
La vicenda dell'odontotecnico arrestato per traffico di stupefacenti si inserisce in un più ampio quadro di operazioni di polizia e carabinieri mirate al contrasto dello spaccio di droga e della criminalità giovanile, che hanno interessato diverse province italiane e varie tipologie di indagini e sequestri.
I militari del comando provinciale della Guardia di finanza hanno eseguito a Bari un provvedimento emesso dal gip del Tribunale di Bari, su richiesta della Direzione distrettuale antimafia finalizzato al sequestro di beni mobili e immobili nei confronti di Domenico Sifanno, di 38 anni, dipendente del policlinico di Bari, tratto in arresto nel 2015 nell’ambito dell’operazione «Take away» per detenzione e spaccio di sostanze stupefacenti che vendeva, consegnando a domicilio i vari quantitativi di droga, anche durante i turni di lavoro.
L’uomo è stato condannato per direttissima dal Tribunale di Bari. Nei suoi confronti, l’attività conclusa oggi ha previsto il sequestro delle sue disponibilità bancarie, di beni mobili e immobili, per circa 500.000 euro; per gli inquirenti frutto di guadagni illeciti accumulati nel tempo.
Un sequestro che scaturisce da indagini svolte nel 2014 e 2015, dagli uomini del Nucleo polizia tributaria di Bari, in relazione al monitoraggio e alla ricostruzione (con telecamere nascoste e intercettazioni audio-video) di numerose cessioni di cocaina a clienti; assuntori abituali e non.
Le indagini hanno accertato che la cessione di droga era continuativa e compiuta anche a domicilio: Sifanno, dipendente del Policlinico, spacciava durante le ore di lavoro. L’uomo era addetto alla postazione di sorveglianza del reparto di Otorinolaringoiatria universitaria che abbandonava in modo sistematico.
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Il rilevatore elettronico marcatempo, con riferimento al calcolo degli orari di entrata e uscita, è stato eluso in modo costante da Sifanno che ora dovrà anche rispondere di interruzione di pubblico servizio, falso e truffa aggravata, ai danni dell’ente ospedaliero.
"Sono un odontotecnico e in questo deposito custodisco il materiale per il lavoro". È la giustificazione fornita da un 27enne di Assemini agli investigatori della Squadra mobile che volevano perquisire un magazzino a Sestu: dentro nascondeva complessivamente 54 chili di droga tra marijuana e hascisc, destinata al mercato del quartiere Marina e del Poetto a Cagliari.
Il giovane è stato arrestato e adesso si trova in carcere a Uta. L'operazione è stata condotta dagli agenti della Sezione Reati contro il Patrimonio della squadra mobile. I poliziotti tenevano da diverso tempo sotto controllo il 27enne che lavora come odontotecnico.
Quasi giornalmente lo vedevano lasciare la sua abitazione ad Assemini e raggiungere il magazzino a Sestu. Sono 54 i chili di droga, tra marijuana e hascisc, sequestrati dagli investigatori della Squadra mobile a Sestu in un magazzino in uso a un odontotecnico di 27 anni di Assemini.
Il 27enne ha cercato di convincere i poliziotti che nel deposito aveva solo gli attrezzi del mestiere, ma dentro gli agenti hanno trovato 38 kg di marijuana, 16 kg di hashish, un bilancino di precisione, una macchina per sottovuoto e 13mila euro in contanti, denaro che, secondo le accuse, sarebbe stato guadagnato con lo spaccio.
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La droga, destinata al mercato di Cagliari, una volta venduta, avrebbe fruttato oltre un milione di euro.
TRIBANO. Spacciava cocaina ai pazienti direttamente nel suo ambulatorio. C’è anche un apparentemente rispettabile odontotecnico tra i componenti della banda sgominata dai carabinieri del Norm della compagnia di Piove di Sacco e della stazione di Agna che gestiva da tempo un fiorente flusso di sostanze stupefacenti in tutta la Bassa padovana.
M.B., cinquantaduenne odontotecnico di Ospedaletto Euganeo, è sottoposto ora a provvedimento cautelare con l’obbligo di dimora e della contestuale presentazione alla polizia giudiziaria. Curava materialmente le consegne della droga, sia all’interno del proprio ambulatorio di Tribano, sia in sale giochi ed esercizi pubblici della zona di Monselice.
Tra i suoi acquirenti sono risultati figurare anche pazienti del suo studio, ai quali l’indagato proponeva cocaina durante gli interventi ambulatoriali. Le complesse indagini dei militari hanno portato all’arresto in flagranza di reato di due soggetti e all’esecuzione di provvedimenti cautelari a carico di altre sei persone oltre all’odontotecnico.
Tutti gli indagati dovranno rispondere delle continuative condotte di vendita di droghe di varia natura, per il periodo che va da inizio 2013 all’estate del 2016, specialmente a Tribano, Monselice, Solesino, Pozzonovo, San Pietro Viminario e Conselve.
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La maxi operazione della Polizia contro la criminalità giovanile che ha coinvolto 44 province italiane, ha portato a Bari all'identificazione di 53 minori, all'arresto di un 15enne e alla denuncia di altri quattro adolescenti per droga e tentata truffa.
Nel dettaglio, il 22 giugno a Bari Vecchia è stato arrestato in flagranza un 15enne mentre cedeva una dose di hashish. Nel successivo controllo i poliziotti hanno trovato, nascosti in una finta cassetta postale, 183 grammi di hashish e 228 grammi di marijuana.
Dopo l'arresto, il 15enne è stato riaffidato ai genitori in regime di «permanenza in casa».
Qualche giorno dopo, è stato denunciato un 17enne perché trovato in possesso, nel quartiere Madonnella, di nove dosi di hashish del peso complessivo di 44 grammi nascoste in una busta dietro una cabina dell'energia elettrica.
Altri due adolescenti di 15 e 16 anni sono stati denunciati per tentata truffa il 14 luglio per aver cercato di raggirare una donna con la tecnica della figlia nei guai dopo un incidente e del finto carabiniere che, al telefono, chiedeva 1.500 euro per risolvere la cosa. La vittima della tentata truffa ha chiamato la Polizia consentendo agli agenti di individuare e bloccare i due minorenni.
Infine, il 15 luglio, un 16enne è stato denunciato a Corato per detenzione ai fini di spaccio di sostanza stupefacente, sorpreso all'esterno di un locale della città con in tasca due dosi di hashish, mentre all'interno c'era il suo presunto complice intento a tagliare e confezionare altra droga.
Ieri la Polizia di Stato ha arrestato GATTA Antonio, 32enne incensurato, per il reato di detenzione ai fini di spaccio di cocaina. Nell’ambito dei mirati servizi, tesi al contrasto del commercio illegale di stupefacenti, personale della Sezione Antidroga della Squadra Mobile, con il prezioso intervento delle unità cinofile, ha effettuato nel quartiere Japigia una perquisizione domiciliare nei confronti dell’arrestato, consentendo di rinvenire 400 grammi di cocaina.
I poliziotti, da attività info-investigative avevano appreso che nell’abitazione dell’uomo era stata realizzata una centrale per il taglio e il confezionamento della droga ragione per cui, nel primo pomeriggio di ieri, si sono recati presso quel domicilio e hanno proceduto alla perquisizione domiciliare.
Sequestrati circa 400 grammi di cocaina pronta ad essere immessa sul mercato.
| Luogo | Individuo | Sequestro / Provvedimento |
|---|---|---|
| Bari (Sifanno) | Domenico Sifanno, 38 anni | Sequestro beni per ~500.000 euro; condanna per spaccio (operazione 2015) |
| Sestu / Assemini | Odontotecnico, 27 anni | 54 kg droga (38 kg marijuana, 16 kg hashish), 13.000 euro, arresto |
| Tribano e zona | Odontotecnico M.B., 52 anni | Provvedimento cautelare; spaccio ai pazienti e nella zona |
| Bari (Japigia) | GATTA Antonio, 32 anni | 400 g cocaina sequestrati, arresto |
| Bari (minori) | Varie età (15-17 anni) | Identificati 53 minori, arresti e denunce per spaccio e truffa |
I casi qui riportati mostrano come il traffico di sostanze stupefacenti possa coinvolgere figure professionali apparentemente rispettabili e luoghi ritenuti sicuri, come studi professionali o depositi di lavoro. Le indagini hanno sfruttato modalità investigative diverse: intercettazioni audio-video e telecamere nascoste, attività info-investigative, controlli mirati e unità cinofile.
Le operazioni hanno portato non solo ad arresti e denunce ma anche a sequestri patrimoniali significativi, volti a sottrarre ai presunti trafficanti i proventi ritenuti illeciti. In alcuni casi il coinvolgimento di minori sottolinea inoltre la diffusione capillare dello spaccio e la necessità di interventi preventivi e investigativi dedicati.
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