Girolamo Genga: analisi della “Disputa sull’Incarnazione” e il restauro della pala di Cesena

Pittore, architetto, musico, autore di scenografie e di decorazioni, Girolamo Genga (Urbino, 1476-1551) è un artista oggi poco noto al grande pubblico, che in vita godette però dell’ammirazione di Sebastiano Serlio e di Pietro Aretino, oltre che della stima di Giorgio Vasari, che nelle Vite parla di un suo passaggio (non documentabile) nella bottega di Perugino e poi di un apprendistato presso Luca Signorelli, con cui invece sappiamo che lavorò lungamente.

Girolamo Genga (Urbino, 1476-1551) lavorò fra Urbino, Siena, Firenze, la Romagna, Roma e Pesaro.

Genga passò anche per Firenze, com’è provato tanto dalla firma «Gironimo da Urbino pictore in fiorenza» da lui apposta al capitolato per la sua opera più ambiziosa (la pala monumentale commissionatagli nel 1513 per l’altare maggiore della Chiesa di Sant’Agostino a Cesena), quanto dalla conoscenza aggiornata della pittura fiorentina del tempo, seppure declinata in un linguaggio intensamente anticlassico che manifesta proprio in questa pala.

La grande tavola, eseguita tra il 1516 ed il 1518, fu concepita per la chiesa di Sant’Agostino a Cesena, all’interno di una monumentale “macchina” che incorniciava anche altri dipinti: i tre scomparti della predella con storie di S. Agostino, la cimasa raffigurante l’Annunciazione, e alla base delle colonne due figure di Beati agostiniani, oggi perdute.

ricostruzione grafica dell’ancona di S. Agostino a Cesena

La composizione della Disputa fu inizialmente studiata su un grande cartone preparatorio, oggi perduto.

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Particolarmente interessante è il risultato ottenuto con la tecnica della riflettografia infrarossa (IRR 1000-1700) che rende visibili importanti aspetti del processo pittorico dell’artista, quali il disegno sottostante gli strati pittorici eseguito per impostare la composizione.

particolare della Vergine col Bambino in luce visibile e in IRR

L’immagine IRR ad altissima risoluzione è stata riprodotta in dimensioni reali e ed è visibile accanto all’opera in restauro.

Una straordinaria riproduzione in misure reali di questa immagine è stata allestita accanto al dipinto in lavorazione, e rimarrà temporaneamente visibile dopo la riapertura della sala XXVII di fronte all’opera restaurata, insieme a un video che illustra gli aspetti salienti.

video del processo di riflettografia e restauro

Interpretazione iconografica: dalla Immacolata alla Disputa sull’Incarnazione

Altra novità emersa riguarda il soggetto che era stato talvolta letto come Disputa sull’Immacolata Concezione, il concepimento della Madonna esente dal peccato originale allora strenuamente sostenuto dai Francescani.

Alla luce del culto mariano degli Agostiniani, invece, il tema della pala viene ora interpretato come Disputa sull’Incarnazione, ossia sul concepimento di Cristo nel grembo della Vergine Maria al momento dell’Annunciazione.

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Il restauro alla Pinacoteca di Brera: organizzazione, tecniche e risultati

La Pinacoteca di Brera in Milan has just completed the restoration of the Disputa sull’Incarnazione, the monumental altarpiece created by Girolamo Genga between 1513 and 1518 for the high altar of the church of Sant’Agostino in Cesena.

After three years of work, the restoration of Girolamo Genga's Disputa sull'Incarnazione, a monumental altarpiece created between 1513 and 1518, ends at the Pinacoteca di Brera.

La settimana scorsa, alla Pinacoteca di Brera, si è concluso il restauro della Disputa sull’Incarnazione, monumentale pala per l’altare maggiore di Sant’Agostino a Cesena.

L’intervento, effettuato dal laboratorio interno della Pinacoteca milanese, è durato tre anni durante i quali i visitatori del museo, come di consueto, hanno potuto seguire i restauratori al lavoro.

L’imposingly large work (inaccessible to the Pinacoteca’s transparent laboratory) was restored inside a temporary structure specially built next to Room XXIV, which houses masterpieces by Raphael, Piero della Francesca and Bramante.

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Intorno all’opera, accanto alla sala XXIV che ospita i capolavori di Raffaello, Piero della Francesca e Bramante, è stato quindi appositamente costruito un nuovo ambiente temporaneo.

Thanks to a steel support system and an innovative suction system with four movable arms, restorers were able to work on the painting, ensuring that the public could follow each stage through a glass wall.

The panel, supported by a steel frame that allowed its safe handling, was treated and cleaned, revealing details previously obscured by layers of altered varnish.

L’opera è tornata a risplendere in tutta la sua bellezza, ma, prima del restauro, la superficie appariva fortemente inscurita sotto strati di vernice alterata, che offuscava e appiattiva lo spazio architettonico che emerge dallo sfondo, come anche i raffinati dettagli pittorici che caratterizzano le superfici marmoree, i morbidi incarnati, o i fiori lanciati nell’aria da angioletti volanti.

L’originalmente warped and cracked planking was restored, while the intervention also included a thorough analysis of the painting technique and state of preservation.

Il restauro è reso possibile grazie al generoso sostegno della Andreotti & Brusone Philanthropy Fund.

restauratori all'opera nella struttura temporanea alla Pinacoteca di Brera

Indagini diagnostiche e team di ricerca

Alla base, numerose indagini diagnostiche condotte, oltre che dal Laboratorio stesso, da un pool di istituti con cui la Pinacoteca di Brera collabora da tempo, come il laboratorio Diart del Dipartimento di Fisica dell’Università degli Studi di Milano e i dipartimenti di Fisica e Scienza dei Materiali dell’Università di Milano, Cnr-Ibfm di Segrate e Csg Palladio di Vicenza.

Le indagini diagnostiche sono state realizzate da: Laboratorio di restauro della Pinacoteca di Brera (IRR 1000-1700 nm, IRFC, microscopio digitale); Laboratorio DIART, Dip. di Fisica, Università degli Studi di Milano (VIS, UVF, NIR 950-1000 nm, IRFC, FORS, XRF); Laboratorio di Archeometria, Dipartimento di Scienza dei Materiali UniMib (XRF, Spettroscopia Raman); CSG Palladio S.r.l.

Il restauro è stato progettato e realizzato, sotto gli occhi dei visitatori, dal Laboratorio della Pinacoteca stessa (Andrea Carini, Paola Borghese, Sofia Incarbone, Ilaria Negri, con Cristina Quattrini), e da Roberto Buda per il supporto ligneo.

L’intervento, reso anche più complesso dalle dimensioni imponenti della pala, è documentato nel volume Girolamo Genga. La pala di Cesena e il suo restauro alla Pinacoteca di Brera a cura di Andrea Carini e Cristina Quattrini (Marsilio editore).

Materiali e dettagli pittorici rivelati

Il restauro ha permesso di mettere in luce i raffinati dettagli pittorici che caratterizzano le superfici marmoree, i morbidi incarnati, o i fiori lanciati nell’aria da angioletti volanti.

In basso, fig. Particolarmente interessante è il risultato ottenuto con la tecnica della riflettografia infrarossa (IRR 1000-1700) che rende visibili importanti aspetti del processo pittorico dell’artista, quali il disegno sottostante gli strati pittorici eseguito per impostare la composizione.

A destra in alto, fig. 5, immagine al microscopio della campitura blu del manto della Vergine; in basso, fig. Particolarmente interessante è il risultato ottenuto con la tecnica della riflettografia infrarossa (IRR 1000-1700) che rende visibili importanti aspetti del processo pittorico dell’artista, quali il disegno sottostante gli strati pittorici eseguito per impostare la composizione.

immagine al microscopio della campitura blu del manto della Vergine

Genga nella storia dell’arte e studi recenti

La figura di Girolamo Genga (Urbino, 1476-1551) rimane un tassello mancante per la conoscenza della storia della pittura italiana tra la fine del Quattrocento e gli svolgimenti della Maniera moderna.

Questo corso di formazione specialistica nasce da una campagna di ricerche da tempo in corso e di cui si vogliono condividere e verificare risultati, interrogativi, prospettive.

Per questa ragione sono coinvolti specialisti di differenti generazioni, storici dell’arte e dell’architettura, nell’intento di esplorare l’affascinante, autonoma e problematica via percorsa da Genga nella transizione dalla cultura quattrocentesca e protoclassicista della sua formazione, svoltasi accanto a Signorelli e Perugino, al linguaggio acquisito nel dialogo con i grandi modelli fiorentini, senesi e romani dei suoi giorni - da Beccafumi a Fra Bartolomeo, da Leonardo a Raffaello - fino al cospicuo impegno come architetto di corte.

Nel volume l'artista urbinate risulta in tutta la complessità di una stagione, quella tra Quattro e Cinquecento, compresa nella formula vasariana Maniera moderna.

"Girolamo Genga. Una via obliqua alla maniera moderna", a cura di B. Agosti, Ambrosini Massari, Beltramini e S. Ginzburg, edito dalla Fondazione Federico Zeri Da Signorelli all’inquietudine sul crinale di Raffaello.

"Girolamo Genga. Una via obliqua alla maniera moderna", a cura di B. Agosti, Ambrosini Massari, Beltramini e S. Ginzburg, edito dalla Fondazione Federico Zeri Da Signorelli all’inquietudine sul crinale di Raffaello... Nel volume l'artista urbinate risulta in tutta la complessità di una stagione, quella tra Quattro e Cinquecento, compresa nella formula vasariana Maniera moderna.

Pubblicazioni e materiali di approfondimento

Il restauro è accompagnato dal volume “Girolamo Genga. La pala di Cesena e il suo restauro alla Pinacoteca di Brera” a cura di Andrea Carini e Cristina Quattrini (Marsilio editore).

Nel volume l'artista urbinate risulta in tutta la complessità di una stagione, quella tra Quattro e Cinquecento, compresa nella formula vasariana Maniera moderna.

copertina del volume sul restauro della pala di Cesena

Note sulle opere correlate

Girolamo Genga, "Sant’Agostino battezza i catecumeni", tavola di predella della pala di Brera, part., Bergamo, Accademia Carrara.

Da Signorelli all’inquietudine sul crinale di Raffaello...

Voce Contenuto
Autore Girolamo Genga (Urbino, 1476-1551)
Opera Disputa sull’Incarnazione / Pala di Cesena
Datazione 1513-1518 (grande tavola eseguita 1516-1518)
Collocazione originaria Altare maggiore, Chiesa di Sant’Agostino, Cesena
Collocazione attuale Pinacoteca di Brera, Milano
Intervento Restauro triennale presso il laboratorio della Pinacoteca di Brera
Indagini diagnostiche IRR, IRFC, VIS, UVF, NIR, FORS, XRF, Raman, microscopio digitale

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