Arresto Gualtieri odontotecnico: notizie e sviluppi sull’attività abusiva e i fatti connessi

Dopo il sequestro del novembre scorso, un altro ambulatorio odontoiatrico ove veniva esercitata attività abusiva è stato scoperto dai finanzieri della Tenenza di Guastalla sopo un’indagine nei confronti di un professionista che operava abusivamente presso uno studio dentistico a Gualtieri, presso il quale si dedicava, senza averne i titoli, all’esercizio della professione di medico odontoiatra.

L’attività di indagine ha preso avvio a seguito di una verifica fiscale nei confronti del professionista durante la quale sono emerse violazioni fiscali e l’esercizio abusivo della professione da parte del professionista. Il caso era scoppiato nel 2019 nel corso di un controllo fiscale della guardia di finanza, che oltretutto non aveva evidenziato irregolarità. Durante l’accertamento, secondo i finanzieri, dalle parole di uno dei pazienti presenti nello studio, sarebbe emerso il sospetto di possibili irregolarità.

Modalità dell’esercizio abusivo e servizi offerti nello studio

L’uomo si avvaleva di strumentazione medica ed estendeva le sue prestazioni alle visite e al diretto intervento sui pazienti, ovvero a quelle attività di stretta e diretta competenza del medico odontoiatra. In sostanza il professionista indagato ha esercitato abusivamente e con continuità nel corso degli anni la professione di medico odontoiatra e i suoi clienti erano ignari del fatto che a curarli non fosse un medico.

Lo studio a Gualtieri era stato chiuso e posto sotto sequestro. Lo studio dentistico ha chiuso per sempre, con un evidente danno per il suo titolare: non solo dal punto di vista dell’immagine ma anche economico. Ora è arrivata l’assoluzione. Ma lo studio, proprio per questa vicenda, non ha più riaperto.

infografica chiusura studio e sequestro

Processi e sentenze correlate alla vicenda locale

Dopo cinque anni di incubo, si è chiusa con sentenza di assoluzione la vicenda giudiziaria di un odontotecnico con studio a Gualtieri, in centro, accusato di aver praticato abusivamente attività di odontoiatra. Con lui erano accusati anche due dentisti, per aver favorito l’attività del tecnico. Alla fine di un lungo processo, gli imputati sono stati assolti per non aver commesso il fatto.

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Dal processo, celebrato davanti al giudice Silvia Semprini, è infatti emerso che l’odontotecnico non avrebbe praticato attività da medico, ma che avrebbe operato nelle bocche dei pazienti solo per le previste misurazioni e l’adattamento delle protesi. Le testimonianze sono state molto chiare. Per questo il giudice ha assolto gli imputati con formula piena, pur se la pubblica accusa proponeva un’assoluzione ma a fronte di una irregolarità lieve.

Aggressione con martello nello studio: i fatti

Ha colpito con un martello un odontotecnico di 60 anni poi trasportato d'urgenza in codice rosso al Policlinico Agostino Gemelli. Ad agire un 20enne che è stato bloccato e arrestato dalla polizia. I fatti venerdì 15 novembre in via Napoli.

Intorno alle 18, il 60enne - che abita in zona - al culmine di una lite è stato colpito dal ragazzo - anch'egli residente nella cittadina del litorale nord - con un martello, un arnese trovato nello studio e utilizzato dal professionista per i suoi lavori. Il giovane è stato poi identificato dagli agenti del commissariato di zona, coordinato dal dirigente, Fabio De Angelis. L'uomo, immediatamente soccorso, è stato accompagnato nel nosocomio romano di largo Agostino Gemelli.

Gli investigatori, adesso, stanno indagando per capire i motivi su quanto accaduto. Una delle ipotesi, è che possano esserci dei motivi di natura personale poi sfociati nella violenta aggressione. Il ragazzo è stato messo a disposizione della magistratura.

foto simbolica martello e ambulatorio

Contesto giudiziario più ampio: la vicenda giudiziaria di Antonio Gualtieri

Nuova condanna, a dieci anni, per il 63enne Antonio Gualtieri, già riconosciuto come uno dei vertici della cosca di 'ndrangheta emiliana, che nell'autunno 2024, quando era stato ancora una volta arrestato, aveva finito di scontare la condanna di 12 anni per associazione a delinquere di stampo mafioso, nel processo 'Aemilia'.

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La sentenza, in abbreviato, è stata pronunciata dal gup del tribunale di Bologna, Letizio Magliaro. Il giudizio riguardava due estorsioni, una riqualificata in esercizio arbitrario delle proprie ragioni e turbativa d'asta. Condannato a sei anni e otto mesi anche il fratello, Rosario Gualtieri e a due anni con la condizionale un terzo imputato, il cognato Alfonso Durante. Altri due hanno definito le loro posizioni con patteggiamenti.

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Dettagli delle accuse e delle condanne

Nessun pentimento, anzi un ‘ndranghetista che non vuole mollare la presa. E’ questo il senso della sentenza di condanna, emessa in tribunale a Bologna con rito abbreviato, a 10 anni e mezzo di reclusione per il 64enne Antonio Gualtieri, che aveva già scontato 12 anni di carcere in Aemilia come figura di vertice della cosca emiliana di ‘ndrangheta.

Precedente pesante condanna che per il giudice Letizio Magliaro non l’ha frenato da ulteriori condotte illecite tutte con l’aggravante mafiosa, una volta espiata la pena. Era infatti in libertà vigilata da 20 giorni quando venne arrestato il 27 novembre 2024.

Il legale che difende Gualtieri con il collega Nino Ruffini, allude alla riscossione di un credito di 190mila euro vantato dal fratello verso un agente immobiliare, rivolgendo minacce di morte a lui e ai parenti. Le altre imputazioni confermate per l’imprenditore edile d’origine cutrese sono turbativa d’asta (relativa alla sua lussuosa villa con piscina a Rivalta, a cui messo sotto pressione rinunciò l’acquirente reggiano aggiudicatario), ma anche intestazione fittizia di beni e riciclaggio per un terreno di via Pascal a cui due coniugi intimiditi rinunciarono per rivenderlo ad una società di cui Gualtieri era il proprietario occulto.

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Caduta l’aggravante mafiosa per Alfonso Durante (classe 1968, domiciliato a Roccabianca in provincia di Parma), cognato di Rosario, condannato a 2 anni di carcere (pena sospesa) per turbativa d’asta. Hanno invece patteggiato con pena sospesa per intestazione fittizia di beni con l’aggravante mafiosa sia un consulente fiscale reggiano 67enne (difeso dal legale Francesco Tazzari) sia una moldava 38enne (assistita dall’avvocato Andrea Davoli): per il primo un anno e mezzo, per la seconda un anno e tre mesi di reclusione.

mappa Reggio Emilia Rivalta

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Effetti collaterali e considerazioni finali

Il tecnico era stato accusato di aver esercitato la professione di dentista. Il processo stabilisce la sua innocenza, purtroppo il danno economico resta. Gli imputati erano difesi dagli avvocati Marcello Fornaciari, Antonio Sarzi Amadè e Alessandro Carrara.

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Voce Dettagli
Sequestro e indagine Controllo fiscale del 2019, successivo sequestro dello studio a Gualtieri
Accuse principali Esercizio abusivo della professione, violazioni fiscali; in altri processi estorsione, turbativa d'asta
Esito processi Assoluzione per l'odontotecnico (per non aver commesso il fatto); condanne per reati connessi a 'ndrangheta in altri procedimenti
Impatto Chiusura definitiva dello studio a Gualtieri, danno economico e d'immagine

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