
Il fluoro è un oligoelemento presente nell’organismo specie nei denti e nelle ossa. Il fluoro è un alogeno, elemento chimico con simbolo F, che si trova abbondantemente in natura sotto forma di fluoruri. Nel corpo umano, il fluoro si concentra principalmente nelle ossa e nei denti, dove contribuisce alla formazione e al mantenimento della struttura minerale.
Il fluoro gioca un ruolo centrale nella prevenzione della carie. La funzione principale del fluoro riguarda la protezione dei denti dalla carie. Il fluoro favorisce la remineralizzazione dello smalto dentale, processo attraverso il quale i minerali persi a causa degli acidi prodotti dai batteri vengono reintegrati nella struttura del dente. Il fluoro si lega all'idrossiapatite, ovvero la parte minerale dello smalto dentale, trasformandola in fluorapatite, sostanza caratterizzata da una struttura molecolare molto più resistente all'attacco degli acidi e della placca batterica.
Il fluoro ha anche un effetto antibatterico diretto, inibendo gli enzimi utilizzati dai batteri cariogeni per metabolizzare gli zuccheri e produrre acidi. Il fluoro agisce in una doppia direzione: sia sui batteri della placca impedendo la produzione degli acidi responsabili dei processi di demineralizzazione, sia sulla componente minerale dei denti rinforzando lo strato superficiale. Ha ha inoltre un utile effetto antimicrobico, soprattutto sullo Streptococco Mutans, uno dei principali batteri responsabili della carie.
Durante la formazione dei denti, il fluoro si incorpora nella struttura cristallina dello smalto, formando la fluoroapatite. Tale sostituzione dei cristalli dello smalto con altre tipologie di cristalli contenenti fluoro meglio resistenti al pericolo carie è particolarmente rilevante nei denti di neonati e bambini. Dopo l’eruzione, il fluoro topico presente nella saliva continua a proteggere i denti attraverso cicli continui di demineralizzazione e remineralizzazione.
La somministrazione di fluoro avviene per due vie: topica o sistemica. La fluoroprofilassi può essere condotta in modo sistemico o topico. Nella fluoroprofilassi sistemica il fluoro agisce sui denti in sviluppo ed è perciò fondamentale che l’assunzione sia costante dalla gestazione fino alla preadolescenza. Il fluoro viene apportato tramite assunzione di alimenti contenenti il minerale, acqua, integratori prescritti dal pedodonzista o dal pediatra. Infatti il fluoro, oltre a essere assunto normalmente attraverso pesce, tè e acqua, può essere somministrato per via sistemica attraverso compresse, acqua fluorata, latte fluorato, sale fluorato.
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La fluoroprofilassi topica riguarda invece persone di qualsiasi età per le quali si rende necessaria una remineralizzazione dello smalto o il blocco della carica batterica. Quando si parla di fluoroprofilassi condotta per via topica, invece, si interviene durante l’eruzione del dente e nelle fasi successive; il fluoro raggiunge gli elementi dentali attraverso la saliva e si deposita su di essi. La fluoroprofilassi topica professionale viene condotta dall’igienista dentale o dall’odontoiatra in ambulatorio attraverso l’applicazione di gel, vernici o mousse.
L’applicazione del fluoro avviene mediante l’utilizzo di mascherine monouso riempite di gel ad alta concentrazione, e posizionate nel cavo orale del paziente su ciascuna arcata dentale. Le mascherine si lasciano in posa per 5 minuti circa, chiedendo al paziente di serrare leggermente i denti per agevolare la penetrazione del principio attivo negli spazi interprossimali (tra un dente e l’altro). Si potranno poi utilizzare scovolini e fili per veicolare ancora meglio il gel in queste zone. Al termine dell’applicazione il dentista asporta l’eventuale eccesso di gel con un comune aspiratore e per 30 minuti il paziente non dovrà bere, mangiare né sciacquarsi la bocca, per permettere al fluoro di protrarre il suo contatto con le superfici del dente.
La fluoroprofilassi topica professionale viene condotta dall’igienista dentale o dall’odontoiatra in ambulatorio attraverso l’applicazione di gel, vernici o mousse. Si suggerisce l’applicazione di vernici fluorate in pazienti a elevato rischio carie a intervalli di 3-6 mesi. Infine, ritroviamo il trattamento professionale con mousse a base di CPP-ACP e fluoro. Il trattamento professionale con mousse a base di CPP-ACP e fluoro tampona le variazioni di pH nella placca, ostacola l’adesione e la crescita di Streptococcus mutans e Streptococcus sobrinus sulla superficie dentale, remineralizza le lesioni dello smalto e rende lo smalto remineralizzato più resistente agli attacchi degli acidi. L’applicazione di mousse a base di CPP-ACP e fluoro è indicata dopo le manovre di igiene orale professionale. Il consiglio è applicare il prodotto su tutta la dentatura e non risciacquare.
I dentifrici fluorurati rappresentano il metodo più diffuso e accessibile di fluoroprofilassi. Molte persone ricevono una dose quotidiana di fluoro attraverso l’uso di dentifrici fluorati. Scegliere un dentifricio con il giusto livello di fluoro, generalmente espresso in parti per milione (ppm), è essenziale. Spazzolare i denti dopo i pasti principali (2-3 volte al giorno) per almeno 2-3 minuti utilizzando il dentifricio fluorato contenente almeno 1000 ppm di fluoro (a seconda dell’età del paziente).
QUANTITÀ DI DENTIFRICIO DA UTILIZZARE: Da 6 mesi a 12 anni utilizzare una quantità pari alla grandezza di un pisello. Dai 12 anni in poi la quantità di dentifricio può essere aumentata. Applicare la mousse rimineralizzante CPP-ACP contenente fluoro tutti i giorni almeno 3 volte al giorno per 5 minuti. Spazzolare i denti con gel al fluoro 1 o 2 volte alla settimana, a seconda delle indicazioni (MIH moderata/grave).
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Per i pazienti pediatrici: nell’approcciare il paziente pediatrico, è importante distinguere i bambini in età scolare, di età superiore ai sei anni, dai bambini di età prescolare. La differenza e il motivo per cui la fluoroprofilassi viene condotta in maniera diversa in questi due periodi è la capacità di espellere l’eccesso di prodotto acquisita dal bambino, che protegge il paziente pediatrico dall’ingestione accidentale di un quantitativo dannoso di fluoro. Inoltre, dopo i sei anni, ha inizio la prima fase di permuta; può esserci diagnosi di MIH (ipoplasia dello smalto), può avere inizio la terapia ortodontica intercettiva e possono esserci cambiamenti di abitudini alimentari o di igiene orale.
Dopo una prima visita odontoiatrica e dopo aver condotto la valutazione del rischio carie, ai bambini di età inferiore ai sei anni che necessitano di misure preventive aggiuntive (quindi con rischio carie moderato o grave), è possibile applicare vernici al fluoro (da circa 7.000 ppm a circa 22.600 ppm) che non necessitano particolare collaborazione del paziente e fungono da serbatoio per un rilascio lento di fluoro. Oltre all’applicazione delle vernici, è possibile utilizzare la mousse contenente il complesso CCP-ACP, ma senza l’aggiunta di fluoro (attenzione all’intolleranza alle proteine del latte!). Nei pazienti di età superiore ai 6 anni, invece, è possibile e raccomandabile l’utilizzo professionale di gel al fluoro, associato anche all’utilizzo domiciliare una volta alla settimana. Anche le vernici fluorate sono indicate per i bambini con moderato o alto rischio carie.
Talvolta a causa di un eccessivo e continuativo utilizzo degli integratori a base di fluoro o al contemporaneo utilizzo di fluoruri provenienti da diverse fonti (prodotti per l’igiene orale associati a integratori), si può incorrere in problemi di sovradosaggio. L’assunzione eccessiva di fluoro durante la formazione del dente può determinare FLUOROSI ovvero un’anomalia nello sviluppo dello smalto e/o della dentina che si manifesta clinicamente con una maggiore porosità e con alterazioni cromatiche di varia entità, come la comparsa di macchie bianche o gialle che rendono disomogeneo il colore del dente. I primi segni di fluorosi dentale includono macchie bianche opache sui denti, che nei casi più gravi possono diventare marroni e causare pitting dello smalto. Nelle forme più gravi la fluorosi può alterare la forma dei denti e determinarne la frattura.
Il fluoro, se assunto durante l’istogenesi del dente in concentrazioni superiori a 1,5/2 ppm determina a livello dei denti permanenti un’anomalia dello smalto, detta fluorosi. Le acque si definiscono fluorate quando il contenuto di fluoro è superiore a 1 mg/L. La concentrazione ideale per la prevenzione della carie è 0,7 mg/L. La maggior parte del fluoro assunto con la dieta deriva dall’acqua potabile. È clinicamente appurato che l’assunzione di fluoro sotto forma di integratori (compresse da ingerire) è inefficace, perché in questo modo il fluoro non raggiunge i tessuti dentali duri in maniera utile. Al contrario, i dentifrici e i gel al fluoro - che non vanno ingeriti ma solo applicati in maniera localizzata - sono utili, efficaci e non presentano particolari controindicazioni, perché esercitano un’azione topica (cioè per contatto diretto) sullo smalto dentale.
La fluoroprofilassi sistemica è indicata nei pazienti special needs, in cui la fluoroprofilassi topica non è praticabile o di difficile realizzazione. Il fluoro è fondamentale per la salute dentale sia della gestante che del nascituro. L’effetto della sua somministrazione in gravidanza sulla salute dentale del nascituro è un argomento molto dibattuto. Alcune persone possono essere più sensibili agli effetti del fluoro e richiedere precauzioni particolari. Il monitoraggio dell’esposizione al fluoro è importante per ottimizzare i benefici prevenendo gli effetti avversi.
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L’importanza del fluoro nella prevenzione della carie è riconosciuta dall’Organizzazione Mondiale della Sanità e validata da evidenze scientifiche. Le “linee guida nazionali per la promozione della salute orale in età evolutiva” del Ministero della Salute e le linee guida dell’Organizzazione Mondiale della Sanità consigliano la fluoroprofilassi per via topica post-eruttiva e prevedono l’utilizzo di integratori fluorati solo nei casi in cui ci fosse impossibilità nella somministrazione topica. Il fluoro presente nei prodotti per l’igiene orale, ai livelli previsti dalla normativa italiana ed europea, è del tutto sicuro. Anche le più recenti opinioni del Comitato Scientifico di esperti indipendenti della Commissione Europea ne hanno confermato la sicurezza ai quantitativi previsti dalla legge e ne hanno ribadito l’efficacia contro la carie.
| Età | Prodotto raccomandato | Frequenza / quantità |
|---|---|---|
| 6 mesi - 3 anni | Dentifricio a bassa concentrazione, supervisione | Quantità minima, 0,1-0,5 mg/giorno a seconda acqua locale |
| 3 - 6 anni | Dentifricio fluorato | Quantità pari a un pisello, supervisione adulti |
| >6 anni | Gel professionale, vernici fluorate, dentifricio 1000+ ppm | Spazzolamento 2-3 volte/giorno, gel 1-2 volte/settimana |
| Pazienti ad alto rischio | Vernici 7.000-22.600 ppm, mousse CPP-ACP + fluoro | Applicazioni professionali ogni 3-6 mesi |
Invitiamo caldamente a stare attenti con l’assunzione fai da te di fluoro: ingenti quantitativi o eccessive concentrazioni di fluoro possono avere effetti controproducenti. Anche per coloro che soffrono di smalto sensibile, è importante adottare un approccio attento all’uso del fluoro. Il consiglio è applicare la mousse su tutta la dentatura e non risciacquare quando indicato, e ricordare che i dentifrici e i gel al fluoro non vanno ingeriti ma solo applicati in maniera localizzata.
Le informazioni qui riportate hanno lo scopo di incrementare e non di sostituire il consiglio di uno specialista. Dopo una prima visita odontoiatrica e dopo aver condotto la valutazione del rischio carie, il protocollo di fluoroprofilassi va personalizzato in base all'età, al rischio carie e alla situazione clinica del paziente.
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