Come fare impronta dentale fai da te: rischi, procedura e alternative sicure

L’impronta dentale non è altro che un calco, una riproduzione fedele di una o entrambe le arcate dentali. Dall’attenzione e dall’accuratezza con cui vengono rilevate le impronte dipende infatti la precisione di qualunque tipo di lavoro protesico e ortodontico.

Perché non fare impronta dentale a casa

È possibile realizzare un'impronta a casa? No. Realizzare un'impronta dentale a casa può sembrare una soluzione rapida per risparmiare denaro o evitare la visita dal dentista, utilizzando kit acquistati su Internet. Tuttavia, non essendo supervisionato da un professionista, il risultato può essere impreciso e il processo persino pericoloso. Un'impronta fatta in casa può causare allineatori mal adattati, non correggere la posizione dei denti e può causare danni alla bocca. Per questo motivo è fondamentale rivolgersi sempre a uno specialista.

Che cosa comporta una corretta impronta dentale professionale

Prima di tutto bisogna accertarsi che i tessuti gengivali siano perfettamente sani, altrimenti l’affidabilità dell’impronta sarà compromessa. Il modello che si ricava sarà utilizzato per realizzare protesi dentali e apparecchi ortodontici, a seconda delle necessità del paziente o della paziente. Infatti, per praticare alcuni interventi odontoiatrici, il dentista può prendere un calco delle arcate dentali del paziente da inviare all’odontotecnico che progetterà il manufatto necessario, realizzato in laboratorio (può trattarsi di corona, intarsio, ponte, dentiera, faccette, apparecchio fisso o mobile).

Metodi di acquisizione: tradizionale e digitale

Metodo tradizionale

Prevede l’utilizzo di un particolare “cucchiaio da impronta”, al cui interno viene inserita una pasta morbida (di solito alginato o silicone). Indurendosi, questo materiale crea il calco delle arcate dentali. Il dentista inserisce la pasta morbida (alginato o silicone) in un cucchiaio con la forma di arcata, nel quale il paziente affonda i denti. In base al materiale impiegato, è necessario attendere da 4 a 6 minuti, fino a quando la pasta sarà solidificata.

Metodo digitale

In questo caso è impiegato uno scanner intraorale il quale, tramite un sistema ottico ad alta precisione, “legge” i tessuti orali (denti e gengive) e consente di ottenere un’immagine in 3D dell’arcata dentale completa o della porzione interessata. Lo scanner intraorale si configura come un manipolo alla cui estremità è situato il lettore ottico che consente di rilevare i tessuti. Il dentista fa passare lo scanner sull’arcata interessata o su una sua sezione; viene generata un’immagine virtuale visibile sul monitor di un computer, in modo che il professionista possa accertare in tempo reale l’esattezza del modello.

Leggi anche: Guida all'impronta digitale per dentisti e pazienti

scanner intraorale e immagine 3D

L’acquisizione dell’immagine digitale varia in base dalla porzione di denti da scansionare, ma dura comunque poco, anche meno di un minuto. Con l’impronta dentale digitale finisce un incubo: lo scanner intraorale utilizza puntali molto sottili che consentono di rilevare le impronte dentali in modo digitale, tramite una semplice fotografia. Facendo scorrere lo scanner sui denti, il software “scatta” migliaia di fotografie al secondo, che vengono in seguito ricomposte dal computer realizzando l’immagine tridimensionale delle arcate dentali.

La tecnica della doppia impronta e perché si usa

Quando sono richiesti lavori protesici con esigenze estetiche elevate, è molto importante ottenere impronte dentali che riproducano alla perfezione non solo forma e posizione dei denti, ma anche forma e posizione dei tessuti molli. In queste evenienze, è impiegata una procedura nota come “tecnica a doppia impronta”, così chiamata perché prevede proprio una doppia rilevazione delle impronte dentali. Il primo passaggio consiste nel rilevare la prima impronta usando una pasta morbida sulla quale viene stesa una pellicola trasparente; questa pellicola serve per riservare alla seconda impronta lo spazio occupato dalla pasta. In seguito, il dentista rimuove la pellicola trasparente e con una siringa particolare riempie di nuovo il cucchiaio da impronta con un materiale piuttosto fluido, senza rimuovere la pasta precedente, già indurita.

Problemi frequenti e cause di scarto dell’impronta

Rilevare un’impronta senza difetti è molto difficile; per questo motivo l’esperienza dell’operatore è fondamentale. Di seguito i problemi più comuni e le loro cause.

  1. Bolle al margine della preparazione: può succedere perché la fiala è stata posizionata in modo improprio; il modo migliore è inserire lentamente la fiala carica nella bocca del paziente parallelamente agli assi lunghi dei denti, quindi mantenere la fiala in posizione applicando una pressione passiva sull'area premolare. Riduzione della fluidità dovuta all'aumento del tempo di lavorazione: se si usano materiali a polimerizzazione rapida e si supera il tempo di lavorazione, considerare materiali a polimerizzazione regolare. Contaminazione con sangue e saliva: utilizzare emostatici liquidi e paste a base di cloruro di alluminio, solfato di alluminio e solfato ferroso. Tecnica di iniezione inadeguata: tenere il puntale di miscelazione immerso nella pasta per evitare la formazione di bolle.
  2. Lacerazione dei margini: rimuovere l'impronta troppo presto non è corretto: seguire le istruzioni del produttore per il tempo di polimerizzazione intraorale. Non usare materiale scaduto. Scegliere materiali con buona resistenza alla lacerazione. Attenzione all’inibizione della polimerizzazione a causa di acidi o agenti emostatici (sali di alluminio o ferrosi).
  3. Riproduzione incompleta dei margini: fattori come retrazione insufficiente, contaminazione con fluidi, tempo di lavoro eccessivo e materiale con bassa resistenza alla lacerazione interferiscono con la riproduzione completa dei margini. Evitare contrasto di viscosità elevato tra il vassoio e il materiale fluido nella tecnica a passaggio singolo; seguire le raccomandazioni del produttore.
  4. Conservazione errata della stampa: la stampa può essere esposta a temperature elevate o alla luce del sole; idealmente conservare a temperatura ambiente.
  5. Inibizione della polimerizzazione per residui: rimuovere completamente acidi, agenti emostatici e acrilati usati nella ricostruzione di monconi o materiali provvisori.
  6. Impronta distorta: scegliere correttamente portaimpronte e materiali; stabilizzare il portaimpronte fino alla polimerizzazione con pressione passiva ed evitare movimenti. Rimuovere sempre l'impronta lungo l'asse del dente preparato. Selezionare la giusta dimensione del portaimpronte e materiali con proprietà elastomeriche ottimali.
  7. Contrasto di viscosità tra materiali: evitare elevati contrasti di viscosità tra il matraccio e il materiale scorrevole, soprattutto con riempitivi; combinarli correttamente.
  8. Si vede il vassoio (portaimpronte scoperto): pressione eccessiva durante l'inserimento: controllare la pressione e mantenere il portaimpronte tenuto dall'area premolare per la stabilità. L’impugnatura serve solo a portare il portaimpronte nella bocca del paziente.
  9. Spostamento della cuvetta dopo inserimento: spostare la cuvetta dopo che è stata inserita è un fallimento certo; evitare di riallineare le impronte per non provocare distorsioni e scarsa adesione tra nuovo materiale flowable e quello già polimerizzato. Meglio ripetere l'impronta.
  10. Assenza di adesivo per il portaimpronte: utilizzare adesivi sul fondo e sulle pareti interne della cuvetta, incluse le cuvette a doppio arco.
  11. Tempi di attesa per materiali VPS: rispettare tempi minimi prima della colata dell'impronta per evitare rilascio di idrogeno e bolle sui modelli in gesso; fornire al laboratorio tutti i dettagli dei materiali usati (tipo e data di produzione).

Buone pratiche operative

  • Scegliere un materiale da impronta con una viscosità adeguata in base alla tecnica da utilizzare.
  • Mescolare i materiali in modo uniforme e omogeneo; pareggiare il materiale prima di ogni utilizzo per assicurare un’uguale fuoriuscita di base e catalizzatore.
  • Utilizzare guanti privi di lattice per evitare che i solfuri ostacolino la polimerizzazione dei materiali VPS; i guanti di nitrile sono un'alternativa.
  • Quando si inserisce la cuvetta carica, farlo lentamente e parallelamente agli assi lunghi dei denti preparati.
  • Quando si rimuove il portaimpronte dalla bocca del paziente, evitare la rotazione unilaterale; attendere il tempo indicato dal produttore prima di rimuovere il vassoio.
  • Disinfettare l'impronta seguendo le istruzioni del produttore e sciacquare le stampe con acqua prima e dopo la disinfezione.
strumenti per impronte: spatole, vassoi, tazze per miscelazione

Materiali e strumenti: cosa serve ad un professionista

Di solito, per prendere le impronte dentali si utilizzano appositi supporti metallici o in materiale plastico, detti cucchiai portaimpronte. Essi possono essere di diverse misure per adattarsi a bocche di qualsiasi dimensione. Dopo aver scelto il portaimpronta corretto, esso viene caricato di pasta e inserito nel cavo orale per alcuni minuti. Tazze per miscela (adatte a alginato e gesso), spatole per alginato, vibratori per gessi e tazze per gesso sono strumenti fondamentali per ottenere miscele omogenee e modelli privi di bolle.

Alternative tecnologiche e vantaggi dell’impronta digitale

Le impronte digitali vengono effettuate utilizzando uno scanner intraorale collegato a un computer che mostra ciò che viene scansionato. Lo scanner intraorale è in realtà una piccola telecamera che cattura i denti e trasmette ciò che vede a un laptop. L’impronta dentale digitale è un metodo moderno per prendere impronte senza l’uso di masse e senza la necessità di versare modelli in gesso. Al posto dei modelli analogici in gesso, vengono realizzati modelli stampati e tutte le sostituzioni protesiche vengono eseguite in laboratorio in modo completamente digitale. I dati vengono trasmessi via Internet e possono essere archiviati.

Leggi anche: Come vengono prese le impronte digitali per Invisalign

video dimostrativo impronta dentale digitale con scanner intraorale

Con l’impronta dentale digitale il confort del paziente è notevole, il senso del vomito non viene mai stimolato e la procedura può essere interrotta e poi ripresa quando si preferisce. Le misurazioni rilevate dallo scanner vengono inviate immediatamente in laboratorio attraverso un computer, in modo che l’odontotecnico possa subito riceverle e mettersi al lavoro.

Quanto dura e quanto costa

Il tempo necessario per un'impronta dentale varia a seconda del metodo: le tecniche tradizionali durano solitamente circa 30 minuti. Lo scanner 3D riduce significativamente questo tempo, offrendo rapidità ed efficacia: il processo dura solo circa 10 minuti, migliorando l’esperienza del paziente grazie alla riduzione del tempo di consultazione. Il costo di un lavoro di rilevazione delle impronte dentali può essere parecchio variabile in base al tipo di trattamento e allo studio dentistico; non esistono però sensibili differenze di costo tra impronta tradizionale e impronta digitale in molti casi.

Consigli pratici per pazienti ansiosi o con riflesso emetico

Può capitare per alcuni pazienti (specialmente ai più ansiosi) di avvertire una sensazione di soffocamento causata dall’ingombro del supporto per l’impronta. Alcune persone sentono lo stimolo del vomito, specialmente quando essa viene presa sull’arcata superiore con un’eccessiva quantità di pasta. Per controllare i conati si possono adottare alcuni stratagemmi:

  • Distrarsi mentre si aspetta: leggere, ascoltare musica, fare qualche respiro profondo.
  • Distrarsi durante la procedura: training autogeno, concentrarsi su pensieri piacevoli.
  • Respirare con il naso per evitare l’apnea e ridurre la sensazione di soffocamento.
  • Considerare l’alternativa dell’impronta digitale per eliminare completamente il problema del materiale in bocca.

Raccomandazioni finali per professionisti

La tecnica utilizzata, le competenze e la cura che si mette in ogni parte del processo sono importanti, ma lo è anche la scelta di materiali di stampa di qualità. Un buon consiglio è scegliere materiali VPS e polieteri con ottime proprietà e rispettare sempre le istruzioni del produttore per miscelazione, tempo di lavoro e tempi di attesa prima della colata. Fornire al laboratorio odontotecnico tutti i dettagli dei materiali utilizzati nel processo (tipo e data di produzione) aiuta a evitare discrepanze nei modelli.

Problema Cause principali Rimedio
Bolle ai margini Fiala inserita male, bolle d'aria, contaminazione Inserire lentamente parallelo agli assi dentali, puntale immerso, usare emostatici
Lacerazione dei margini Rimozione precoce, materiale scaduto, bassa resistenza Rispetto tempi produttore, non usare materiale scaduto, scegliere materiali resistenti
Impronta distorta Movimenti del portaimpronte, scelta errata portaimpronte/materiale Stabilizzare fino a polimerizzazione, scegliere dimensione corretta e materiali elastomerici
Bolle sul modello in gesso Colata troppo precoce (VPS), rilascio idrogeno Attendere tempi minimi prima della colata, rispettare istruzioni

Sebbene possa sembrare allettante realizzare un'impronta dentale a casa, è fondamentale comprendere i rischi di questa pratica e sapere che non è possibile realizzare impronte dentali a casa con garanzia di risultato. Scegliere una soluzione professionale garantisce la precisione necessaria per un trattamento di successo.

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