
La malocclusione dentaria di seconda classe è caratterizzata da una posizione arretrata della mandibola rispetto al mascellare superiore. Questo comporta a livello occlusale una alterazione dei normali rapporti di contatto tra i denti dell’arcata superiore e quelli dell’arcata inferiore. Da un punto di vista estetico abbiamo un peggioramento del profilo, in quanto anche il mento si presenta arretrato e quindi sfuggente, con un solco labiale profondo e una protrusione dei denti frontali superiori.
Questa posizione arretrata della mandibola è in genere dovuta a un atteggiamento posturale funzionale, in quanto la mandibola, che rappresenta la parte mobile dell’apparato stomatognatico, può essere avanzata dall’attività dei muscoli masticatori. Ricordiamo poi che il soggetto con una malocclusione di seconda classe dentaria presenta generalmente un tipico assetto posturale corporeo, con aumento della lordosi cervicale, dorso curvo, bacino ruotato in avanti e piede cavo. Se quindi si corregge precocemente la posizione arretrata della mandibola, si ottiene un generale miglioramento del quadro posturale globale e dell’estetica del viso (Foto 1).
La domanda che ne consegue è però la seguente: come stabilire qual è l’età giusta per iniziare la terapia ortodontica “precoce” in caso di malocclusione di seconda classe? Nel libro Apparecchi in ortognatodonzia funzionale, di Isaacson K.G., Reed R.T. e Stephens C.D., gli autori affermano che il periodo di terapia dovrebbe coincidere con il picco di crescita staturale, che per i maschi va dai 12 ai 16 anni, mentre per le femmine dai 10 ai 14, e che iniziare precocemente la terapia non è vantaggioso ma solo per la “scarsa collaborazione del paziente”.
Altre scuole di pensiero, tra cui la S.I.D.O. (Società italiana di ortognatodonzia), nei loro programmi scientifico culturali hanno più volte ribadito che 8 anni è l’età raccomandata per la prima visita ortodontica, in quanto molte cause di malocclusione, come contrazione mascellare, deglutizione atipica, interferenza del labbro e carenza di spazio in arcata, possono essere validamente contrastate con un programma di intercettamento della malocclusione stessa sin da quell’età. Personalmente ritengo che la prima visita debba essere fatta in età prescolare.
Ho pubblicato il caso di una laterodeviazione funzionale della mandibola trattata in un bambino di 2 anni e mezzo e ritengo che tenere in osservazione periodicamente il soggetto in crescita è l’unico modo per stabilire con certezza quando iniziare una terapia. La valutazione del “timing” di inizio, in ortodonzia, è altresì fondamentale affinché il soggetto rimanga in terapia attiva il minor tempo possibile, così da alleviarne i disagi e anche l’inevitabile dispendio economico.
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L’obiettivo di ridurre i tempi di trattamento viene raggiunto anche frazionando il trattamento stesso, ad esempio facendo un trattamento di intercettiva di breve durata in dentizione mista, per poi rimandare la rifinitura del caso una volta completata la dentizione permanente. Purtroppo alcune malocclusioni, tra cui la seconda classe scheletrica e dentale, impongono tempi di terapia notevolmente prolungati, perciò risulta vantaggioso un inizio precoce.
Il lip bumper è un apparecchio ortodontico mobile composto da un arco metallico che viene agganciato a due anellini (bande) a livello dei molari. Il lip bumper classico è quel dispositivo costituito da uno scudo di resina montato su di un arco metallico che viene ancorato ai denti molari dell’arcata inferiore, e ha prevalentemente la funzione di eliminare l’interferenza del labbro.
Il “lip bumper” supero-inferiore può essere impiegato con successo nella terapia precoce della malocclusione di seconda classe. Il lip bumper supero inferiore, dall’inglese “respingi labbro”, rappresenta una variazione del lip bumper classico. L’innovazione consiste nell’ancorarlo, invece che a quelli inferiori, ai denti molari dell’arcata superiore. Questo banalissimo cambio di ancoraggio lo trasforma radicalmente in un vero e proprio apparecchio funzionale a tutti gli effetti.
Il mini lip bumper è realizzato con una speciale inclinazione dell’arco tale da posizionare lo scudo anteriore nella zona di massima spinta del labbro ed ha uno stop regolabile a vite che rende possibile una precisa attivazione senza necessità di piegature del filo.
Il principio di azione del lip bumper supero inferiore è quello di stimolare la muscolatura masticatoria in modo da far avanzare la mandibola. Questa stimolazione è conseguente allo stiramento del labbro inferiore indotto dagli scudi in resina, mentre la forza di reazione esercitata dalla muscolatura labiale produce una spinta di arretramento al mascellare superiore. La posizione mandibolare avanzata induce, inoltre, un aumento di crescita a livello condilare, che ne stabilizza la posizione.
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I vantaggi dell’utilizzo di questo dispositivo terapeutico sono molti. È un apparecchio che viene inserito e rimosso dal bambino stesso ed è di semplice realizzazione. È confortevole (non ingombra nel palato e quindi non interferisce col movimento della lingua), a basso costo (non necessita di laboratorio), e può essere usato, se necessario, in associazione con i principali dispositivi ortodontici (disgiuntore rapido, placche di Schwarz, trazione extraorale, barra linguale, griglia linguale, arco segmentato, mantenitori di spazio ecc.).
In questi casi l’obiettivo è quello di ricercare apparecchiature minimamente invasive, semplici da usare e a basso costo. Il “lip bumper” supero-inferiore può essere impiegato con successo nella terapia precoce della malocclusione di seconda classe.
Dispositivo disegnato dal Prof. Nicola Veltri appositamente per l’utilizzo su pazienti in dentatura decidua o mista, con mancanza di spazi e/o mandibola di ridotte dimensioni sia sagittalmente che trasversalmente. L’applicazione precoce sui molaretti decidui stimola positivamente lo sviluppo dell’arcata inferiore.
È un apparecchio che viene inserito e rimosso dal bambino stesso ed è di semplice realizzazione. È confortevole (non ingombra nel palato e quindi non interferisce col movimento della lingua), a basso costo (non necessita di laboratorio). Può essere usato, se necessario, in associazione con i principali dispositivi ortodontici.
La valutazione del “timing” di inizio è fondamentale affinché il soggetto rimanga in terapia attiva il minor tempo possibile. Tenere in osservazione periodicamente il soggetto in crescita è l’unico modo per stabilire con certezza quando iniziare una terapia.
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| Dispositivo | Scopo principale | Uso in dentizione |
|---|---|---|
| Lip bumper (classico) | Eliminare interferenza del labbro, mantenere spazio | Mista/permanente |
| Lip bumper supero-inferiore | Stimolare avanzamento mandibolare, funzione ortopedica | Mista/decidua |
| Mini lip bumper | Attivazione precisa, posizionamento ottimale dello scudo | Mista |
| Espansore palatale | Allargare il palato | Decidua/mista |
| Twin block | Correzione II classe per ipoplasia mandibolare | Mista |
Per dentizione mista si intende la fase in cui inizia la permuta dentale fino a quando tutti gli elementi decidui vengono sostituiti dai permanenti. L’ortodonzia intercettiva si occupa di “intercettare” nel bambino la malocclusione scheletrica e dentale in questa fase. In presenza di una seconda classe dento-scheletrica l’utilizzo precoce di apparecchi funzionali come il lip bumper supero-inferiore può offrire vantaggi significativi in termini di semplificazione e abbreviazione dei trattamenti successivi.
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