Impianto dentale Rock Zeus: caratteristiche, superfici e prospettive

L’utilizzo degli impianti ha reso possibile la realizzazione di trattamenti protesici fissi in pazienti che altrimenti sarebbero stati destinati alla protesi mobile. Nel corso degli anni è aumentato in maniera esponenziale il numero degli impianti dentali inseriti e di pari passo si sono affinate le tecniche per la loro applicazione, che si è rivelata essere una soluzione molto affidabile. L’impianto dentale, al contrario, è una radice artificiale realizzata in titanio biocompatibile che viene inserita con un intervento di chirurgia per sostituire una radice mancante o una radice a prognosi infausta. Gli impianti sono attualmente la soluzione più moderna ed avanzata per riavere i propri denti fissi grazie al titanio che ha una particolare affinità con l’osso mascellare che gli cresce tutt’intorno, “inglobandolo”. Negli anni sono stati ideati e utilizzati impianti di vario tipo ma gli impianti moderni hanno normalmente la forma di una vite tronco-conica, con una dimensione molto simile a quella delle radici dei denti che devono andare a sostituire. Al suo interno l’impianto ha una filettatura alla quale possono essere avvitate tutte le componenti transmucose e rimovibili, come la vite tappo, la vite di guarigione, il transfert, il moncone provvisorio e il moncone definitivo con le relative corone. Una volta connesso il dente fisso all’impianto la sensazione sarà quella di avere un dente vero sul quale masticare normalmente senza avere alcun fastidio.

La validità del titanio è stata scoperta dal Prof. Questa scoperta portò al concetto di osteointegrazione e allo sviluppo di impianti dentali moderni. Branemark osservò che il titanio più di altri metalli è capace di creare un’intima unione tra un osso e un impianto artificiale senza che del tessuto connettivo si interponga tra i due. Si quindi definisce osteointegrazione la guarigione dell’osso attorno all’impianto. L’osso mascellare o mandibolare integrano l’impianto dentale inserito in esso attraverso la produzione di nuovo tessuto osseo. L’impianto viene così imprigionato diventando tutt’uno con l’osso circostante. Se alla scuola svedese si deve il concetto di “osteointegrazione”, l’implantologia di scuola italiana è storicamente precedente, meno diffusa ma concettualmente è altrettanto importante per le numerose innovazioni che sono state prodotte nel nostro Paese. Il primo utilizzo clinico odontoiatrico del titanio si deve proprio ad un italiano, il prof. Stefano M. Il titanio è stato scelto in odontoiatria, per la sua estrema leggerezza (pesa quattro volte meno dell’oro), la bassa conduttività termica (circa quattordici volte meno dell’oro) e per la presenza di un modulo d’elasticità simile a quello del tessuto osseo. Possiede, inoltre, ottime caratteristiche di durezza, robustezza e resistenza alla masticazione.

Gli impianti dentali sono dispositivi medici chirurgici utilizzati per sostituire i denti mancanti o persi con l’obiettivo di ristabilire la corretta funzione e/o estetica. Sono realizzati in materiale altamente resistente e biocompatibile come il titanio in forma commercialmente pura (CP2 - CP3- CP4) o leghe di titanio (delle quali la più utilizzata è la lega di grado 5). Altra certificazione indispensabile è quella che garantisce che le caratteristiche dei materiali siano conformi agli standard comunitari. -I trattamenti di superfice della vite implantare: sia la velocità del processo di osteointegrazione che la sua quantità variano in funzione del tipo di superficie dell’impianto, che può presentare una geometria tale da attrarre cellule osteoblaste. Una superficie liscia è meno adatta a questo scopo, per questo motivo si possono utilizzare trattamenti particolari. In particolare studi recenti hanno dimostrato che se l’impianto viene dotato di una superficie di tipo spugnoso, il processo è notevolmente più rapido e intimo, con un considerevole guadagno in termini di stabilità. Questo avviene poiché la ruvidità determina un considerevole incremento di superficie con conseguente aumento dell’indice BIC (Bone to Implant Contact).

Un occhio al futuro? Recentemente sono stati introdotti impianti dentali non fatti di titanio ma fatti di ossido di zirconio. Lo zirconio è un materiale innovativo nel campo dentale che ha dimostrato una biocompatibilità molto alta. La scelta del miglior materiale da utilizzare è molto complessa e comprende una serie di aspetti da valutare con attenzione. Può e anzi deve variare specificatamente da caso a caso, potendo ciascun materiale presentare delle peculiarità nella composizione chimica, ma anche nelle proprietà meccaniche e di lavorabilità. In corso di visita, sulla base dei dati raccolti e degli esami radiografici e complementari richiesti, lo specialista indicherà l’impianto adatto alla situazione clinica motivando la propria scelta ove necessario. Dott. Geass mette a disposizione dell’odontoiatra due diverse gamme di impianti dentali, accomunate dal trattamento laser di superficie Synthegra. L’impianto transmucoso way Rock, con superficie al laser Synthegra, è ideale per gestire le specificità dei settori distali e per le procedure one stage. L'impianto transmucoso way Rock permette di gestire le specificità dei settori distali, favorendone la protesizzazione. Battuta 4,8. Battuta 4,8. Battuta 4,8. Battuta 6,5. Crea un invito sulla corticale per le frese successive. Nella programmazione preoperatoria, permette di scegliere la lunghezza corretta dell’impianto da utilizzare. Per il serraggio delle viti per foro inclinato, utilizzate nella protesi CAD-CAM. Per serrare con micromotore le viti per foro inclinato, utilizzate nella protesi CAD-CAM. Chiave di movimentazione per scanbody Performa. Il profilo di emergenza che contraddistingue l’impianto way Roma è particolarmente adatto alla protesizzazione dei molari, in quanto è in grado di riprodurre il loro profilo specifico. La battuta protesica ampia è ideale per costruire una corona che si avvicina alle dimensioni del dente naturale, e offre maggiore stabilità per sostenere gli elevati carichi masticatori che caratterizzano le zone distali. Il condizionamento dei tessuti, da guidare in funzione della ricostruzione protesica finale, è fondamentale per realizzare un corretto profilo emergente. Trasferire in modo preciso e accurato la posizione dell’impianto dal paziente al modello rappresenta il primo, fondamentale passo per tutte le operazioni che portano a realizzare il manufatto protesico. Una gamma completa consente di avere a disposizione sempre la soluzione più adeguata, spaziando dalle componenti classiche a quelle più innovative. Gli impianti endossei rappresentano oggi una delle soluzioni più efficaci e durature per ripristinare la funzionalità e l’estetica del sorriso.

Gli impianti endossei sono dispositivi in titanio o altre leghe biocompatibili inseriti chirurgicamente nell’osso mascellare o mandibolare, al fine di sostituire le radici dei denti mancanti. Il termine “endosseo” deriva proprio dal fatto che l’impianto viene posizionato all’interno dell’osso. Il titanio è il materiale di scelta per questi impianti grazie alla sua elevata biocompatibilità e alla capacità di integrarsi con l’osso attraverso un processo chiamato osteointegrazione. L’osteointegrazione è un processo biologico fondamentale per il successo degli impianti endossei. Dopo l’inserimento dell’impianto nell’osso, inizia un periodo di guarigione durante il quale le cellule ossee si legano alla superficie dell’impianto. Il tempo necessario per l’osteointegrazione può variare tra i 3 e i 6 mesi, a seconda di diversi fattori come la qualità dell’osso, la posizione dell’impianto e le condizioni di salute generale del paziente. Essendo integrati nell’osso, gli impianti offrono una stabilità paragonabile a quella dei denti naturali. La perdita di un dente può portare nel tempo al riassorbimento osseo. Il percorso verso un nuovo sorriso con impianti endossei inizia con una visita di consultazione presso il proprio centro dentistico di fiducia. Se il paziente è un buon candidato per l’impianto, si pianifica l’intervento chirurgico che avviene in anestesia locale. L’impianto viene inserito nell’osso e, se necessario, si possono effettuare procedure aggiuntive come innesti ossei per garantire una base adeguata. Una volta completata l’osteointegrazione, si procede con la fase protesica, applicando la corona o la protesi scelta. Gli impianti endossei sono una soluzione adatta a molte persone che hanno perso uno o più denti. Il paziente deve essere in buona salute generale. Una buona igiene orale è fondamentale. È necessario avere una quantità sufficiente di osso per supportare l’impianto. Dopo il completamento della terapia implantare, la cura degli impianti è simile a quella dei denti naturali. Gli impianti endossei rappresentano una soluzione avanzata e affidabile per chi desidera ritrovare il piacere di un sorriso completo e funzionale. Se stai considerando questa opzione, il team di professionisti del Medical Noalese è pronto ad accompagnarti in ogni fase del percorso, offrendo competenza, esperienza e un approccio personalizzato. Medical Noalese offre programmi di mantenimento personalizzati per assicurare la longevità degli impianti e la salute orale generale del paziente.

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Immagine: grafico di osteointegrazione

Ponti non sigillati, corone consumate, denti da estrarre, la mia bocca era diventata un incubo quotidiano. Il posizionamento di quattro impianti ha permesso di ricostruire efficacemente la mascella inferiore. Niente più problemi di masticazione. Non penso più ai miei denti…

Immagine: testimonianze pazienti

Jean-Claude, 72 anni Mi sono fatto posare tre impianti più di sette anni fa. All’inizio ero riluttante perché avevo paura di un intervento chirurgico, ma oggi non esiterei un attimo! È molto meno doloroso che farsi togliere un dente. Il comfort è totale, non sento alcuna differenza rispetto a un dente naturale, e in più ho la certezza che questi denti artificiali non si deterioreranno un giorno. Christophe, 49 anni

Essendo priva di un premolare nella mascella inferiore, il posizionamento di un impianto era essenziale per non fare un ponte e quindi per non danneggiare i miei due denti adiacenti. L’intervento è stato molto semplice e indolore. Da allora ho riacquistato un grande comfort masticatorio e ora posso sorridere senza alcun fastidio ! Anne, 33 anni

Oggi non ho più vent’anni, ma ho tutti i denti! Tra questi, ho sei impianti. Non so più dove sono. Sono passati più di dieci anni e non ho mai dovuto preoccuparmene. Gli impianti non richiedono più cure dei denti. Per me è ovvio che questa è la soluzione migliore quando può essere applicata Jacques, 79 anni.

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Video: testimonianze sui vantaggi degli impianti

La guarigione ossea dopo l’impianto segue le fasi principali: infiammazione, proliferazione, rigenerazione. La fase di infiammazione dura circa 10 giorni, e può variare. L’alterazione comprende danni cellulari, mobilitazione delle difese e attivazione delle difese generali. Caratteristiche generali dei processi di alterazione includono disturbi distrofici delle cellule e della sostanza intercellulare. L’emodinamica è compromessa e si osserva trombosi locale. L’esseudazione provoca iperemia e edema; la migrazione dei leucociti è diretta verso l’area danneggiata. Se decorso è favorevole, il terzo giorno dopo l’operazione di impianto, la circolazione sanguigna inizia a ripristinarsi. Nella fase di proliferazione si osserva la differenziazione cellulare e la formazione del tessuto di granulazione giovane. Il tessuto cicatriziale viene gradualmente ricostruito. Nei primi giorni dopo l’impianto le cellule avventizie si differenziano sulla sua superficie e riempiono le aree di osso danneggiato. Il richiamo del carico stimola la mineralizzazione ossea e la formazione del callo osseo. Se la guarigione prosegue, l’impianto è ben adattato e la riabilitazione procede verso la stabilizzazione finale.

Figura 1. Impianto dentale. Figura 2. Osteointegrazione dell’impianto. Figura 3. Riabilitazione orale totale tramite impianto. Figura 4. Contatto intimo tra osso e superficie implantata. Figura 5. Vista nella cavità orale.

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