
L’intervento di chirurgia ortognatica, con avanzamento dei mascellari o altre movimenti ossei, è una procedura complessa che mira a correggere anomalie della mascella e del viso, migliorando contemporaneamente funzione masticatoria, fonazione e respirazione oltre che l’estetica facciale. La chirurgia ortognatica è una branca della chirurgia maxillo-facciale che si occupa della correzione delle anomalie scheletriche della mascella e del viso. Questo tipo di intervento è solitamente indicato quando i problemi non possono essere risolti con l’ortodonzia tradizionale e coinvolge la collaborazione tra chirurghi maxillo-facciali e ortodontisti per garantire che i denti e le mascelle siano allineati correttamente.
La valutazione prechirurgica richiede una corretta diagnosi chirurgico-ortodontica e una stretta collaborazione tra il chirurgo e l’ortodontista. La fase prechirurgica ortodontica può durare da sei mesi a due anni, durante i quali i denti sono allineati in preparazione all’intervento. Possono essere necessarie estrazioni dentarie per creare spazio e facilitare i movimenti desiderati.
Durante la consultazione iniziale, radiografie, fotografie e modelli dentali vengono utilizzati per valutare la struttura delle mascelle e dei denti; l’imaging 3D permette di pianificare l’intervento con una precisione elevata. L’atto chirurgico vero e proprio prevede tagli precisi sulle ossa delle mascelle, riposizionamento delle basi scheletriche e fissazione con placche e viti di titanio, garantendo stabilità durante la guarigione. L’intervento di avanzamento mascellare superiore o di avanzamento mascellare-mandibolare è descritto tra le tecniche adottate per correggere disallineamenti e asimmetrie.
L’intervento viene eseguito in anestesia generale. La durata tipica si aggira sulle 2-3 ore per il mascellare superiore, variando in base alla complessità e al tipo di correzione da effettuare. Le incisioni sono principalmente intraorali; quando è necessario un accesso extraorale, la sutura è gestita con particolare attenzione per minimizzare gli esiti cicatriziali.
Fin dal giorno successivo all’intervento, il paziente può alimentarsi e iniziare a muoversi. La dimissione avviene normalmente dopo la prima giornata postoperatoria. Il principale disconfort è dovuto all’edema postoperatorio associato alle difficoltà iniziali nell’alimentazione. Il gonfiore può variare tra i pazienti, ma di norma diminuisce entro 15-20 giorni fino a tornare quasi completely alla vita quotidiana. Nei primi 10 giorni possono essere necessari piccoli elastici per favorire l’abitudine della muscolatura facciale alla corretta posizione, soprattutto in caso di avanzamento o di supporto ortodontico concomitante.
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Nell’immediato postoperatorio è comune un leggero mal di gola o una sensazione di congestione nasale legata all’anestesia e all’intubazione. L’alimentazione in questa fase è inizialmente liquida o semiliquida e viene progressivamente aumentata in consistenza nelle settimane successive. La rigidità degli attuali sistemi di osteosintesi permette un’alimentazione normale non appena il paziente se la sente; non vi sono rischi di fratture o di modifiche della posizione mandibolare. Nei giorni successivi, la mucosa nasale può presentare infiammazione, soprattutto se si è verificato sanguinamento nasale.
A partire dalla terza settimana, possono essere utili sedute di fisioterapia per alleggerire e disinfiammare la muscolatura masticatoria, e sedute logopediche per riportare la lingua alla sua normale funzionalità. L’ortodontista prosegue l’impegno postoperatorio per consolidare i movimenti dentali e mantenere la nuova occlusione. In genere, il periodo di ortodonzia post-chirurgica dura dai sei mesi a un anno, a seconda della risposta del paziente al trattamento.
La dieta viene mantenuta liquida o semiliquida nelle fasi iniziali, con progressiva transizione a consistenze più solide, in funzione del dolore, della mobilità mandibolare e della guarigione tissutale. L’idoneità all’attività lavorativa dipende dal tipo di mansione: chi svolge lavori fisici intensi o a contatto col pubblico può necessitare di circa 20 giorni di riposo, mentre chi svolge attività più sedentaria o lavora al computer può riprendere l’attività anche dopo circa 10 giorni.
I rischi comuni includono gonfiore, dolore, sanguinamento minimo e infezione. In caso di sanguinamento persistente, è fondamentale contattare immediatamente il chirurgo. Può verificarsi una perdita o alterazione della sensibilità per motivi di stiramento dei nervi coinvolti, con un recupero della sensibilità spesso graduale e variabile; raramente alcune aree di ipoestesia permanente possono rimanere per mesi. L’intervento comporta anche rischi generici associati a qualsiasi chirurgia, come infezioni o reazioni all’anestesia. Per mitigare tali rischi, si adottano protocolli preoperatori e follow-up rigorosi.
Durante la degenza, unaIce-Mask o crioterapia può essere impiegata per controllare l’edema; è normale presente un lieve dolore postoperatorio ben gestibile con analgesici. Il paziente resta monitorato da una équipe multidisciplinare, con follow-up sia dal chirurgo che dall’ortodontista, per valutare la guarigione e pianificare eventuali regolazioni ortodontiche o la rimozione delle placche di sintesi dopo circa 9-12 mesi in alcuni casi.
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La chirurgia ortognatica è indicata in presenza di malocclusioni, asimmetrie facciali e anomalie scheletriche che non possono essere risolte unicamente con l’ortodonzia. I benefici includono un miglioramento della masticazione e della digestione, una possibile correzione delle resistenze respiratorie, un’armonia estetica del volto e un aumento della fiducia in sé stessi. L’intervento prende in considerazione anche la migliorata fonazione, contribuendo a una migliore pronuncia e comfort durante il respiro e la deglutizione.
La procedura si integra con l’ortodonzia pre e post-operatoria, garantendo che i denti e le mascelle siano allineati correttamente nella nuova posizione. L’intervento viene eseguito per via endorale, riducendo al minimo le cicatrici visibili e favorendo una rapida ripresa funzionale grazie alle placche e alle viti in titanio, materiali biocompatibili che rimarranno in sede per tutta la vita.
Per illustrare la varietà di interventi realizzabili, si citano esempi di casi che prevedono combinazioni di chirurgia ortognatica, genioplastica e rinoplastica, con risultati postoperatori misurabili dopo mesi. Gruppi di casi includono avanzamenti mandibolari, avanzamenti mascellari superiori e interventi bimascellari, eseguiti differenziando a seconda della necessità clinica e delle caratteristiche anatomiche di ciascun paziente. Le immagini e i referti postoperatori descrivono la riabilitazione progressiva, i tempi di consolidamento osseo e la transizione da dieta liquida a quella solida, nonché la progressiva normalizzazione delle funzioni orali.
Nel corso della riabilitazione è essenziale mantenere una rigorosa igiene orale e seguire le istruzioni del team medico per ottimizzare i tempi di guarigione e ridurre le complicanze. La comunicazione tra paziente e team chirurgico è fondamentale per adattare il piano di trattamento alle esigenze individuali e monitorare la funzione masticatoria, la respirazione e la fonazione nel lungo periodo.
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