
Si ha il palato stretto quando la mascella si sviluppa poco in larghezza. Si sente spesso parlare di palato stretto (o palato ogivale). Si tratta di una condizione in cui l’arcata superiore è troppo stretta rispetto alla mandibola o rispetto alle dimensioni generali della bocca.
Nell’ambito ortodonzia moderna, l’espansore palatale si è affermato come uno strumento fondamentale per affrontare una varietà specifica di problemi dentali. L’espansore palatale è un dispositivo orale, utilizzato per allargare l’arco del mascellare superiore nei casi in cui si presenta troppo stretto.
L’espansore palatale è utilizzato principalmente in caso di:
Prima di parlare di terapia bisognerà valutare se il cross è solo un problema dentale, quindi dato da una errata inclinazione dentale, oppure della base ossea, dove vi è una ridotta ampiezza del palato, con accorciamento dei diametri trasversi. Per valutare il problema l’ortodontista o il dentista che si occupa di ortodonzia dovrà fare l’analisi dei modelli, misurando le varie distanze tra i denti dell’arcata dentaria superiore relazionate con l’arcata inferiore ed eseguire un’analisi cefalometrica su una radiografia frontale per ottenere la diagnosi di certezza se la contrazione interessa la componente scheletrica o meno.
L’espansore palatale funziona applicando una leggera pressione sulle ossa del palato, allargandole gradualmente. Questo allargamento crea spazio sufficiente per il posizionamento dei denti e corregge la dimensione dell’arcata. Il dispositivo è composto da due metà che vengono gradualmente separate attraverso un meccanismo di vite centrale.
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L’espansore palatale è un dispositivo ortodontico fisso ancorato ai primi molari superiori permanenti, aderente alla volta palatina, che permette di ottenere un’espansione ossea e un allargamento del palato, se vengono applicate forze elevate e rapide, oppure uno spostamento puramente dentale se vengono applicate forze leggere e lente.
Esistono essenzialmente due tipologie di espansori palatali, ciascuno progettato per soddisfare esigenze specifiche: espansore palatale fisso (rapido) ed espansore lento. Inoltre, per adolescenti e adulti si sono sviluppate varianti chirurgiche e supportate da impianti.
L’espansore rapido palatale o disgiuntore rapido del palato viene adoperato per l’espansione ossea in caso di palato stretto: esso consiste in una vite centrale, posta sotto al palato, saldata a 2 bande ortodontiche sui primi molari superiori, e due bracci che si adagiano accanto ai premolari. In alcuni casi si può avere un ulteriore ancoraggio sui primi premolari superiori. La vite deve essere attivata con un’apposita chiavetta dal genitore del piccolo paziente, secondo le modalità descritte dall’ortodontista.
Ormai è l’apparecchio più usato come apparecchio per il palato stretto. Come dice il nome, espansore rapido, l’attivazione deve essere data in pochi giorni: esistono diversi protocolli di attivazione, il più diffuso è costituito da 2 giri di vite (un giro corrisponde ad ¼ di giro della vite) al dì, per un massimo di 6/7 giorni.
Già dalla prima attivazione è normale la comparsa di dolenzia all’arcata superiore, data dalla trazione e dalla successiva separazione della sutura palatina. L’entità di tale dolenzia è soggettiva e si può ovviare con l’utilizzo di un analgesico secondo le modalità indicate dal medico.
L’espansore lento può essere costituito da diverse loop di lega metallica che vengono attivate dal medico in bocca o rimuovendo l’apparecchio e ricementandolo, come il quad-elix, oppure presenta una vite con al centro dell’apparecchiatura, che però sprigiona la forza espansiva in maniera lenta, come l’ELA o il pendex, una variante dell’apparecchio pendulum di Hilgers, che presenta delle loop in TMA e una vite centrale che permette l’espansione.
L’espansore lento è indicato quando si desidera un’azione più graduale con maggior controllo dell’effetto dentale e scheletrico, o in casi in cui l’obiettivo è prevalentemente dentoalveolare.
Espansore palatale rimovibile: simile a un apparecchio di contenzione, viene generalmente raccomandato per casi di lieve espansione del palato. Per problemi di contrazione puramente dentali si possono utilizzare delle placchette di resina mobili di tipo Hawley costituite da ganci sui molari permanenti o sui denti decidui, un arco metallico vestibolare ed una vite di espansione al centro.
La MARPE (Miniscrew-Assisted Rapid Palatal Expansion) è composta da un espansore con una vite centrale, simile a quello tradizionale, ma ancorato a quattro miniviti avvitate nella corticale palatina posteriore anziché ai denti. Rappresenta l'evoluzione meno invasiva dell'espansione palatale nell'adulto. La MARPE è generalmente riservata a adolescenti e adulti e consente l'applicazione diretta della forza sull'osso mascellare.
La SARPE (Surgically Assisted Rapid Palatal Expansion) è stata per decenni la soluzione di riferimento per l'espansione palatale negli adulti con sutura fusa. La procedura prevede un intervento in anestesia generale o sedazione profonda, durante il quale il chirurgo maxillo-facciale esegue osteotomie - tagli ossei controllati - lungo le linee di maggiore resistenza. I risultati sono documentati e stabili nel tempo.
La tecnica di espansione rapida del palato richiede un apparecchio che ancorato sui denti, trasmetta tutta la sua forza direttamente al palato, in modo da separare la sutura palatina. Serve il maggior ancoraggio possibile in modo da spostare in fuori i denti (tipping) il meno possibile e di trasmettere tutta la forza al palato. Quando capisci questo semplice principio, capisci subito quale espansore vada usato: preferisci uno che abbia solo due bande sui molari e dei braccetti in metallo che si spingono fino ai canini o preferisci uno che abbia quattro bande? Direi che è facile capire quale ha più ancoraggio.
Se parliamo poi di pazienti che hanno intorno ai 12 anni, preferisci uno che abbia due bande (molari), quattro (molari e premolari) o quattro bande e la resina sul palato? La scelta dipende dal grado di calcificazione della sutura e dalla necessità di ancoraggio scheletrico rispetto all’effetto dentale.
Generalmente l’età migliore per utilizzare l’espansore è tra i 6 ed i 10 anni. L’espansore palatale è particolarmente importante nei bambini e negli adolescenti, poiché il palato si modifica e si sviluppa in giovane età. L’espansore palatale è spesso consigliato tra i 7 e i 15 anni, quando le ossa sono ancora in crescita e possono essere modellate con maggiore facilità.
L’espansore palatale per bambini è possibile fino alla pubertà, quando termina la fase di crescita: dopo i 14-16 anni la sutura palatina mediana si fonde progressivamente, rendendo impossibile l'espansione ortopedica tradizionale. Negli adulti sarà possibile solo un effetto dentale, e per la correzione di gravi discrepanze ossee si dovrà valutare la SARPE o la MARPE.
Il trattamento di espansione del palato si divide in due fasi:
Durante l’utilizzo dell’espansore è normale la comparsa di uno spazio tra gli incisivi centrali superiori, il diastema interincisivo, indice del corretto funzionamento dell’apparecchio dilatatore del palato, che si risolverà spontaneamente.
L’attivazione dell’espansore palatale è un processo semplice che può essere effettuato a casa, dopo l’applicazione in studio. Solitamente, l’ortodontista fornisce una chiave speciale per girare la vite centrale del dispositivo. Questo movimento deve essere effettuato seguendo le istruzioni del dentista. Usare la chiave fornita per girare la vite con delicatezza è solitamente sufficiente, ma è importante non forzare il movimento.
Ricordarsi di girare la vite di un foro ogni sera: saltando dei giorni si rende solo più lungo il tempo in cui l’apparecchio resterà in bocca. Se dimenticate un’attivazione, non cercate di recuperare facendo due attivazioni insieme.
Durante il trattamento con l’espansore è consigliabile evitare cibi duri e appiccicosi che potrebbero danneggiare il dispositivo o causare disagi. Preferire alimenti morbidi come purè, yogurt, zuppe e frullati può rendere l’adattamento più confortevole. I primi giorni dopo aver montato l’apparecchio si consiglia di non mangiare cibi che potrebbero essere difficili da masticare (carni rosse, mozzarella) pasta lunga e verdure filamentose che potrebbero facilmente impigliarsi nell’apparecchio. Le cose assolutamente vietate sono caramelle gommose e gomme da masticare.
Mantenere una buona igiene orale è fondamentale. Spazzolare accuratamente denti e dispositivo con uno spazzolino a setole morbide aiuta a prevenire l’accumulo di placca e residui di cibo. Esistono anche strumenti specifici - come gli irrigatori orali e lo scovolino - che possono semplificare la pulizia. L’apparecchio non necessita di essere lavato a parte, basteranno le normali manovre di igiene orale con spazzolino e dentifricio per assicurare la corretta igiene. Di ausilio è l’utilizzo di un collutorio con l’effettuazione di sciacqui per permettere la detersione della vite e delle altre componenti dell’apparecchio.
L’uso dell’espansore palatale mostra spesso risultati significativi. Prima del trattamento, i pazienti potrebbero presentare un palato stretto, affollamento dentale e difficoltà respiratorie. Dopo il trattamento, si osserva un miglioramento nell’allineamento dentale, una maggiore capacità respiratoria e un miglioramento generale della funzionalità masticatoria. I risultati dell’espansione del palato sono visibili già dopo pochi giorni: tra i due incisivi centrali si aprirà uno spazio che si chiuderà spontaneamente nei mesi successivi.
Gli effetti collaterali più comuni sono: sensazione di pressione durante l’espansione, lieve dolore o fastidio ai denti, diastema interincisivo temporaneo, segni sulla lingua dovuti agli elementi dell’apparecchio. In rari casi possono manifestarsi complicanze più gravi; per questo motivo l’ortodontista valuta caso per caso. La sensazione di pressione durante l'espansione è normale e più intensa rispetto ai bambini, perché la resistenza ossea è maggiore.
L’espansione palatale negli adulti è possibile ma richiede valutazioni specifiche. Studi condotti con CBCT hanno documentato che la sutura palatina mediana inizia a ossificarsi intorno ai 14-16 anni con grande variabilità individuale. Quando la sutura è fusa, un espansore tradizionale non riesce a separare le due emimascelle: la forza si scarica sui denti di ancoraggio.
Per questo la SARPE rimane una soluzione efficace in caso di sutura completamente ossificata; la MARPE rappresenta una soluzione meno invasiva che può permettere l’espansione scheletrica in molti adulti se la sutura non è totalmente fusa. La scelta tra SARPE, MARPE o approcci dentoalveolari deve essere fatta dopo diagnosi strumentale accurata, spesso con CBCT.
L’espansore rapido palatale viene applicato sul palato duro per un periodo variabile tra i 3 e i 9 mesi. La fase attiva dura generalmente 2-6 settimane; dopo il raggiungimento dell’espansione desiderata, l’espansore resta in sede come contenzione per 4-12 mesi, il tempo necessario alla mineralizzazione dell'osso nella sutura. Il costo dell’espansore rapido del palato varia in base alla complessità del caso, all'età del paziente e alla necessità di fasi aggiuntive di trattamento, ed è a discrezione del medico.
Quando si parla di palato stretto e di malocclusioni nei bambini, intervenire precocemente può fare davvero la differenza. La terapia intercettiva non mira a spostare i denti, ma a correggere le basi ossee su cui essi poggiano. Migliorando la struttura scheletrica, i denti possono allinearsi spontaneamente, con risultati più stabili, naturali e duraturi nel tempo. È un percorso che accompagna la crescita del bambino e comprende terapia ortopedica, rieducazione miofunzionale logopedica e terapia con apparecchi funzionali.
Intervenire precocemente con un apparecchio per il palato consente di risolvere problemi funzionali e ortodontici alla radice, evitando trattamenti più invasivi in futuro. Se noti morso crociato posteriore, affollamento dentale persistente, respirazione prevalentemente orale o russamento abituale, una valutazione ortodontica con CBCT permette di misurare oggettivamente il deficit trasversale e lo stadio della sutura.
| Tipo | Indicazioni | Vantaggi | Limiti |
|---|---|---|---|
| Espansore rapido (REP/ERP) | Palato stretto in crescita; morso crociato | Espansione scheletrica efficace, rapido | Dolore lieve, non indicato se sutura ossificata |
| Espansore lento (ELA, Pendex, Quad-elix) | Espansione graduale, controllo dentale | Meno invasivo, controllo maggiore | Richiede più tempo, effetto principalmente dentale se tarda |
| Rimovibile (placchette) | Contrazioni dentali lievi | Rimuovibile, adatto a casi lievi | Dipende dalla compliance del paziente |
| MARPE | Adolescenti/adulti con sutura parzialmente fusa | Ancoraggio scheletrico, meno invasiva della SARPE | Richiede esperienza, non sempre efficace se sutura totalmente fusa |
| SARPE | Adulti con sutura fusa, forte discrepanza scheletrica | Consente espansione scheletrica anche in adulti | Chirurgia, anestesia, tempi di recupero |
Per scegliere l’espansore più adatto è fondamentale una diagnosi accurata che consideri età, maturazione suturale, presenza di abitudini viziate (succhiamento del dito, respirazione orale) e la reale componente scheletrica del deficit. Prenota una visita ortodontica specialistica per valutare la larghezza del palato e capire quale approccio espansivo - se necessario - è indicato nel tuo caso.
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