Estrazione del dente del giudizio: procedura, rischi e decorso post-operatorio

I denti del giudizio - chiamati anche terzi molari o “ottavi” - sono gli ultimi denti permanenti a comparire nelle arcate dentarie, generalmente tra i 17 e i 25 anni. I denti del giudizio sono i molari più arretrati (termine tecnico: terzi molari, latino: dens serotinus), che erompono solo in giovane età adulta - oppure no. In totale dovrebbero essere quattro: due sopra e due sotto. Non tutti i denti del giudizio vanno necessariamente estratti. Se sono ben posizionati, completamente erotti, facilmente pulibili e non causano problemi, possono restare in bocca senza particolari rischi.

La decisione di procedere con l'estrazione dei denti del giudizio (avulsione) viene presa dal dentista dopo un'attenta valutazione clinica e radiografica. Per capire se è necessario procedere con l'estrazione, è sufficiente una visita odontoiatrica accompagnata da una ortopanoramica, cioè una radiografia completa delle arcate dentarie. La radiografia panoramica (ortopantomografia) è l’esame di primo livello che consente di visualizzare la posizione dei denti del giudizio, il grado di inclusione e la relazione con le strutture anatomiche circostanti. In alcuni casi, quando serve una valutazione più accurata, può essere utile una CBCT (Cone Beam Computerized Tomography), che consente di verificare con precisione la vicinanza tra il dente del giudizio e strutture importanti come il nervo alveolare inferiore. Con queste informazioni il dentista potrà consigliarti se e quando procedere all’intervento, e con quali modalità.

Perché i denti del giudizio possono creare problemi

  • Mancanza di spazio: la causa più comune è che non c’è abbastanza spazio nella mandibola o mascella per ospitare questi ultimi molari.
  • Crescita anomala: i denti del giudizio spesso non crescono in verticale, ma in orizzontale o obliquo.
  • Pericoronite e infezioni: se un dente del giudizio spunta solo in parte, può formarsi una “tasca” tra la gengiva e il dente; in questa zona si accumulano batteri, residui di cibo e placca, provocando infiammazioni dolorose chiamate pericoroniti.
  • Carie e danni ai denti vicini: la difficoltà di igiene può portare a lesioni cariose dei denti del giudizio e, cosa ancor più grave, alla comparsa di carie sulla superficie distale dei secondi molari adiacenti.
  • Cisti o lesioni: i denti del giudizio inclusi non di rado sono la causa di formazioni cistiche (cisti follicolari o dentigene) che si espandono nell'osso distruggendolo senza farsi notare.

Secondo la teoria filogenetica, l'evoluzione della specie umana sta portando ad una involuzione delle dimensioni dei mascellari, con l'aumento della dimensione della cavità cranica, cosi andando sempre più spesso il terzo molare non avrà più lo spazio sufficiente per erompere, rimanendo quindi spesso all’interno delle ossa mascellari. In circa l'80% dei giovani adulti, almeno uno dei denti del giudizio non erompe.

Quando è indicata l'estrazione

  • Dolore persistente o infezioni frequenti: i denti del giudizio che causano dolore cronico o infezioni ricorrenti, come ascessi o pericoroniti devono essere rimossi.
  • Difficoltà di pulizia che favoriscono carie e malattie gengivali.
  • Posizione anomala con danni agli altri denti: se si incuneano contro la radice del dente che li precede possono provocarne il riassorbimento.
  • Formazione di cisti o lesioni ossee associate all'elemento incluso.
  • Indicazione ortodontica: rimozione su prescrizione dell'ortodontista nell'ambito di un trattamento.

La regola d’oro è: meglio prevenire che curare. L’ideale è valutare la situazione prima che insorgano sintomi o problemi. Oggi, invece, i dentisti consigliano l’estrazione dei denti del giudizio solo se i problemi esistono già o sono prevedibili.

Preparazione pre-operatoria

La preparazione per l’intervento di rimozione dei terzi molari inizia con una visita dal dentista. Durante questa visita, il dentista eseguirà esami radiologici per valutare la posizione dei denti del giudizio e determinare il metodo di estrazione più appropriato. È importante discutere con il dentista di eventuali problemi di salute o farmaci che si stanno assumendo. In alcuni casi, potrebbe essere necessario interrompere l’assunzione di alcuni farmaci prima dell’intervento. Prima dell'intervento chirurgico viene eseguito un esame approfondito del cavo orale. Le tomografiche (TC) sempre necessarie mostrano gli ottavi con le loro radici, la loro posizione nell'osso e la loro vicinanza a certe strutture anatomiche (nervi, seno mascellare).

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Igiene orale profonda: nei giorni precedenti l'intervento, è fondamentale mantenere la bocca pulita. Alimentazione: se l'intervento è in anestesia locale, si consiglia un pasto leggero prima della seduta. Alcuni giorni prima dell’intervento al paziente vengono date precise istruzioni sul comportamento che dovrà assumere e sul decorso postoperatorio.

Tipi di anestesia e sedazione

  • Anestesia locale: nella maggior parte dei casi si utilizza l'anestesia locale, che elimina completamente la sensibilità dolorifica nella zona interessata. L’anestetico viene iniettato nella zona da trattare. Il paziente rimane vigile durante l’intervento e può avvertire una sensazione di pressione, ma nessun dolore.
  • Sedazione cosciente (protossido d'azoto o sedazione endovenosa): viene associata all’anestesia locale nei pazienti con elevata ansia o in interventi di maggiore durata; il paziente è sveglio ma profondamente rilassato.
  • Anestesia generale: riservata ai casi particolarmente complessi o a pazienti non collaboranti; comporta maggiori oneri e viene usata solo quando necessario.

Per la maggior parte dei pazienti, l’anestesia locale è più che sufficiente. Tuttavia, se provi particolare ansia all’idea dell’intervento, è possibile valutare l’uso della sedazione cosciente. Il protossido di azoto è un gas che viene inalato attraverso una maschera nasale e ha un effetto ansiolitico ed euforizzante.

La procedura chirurgica

L’estrazione del dente del giudizio è un intervento ambulatoriale: si fa nello studio dentistico, in seduta singola, e con dimissione immediata. A seconda della difficoltà, può durare da 15 minuti fino a un'ora circa. La durata dell’intervento varia da 15-20 minuti per un’estrazione semplice a 45-60 minuti per un dente completamente incluso. L’estrazione dei denti del giudizio superiori o inferiori (detti anche ottavi) avviene come la rimozione di altri denti, quindi mediante l’ausilio di una pinza o di altri strumenti in grado di far presa sul molare per sradicarlo.

Se il dente del giudizio è già eruttato: il dentista estrae il dente con una pinza. Se il dente non è ancora eruttato o è semi-incluso: si incide la gengiva per accedere al dente; viene rimossa una porzione di osso (osteotomia) se necessario e talvolta il dente viene diviso in più frammenti (odontotomia) per facilitarne la rimozione. Dopo l’estrazione, vengono applicati dei punti di sutura per chiudere l’incisione nella gengiva e favorire la guarigione.

Immagine: schema procedura estrazione dente del giudizio (incisione, osteotomia, odontotomia)

Nel caso in cui il dente sia incluso o parzialmente incluso, l’operazione è più complicata in quanto potrebbe essere necessario effettuare un’incisione per raggiungere il dente e spezzare l’elemento dentale in più pezzi per facilitarne la rimozione. Spesso il dente viene diviso in più frammenti (odontotomia) per facilitarne l'estrazione senza traumatizzare i tessuti circostanti. Immediatamente dopo l’estrazione della radice del dente del giudizio, grazie all’ausilio del laser e un’abbondante irrigazione dell’alveolo con acqua ossigenata e betadine, otterremo una disinfezione ottimale anche dei tessuti più profondi.

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Decorso post-operatorio: cosa aspettarsi

Dopo l’intervento, è normale sperimentare un certo grado di dolore, gonfiore e sanguinamento. Questi sintomi dovrebbero diminuire nel corso di alcuni giorni. Il gonfiore dopo l’estrazione del dente del giudizio raggiunge il suo massimo tra il secondo e il terzo giorno e si riduce progressivamente; il volto può apparire asimmetrico ma si tratta di una risposta fisiologica normale. Il dolore è normalmente più intenso nelle prime 48 ore e si attenua in pochi giorni. Le ferite causate dall'intervento al dente del giudizio guariscono di solito entro una settimana circa. La completa guarigione dell’alveolo può richiedere 4-6 settimane.

Il decorso post-operatorio varia da persona a persona e dipende dall'invasività dell'intervento. Il decorso post-operatorio dopo l’estrazione del dente del giudizio segue un andamento prevedibile. Nell’alveolo si forma il coagulo di sangue, essenziale per la guarigione; è normale un leggero sanguinamento nelle prime ore. I punti di sutura vengono riassorbiti o rimossi dopo circa una settimana.

Infografica: tempistica decorso post-operatorio (giorni 1-7, gonfiore, dolore, rimozione punti)

Gestione del dolore e farmaci

Il dolore dopo l’estrazione del dente del giudizio è gestibile con antidolorifici (FANS come ibuprofene o ketoprofene). Per alleviare il dolore, il dentista di solito prescrive antidolorifici come l'ibuprofene o il paracetamolo. Alcuni studi hanno dimostrato che una combinazione di 400 mg di ibuprofene e 1000 mg di paracetamolo allevia il dolore meglio dei rispettivi antidolorifici da soli. La dose massima giornaliera di ibuprofene per gli adulti è di 1200 mg; quella di paracetamolo è di 4000 mg. È meglio discutere l'uso degli antidolorifici con il proprio dentista. In alcuni casi il dentista potrebbe prescrivere un antibiotico per prevenire possibili infezioni o trattare una infezione manifesta.

Complicanze possibili

  • Alveolite secca (dry socket): è la complicanza più dolorosa e frequente; si verifica se il coagulo di sangue si disgrega o non si forma, lasciando l'osso scoperto. Si manifesta con dolore intenso tra il 2° e il 4° giorno, spesso irradiato all'orecchio.
  • Lesioni nervose (parestesie): la vicinanza delle radici al nervo alveolare inferiore o al nervo linguale comporta un rischio, raro, di lesione che può provocare alterazione della sensibilità.
  • Comunicazione oroantrale: rischio specifico dei denti superiori, creazione accidentale di un passaggio tra la bocca e il seno mascellare.
  • Gonfiore, ecchimosi e trisma: il gonfiore è fisiologico; il trisma (difficoltà di apertura della bocca) può verificarsi nelle fasi post-operatorie.
  • Frattura patologica dell'angolo mandibolare: evenienza estremamente rara ma possibile in certe condizioni.

Le complicazioni serie sono rare, soprattutto se l’intervento è eseguito da professionisti esperti. Più l'intervento è indaginoso, più seri saranno i problemi che ne potranno seguire. Nella casistica citata, il 97% dei pazienti ha un decorso regolare, senza alcun disturbo della sensibilità; il 2% presenta una parestesia temporanea, che si risolve entro un massimo di 4 mesi; solo l'1% riporta una parestesia permanente.

Cure e comportamenti post-operatori

  1. Ghiaccio: il modo migliore per evitare le tipiche guance spesse è continuare a raffreddare la zona nelle prime 24-48 ore; mettere sempre un panno sottile tra l'impacco e la pelle.
  2. Dieta: primi 2 giorni dieta liquida o semiliquida e fredda/tiepida; cibi consigliati: yogurt, frullati, purè, zuppe tiepide; evitare cibi duri, friabili, caldi, piccanti, alcolici e caffè.
  3. Niente fumo: evitare di fumare per almeno 48-72 ore (idealmente 5 giorni) perché aumenta il rischio di alveolite secca e rallenta la guarigione.
  4. Riposo: riposare ed evitare sforzi fisici e sport per almeno una settimana; evitare sforzi che aumentino il flusso sanguigno per prevenire emorragie secondarie.
  5. Igiene orale: dopo circa 24 ore è possibile tornare a spazzolare normalmente i denti rimanenti evitando la ferita e le immediate vicinanze; sciacqui delicati sono indicati solo se consigliati dal dentista.
  6. Controlli: sottoporsi al controllo post-operatorio indicato dal dentista e tornare in studio se il dolore o il gonfiore peggiorano, se compare febbre o secrezioni sospette.

In caso di grave emorragia post-operatoria, è necessario recarsi immediatamente dal dentista o dal servizio di emergenza odontoiatrica. Se l'emorragia post-operatoria è molto lieve, è possibile mordere un panno pulito per fermare l'emorragia esercitando una pressione. Importante: non utilizzare un panno di carta che può rimanere incastrato nella ferita.

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Immagine: dieta e comportamenti raccomandati dopo estrazione

Altre considerazioni pratiche

La rimozione chirurgica dei denti del giudizio è un'operazione di routine, effettuata frequentemente nello studio del chirurgo. Con l'esperienza del chirurgo diminuisce anche il rischio di eventuali complicazioni. L’estrazione può essere eseguita in studio (ambulatoriale) o, per casi molto complessi o pazienti a rischio, in ambiente ospedaliero. La scelta se eseguire tutti e quattro i denti del giudizio in un’unica seduta o procedere per lati separati dipende dalla complessità del caso e dalla valutazione del chirurgo. Il costo varia in base alla complessità del caso e al tipo di anestesia: indicativamente, da 100-200 € per un’estrazione semplice fino a 300-600 € per un dente completamente incluso; sedazione o anestesia generale comportano costi aggiuntivi.

La decisione di estrarre preventivamente - ad esempio tramite germectomia negli adolescenti - si basa sulla maggiore semplicità e minor rischio se eseguita in giovane età. L’estrazione degli ottavi dovrebbe essere fatta in giovane età: l’estrazione di un dente che non abbia le radici completamente formate è più sicura e meno complicata. Dopo i 25 anni l’intervento diventa meno agevole a causa della minore elasticità dell'osso e della diminuita capacità dell'organismo di riparare eventuali piccoli danni nervosi.

Domande frequenti

L’estrazione dei denti del giudizio è dolorosa?

No, l’intervento viene eseguito in anestesia locale e il paziente non avverte dolore durante la procedura; il fastidio post-operatorio è gestibile con analgesici e si attenua progressivamente nei 3-5 giorni successivi.

Quanto dura il recupero?

Il recupero iniziale richiede 3-7 giorni. Il gonfiore raggiunge il picco al 2°-3° giorno, poi si riduce; la completa guarigione dell’alveolo richiede 4-6 settimane.

Si devono togliere i denti del giudizio anche se non danno fastidio?

No, non sempre. L’indicazione assoluta all’estrazione esiste solo in caso di ascessi odontogeni o quando l’ortodontista la prescrive; negli altri casi il dente può essere mantenuto sotto controllo con visite e radiografie periodiche.

Video: procedura tipica di estrazione del dente del giudizio con spiegazioni del chirurgo

Note finali

Togliere un dente del giudizio non è mai piacevole, ma può essere semplice, veloce e decisivo per evitare complicazioni future. Grazie alle moderne tecniche e all’esperienza del team odontoiatrico, l’intervento si affronta in modo sicuro e con il minimo fastidio. Se hai dolore ai denti del giudizio, ti è stata consigliata un’estrazione o desideri una valutazione specialistica, prenota una visita per una valutazione clinica e radiografica accurata.

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