
Il fluoro gioca un ruolo centrale nella prevenzione della carie. Tale elemento è un alogeno molto reattivo che non si trova in natura allo stato elementare. La fluoroprofilassi può essere condotta in modo sistemico o topico. La fluoroprofilassi sistemica è indicata nei pazienti special needs, in cui la fluoroprofilassi topica non è praticabile o di difficile realizzazione. Infatti il fluoro, oltre a essere assunto normalmente attraverso pesce, tè e acqua, può essere somministrato per via sistemica attraverso compresse, acqua fluorata, latte fluorato, sale fluorato.
Le acque si definiscono fluorate quando il contenuto di fluoro è superiore a 1 mg/L. La concentrazione ideale per la prevenzione della carie è 0,7 mg/L. Quando si parla di fluoroprofilassi condotta per via topica, invece, si interviene durante l’eruzione del dente e nelle fasi successive; il fluoro raggiunge gli elementi dentali attraverso la saliva e si deposita su di essi. La fluoroprofilassi topica professionale viene condotta dall’igienista dentale o dall’odontoiatra in ambulatorio attraverso l’applicazione di gel, vernici o mousse. Il fluoro si deposita sui denti e remineralizza lo smalto, rendendolo più forte e contrastando l’azione corrosiva degli acidi prodotti dai batteri, inibendone la replicazione. Inoltre, il fluoro protegge i denti dall’ipersensibilità dentinale, formando una barriera protettiva isolante.
Si suggerisce l’applicazione di vernici fluorate in pazienti a elevato rischio carie a intervalli di 3-6 mesi. In seguito, ritroviamo il trattamento professionale con mousse a base di CPP-ACP e fluoro: la mousse tampona le variazioni di pH nella placca, ostacola l’adesione e la crescita di Streptococcus mutans e Streptococcus sobrinus sulla superficie dentale, remineralizza le lesioni dello smalto e rende lo smalto remineralizzato più resistente agli attacchi degli acidi. L’applicazione di mousse a base di CPP-ACP e fluoro è indicata dopo le manovre di igiene orale professionale. Il consiglio è applicare il prodotto su tutta la dentatura e non risciacquare.
Nell’approcciare il paziente pediatrico, è importante distinguere i bambini in età scolare, di età superiore ai sei anni, dai bambini di età prescolare. La differenza e il motivo per cui la fluoroprofilassi viene condotta in maniera diversa in questi due periodi è la capacità di espellere l’eccesso di prodotto acquisita dal bambino, che protegge il paziente pediatrico dall’ingestione accidentale di un quantitativo dannoso di fluoro. Inoltre, dopo i sei anni, ha inizio la prima fase di permuta; può esserci diagnosi di MIH (ipoplasia dello smalto), può avere inizio la terapia ortodontica intercettiva e possono esserci cambiamenti di abitudini alimentari o di igiene orale.
Dopo una prima visita odontoiatrica e dopo aver condotto la valutazione del rischio carie, ai bambini di età inferiore ai sei anni che necessitano di misure preventive aggiuntive è possibile applicare vernici al fluoro (da circa 7.000 ppm a circa 22.600 ppm) che non necessitano particolare collaborazione del paziente e fungono da serbatoio per un rilascio lento di fluoro. Oltre all’applicazione delle vernici, è possibile utilizzare la mousse contenente il complesso CCP-ACP, ma senza l’aggiunta di fluoro (attenzione all’intolleranza alle proteine del latte!).
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Nei pazienti di età superiore ai 6 anni, invece, è possibile e raccomandabile l’utilizzo professionale di gel al fluoro, associato anche all’utilizzo domiciliare una volta alla settimana. Anche le vernici fluorate sono indicate per i bambini con moderato o alto rischio carie. Spazzolare i denti dopo i pasti principali (2-3 volte al giorno) per almeno 2-3 minuti utilizzando il dentifricio fluorato contenente almeno 1000 ppm di fluoro; a seconda dell’età, si raccomanda la mousse rimineralizzante CPP-ACP contenente fluoro tutti i giorni almeno 3 volte al giorno per 5 minuti. Spazzolare i denti con gel al fluoro 1 o 2 volte alla settimana, a seconda delle indicazioni (MIH moderata/grave).
Il fluoro è fondamentale per la salute dentale sia della gestante che del nascituro. L’effetto della sua somministrazione in gravidanza sulla salute dentale del nascituro è un argomento molto dibattuto. La maggior parte del fluoro assunto con la dieta deriva dall’acqua potabile. Il fluoro, se assunto durante l’istogenesi del dente in concentrazioni superiori a 1,5/2 ppm determina a livello dei denti permanenti un’anomalia dello smalto, detta fluorosi. Il terzo livello è caratterizzato da una discromia dello smalto che si presenta di colore bianco vivo o marrone.
La fluoroprofilassi topica in studio consiste nell'applicazione di vernici, gel o soluzioni concentrate di fluoro direttamente sui denti del bambino per rinforzarne lo smalto e ridurre il rischio di carie. Viene raccomandata fin dai primi denti da latte e ripetuta ogni sei mesi. Il fluoro è uno degli strumenti preventivi con la base di evidenza più solida in odontoiatria pediatrica.
Tuttavia, la presenza di dubbi tra i genitori persiste: fa bene, ma può fare anche male? Quanto è troppo? La fluoroprofilassi è adatta a tutti i pazienti: bambini e adulti ne possono beneficiare. In Italia la fluorosi grave è molto rara; le forme lievi possono presentarsi in zone con acqua naturalmente ricca di fluoro o in bambini che ingeriscono sistematicamente dentifricio. La revisione sistematica recente conferma che la fluorosi è principalmente associata all’esposizione sistemica durante gli anni di sviluppo e non alle applicazioni topiche professionali.
La distanza tra la protezione dei denti da latte e l’investimento di prevenzione è spesso oggetto di discussione. La carie nei denti da latte causa dolore, interferisce con il sonno e l’alimentazione, e se avanzata può danneggiare i germi dei denti permanenti sottostanti. La copertura della fluoroprofilassi nei bambini varia tra strutture pubbliche e private; i LEA includono le applicazioni di vernice fluorurata in alcune fasce d’età presso strutture del SSN. I prodotti professionali contengono concentrazioni di fluoro da 10 a 20 volte superiori al dentifricio domestico, ma vengono applicati in quantità minime con rilascio controllato.
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La reale efficacia del fluoro è supportata da studi clinici: vernici fluorurate riducono il rischio di carie, soprattutto sulle superfici facciali degli incisivi superiori, e l’applicazione semestrale ha mostrato benefici significativi. In caso di controindicazioni al fluoro, si possono utilizzare alternative come i prodotti a base di idrossiapatite, che offrono protezione e rigenerazione simili senza controindicazioni cliniche.
Per quanto riguarda la pratica quotidiana, il livello domestico prevede dentifricio al fluoro con dosaggi specifici per età; livello professionale prevede vernici, gel, e applicazioni periodiche in studio. L’approccio integrato tra gestione domiciliare e professionale consente di mantenere una barriera protettiva efficace contro la carie.
La fluoroprofilassi è uno degli strumenti preventivi con la base di evidenza più solida in odontoiatria pediatrica e non va demonizzata né sovrastimata. L’obiettivo è fornire una protezione continua dello smalto, ridurre la demineralizzazione e mantenere i tessuti dentali sani per tutto l’arco della vita. La scelta tra vernici, gel o mousse, nonché tra approccio topico e sistemico, deve essere guidata dal rischio carie individuale, dall’età e dalle condizioni cliniche del paziente.
In sintesi, un piano di fluoroprofilassi ben strutturato integra:
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