
Non avevo idea di cosa mi aspettasse ma la curiosità era tanta e lo scenario in cui mi stavo addentrando davvero molto suggestivo. Un grande fienile grigio con l’insegna inconfondibile indica che sono arrivata. Tutto intorno altri barns più piccoli, rossi, creano un forte contrasto con il cielo grigio e il verde delle campagne circostanti. E semi-nascoste nel patio esterno, solitarie, fanno capolino due sedie a dondolo. Inizia il mio viaggio nel tempo, immaginandomi il Master Distiller che si riposa assaporando il frutto del suo lavoro. Oppure un paio di signori distinti, eleganti, con il borsalino e il sigaro, intenti a sorseggiare un buon bourbon e a discutere di affari.
Ma entriamo all’interno del grande fienile restaurato e scopriamo che cosa ci aspetta. Un tour guidato della fabbrica dell’intero stabilimento. Il Jim Beam non ha una storia, è storia. La sua produzione inizia nel 1795 quando il Kentucky era entrato da soli 3 anni come 15esimo stato dell’Unione degli Stati Uniti d’America e si tramanda da ben sette generazioni, con l’unico scopo di produrre il miglior bourbon al mondo. Tutto ebbe inizio però nel 1740, con l’arrivo in America della famiglia Boehm, che 48 anni dopo scoprì l’accoglienza del clima e del paesaggio rurale del Kentucky, perfetta per iniziare una nuova attività: la coltivazione di mais. Nel frattempo aveva anche ambiato il cognome in Beam, per americanizzarsi. Alla fine del 1700, la produzione di whiskey era già fiorente nella Pennsylvania dell’Ovest, ma Jacob Beam, sfruttò gli incentivi del Governo americano a favore di coloro che si fossero spostati ad ovest e dedicati alla coltivazione di mais, per distillare gli avanzi delle sue coltivazioni. Nasceva così un whiskey diverso, più dolce: il bourbon.
Dal momento in cui Jacob decise di venderlo, fu un successo continuo ed il Jim Beam ad oggi è considerato il bourbon numero uno al mondo. Così viene descritto nel sito ufficiale del Jim Beam, con parole dettate da un orgoglio profondo per una lavoro che si tramanda nei secoli. Tutti i bourbon sono whiskey, ma non tutti i whiskey sono bourbon. 1. 2. 3. Deve essere distillato ad una gradazione alcolica che non supera i 160 gradi. 4. Deve essere conservato a non più di 125 gradi alcolici in botti nuove di quercia bianca americana, carbonizzate al livello 4. 5. Necessita di essere invecchiato per almeno due anni, per ottenere un sapore più maturo e delicato. Il tempo di maturazione dipende molto anche dalle condizioni climatiche, che in Kentucky sono molto più favorevoli e ridotte rispetto alla Scozia. Quando il Jim Beam viene lasciato nelle botti da 53 galloni ad invecchiare, una parte evapora. Questo processo è chiamato “angel’s share” ad indicare che più il bourbon invecchia, più se lo prendono gli angeli. 6. Non devono esserci additivi aggiunti. Non si può aggiungere niente che non sia acqua (e solo per abbassarne la gradazione). 7. Infine per esser definito Kentucky Straight Bourbon Whiskey, come il Jim Beam, deve essere rigorosamente prodotto in Kentucky.
Vi ricordate del Jack Daniel’s di cui vi ho già parlato? Ecco, quello non è Bourbon, ma solo Whiskey. Tutto quello che già vi ho svelato e molti altri dettagli sulla fabbricazione del bourbon, li scoprirete attraverso il tour guidato, un’esperienza coinvolgente anche per i non bevitori. Si inizia con un breve giro dello stabilimento in autobus, durante il quale la guida spiega molte curiosità, anche se ahimè, il tour è solo in inglese e il dialetto del Kentucky rende la comprensione un po’ difficoltosa. Tutto si semplifica però una volta entrati nei vari edifici, in cui i materiali utilizzati e gli step di lavorazione sono ben comprensibili anche a colpo d’occhio. Riuscite a credere che l'ingrediente magico proviene dallo stesso ceppo creato nel 1933 alla fine del Proibizionismo? E poi ancora: avete mai assaggiato il bourbon direttamente dalla botte? Avete mai avuto il privilegio di aprire il rubinetto e vederlo scorrere ancora prima che sia imbottigliato? Beh qui potrete farlo. E potrete osservarne anche il colore marrone dorato, che si ottiene grazie all’ingrediente segreto: l’acqua. Sapevate che l’acqua contenente ferro dona al whiskey una colorazione nera e un sapore leggermente metallico? Ecco, questo in Kentucky non accade, grazie alla sua posizione privilegiata su di un paesaggio collinare calcareo dove sgorga acqua priva di ferro e ricca di calcio. Capirete perché il 95% del bourbon di tutto il mondo è prodotto in Kentucky.
Dopo aver visto tutto il processo di trasformazione, arriverete alla catena per l’imbottigliamento, dove viene confezionato nelle classiche bottiglie rettangolari con l’inconfondibile ed elegante etichetta. Come ogni tour di questo genere che si rispetti, anche alla fabbrica del Jim Beam la visita termina con una seducente degustazione. Per quanto io non sia un’amante dei superalcolici, devo ammettere che il Jim Beam Honey ha saputo conquistarmi. Anche se poi non sarei riuscita a mettermi alla guida. Vi do quindi un consiglio spassionato. Ricordate sempre, prima di partecipare a questi tour, di arrivare a stomaco pieno, oppure rifornirvi di snack da consumare eventualmente nell’area esterna o cercare un locale nelle vicinanze.
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A tal proposito potete approfittare della Smokehouse, che si trova proprio accanto alla Jim Beam American Stillhouse. Qui i sapori intensi dei piatti tipici del Kentucky si fondono con l’aroma del Jim Beam, ingrediente immancabile. Dopo che siete stati ammaliati ben bene (e con ragione direi) vi aspetta un’ultimissima tappa. Ci sono anche tour con esperienze sensoriali molto più coinvolgenti e complete ad un costo maggiore. Nel caso in cui questa sosta vi porti via troppo tempo ma vi fermate a Louisville, vi aspetta l’ Urban Stillhouse. Segnate nel vostro itinerario anche questa tappa in Downtown Louisville. Il parcheggio è al 4th Street Live!
Jim Beam Single Barrel Bourbon (47,5% - 95 proof. Il Jim Beam Single Barrel Kentucky Straight Bourbon è un whiskey prodotto con un mashbill contenente il 77% di mais, 15% di segale e 10% di malto d’orzo, questo single barrel è il bourbon principale utilizzato per il famoso Jim Beam White & Black, la differenza è che la singola botte di questo prodotto è stata selezionata a mano da Fred Noe, il Master Distiller di Jim Beam e rappresenta una selezione minore dell’1% della produzione della distilleria. Solo gli utenti registrati possono scrivere recensioni.
Duecento anni di storia e ben sette generazioni alle spalle, hanno permesso a Jim Beam di diventare il Kentucky Bourbon n.1 nel mondo. Non sono riuscite due Guerre, né la grande depressione e neanche il proibizionismo, a intralciare il cammino di questa distilleria di Clermont ed oggi, questo distillato, è tra i Bourbon più apprezzati e bevuti in assoluto. Di un bellissimo color oro ambrato, evidenzia all’olfatto aromi dolci di vaniglia e fieno falciato, frutta secca, miele ed erbe aromatiche. All’assaggio rivela buon corpo e morbidezza, con dolci note di rovere tostato, di vaniglia e di crema pasticcera.
Ottenuto dalla distillazione a bassa temperatura, di una miscela di cereali a prevalenza granturco e con una piccola percentuale di segale ed orzo chiamata Sour Mash (mosto aspro), fatta fermentare due volte, Jim Beam White Label è invecchiato per almeno quattro anni. Di un bellissimo color oro ambrato, evidenzia all'olfatto aromi dolci di vaniglia e fieno falciato, frutta secca, miele ed erbe aromatiche. All'assaggio rivela buon corpo e morbidezza, con dolci note di rovere tostato, di vaniglia e di crema pasticcera.
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