
La mobilità dentale è una condizione orale che si ha quando i denti tendono a spostarsi, verticalmente o orizzontalmente, oltre quella che è la soglia considerabile come normale. Contrariamente a quanto molti credono, i denti non sono saldati rigidamente nell’osso come chiodi nel muro. Sono invece “sospesi” in una struttura chiamata legamento parodontale, che permette loro una certa mobilità fisiologica. Questo sistema funziona come un sofisticato sistema di ammortizzatori biologici.
La mobilità dentale, classificata nel sistema ICD-11 con il termine specialistico Odontoseisis (codice SM1H), è una condizione clinica caratterizzata dal movimento anomalo di uno o più elementi dentari all'interno del loro alveolo osseo. In ambito clinico, questa condizione è spesso il segnale di un deterioramento dell'apparato di sostegno del dente, noto come parodonto, che comprende la gengiva, l'osso alveolare, il cemento radicolare e il legamento parodontale. Il legamento parodontale, spesso di soli 0,2 millimetri, contiene migliaia di fibre collagene che si estendono dalla radice del dente all’osso alveolare.
Il sintomo principale dell'odontoseisis è la percezione soggettiva di mobilità dei denti, che il paziente avverte spesso durante la masticazione o toccando il dente con la lingua. I pazienti riferiscono frequentemente sanguinamento delle gengive durante lo spazzolamento o l'uso del filo interdentale, un segno inequivocabile di infiammazione attiva. Con il progredire della perdita di supporto, si osserva la recessione delle gengive, che espone la radice del dente facendolo apparire più lungo. Questa esposizione radicale è spesso causa di una forte sensibilità al freddo e al caldo. La sensazione di avere i denti che si muovono può scatenare il panico. “I miei denti stanno cadendo!”, è spesso la prima reazione.
Una mobilità fisiologica è impercettibile nella vita quotidiana - potreste accorgervene solo premendo deliberatamente il dente con la lingua o con un dito. Se invece notate movimento durante la masticazione normale, o se riuscite a muovere il dente semplicemente parlando, è il momento di preoccuparsi. L’età gioca un ruolo importante: una leggera mobilità negli anziani può essere normale a causa del naturale rimodellamento dei tessuti. Nei giovani adulti, invece, qualsiasi mobilità percettibile merita attenzione.
La mobilità dentale di tutti i denti presenti viene misurata bidigitalmente e suddivisa nei gradi da 0 a 3 secondo i seguenti criteri (Miller, 1950).
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La diagnosi di odontoseisis inizia con un'accurata anamnesi e un esame obiettivo condotto dall'odontoiatra o dal parodontologo. Gli esami radiografici sono indispensabili per valutare l'entità della perdita ossea. La radiografia endorale (periapicale) è il gold standard poiché offre dettagli precisi sull'osso alveolare e sullo spazio del legamento parodontale. Quando vediamo un paziente per la prima volta, dovremmo come prima cosa chiedere se ha una sistematica radiografica completa di qualità adeguata. In caso affermativo, dovremmo valutare l'esistenza di osso marginale rilevabile in qualsiasi area della dentizione.
La diagnosi parodontale completa richiede la registrazione di un status parodontale: l'obiettivo della registrazione di uno status parodontale è registrare la recessione, la profondità di sondaggio e il livello di attacco in sei punti per dente o impianto in tutta la dentatura con precisione millimetrica. Per tutte le misurazioni eseguite con la sonda parodontale, i valori letti sulla sonda vengono arrotondati per eccesso.
In ogni sito, viene misurato prima il valore del "Margine gengivale", seguito immediatamente dal valore della "Profondità di sondaggio". Il valore del "Livello di attacco" viene calcolato automaticamente nello status parodontale online e visualizzato graficamente con una linea blu. Il primo valore "Margine gengivale" è la distanza in millimetri dal margine gengivale clinico a un punto di riferimento, come la giunzione amelo-cementizia. Il secondo valore "Profondità di sondaggio" è la distanza in millimetri dal margine gengivale clinico al fondo del solco gengivale o della tasca parodontale. Il terzo valore "Livello di attacco" viene calcolato dallo status parodontale online per ogni sito secondo la seguente formula: Livello di attacco (mm) = Profondità di sondaggio (mm) - Margine gengivale (mm).
Sei siti di registrazione per dente o impianto: fondamentale per la registrazione di tutte le misurazioni parodontali o perimplantari è la scelta dei sei siti corretti attorno al dente o all'impianto. A tale scopo, il dente o l'impianto viene osservato dall'aspetto occlusale e diviso in 6 sezioni. Per ciascuna di queste sezioni, viene determinato e misurato il sito con il valore di sondaggio più alto. Durante la misurazione della profondità di sondaggio, la sonda viene guidata apicalmente lungo la superficie del dente. La direzione bucco-orale deve essere mantenuta parallela all'asse longitudinale del dente.
Le forcazioni dei molari e dei primi premolari vengono esaminate con una sonda per forcazioni. La componente orizzontale della profondità di penetrazione totale è suddivisa in gradi da 0 a 3 secondo i criteri di Hamp et al. (1975):
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Il trattamento dell'odontoseisis mira a eliminare la causa sottostante e a stabilizzare l'elemento dentale. La terapia parodontale non chirurgica consiste nella rimozione professionale di placca e tartaro sopra e sotto-gengivale (scaling e root planing). L'obiettivo è ridurre l'infiammazione e favorire il riattacco dei tessuti. Un intervento importante in caso di instabilità del sorriso è poi quello di pulizia approfondita del cavo orale, che consiste nella rimozione di placca e tartaro dalla superficie dentale.
Se la mobilità interferisce con la masticazione o causa disagio, i denti mobili possono essere uniti a quelli stabili mediante resine composite e fibre di vetro o fili metallici sottili (splintaggio o bloccaggio). Il trattamento dei fattori di rischio, come smettere di fumare e il controllo del diabete, è fondamentale per migliorare la prognosi. In presenza di parodontite cronica, la mobilità può essere stabilizzata, ma l'osso perduto raramente si rigenera spontaneamente senza interventi chirurgici complessi.
La terapia ortodontica ha valenza soprattutto funzionale, ma risulta essere anche molto utile dal punto di vista estetico. Infatti, il corretto posizionamento e allineamento dei denti a seguito della migrazione occorsa per motivi parodontali agisce sia sull’allineamento dei margini gengivali che dei bordi incisali dei denti. Lo spostamento ortodontico dei denti permette di modificare la posizione dell’osso attorno ai denti affetti da parodontite sotto controllo, determinando un aumento del tessuto parodontale di sostegno che migliora la prognosi a lungo termine di quei denti altrimenti destinati all’estrazione.
La prognosi dell'odontoseisis dipende strettamente dalla tempestività dell'intervento e dalla causa scatenante. Prevenire la mobilità dentale significa proteggere la salute del parodonto. Il miglior metodo di prevenzione della mobilità dentale è la cura della propria igiene orale domiciliare. Un sorriso sano avrà meno probabilità di incappare in problemi di instabilità. Stile di vita: smettere di fumare è il passo più importante per chi soffre di problemi gengivali. Protezione: chi pratica sport di contatto dovrebbe indossare un paradenti per prevenire traumi acuti.
È fondamentale rivolgersi a un odontoiatra non appena si avverte una minima sensazione di instabilità dei denti. Non aspettate che la situazione peggiori. Se notate mobilità dentale accompagnata da sanguinamento gengivale, gonfiore, dolore o cambiamenti nella posizione dei denti, la visita odontoiatrica è urgente. Solo una radiografia e un esame clinico accurato possono distinguere tra movimento fisiologico e inizio di patologia.
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La nuova classificazione delle malattie parodontali è stata resa nota e pubblicata nel 2018, in seguito al World Workshop mondiale della European Federation of Periodontology (EFP) e dell’American Academy of Periodontology (AAP). La parodontite è stata suddivisa in stadi da 1 a 4 e in gradi (A, B, C): lo stadio indica la gravità della malattia, mentre il grado esprime la probabilità di progressione della malattia parodontale.
| Stadio | Caratteristiche principali |
|---|---|
| Stadio I | 1-2 mm di perdita di attacco, BL <15%, profondità di sondaggio ≤4 mm, nessuna perdita di denti. |
| Stadio II | 3-4 mm di perdita di attacco, BL 15-33%, profondità di sondaggio ≤5 mm, nessuna perdita di denti. |
| Stadio III | CAL ≥5 mm, BL >33%, perdita di massimo 4 denti, profondità di sondaggio >6 mm. |
| Stadio IV | Come Stadio III ma con perdita di ≥5 denti, disfunzione masticatoria e mobilità dentale grave. |
I gradi A, B e C si basano sulla velocità di progressione e su fattori modificanti come il fumo e il diabete. Se non c’è stata alcuna progressione in cinque anni, la diagnosi è grado A; se la progressione è inferiore a 2 mm è grado B; se la progressione è stata di 2 mm o più è grado C.
L’indice di placca secondo O'Leary e Mombelli (mPI), l'indice di sanguinamento al sondaggio (BoP) secondo Lang et al., l'indice gengivale (mGI), e altri parametri come la recessione (REC Ca secondo Cairo et al.) sono utilizzati per quantificare lo stato parodontale. L’indice di sanguinamento indica la valutazione del livello di controllo dell’infiammazione gengivale; in una situazione di salute questo valore è inferiore al 10%. Il secondo indice fondamentale è l’indice di placca: un valore inferiore al 20% esprime un buon controllo. Le tasche con profondità di sondaggio di 4 mm o più senza perdita di attacco sono chiamate pseudo-tasche; le tasche residue sono quelle che rimangono dopo la terapia parodontale.
Quando la presenza di CAL interdentale durante la visita ha identificato il paziente come caso sospetto di parodontite, è necessario accertare se la perdita di attacco sia causata solo da fattori locali - lesioni endo-parodontali, fratture verticali della radice, carie, restauri o terzi molari inclusi. Se la CAL è presente in più di un dente non adiacente, abbiamo un paziente con parodontite e c’è bisogno di fare una diagnosi parodontale completa attraverso la cartella parodontale e un esame radiografico endorale completo. Il ripristino dello stato di salute deve essere mantenuto nel tempo con un’adeguata terapia di sostegno: medico e paziente devono collaborare per mantenere stabile la situazione nel tempo.
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