
La parola cefalometria, come tanti altri termini medici, deriva dall’unione di due parole greche e significa letteralmente “misura del cranio”. In ortodonzia la cefalometria è uno strumento diagnostico fondamentale specialmente in età pediatrica. Essa permette di realizzare il così detto “tracciato cefalometrico” e si esegue su una specifica radiografia chiamata Teleradiografia Laterale del cranio. La cefalometria permette di inquadrare il tipo di malocclusione scheletrica di un determinato paziente, e permette di valutare la tendenza di crescita facciale. Inoltre, insieme allo studio fotografico del volto, è uno strumento fondamentale per pianificare al meglio il trattamento ortodontico da praticare al paziente.
Lo scopo dell’analisi cefalometrica è confrontare un paziente con una popolazione normale di controllo, in modo da rilevare differenze tra i rapporti dentofacciali del paziente e quelli dei soggetti della sua razza o del suo gruppo etnico. Può essere utile immaginare il fine dell’analisi cefalometrica come la valutazione dei rapporti, sia orizzontali, sia verticali, delle cinque componenti più importanti della faccia: cranio e base cranica, base ossea mandibolare, base ossea maxillare, dentatura della mandibola con i rispettivi processi alveolari, dentatura del mascellare superiore con i rispettivi processi alveolari. Negli ultimi anni, con l’evoluzione digitale e la diffusione della CBCT, si è diffusa la prescrizione di esami 3D per la diagnostica, anche se la cefalometria 3D non è ancora diffusa come le analisi 2D tradizionali.
La cefalometria tradizionale 2D ha mostrato limiti legati all’impossibilità di misurare alcune interrelazioni in caso di asimmetria facciale, motivo per cui si è sviluppata la cefalometria 3D e sistemi come il Total Face Approach (TFA) introdotto nel workflow Romexis® nel 2021. Il passaggio al 3D consente di integrare dati CBCT, foto 3D del viso e impronte digitali per un’analisi cefalometrica dettagliata e multi-piano (multi planare).
Il modulo software Planmeca Romexis® 3D Cephalometry è lo strumento all'avanguardia per eseguire analisi ortodontiche utilizzando le immagini CBCT. Il monitoraggio intuitivo e agevole dei punti di riferimento anatomici e la nitida rappresentazione visiva delle misurazioni e analisi rendono il modulo perfetto per chiunque sia interessato ad addentrarsi nel mondo delle analisi 3D in ortodonzia. Planmeca Romexis® rileva automaticamente i punti di riferimento cefalometrici dalle immagini 3D. Se necessario, gli utenti possono facilmente regolare questi punti di riferimento manualmente. Le misurazioni delle analisi cefalometriche 3D possono essere visualizzate dinamicamente durante il posizionamento del punto di riferimento. I parametri numerici del paziente vengono presentati in una tabella a colori per distinguere facilmente le deviazioni rispetto al paziente normotipo. Romexis permette un’integrazione e una visualizzazione fluide delle foto 3D del viso assieme alle immagini CBCT e alle impronte digitali, per un’analisi cefalometrica 3D dettagliata.
La diagnostica cefalometrica 3D non è ampiamente utilizzata come le tradizionali analisi 2D, principalmente a causa di dosi radiogene maggiori associate al cono-beam (CBCT). Per questo motivo l’esame deve essere motivato e prescritto secondo reali indicazioni cliniche. È importante considerare i principi ALADA (As Low As Diagnostically Acceptable) e bilanciare beneficio diagnostico e dose radiogena. Diversi studi hanno mostrato che la dose efficace delle radiografie 2D digitali tradizionali in studi ortodontici è di circa 26-35 µSv, mentre CBCT testa-fornita può raggiungere 49-90 µSv a seconda del protocollo e del FOV impiegato. Le apparecchiature moderne permettono di regolare parametri come mA per ridurre ulteriormente la dose.
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La cefalometria 3D si basa su una serie di landmark (punti cefalometrici), piani di riferimento e piani di costruzione, rendendola un sistema multi planare. I landmark sono identificati grazie al sistema MPR (Multi-Planar Reconstruction). Le misurazioni lineari e angolari si ottengono dal calcolo delle distanze tra landmark e tra landmark e piani complanari ai tre piani di riferimento: piano Assiale, piano Coronale, piano Sagittale. La cefalometria 3D fornisce valori norma che, messi a confronto con i dati di analisi, offrono una valutazione diagnostica chiara e intuitiva. Inoltre, la fase di progettazione virtuale ha reso possibili workflow di pianificazione chirurgica e ortognatica sempre più affidabili, soprattutto per casi complessi.
La cefalometria 3D ha trovato particolare collocazione nelle progettazioni chirurgiche digitali dei casi ortognatici e nelle valutazioni di simmetria scheletrica per dirigere gli spostamenti osteotomici e creare riposizionamenti delle basi ossee verso pattern di armonia morfo-scheletrica. I software di progettazione virtuale hanno superato i protocolli analogici tradizionali basati sull'articolatore e sui modelli delle arcate dentarie. L’uso dell’AI è visto come leva per accelerare segmentazione dei tessuti e scelta dei punti cefalometrici, contribuendo a rendere le procedure più semplici e lineari nel workflow diagnostico e terapeutico.
La grande sfida dell’odontoiatria digitale è rendere le procedure sempre più semplici e lineari. La riduzione della dose radiogena per acquisire immagini di alta qualità è cruciale per l’adozione stabile di tecniche 3D. Studi di Ludlow e colleghi hanno fornito meta-analisi sull’effettiva dose di CBCT e hanno evidenziato come la dose debba sempre essere giustificata dalle indicazioni cliniche. Inoltre, le nuove metriche e i workflow 3D come TFA apportano una maggiore precisione diagnostica e una pianificazione più accurata, anche in preparazione a interventi di chirurgia ortognatica.
Due problemi di base associati alla cefalometria 2D tradizionale sono l’impossibilità di misurare alcune interrelazioni importanti e la distorsione delle misurazioni in presenza di asimmetria facciale. Con l’adozione della cefalometria 3D e della Total Face Approach, si ottiene una valutazione più accurata delle relazioni orizzontali e verticali tra le componenti facciali principali, integrando dati 3D per una diagnosi e pianificazione più affidabili.
| Parametro | Valore tipico | Osservazioni |
|---|---|---|
| Dose 2D tradizionale | 26-35 µSv | Radiografie digitali ortodontiche |
| Dose CBCT testa | 49-90 µSv | Dipende da FOV e parametri |
| Riduzione dose | Regolazione mA e exposure | Parametri individualizzabili |
| Standard di cura | ALADA | Equilibrio tra utilità diagnostica e irradiamento |
La cefalometria è stata, senza dubbio, la tecnica più frequentemente applicata nella ricerca ortodontica, essendo utilizzata nei vari studi per comparare, differenziare e descrivere diversi campioni di soggetti in studi statistici. Risulta utile pensare all’analisi cefalometrica come la valutazione dei rapporti sia orizzontali, che verticali, delle cinque componenti più importanti della faccia che sono cranio e base cranica, base ossea mandibolare, base ossea maxillare, dentatura della mandibola con i rispettivi processi alveolari, dentatura del mascellare superiore con i rispettivi processi alveolari.
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