuberanti (che potrebbero essere visibili o meno); infezione; danni ai nervi; il neo potrebbe ripresentarsi (recidiva). Gli effetti collaterali della chirurgia dipendono principalmente dalle dimensioni, dalla localizzazione e dall’estensione dell’intervento, come anche dalla sua finalità (asportazione del melanoma, dei linfonodi o delle metastasi).
Il dolore, se presente, è generalmente di modesta entità e controllabile con blandi analgesici. È consigliabile evitare l'uso di farmaci contenenti acido acetilsalicilico prima dell'intervento se non indicato dal medico.
La guarigione dipende dalle dimensioni e dalla posizione della lesione rimossa. L’area interessata dovrà essere tenuta disinfettata dai 7 ai 20 giorni, in base all’indicazione del chirurgo. Generalmente la guarigione completa richiede due o tre settimane. Abitualmente è consigliato medicare a giorni alterni fino alla 10ª giornata post-operatoria. Si può riprendere attività abituale il giorno dopo il piccolo intervento; attività sportiva e sforzi fisici intensi vanno evitati per il periodo indicato dal medico (spesso 5-7 giorni o anche fino a un mese in caso di sutura più estesa).
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Si può fare la doccia apponendo cerotto dedicato impermeabile. Per la corretta guarigione della ferita, nei primi 3-5 mesi dall’intervento è consigliato applicare crema con acido ialuronico 2 volte al giorno e massaggiare la ferita se indicato dal medico. Se si desidera prendere il sole, applicare crema protettiva solare SPF 50 per i primi 5-6 mesi.
Il melanoma cutaneo è un tumore maligno che origina dai melanociti cutanei che costituiscono i nevi, oppure su cute apparentemente sana. L’intervento chirurgico per l’asportazione del melanoma è il trattamento standard: il chirurgo deve asportare non solo il neo sospetto, ma anche un margine di tessuto sano circostante. In caso di melanomi con maggiore spessore è richiesta la valutazione del linfonodo sentinella, da effettuarsi con linfoscintigrafia e successiva rimozione e analisi del linfonodo per verificare eventuali metastasi.
Se la presenza di cellule tumorali è confermata nel linfonodo sentinella, il paziente viene avviato alla terapia adiuvante dopo approfondita discussione con il medico. L’asportazione chirurgica dei linfonodi può comportare rischio di linfedema; in questi casi è consigliabile l’uso di calze elastiche e programmi riabilitativi specifici.
Rivolgersi a un dermatologo esperto o a un chirurgo dermatologico è fondamentale per scegliere la tecnica più adatta: asportazione chirurgica con esame istologico rimane il metodo più sicuro quando c’è sospetto di malignità; tecniche come laser, crioterapia, elettrocauterizzazione o rasatura sono opzioni per lesioni benigne e superficiali ma possono limitare la possibilità di esame istologico completo. L’espansione cutanea rappresenta una soluzione preziosa quando è necessario ottenere tessuto cutaneo adeguato per una ricostruzione ottimale dopo l’asportazione di grandi nevi o di lesioni in sedi di particolare valore estetico o funzionale.
Per informazioni personalizzate e per valutare la strategia migliore per il tuo caso è sempre consigliabile prenotare una visita specialistica e programmare una mappatura dei nei e, se necessario, gli esami diagnostici complementari.
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