Incapsulamento coperture in Eternit: procedura normativa e vantaggi

La bonifica dell’amianto è essenziale per prevenire gravi rischi alla salute, dati dall’esposizione alle sue fibre. La sua presenza in edifici e strutture può costituire una minaccia significativa per gli occupanti e l’ambiente circostante. Pertanto, la rimozione dell’amianto in sicurezza è essenziale per proteggere la salute pubblica e l’ambiente.

Cos’è l’incapsulamento e quando si applica

L’incapsulamento amianto è una delle tecniche di bonifica utilizzata per gestire e contenere in modo sicuro l’amianto presente all’interno di un edificio o di una struttura, senza ricorrere alla rimozione e allo smaltimento. Si tratta di un intervento di mantenimento della copertura originaria ottenibile tramite l’applicazione di prodotti specifici che permettono di fissare e sigillare le fibre di amianto contenute nel manufatto. Il trattamento, oltre all’efficace fissaggio e rivestimento delle fibre di amianto, preserva e impermeabilizza la copertura prolungandone la durata per diversi anni.

copertura in eternit prima e dopo incapsulamento

Quadro normativo di riferimento

In Italia, la gestione dell’amianto è regolata dal Decreto Legislativo 81/2008 e dalla Legge 257/1992, che ne vieta produzione e commercio. La legge n. 257 del 1992 ha vietato l’uso, l’estrazione e la commercializzazione dell’amianto, stabilendo norme precise per il suo smaltimento controllato. La normativa vigente in Italia per la bonifica dell’amianto è regolata principalmente dal D.M. 06/09/1994 e dal D.M. 20/08/1999. Il primo decreto stabilisce i criteri per analizzare la dispersione delle fibre ed i limiti di esposizione. Inoltre, specifica le procedure per l’incapsulamento dei materiali contenenti amianto (MCA), nonché per le altre due metodologie di bonifica: rimozione e confinamento. Il secondo, invece, approfondisce ulteriormente le specifiche tecniche, definendo le caratteristiche, le tipologie e la composizione delle vernici e dei materiali utilizzati per l’incapsulamento.

Procedure amministrative e obblighi preliminari

Prima di qualsiasi intervento, è essenziale identificare i materiali contenenti amianto presenti nell’edificio o nella struttura. La legge italiana richiede una valutazione del rischio prima di decidere se rimuovere o meno l’amianto. Il proprietario o il responsabile dell’immobile deve nominare un responsabile amianto, effettuare una valutazione del rischio e redigere un piano di controllo e manutenzione. Prima di iniziare i lavori è necessario presentare il Piano di Lavoro allo SPSAL almeno 30 giorni prima dell’inizio, ottenere la CILA o SCIA comunale in base all’entità dei lavori e nominare un responsabile tecnico dell’intervento. Le imprese che effettuano lavori di manutenzione di impianti e strutture che non implicano la rimozione dei materiali contenenti amianto ma che potrebbero intaccare l’integrità del manufatto con conseguente rilascio di fibre, devono inviare all'organo di vigilanza competente per territorio, entro 30 giorni dall’inizio dei lavori, apposita notifica di inizio lavori comportanti rischio di esposizione ad amianto.

Fasi della procedura di incapsulamento

La procedura di bonifica tramite incapsulamento prevede diverse fasi: nella prima fase viene effettuato un sopralluogo per valutare lo stato del materiale contenente amianto; segue poi un trattamento iniziale in cui se l’incapsulamento è considerato idoneo, si procede con un primo trattamento a spruzzo utilizzando un primer formulato isomerico che sigilla le fibre e fornisce una base per i trattamenti successivi; viene applicato un primer penetrante fissativo con resine sintetiche a base d’acqua. Tali prodotti acquosi hanno un impatto ambientale nettamente minore rispetto ai comuni solventi; segue poi l’applicazione di un primer penetrante consolidante, anch’esso a base d’acqua e quindi poco impattante per l’ambiente. Questi prodotti incapsulanti per amianto, penetrando in profondità nella lastra di amianto, consolidano la matrice cementizia in cui sono inglobate le fibre di amianto; infine le ultime due fasi consistono nella stesura di una guaina liquida elastomerica impermeabilizzante, a base di polimeri acrilici. Lo scopo è di creare sulla copertura un rivestimento amianto impermeabile.

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fasi applicazione primer e guaina elastomerica

Requisiti tecnici dei rivestimenti

A seconda dell’applicazione, il rivestimento incapsulante può essere a vista all’esterno, a vista all’interno, non a vista o ausiliario. Lo spessore medio del rivestimento incapsulante secco non dovrà essere inferiore a 300 μm per le applicazioni a vista esterno e a 250 μm per quelle a vista interno; per il non a vista lo spessore non dovrà essere inferiore a 200 μm. Gli ultimi due strati del ciclo incapsulante dovranno essere ricoprenti di colore diverso e contrastante. Su questo rivestimento devono essere eseguite prove di laboratorio secondo la norma UNI 10686: aderenza, impermeabilità all’acqua, resistenza al gelo/disgelo, prova di sole/pioggia, resistenza all’invecchiamento accelerato.

Attestati, documentazione e verifiche

Per ottenere l’attestazione di conformità sulla base della norma UNI CEI GN 45015 il fornitore dovrà presentare al laboratorio i campioni dei prodotti che costituiscono il ciclo incapsulante. Nell’attestato di conformità il laboratorio riporterà il riferimento al disciplinare, i dati per l’identificazione del ciclo incapsulante esaminato, il risultato della misura dello spessore totale del rivestimento e i risultati delle prove previste. L’avvenuta posa in opera di un rivestimento incapsulante in conformità alle disposizioni di legge sarà attestata dal responsabile dei lavori dell’impresa di bonifica. L’esecutore della bonifica attesta gli spessori del rivestimento incapsulante secco e indica i metodi per la loro misura. Nell’attestato dovranno essere indicati i diversi colori delle ultime due mani del rivestimento incapsulante e la durata minima del trattamento, ciò al fine di consentire al committente di programmare il piano di controllo e manutenzione.

Verifica e manutenzione nel tempo

Per assicurare l’efficacia incapsulante nel tempo dei rivestimenti a vista, è necessario mantenere un programma di verifica periodica e di manutenzione. Questa verifica periodica dovrà essere effettuata dal committente nel seguente modo: controllare che non siano avvenuti distacchi, sfaldamenti e fessurazioni del rivestimento incapsulante dalla superficie del manufatto; controllare che non sia scomparso il colore dell’ultimo strato con conseguente affioramento del colore del prodotto sottostante. A seconda dei risultati del controllo, saranno da decidere gli opportuni interventi, che potranno essere: ripristino della continuità del rivestimento incapsulante con interventi opportuni da decidere caso per caso; applicazione di un altro strato di prodotto, per sostituire quello scomparso per effetto degli agenti atmosferici.

procedura applicazione incapsulante su copertura eternit

Vantaggi e limiti dell’incapsulamento

Rispetto alla rimozione, l’incapsulamento amianto presenta numerosi vantaggi. Innanzitutto evita il rilascio di fibre durante i lavori, riducendo così i rischi per i lavoratori e per chi frequenta l’edificio. Inoltre, non produce rifiuti pericolosi da smaltire, una voce di costo importante nel caso della rimozione. Un ulteriore beneficio è la rapidità dell’intervento: i tempi di applicazione di un incapsulante sono decisamente inferiori rispetto a quelli necessari per smontare e smaltire pannelli o lastre. Tra i principali vantaggi ci sono: costi ridotti rispetto ad altre metodologie di bonifica; minore impatto ambientale in quanto l’amianto viene lasciato in loco; ridotto rischio di esposizione alle fibre per gli operatori; non si producono rifiuti pericolosi da smaltire in discarica.

Tuttavia, l’incapsulamento non rappresenta una soluzione permanente: l’amianto rimane all’interno della struttura; in futuro potrebbe essere necessaria la rimozione dell’amianto; è necessario attuare un programma di controllo e manutenzione costante; potrebbe essere necessario ripetere l’intervento a distanza di tempo. Inoltre, l’incapsulamento non risolve il problema in caso di terremoto o altri danni non controllabili e può alterare alcune caratteristiche della struttura, come proprietà termiche, isolamento acustico e resistenza al fuoco.

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Durata prevista e innovazioni

La durata dell’incapsulamento dell’amianto deve essere specificata dalla ditta esecutrice e varia in base ai prodotti utilizzati: per interventi realizzati con prodotti edilizi standard, la durata prevista è di circa 20 anni; per interventi eseguiti con materiali ad alte prestazioni, la durata può estendersi fino a circa 30 anni. Il successo di un incapsulamento amianto non si misura solo al momento dell’applicazione, ma anche nella durata della protezione nel tempo. Le più recenti ricerche nel campo dell’incapsulamento amianto si concentrano sullo sviluppo di prodotti eco-compatibili e a lunga durata. Nuove formulazioni a base di resine silossaniche e polimeri ibridi offrono maggiore resistenza ai raggi UV e agli agenti atmosferici, riducendo la frequenza dei ritocchi.

Costi indicativi e incentivi

Il costo di un intervento di incapsulamento amianto varia in funzione della superficie e del tipo di prodotto utilizzato. Indicativamente, i prezzi medi oscillano tra i 10 e i 25 euro al metro quadro per superfici piane, con valori più elevati per aree difficili da raggiungere o molto degradate. A queste voci si aggiunge lo smaltimento in discarica se si opta per la rimozione. Alcune regioni italiane prevedono contributi economici per favorire la bonifica dei materiali contenenti amianto. È possibile accedere a incentivi o bandi pubblici, soprattutto se l’intervento rientra in un progetto di riqualificazione energetica o di miglioramento della sicurezza ambientale. Gli incentivi previsti per detrarre le spese di bonifica e relativo smaltimento sono diversi: bonus ristrutturazione (50%), ecobonus, Superbonus se collegato ai lavori incentivati, Bandi ISI dell’INAIL e Decreti FER 2.

Sicurezza operativa e requisiti dell’impresa

Per garantire una bonifica sicura e conforme, è fondamentale scegliere una ditta specializzata e autorizzata. La bonifica dell’amianto può essere eseguita esclusivamente da imprese iscritte all’Albo Nazionale Gestori Ambientali nelle categorie 10A (materiali in matrice compatta, come le lastre in eternit) o 10B (materiali in matrice friabile). Il personale deve essere formato e dotato di dispositivi di protezione individuale idonei. Ogni rifiuto prodotto durante la bonifica e lo smaltimento dell’amianto deve essere classificato con il corretto codice CER (17 06 01, 17 06 05). I costi di bonifica e di smaltimento dipendono dalla tipologia di intervento, dalla quantità di materiale da rimuovere e dall’accessibilità del cantiere.

Monitoraggio e ruolo degli enti di controllo

Gli enti preposti al controllo degli interventi di bonifica amianto comprendono le ASL, le ARPA regionali e l’INAIL, che svolge un’attività di vigilanza e di studio sugli effetti sanitari dell’esposizione. A livello europeo, la Commissione Europea aggiorna periodicamente le direttive sulla tutela dei lavoratori esposti all’amianto, integrate nelle legislazioni nazionali. Il rispetto delle norme e la qualità dei materiali utilizzati rappresentano elementi decisivi per garantire la sicurezza nel tempo.

Fase Descrizione
Sopralluogo Valutazione dello stato del materiale e idoneità all’incapsulamento
Primer fissativo Applicazione di primer acquosi per sigillare le fibre
Primer consolidante Penetrazione e consolidamento della matrice cementizia
Guaina impermeabilizzante Stesura di guaina elastomerica a base di polimeri acrilici
Verifica e certificazione Prove di laboratorio (UNI 10686), attestato di conformità e documentazione

Stai cercando informazioni sulle bonifiche amianto? Comprendere quando e come intervenire per la bonifica dell’amianto è essenziale per prevenire rischi alla salute. La chiave del successo sta nella corretta valutazione preliminare, nella professionalità dell’impresa esecutrice e nel monitoraggio nel tempo.

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