
Materie prime e energia sono risorse limitate sul nostro pianeta. Il loro utilizzo sostenibile è quindi un obiettivo prioritario per CUPRA. È importante avanzare verso un’economia circolare: alla fine del suo ciclo di vita, un prodotto non è più un rifiuto, ma una fonte di materiali riutilizzabili. Per un trattamento ambientale ottimale e rispettoso dei veicoli a fine vita e al fine di rispettare gli obblighi previsti dalla Direttiva sui veicoli fuori uso, CUPRA e altri produttori hanno creato il sistema internazionale di informazioni per lo smantellamento (IDIS).
Se desideri far demolire un veicolo a fine vita con l'obiettivo del riciclo, devi consegnarlo a un centro di raccolta certificato e autorizzato, rivolgendoti, se lo desideri, ad un centro di raccolta qualificato da Volkswagen Group Italia. In alternativa, potrai consegnare il veicolo destinato alla demolizione anche alla Concessionaria, qualora tu intenda cederlo per acquistare un nuovo veicolo.
Sulle apparecchiature elettriche ed elettroniche è riportato il simbolo del cassonetto barrato, come sotto illustrato, ad indicare che i prodotti, alla fine della loro vita utile, devono essere raccolti separatamente dai normali rifiuti domestici, in conformità ai requisiti di legge. Per apparecchiature di piccolissime dimensioni, ovvero con almeno un lato esterno non superiore a 25 cm, è prevista la consegna gratuita senza obbligo di acquisto presso i negozi con una superficie di vendita delle apparecchiature elettriche ed elettroniche superiore ai 400 m2. Le batterie a fine vita dei veicoli CUPRA o dei Ricambi Originali CUPRA devono essere raccolte separatamente dai rifiuti domestici, come indicato dal simbolo del cassonetto barrato e previsto dalla legge. Il consumatore può restituire gratuitamente le batterie esauste al proprio Service CUPRA o a un'azienda specializzata.
Spesso, quando le batterie sono esauste, semplicemente testandole, pulendole o riparandole, possono essere riutilizzate per lo stesso scopo per cui erano state progettate in origine, senza ulteriori pretrattamenti. Infatti, anche dopo anni di utilizzo all’interno di un veicolo, una batteria da trazione ad alto voltaggio è ancora idonea a diversi scopi pratici al di fuori di un veicolo. Puoi dare il tuo personale contributo restituendo il tuo veicolo a fine vita presso un centro di raccolta certificato per i veicoli fuori uso, assicurandoti così che la batteria venga rimossa in modo sicuro e gestita correttamente.
La normativa europea sulle batterie ha subito importanti cambiamenti con l’entrata in vigore del Regolamento UE 2023/1542, che introduce nuove prescrizioni riguardanti l'intero ciclo di vita delle batterie, incluse norme per la gestione dei rifiuti di batterie, prevedendo obblighi di raccolta, trattamento e riciclaggio per garantire il recupero efficiente dei materiali e ridurre l'impatto ambientale.
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Le materie prime e l’energia sono risorse limitate sul nostro pianeta. Il loro utilizzo sostenibile è quindi un obiettivo prioritario per SEAT. Le tecnologie post-frammentazione rappresentano un’alternativa allo smontaggio manuale dei veicoli a fine vita e fanno parte della strategia SEAT. Se desideri far demolire un veicolo a fine vita con l'obiettivo del riciclo, devi consegnarlo a un centro di raccolta certificato e autorizzato, rivolgendoti, se lo desideri, ad un centro di raccolta qualificato da Volkswagen Group Italia. In alternativa, potrai consegnare il veicolo destinato alla demolizione anche alla Concessionaria, qualora tu intenda cederlo per acquistare un nuovo veicolo.
Sulle apparecchiature elettriche ed elettroniche è riportato il simbolo del cassonetto barrato, ad indicare che i prodotti, alla fine della loro vita utile, devono essere raccolti separatamente dai normali rifiuti domestici, in conformità ai requisiti di legge. Le batterie a fine vita dei veicoli SEAT o dei Ricambi Originali SEAT devono essere raccolte separatamente dai rifiuti domestici, come indicato dal simbolo del cassonetto barrato e previsto dalla legge. Il consumatore può restituire gratuitamente le batterie esauste al proprio Service SEAT o a un'azienda specializzata. Spesso, quando le batterie sono esauste, possono essere riutilizzate senza ulteriori pretrattamenti.
La normativa europea sulle batterie ha subito importanti cambiamenti con l’entrata in vigore del Regolamento UE 2023/1542, che introduce nuove prescrizioni riguardanti l'intero ciclo di vita delle batterie, incluse norme per la gestione dei rifiuti di batterie, prevedendo obblighi di raccolta, trattamento e riciclaggio per garantire il recupero efficiente dei materiali e ridurre l'impatto ambientale.
01/07/2026 Nuove regole per il settore auto economia circolare sostenibilità Veicoli fuori uso. Il Consiglio dell’Unione europea ha formalmente adottato il regolamento sui requisiti di circolarità per la progettazione dei veicoli e la gestione dei veicoli a fine vita, con l’obiettivo di rendere il comparto automobilistico più sostenibile e favorire il riutilizzo, il riciclo e il recupero dei materiali. Il provvedimento nasce dall’esigenza di rendere più efficiente la gestione dei veicoli in fine vita nell’Unione europea. Ogni anno ne vengono infatti generati oltre 6 milioni e una gestione non adeguata comporta inquinamento e perdita di materiali recuperabili.
La normativa introduce requisiti che riguardano l’intero ciclo di vita dei veicoli, dalla progettazione fino al trattamento a fine vita. Tra gli obiettivi fissati, entro sei anni dall’entrata in vigore, almeno il 15% della plastica nei nuovi veicoli deve provenire da materiale riciclato, quota destinata a salire al 25% entro dieci anni. Almeno il 20% della plastica riciclata deve provenire dal recupero di veicoli a fine vita. Il regolamento rafforza la responsabilità estesa del produttore: le case automobilistiche saranno responsabili dell’intero ciclo di vita dei veicoli, inclusa la fase di rifiuto. Inoltre, introduce misure per tracciare i cosiddetti “veicoli mancanti” e per evitare esportazioni illegali di veicoli usati o rottamati.
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Le nuove disposizioni si applicano ad automobili e veicoli commerciali leggeri; camion, motocicli e veicoli speciali avranno requisiti più limitati ma finalizzati a garantire un corretto trattamento a fine vita. Il regolamento entrerà in vigore due anni dopo la pubblicazione e richiederà la predisposizione di legislazione delegata per definire obiettivi specifici. La Commissione dovrà proporre ulteriori misure riguardanti materiali come acciaio, alluminio, magnesio e materie prime critiche.
La direttiva 2000/53/CE sui veicoli fuori uso (ELV) promuove la prevenzione dei rifiuti e il recupero dei veicoli usati, con obiettivi di riutilizzo e riciclaggio e di riutilizzo e recupero basati sul peso medio dei veicoli. La direttiva Omologazione 3R impone agli Stati membri obiettivi simili di riutilizzabilità e riciclabilità e sta alla base di un quadro che sarà abrogato dal regolamento proposto. L’obiettivo generale è modernizzare la normativa UE, facilitare la transizione verso l’economia circolare e ridurre gli impatti ambientali lungo tutto il ciclo di vita dei veicoli.
La produzione di veicoli è uno dei settori a maggior intensità di risorse: l’industria automobilistica europea assorbe una quota rilevante di acciaio, plastica, alluminio, rame, gomma e vetro. Con la mobilità elettrica, la domanda di rame e di materie prime critiche, tra cui terre rare, aumenterà, così come l’uso di materiali leggeri avanzati. La produzione di veicoli può avere un’impronta ambientale legata all’energia necessaria per estrarre e lavorare le materie prime. L’obiettivo è ridurre questa impronta attraverso una catena del valore più circolare, che va dalla progettazione al trattamento finale dei VFV.
Le normative UE sulla demolizione auto prevedono una serie di passaggi: raccolta separata, bonifica dei fluidi, smontaggio e recupero dei materiali, frantumazione e gestione finale. Le aziende devono garantire tracciabilità, certificazioni e conformità ambientale; l’operatività è supportata da autorizzazioni come l’AIA e dalle normative regionali che definiscono procedure e strumenti. I centri di demolizione moderni usufruiscono di nastri trasportatori, presse di compattazione e aree coperte per lo stoccaggio dei materiali pericolosi, al fine di minimizzare i rischi ambientali e di sicurezza.
I portatori di interessi hanno espresso ampio consenso sull’adozione di misure ambiziose per affrontare i veicoli scomparsi, sull’esportazione dei veicoli usati verso paesi terzi e sull’aumento della responsabilità finanziaria dell’industria automobilistica. Le PMI della demolizione e del riciclaggio chiedono norme chiare per la progettazione per demolizione/riciclaggio e una condivisione efficace delle informazioni fornite dai costruttori. ONG, autorità di gestione dei rifiuti e stakeholder pubblici sostengono l’approccio olistico al ciclo di vita, con obiettivi concreti sul contenuto riciclato nei veicoli nuovi. I produttori hanno espresso opinioni diverse in merito a modalità e tempi di attuazione, ma riconoscono l’importanza di adeguarsi alle nuove norme per una transizione efficace all’economia circolare.
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In Italia, circa 1,5 milioni di VFV sono gestiti annualmente, ponendo il Paese tra i principali in Europa per volume di VFV trattati. Il regolamento ELV e le nuove regole sulla tracciabilità digitale imporranno nuove procedure per centri di demolizione e operatori di trattamento, oltre a vincoli di conformità AIA e a sistemi di tracciabilità allineati ai nuovi standard europei. Il Green Deal europeo guida questa trasformazione, con obiettivi di neutralità climatica entro il 2050 e una gestione più efficiente delle risorse naturali.
Per chi opera nel settore, è fondamentale anticipare la riforma: adeguare autorizzazioni, potenziare capacità operative, implementare sistemi di tracciabilità digitali e assicurare la conformità alle nuove norme di raccolta e trattamento. Per i proprietari di veicoli, è consigliabile rivolgersi a centri di demolizione autorizzati, che garantiscono la corretta gestione del VFV e rilasciano la documentazione necessaria per le pratiche di radiazione PRA.
| Area | Informazioni principali |
|---|---|
| Obiettivi plastica riciclata | 15% entro 6 anni, 25% entro 10 anni |
| Provenienza plastica riciclata | Almeno 20% da VFV o parti usate |
| Focus materiali | Acciaio, alluminio, magnesio, materie prime critiche |
| Estensione responsabilità | Produttori coprono costi di raccolta e trattamento |
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