Tipi di denti decidui: caratteristiche e nomenclatura

Avrai certamente sentito parlare di denti decidui e permanenti, ma conosci esattamente quali sono le differenze tra le due dentizioni? Con questo termine vengono definiti i denti da latte. Questi denti iniziano a erompere generalmente intorno ai 6 mesi di età e completano la loro comparsa verso i 30 mesi. A circa due anni e mezzo di età del bambino, la dentizione decidua appare quindi completa, in attesa di essere sostituita da quella permanente.

Che cosa sono e perché sono importanti i denti decidui

I “denti da latte” sono importantissimi. Sono gli organi con i quali impariamo a mangiare, a parlare, e che danno delle indicazioni all’ortodontista sullo sviluppo di mandibola (osso inferiore) e della mascella (osso superiore). Inoltre sono un’eccellente “palestra” per far comprendere ai bambini l’importanza dell’igiene orale. È fondamentale inoltre sottolineare ancora una volta l’importanza dei denti decidui come mantenitori di spazio permettendo la corretta eruzione dei permanenti oltre il loro ruolo in funzioni quali masticazione, triturazione e fonazione.

denti decidui e permanenti a confronto (illustrazione)

Sequenza e tempi di eruzione

In linea di massima è a partire dai 6 mesi di età che i bambini vedono l’eruzione dei loro primi dentini. I primi dentini a erompere sono di norma gli incisivi centrali inferiori, seguiti da quelli superiori e dagli altri incisivi. Gli incisivi centrali inferiori erompono intorno ai 6 mesi, seguiti dai centrali superiori (10 mesi), laterali superiori (11 mesi) e laterali inferiori (13 mesi), seguendo un modello di eruzione tipico detto “a fontana”. Successivamente erompono i primi molari (16 mesi), i canini (20 mesi) e infine i secondi molari decidui inferiori (28 mesi) e superiori (32 mesi). La dentizione inizia generalmente tra i 6 e i 10 mesi di età e si completa attorno ai 30 mesi. Dai 36 mesi, a completamento della fase di eruzione della dentatura decidua, fino ai 6 anni, non si osservano grossi mutamenti a carico della dentatura decidua e si assiste a un primo periodo di stasi, definito periodo intertransizionale.

Numero e tipi di denti decidui

Un totale di 20 denti decidui, tra incisivi centrali e laterali, canini, primi e secondi molari (10 per arcata). L’occlusione decidua fisiologica presenta 20 elementi dentali appartenenti a tre classi funzionali di denti: incisivi, canini e molari. Non esistono premolari da latte, i quali sono presenti invece nella dentatura definitiva, in un numero di otto. I denti incisivi sono i denti frontali, presenti al centro di ogni arcata. I denti canini sono denti dalla forma molto riconoscibile, con una corona allungata che presenta una sola cuspide. I denti molari sono denti grossi e robusti, dalla tipica forma cuboidale.

Caratteristiche morfologiche e strutturali

Rispetto ai denti permanenti, i decidui hanno dimensioni più ridotte, una forma più arrotondata, una colorazione bianco-latte e una camera pulpare più ampia. Lo spessore ridotto e l’opacità maggiore dello smalto dei decidui conferiscono agli elementi dentali un colore tipico lattescente, da cui peraltro deriva il nome di “denti da latte”. Generalmente si attribuiscono ai denti decidui dimensioni mesio-distali inferiori rispetto ai permanenti: ciò non è vero in tutti i settori dell’arcata. Senza dubbio i denti decidui del settore anteriore sono nettamente più piccoli rispetto ai permanenti di sostituzione: il diametro mesio-distale di incisivi e canini decidui infatti è rispettivamente circa il 75 e l’85% dei corrispondenti permanenti.

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Nel settore posteriore invece, i molari decidui possiedono dimensioni maggiori o al massimo uguali ai premolari di sostituzione: il primo molare deciduo superiore infatti, ha dimensioni pressoché uguali a quelle del primo premolare, mentre il secondo molare deciduo superiore, il primo e il secondo molare deciduo inferiore presentano dimensioni mesio-distali pari rispettivamente al 133, 115 e 138% dei premolari di sostituzione.

Le corone dei denti decidui hanno una forma panciuta e tozza, contraddistinta da una marcata strozzatura a livello del colletto. Le radici dei denti decidui si presentano sottili, con apici molto appuntiti e sono proporzionalmente più lunghe relativamente alle dimensioni della corona; nei molari inoltre, le radici divergono a partire dalla zona del colletto per alloggiare al loro interno le gemme dei permanenti. Lo spessore ridotto insieme a una durezza minore e a una permeabilità maggiore dei tessuti duri conferiscono ai decidui una struttura meno resistente rispetto a quella dei permanenti e quindi facilmente esposta a processi cariosi spesso destruenti.

Camera pulpare e riassorbimento radicolare

L’anatomia pulpare si presenta ampia rispetto alle dimensioni coronali e la superficialità della camera pulpare rende gli elementi decidui facilmente esposti a fenomeni pulpitici, in seguito a processi cariosi. Il riassorbimento delle radici di un deciduo permette l’esfoliazione dell’elemento ed è un processo concomitante e correlato all’eruzione del corrispondente permanente. La perdita dei denti decidui è un processo fisiologico che inizia intorno ai 6 anni. Avviene perché le radici dei denti da latte vengono gradualmente riassorbite, lasciando spazio ai denti permanenti.

Processo di permuta e fasi della dentizione

La dentizione si sviluppa nell’uomo attraverso fasi evolutive distinte e consecutive che portano alla costituzione di: dentatura decidua: dai 6 mesi ai 6 anni; dentizione mista: dai 6 ai 12 anni; dentatura permanente: dai 12 anni in poi. Dalla dentatura decidua si passa, attraverso una prima fase di permuta, alla dentizione mista. Gli elementi dentali permanenti che vedono la loro eruzione in questa fase sono gli incisivi centrali e laterali e i primi molari; questi ultimi, essendo elementi monofisari, non sostituiscono alcun elemento deciduo, ma erompono distalmente ai secondi molari decidui.

Alla prima fase di permuta segue una fase di arresto, fisiologica nello sviluppo della dentizione, chiamata periodo intertransizionale: si tratta di un momento statico, in cui di fatto non avviene alcun cambiamento all’interno del cavo orale, dove sono presenti gli incisivi centrali e laterali, i primi molari permanenti, i canini, i primi e i secondi molari decidui. Si passa quindi alla seconda fase di permuta, in cui avviene l’esfoliazione degli elementi dei settori laterali delle arcate: canini, primi e secondi molari decidui, sostituiti rispettivamente da canini, primi e secondi premolari. In questo periodo erompono distalmente ai primi molari permanenti anche i secondi molari permanenti, a completamento della dentatura.

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sequenza eruttiva e fasi della dentizione (schema)

Numerazione e nomenclatura dei denti decidui

Ogni dente ha un nome, una posizione e un numero assegnato. Questo permette una comunicazione chiara tra professionisti e con i pazienti. I dentisti utilizzano sistemi di numerazione come l’ISO/FDI, l’universale e il Palmer, che permettono di indicare in modo chiaro, ad esempio, il dente n°11 (incisivo centrale superiore destro) o il 46 (secondo molare inferiore destro). Il sistema di numerazione dentale ISO/FDI è lo standard più usato a livello internazionale. Nel sistema ISO/FDI, il primo numero indica il quadrante (1-4 per denti permanenti), il secondo la posizione da 1 a 8 partendo dal centro verso l’esterno.

Per la dentizione decidua (denti da latte), vengono utilizzate le lettere dalla A alla T. Dobbiamo sottolineare che il sistema ISO non è l’unico sistema di numerazione dei denti da latte. Ci sono altri sistemi di numerazione dei denti come l’Universal Numbering System che è usato negli Stati Uniti o il sistema Palmer, usato soprattutto in ambito militare. Per indicare in maniera univoca un dente da latte si può ricorrere alla numerazione denti decidui.

Può esserti capitato di sentire il tuo dentista riferirsi ai denti attraverso numeri, in particolare numeri dal dieci al quaranta per indicare la dentatura permanente; dal cinquanta all’ottanta per riferirsi a quella decidua (i cosiddetti denti da latte). Per comprendere come viene numerata la dentatura decidua bisogna sapere che i denti da latte sono cinque per emiarcata a differenza dei permanenti che sono otto per emiarcata. Per capire in cosa consiste la numerazione dei denti da latte bisogna prima conoscere la numerazione della dentatura permanente.

Per numerare correttamente i denti immaginiamo di disegnare una croce sulla bocca del paziente in cui la linea verticale passa per gli incisivi, la linea orizzontale divide l’arcata mascellare da quella mandibolare. Da tale disegno derivano quattro quadranti: il primo quadrante in alto a sinistra del nostro schema (che però rappresenta l’emiarcata superiore di destra del paziente), il secondo quadrante in alto a destra (emiarcata superiore di sinistra del paziente), il terzo quadrante in basso a destra (emiarcata inferiore di sinistra del paziente) ed il quarto quadrante in basso a sinistra (emiarcata inferiore di destra del paziente). Nella dentatura permanente abbiamo otto denti permanenti per emiarcata, per cui, ad esempio, per indicare il primo incisivo dell’emiarcata mascellare di destra usiamo il numero undici; per indicare l’ultimo molare della stessa emiarcata ( il dente del giudizio) usiamo il numero diciotto e così possiamo fare per ciascun quadrante.

In dentatura decidua i quadranti di riferimento riferendosi alla bocca del paziente diventano nell’ordine: quinto in alto a destra, sesto in alto a sinistra, settimo in basso a sinistra, ottavo in basso a destra. Questo significa che riferendosi ad una dentatura decidua indicheremo il primo quadrante in alto a destra del paziente con il numero cinque e il dente di riferimento dall’uno al cinque. Adesso ti sarà più chiaro quando il tuo dentista parlerà di “carie del sessantaquattro” o di trauma sul settantadue capire a quale dente da latte si sta riferendo.

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spiegazione pratica della numerazione ISO/FDI e decidua

Funzioni, sintomi e cura durante la dentizione

Ogni tipo di dente ha una funzione specifica nella masticazione, nella fonazione e nell’estetica del sorriso. La dentizione decidua, comunemente detta “dentizione da latte”, rappresenta una fase fondamentale nello sviluppo del bambino. Non si tratta solo della comparsa dei primi dentini, ma di un processo fisiologico che coinvolge funzioni orali, nutrizionali, comunicative e sociali. Durante l’eruzione il bambino tenderà a mettere in bocca mani e oggetti. Potrebbero, inoltre, insorgere gonfiore e infiammazione delle gengive. I dentini da latte possono essere causa di una serie di sintomi associati, soprattutto dolore alla bocca e irritabilità. Alcuni sintomi comuni includono irritabilità, salivazione e gonfiore delle gengive.

Vi sono diversi rimedi per gestire i sintomi correlati alla dentizione decidua. Durante la dentizione decidua è possibile alleviare il disagio del bambino offrendo oggetti mordaci sicuri da masticare o applicando delicatamente una piccola quantità di gel dentizione sulla gengiva. L’allattamento al seno durante la dentizione è possibile e generalmente ben tollerato. Tuttavia, occasionali morsi possono verificarsi a causa del disagio gengivale. Se il bambino morde durante l’allattamento al seno, non è necessario interrompere la pratica. La suzione richiede che la lingua sia posizionata sopra l’arcata inferiore, quindi il morso non è profondo.

Igiene, patologie e prevenzione

Le manovre d’igiene orale devono essere effettuate dai genitori almeno due volte al giorno. In conclusione ritorniamo sull’importanza della pulizia dei “denti da latte”, che non vanno trascurati considerandoli “a perdere”: le infezioni batteriche possono facilmente trasmettersi al dente permanente che sta aspettando il suo turno sotto a quello deciduo, e nel caso una carie renda necessaria l’estrazione, lo spazio vuoto potrebbe essere preso da un dente “sbagliato”, creando un affollamento che poi andrà corretto con l’apparecchio. I denti dei bambini, così come quelli degli adulti, possono incorrere in patologie per mancata o incorretta igiene orale o abitudini sbagliate.

Tra le patologie più frequenti: carie. Essa è una infezione dentale che provoca la comparsa di piccoli fori o aperture nel dente. Macchie di origine batterica. La comparsa di puntini colorati di scuro sulla superficie dei denti può essere causata dall’attività dei batteri presenti. Ascesso. Formazione di pus all’interno di un dente. Malposizionamenti e traumi. Nei denti da latte si verificano molto spesso malformazioni della mascella e malposizionamenti dentali.

Alcune note cliniche e consigli pratici

Il momento preciso di eruzione di ogni dente è variabile da soggetto a soggetto. La variabilità di 6-8 mesi nell’epoca di eruzione dentale risulta essere nella norma. Può anche accadere che vi sia l’assenza di alcuni denti permanenti e che i denti decidui rimangano in bocca oltre i termini prima indicati. Se vuoi ricevere ulteriori informazioni sui denti decidui e sulle loro differenze con quelli permanenti, prenota una visita odontoiatrica presso gli specialisti esperti in pedodonzia del nostro Studio Dentistico D’Amelio di Mestre. Ci prenderemo cura del sorriso di tuo figlio!

Elemento Numero decidui (per arcata) Età di eruzione tipica
Incisivi centrali inferiori 1 6 mesi
Incisivi centrali superiori 1 10 mesi
Laterali e incisivi 4 (totale anteriori) 11-13 mesi
Primo molare deciduo 1 16 mesi
Canino deciduo 1 20 mesi
Secondo molare deciduo 1 28-32 mesi

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