
La capsulite adesiva, detta anche “spalla congelata” o “frozen shoulder”, è una malattia della spalla che provoca dolore e rigidità. È una condizione dolorosa e invalidante, che comporta una limitazione forte dei movimenti della spalla, con una sintomatologia che varia in base alla fase di malattia.
La spalla è un'articolazione a sfera costituita da tre ossa: l'osso superiore del braccio (omero), la scapola e la clavicola. La testa dell'osso del braccio (omero) si appoggia ad una superficie piatta della scapola (glena). Un resistente tessuto connettivo, chiamato capsula della spalla, circonda l'articolazione.
Nella spalla congelata, la capsula della spalla si ispessisce e diventa stretta. Inoltre si sviluppano spesse bande di tessuto (chiamate aderenze). Inizialmente, la capsula articolare viene colpita da un’infiammazione (sinovite) che poi degenera in fibrosi retraente, ovvero lo stesso processo di cicatrizzazione di un’ustione.
La capsulite è una patologia frequentissima della spalla. Quasi il 70% delle visite ambulatoriali a questa articolazione, sono dovute ad un’infiammazione che porta dolore e perdita di movimento.
Le cause della spalla congelata a tutt'oggi non sono pienamente comprese. La capsulite adesiva viene definita idiopatica quando non presenta cause esterne note, anche se in alcuni casi l'iperlassità costituzionale ne è un fattore predisponente.
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Le ricerche hanno trovato delle connessioni tra spalla congelata e le seguenti condizioni: immobilizzazione dell’arto a seguito di un infortunio, una frattura o un intervento chirurgico; malattie metaboliche; diabete; iper o ipotiroidismo; morbo di Parkinson; malattie cardiache; artrosi acromion-claveare; malattie autoimmuni.
La spalla congelata si verifica molto più spesso nelle persone che soffrono di diabete. Il 10% - 20% delle persone affette da spalla congelata soffrono di diabete. L’immobilizzazione: la spalla congelata può svilupparsi dopo che una spalla è stata immobilizzata per un certo periodo di tempo a causa di un intervento chirurgico, una frattura o altre lesioni.
La spalla congelata si manifesta in maniera progressiva, con un dolore inizialmente lieve che, con il passare del tempo, diventa sempre più forte, soprattutto durante la notte e la mattina appena svegli. Il dolore di solito si localizza nella parte esterna e superiore della spalla e, talvolta, si espande anche lungo il braccio.
Il segno distintivo di questa patologia è non essere in grado di muovere la spalla (sia da soli, sia con l'aiuto di qualcun'altro). Oltre alla progressiva rigidità articolare che impedisce ogni movimento sia passivo che attivo, la capsulite si manifesta con dolore continuo e lancinante quando si fa un movimento brusco.
I sintomi principali rilevati dai pazienti che soffrono di questa malattia sono: movimenti limitati (compresi quelli più semplici); impossibilità a muovere la spalla anche con l’aiuto di qualcuno; gonfiore; dolore intenso; difficoltà a trovare una posizione comoda per dormire.
La progressione tipica decorre attraverso tre diversi fasi:
La diagnosi della malattia si esegue attraverso una visita medica specialistica. Dopo aver discusso i sintomi e la storia medica con voi, il vostro medico esaminerà la vostra spalla. Il medico sposterà la spalla con attenzione in tutte le direzioni per vedere se il movimento è limitato e se il dolore si verifica con il movimento.
Per la diagnosi della capsulite adesiva è necessaria la visita ortopedica con lo specialista che, mantenendo la scapola bloccata, osserva come e di quanto è ridotto il movimento, oltre a valutare l'intensità del dolore avvertito dal paziente. Non esistono test specifici per fare diagnosi.
Dopo aver esaminato la spalla e verificato la mobilità dell’articolazione (chi soffre di spalla congelata ha una facoltà di movimento limitatissima), si prescrivono degli esami di imaging quali: radiografia; risonanza magnetica; ecografia. Questi esami vengono prescritti per confermare la condizione ed escludere altre condizioni che possono creare dolore, come la lesione della cuffia dei rotatori.
È importante escludere altre patologie che possono confondersi con la tendinite o la capsulite, come l’artrosi acromion-claveare, la borsite subacromiale o lesioni più complesse della cuffia dei rotatori. La cuffia dei rotatori è formata dai tendini di quattro muscoli ed è fondamentale per il movimento della spalla, oltre che per garantire la stabilità dell'articolazione.
Quando uno o più di questi tendini si infiammano, degenerano o si lesionano, la testa dell’omero non resta centrata correttamente e inizia a comprimere le strutture sovrastanti (impingement o conflitto subacromiale). Talvolta, insieme al tendine, si infiamma anche la borsa dando luogo a una borsite.
Un trattamento tempestivo è molto importante per contenere i sintomi dolorosi e accelerare il recupero del movimento e il processo di guarigione. I trattamenti per la capsulite adesiva della spalla si concentrano infatti sulla riduzione del dolore e sul recupero della funzionalità dell’articolazione.
La terapia conservativa consiste nella somministrazione di basse dosi di cortisone per bocca e in un ciclo di infiltrazioni ecoguidate intra-articolari. L’utilizzo dell’ecografo è fondamentale perché in questa patologia il principio attivo deve raggiungere in maniera precisa il suo bersaglio, cioè la capsula articolare.
Lo specialista spesso prescrive inizialmente farmaci antinfiammatori, cortisonici e antidolorifici. In presenza di casi più severi possono venire prescritte infiltrazioni steroidee e anestetico, utili a ridurre il dolore iniziale. Almeno l’80% dei casi si risolve nella fase 1 o 2 effettuando due o tre infiltrazioni di cortisone a lento rilascio mixato ad anestetico locale nello spazio gleno-omerale.
Ghiaccio e farmaci antinfiammatori: applicazioni di ghiaccio a intervalli regolari contribuiscono a ridurre il gonfiore e il dolore. Riposo funzionale: per riposo funzionale s'intende l'astensione da tutti quei movimenti della spalla che evocano dolore.
Il cardine del trattamento è la fisioterapia. La fisioterapia è efficace in oltre l’80% dei casi di tendinopatia della cuffia, compresi molti casi con lesioni parziali. Gli esercizi specifici aiuteranno a ripristinare il movimento. Questi possono essere eseguiti sotto la supervisione di un fisioterapista o tramite un programma a casa.
La terapia comprende stretching e mobilizzazioni della spalla. A volte il calore viene utilizzato per contribuire a riscaldare e rendere più morbida la spalla prima gli esercizi di stretching. È importante la fisioterapia, allo scopo di ripristinare la mobilità dell’articolazione ed evitare che la spalla si blocchi nuovamente.
Esistono diversi percorsi fisioterapici per la capsulite adesiva: gli esercizi in acqua per la riabilitazione o in casa per migliorare la mobilitazione, associati a farmaci, spesso sono la scelta primaria, utili ad evitare l’intervento chirurgico.
Consiglio quattro esercizi in acqua che combattono efficacemente il dolore e ripristinano il movimento della spalla. Tutti questi esercizi prevendono l’immersione del corpo fino all’altezza delle spalle e la possibilità di modulare la resistenza dell’acqua ruotando il palmo delle mani:
Altri esercizi utili a casa: stare in prossimità di una porta e piegare il gomito dell'arto interessato di 90 gradi per raggiungere lo stipite della porta; mantenere la posizione per 30 secondi e ruotare il corpo. Sdraiatevi sulla schiena e usate il vostro braccio sano per sollevare il braccio malato sulla testa fino a sentire una gentile resistenza dolorosa: mantenete la posizione per 15 secondi. Tirate delicatamente il braccio della spalla malata sul petto appena sotto il mento, per quanto possibile senza causare dolore; mantenete la posizione per 30 secondi.
Quando non si riscontrano miglioramenti con il trattamento conservativo, oppure nei casi di fortissimo dolore, è compito del medico ortopedico proporre di intervenire chirurgicamente. La capsulite adesiva è una patologia particolare in quanto può risolversi in maniera spontanea oppure, se diagnosticata tardivamente, la limitazione dei movimenti è tale da rendere necessario l’intervento chirurgico in artroscopia.
Lo scopo della chirurgia della spalla congelata è quello di allungare e rilasciare la capsula articolare irrigidita. Questo viene fatto con strumenti delle dimensioni di una matita inseriti attraverso piccole incisioni della pelle intorno alla vostra spalla. L’intervento, nella maggioranza dei casi, sarà effettuato in artroscopia al fine di rimuovere parte del tessuto capsulare, ridurre il dolore, il sanguinamento, il gonfiore post-operatorio, velocizzare il recupero e ridurre al minimo le incisioni cutanee.
Tramite l’intervento chirurgico della spalla congelata è possibile allungare la capsula articolare irrigidita. Se la spalla rigida è associata ad una lesione tendinea, anche questo problema può essere risolto durante un unico intervento. Al termine dell’operazione, il chirurgo mobilizzerà la spalla, previa anestesia locale, al fine di recuperare definitivamente il movimento originale dell’arto.
Dopo l'intervento chirurgico, sarà assolutamente necessaria la fisioterapia per mantenere il movimento che è stato raggiunto con la chirurgia. Bisognerà affidarsi a centri di fisioterapia con personale altamente qualificato perché il successo della procedura in gran parte sarà merito loro.
I tempi di recupero variano da 6 settimane a tre mesi. Una volta effettuata l’operazione, sarà ovviamente necessario sottoporsi a un intenso ciclo fisioterapico per mantenere il movimento raggiunto e ottenere una completa rieducazione motoria della spalla. Il ciclo di esercizi potrà durare dai 3 ai 6 mesi, il tempo necessario per recuperare completamente l’uso dell’articolazione.
Il processo di guarigione è molto lento ma, se la riabilitazione viene effettuata con costanza, la sintomatologia dolorosa scomparirà completamente e il movimento tornerà nella norma. Anche se è un processo lento, il vostro impegno nella fisioterapia è il fattore più importante che influenzerà il ritorno alle vostre comuni attività della vita quotidiana.
La buona notizia è che comunque la capsulite è una patologia autolimitante. La spalla congelata in genere migliora con il tempo, anche se può richiedere fino a 3 anni. La durata varia da persona a persona ma di solito la capsulite può durare diversi mesi, a volte anche più di un anno.
Non essendo ancora del tutto note le cause della capsulite adesiva, non è possibile indicare un metodo efficace per prevenirla, per questo già nella fase iniziale, quando si notano i primi sintomi, è bene consultare uno specialista e intervenire prima che il dolore si intensifichi. È meglio limitare attività che peggiorano il dolore e ricordarsi di riscaldare la spalla con esercizi di stretching e flessibilità quando si riprende l’attività.
Hai bisogno di una visita specialistica? Pettinarsi fa male. Allacciare il reggiseno è diventato difficile. Di notte non si trova una posizione comoda. Il braccio non sale oltre l’orizzontale senza dolore. Un dolore alla spalla che persiste nel tempo non va mai sottovalutato.
Dopo aver discusso i sintomi e la storia medica con voi, il vostro medico esaminerà la vostra spalla e, se necessario, prescriverà esami radiologici o l'ecografia per valutare la situazione e programmare il trattamento più adeguato.
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