
L’estrazione del dente del giudizio è un intervento chirurgico eseguito in anestesia locale. Serve a rimuovere uno o più denti del giudizio (terzi molari), spesso inclusi o mal posizionati.
L’estrazione dentale, è un intervento ambulatoriale eseguito in anestesia locale. La procedura, della durata variabile di circa 30 minuti, in base allo stato del dente, può prevedere un’avulsione semplice o complessa anche definita chirurgica.
L’intervento dura in media dai 20 ai 40 minuti, in base alla posizione e alla complessità del dente. Il dentista incide la gengiva, rimuove eventuale osso attorno al dente e lo estrae, anche in più parti se necessario. Il tutto avviene in modo indolore grazie all’anestesia.
Una diagnosi precoce dei denti del giudizio permette di valutarne posizione e direzione prima che causino problemi. Rimuovere un dente del giudizio prima che le radici siano completamente formate è più sicuro e comporta un recupero più semplice. Per questo, si consiglia di valutare l’estrazione tra i 17 e i 20 anni, quando l’osso è più elastico e la guarigione è più rapida.
Prima di procedere con l’estrazione di un dente, il dentista esegue una accurata valutazione della situazione del cavo orale, eseguendo esami specifici di accertamento. Una visita con radiografia permette di valutare se l’estrazione è necessaria. L’esecuzione di specifiche indagini radiografiche, permetteranno al dentista di eseguire una corretta diagnosi dello stato del dente.
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Prima di estrarre un dente del giudizio, è importante sapere che si tratta di un intervento chirurgico a tutti gli effetti. È fondamentale comunicare al dentista eventuali allergie, in particolare a anestetici locali (es. lidocaina), antibiotici (es. penicillina) e materiali di uso medico come lattice o nichel. Il risultato dipende da diversi fattori: stato di salute generale, grado di sviluppo delle radici del dente da rimuovere, preparazione pre-operatoria accurata e rispetto delle indicazioni post-operatorie.
Dopo l’estrazione, viene suturata la zona e fornite istruzioni per il recupero. Dopo l’estrazione del dente del giudizio, il corpo avvia un naturale processo di guarigione. È normale avere gonfiore, ematomi o un leggero sanguinamento gengivale nelle prime 24-72 ore. In genere, questi sintomi si risolvono rapidamente, soprattutto se si seguono le indicazioni del dentista.
È opportuno eseguire una accurata pulizia del cavo orale utilizzando specifici collutori ad azione disinfettante e medicante. È bene inoltre non dimenticarsi dell’assunzione dei farmaci ad azione antibiotica ed eventualmente antinfiammatoria per ridurre il fastidio. Per evitare problemi di masticazione, sanguinamento e dolore è consigliata un’alimentazione prevalentemente liquida-semisolida, rinunciando ad alimenti gommosi e duri.
Per evitare infezioni e favorire la guarigione è bene restare a riposo nei giorni successivi all’estrazione del dente, evitando il fumo e l’assunzione di alcolici. È infine preferibile non utilizzare lo spazzolino elettrico a setole dure per almeno una settimana. L’assunzione preventiva di antidolorifici, come l’ibuprofene, è utile per controllare il dolore prima che l’effetto dell’anestesia svanisca.
Complicazioni come infezioni o alveolite sono rare, ma possibili. L’estrazione dei denti del giudizio inclusi è più complessa perché il dente resta coperto da gengiva o osso. Serve un’incisione e, a volte, la rimozione dell’osso. L’intervento è indolore ma il recupero può richiedere più tempo. In pazienti con patologie sistemiche (come diabete o malattie autoimmuni) o in trattamento con farmaci specifici, il recupero può essere più lento.
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Il prezzo per l’estrazione del dente del giudizio varia in base alla posizione e alla difficoltà dell’intervento. In media, il costo va da 80€ a 300€ per dente. Togliere il dente del giudizio non fa male durante l’intervento, grazie all’uso dell’anestesia locale che intorpidisce completamente la zona.
Le cure odontoiatriche coperte dal SSN sono indicate nel testo contenente i criteri aggiornati dei livelli essenziali di assistenza. Il Servizio Sanitario si fa carico principalmente delle prestazioni necessarie a garantire la salute orale essenziale, ovvero interventi che prevengono, diagnosticano o curano patologie potenzialmente invalidanti. Non sono a carico del SSN/SSR le prestazioni odontoiatriche aventi finalità estetiche ed i dispositivi protesici ed ortodontici.
La risposta è no, ma i cittadini appartenenti ad alcune categorie possono ottenere delle agevolazioni per accedere gratuitamente alle cure odontoiatriche. Il Servizio Sanitario Nazionale (SSN) si limita però ad erogare soltanto alcune prestazioni per le quali, ad ogni modo, è richiesto il pagamento del ticket.
Il SSN copre prestazioni odontoiatriche rivolte a soggetti in condizioni di particolare vulnerabilità, sanitaria e sociale. La vulnerabilità sanitaria deve essere riconosciuta e garantita a tutti quei pazienti che potrebbe rischiare un aggravarsi della propria condizione - fino a provocare il decesso - a causa di una complicanza di natura odontoiatrica.
Il legislatore ha individuato 5 categorie di soggetti per i quali deve essere sempre garantito l’accesso a cure odontoiatriche coperte dal SSN, che riportiamo integralmente di seguito:
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Sono escluse dalle prestazioni erogabili dal SSN i manufatti protesici e gli interventi di tipo estetico.
Esclusivamente per i residenti in Regione Lombardia, sono compresi in questa condizione soggetti con ulteriori patologie e situazioni cliniche (ad esempio gravi deficit fisici, sensoriali e neuropsichici, psicosi, epilessia, cirrosi epatica, epatite cronica attiva, insufficienza renale cronica, patologie autoimmuni gravi, labiopalatoschisi e alcune malattie rare) e una serie di categorie di invalidità ed esenzioni riconosciute a livello regionale.
La vulnerabilità sociale tiene conto delle condizioni socio-economiche dei soggetti, dando priorità a chi non può permettersi di sostenere il costo delle cure odontoiatriche presso studi privati. Il legislatore ha individuato tre situazioni che favoriscono una condizione di vulnerabilità sociale: esclusione sociale (indigenza), situazioni di povertà, situazioni di reddito medio/basso.
A prescindere dalle valutazioni delle singole amministrazioni locali, è necessario riconoscere ai soggetti in condizione di vulnerabilità sociale le seguenti prestazioni odontoiatriche: visita odontoiatrica; estrazioni dentarie; otturazioni e terapie canalari; ablazione del tartaro; applicazione di protesi rimovibili (escluso il manufatto protesico); applicazione di apparecchi ortodontici ai soggetti 0-14 anni con indice IOTN = 4° o 5° (escluso il costo del manufatto); apicificazione ai soggetti 0-14 anni.
Il primo passaggio è la richiesta del medico di medicina generale o del pediatra, che deve indicare la necessità della visita odontoiatrica su ricetta. Per richiedere una prestazione dentistica presso un centro odontoiatrico convenzionato è necessario munirsi di ricetta ed effettuare, qualora fosse necessario, il pagamento del ticket.
I pazienti in possesso dei requisiti richiesti per accedere all’estrazione dei denti con la mutua, possono rivolgersi al proprio medico di base e richiedere informazioni sulle categorie di soggetti che la propria Regione considera esenti dal pagamento della visita odontoiatrica e sulle condizioni previste per il pagamento invece di un ticket. Non in tutti i casi infatti la prestazione dentistica richiesta è totalmente gratuita; in casi specifici, il paziente dovrà pagare il costo della ricetta (ticket).
Il dentista convenzionato ASL è un professionista odontoiatra che collabora con il Servizio Sanitario Nazionale (SSN) per offrire cure dentali a prezzi agevolati o, in alcuni casi, completamente gratuite. Questo sistema si basa su una convenzione tra le Aziende Sanitarie Locali (ASL) e studi dentistici pubblici o privati accreditati.
Le cure odontoiatriche non urgenti devono essere garantite entro tempi di attesa assimilabili a quelli stabiliti per tutta la specialistica ambulatoriale: 30 giorni per la visita. Tutta la popolazione può accedere a cure odontoiatriche tramite il SSN, anche se non rientra nelle due categorie prima indicate, se le stesse sono finalizzate all’individuazione di neoplasie del cavo orale o se rese necessarie da un livello di emergenza elevato, ad esempio una grave infiammazione o da una emorragia.
La maggior parte dei cittadini è costretta a rivolgersi a un dentista privato per cure più articolate, come la riabilitazione protesica o implantologica. Per chi ha difficoltà economiche, oltre al SSN, altra valida soluzione per accedere alle cure dentali è rivolgersi ad un dentista sociale. Ciò ha consentito ai meno abbienti di usufruire di cure dentistiche ad un prezzo basso grazie ad una piattaforma nota come dentisti sociali.
Per evitare di incorrere in problematiche di salute gravi è sempre bene non trascurare mai i denti e la bocca che vanno curati da professionisti altamente specializzati, soprattutto in caso di dolore o fastidi persistenti ed evitando soluzioni “fai da te”.
| Destinatari | Prestazioni coperte | Esclusioni principali |
|---|---|---|
| Soggetti in vulnerabilità sanitaria e sociale, 0-14 anni (programmi tutela) | Visita, estrazioni, alcuni interventi chirurgici, radiografie, trattamenti urgenti | Manufatti protesici, interventi estetici, protesi e ortodonzia non previste |
| Residenti con esenzioni regionali (es. Lombardia) e categorie specifiche | Prestazioni aggiuntive secondo criteri regionali | Protesi e interventi estetici |
ATTENZIONE: Le informazioni qui riportate hanno carattere divulgativo e orientativo, non sostituiscono la consulenza medica. Relativamente alle cause indicate, il dentista stabilisce se l’estrazione dentale sia effettivamente necessaria.
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