
Dal 1995, il LABANOF (Laboratorio di Antropologia e Odontologia Forense), situato presso la Sezione di Medicina Legale dell'Università degli Studi di Milano, si occupa del recupero e dello studio di resti umani e dell'identificazione del vivente.
La Fondazione Isacchi Samaja collabora, attraverso personale proprio, con Labanof per l’identificazione delle vittime dei naufragi di migranti nel Mare Mediterraneo e all'immissione di dati nel database fornito da Croce Rossa Internazionale in modo da giungere all’identificazione delle vittime dei disastri nel Canale di Sicilia.
I dati inseriti riguardano le informazioni AM e PM delle vittime e degli scomparsi soprattutto dei disastri del 3 ottobre 2013 del 18 aprile 2015, ma anche degli altri disastri minori del 2014 e 2015.
L’identificazione dei migranti e la catalogazione paziente fatta da Labanof dei loro oggetti personali hanno permesso di ricostruire il percorso di vita doloroso che ha convinto molti di loro a una partenza disperata per sfuggire alla povertà prima che questa si trasformasse in una miseria senza via di uscita.
Nel 2017 l’Università degli Studi di Milano attraverso il LABANOF ha creato la CAL (Collezione Antropologica Labanof), una raccolta museale comprendente oltre 6000 scheletri tra archeologici e contemporanei allo scopo di poter rendere fruibile il patrimonio scheletrico lombardo.
Leggi anche: Caratteristiche micromotori odontotecnici
Nel febbraio 2018 la collezione ha ricevuto il riconoscimento di Raccolta Museale dalla Regione Lombardia. Tale collezione è frutto della collaborazione ventennale tra le Soprintendenze Archeologia Belle Arti e Paesaggio della Lombardia e il Labanof, ed è l’unica collezione scheletrica in Lombardia ed una delle poche di questo genere in Europa.
La CAL fa parte del “Sistema Museale di Ateneo” e ha sede in Via Luigi Mangiagalli 37, Milano, negli spazi destinati al Labanof del Dipartimento di Scienze Biomediche per la Salute. Per statuto, la collezione è al servizio della comunità, aperta al pubblico e destinata allo studio e alla conoscenza dei beni contenuti, al fine di alimentare l’attività didattica e formativa, la ricerca scientifica e la promozione delle attività culturali di Terza Missione.
Orari: Lunedì chiuso; Martedì-Domenica 09:00-20:00. NB: le informazioni possono variare. Controlla sempre il sito del museo per orari e tariffe aggiornate.
Crediti fotografici: i crediti fotografici, qualora presenti, sono visualizzabili cliccando sull'immagine, con apertura tramite pop-up.
L’Associazione Abbonamento Musei dichiara la propria disponibilità a regolarizzare errori di attribuzione o omissioni sui detentori di diritto di copyright non potuti reperire. La CAL è al servizio della comunità e destinata allo studio e alla conoscenza dei beni contenuti, rivolgendosi anche al sistema scolastico e al pubblico esterno all’ateneo.
Leggi anche: Gestione di un laboratorio odontotecnico in condivisione
Potrebbero interessarti anche:
Corpo principale del racconto è rappresentato dal progetto “Dal fondo del Mediterraneo”: il naufragio del 18 aprile 2015 ha messo di fronte LABANOF a una delle sfide più grandi. Ogni anno, tre persone sono sepolte senza nome: un lavoro investigativo che restituisce identità, storie e dignità ai morti, e conforto alle famiglie dei vivi.
Il laboratorio è guidato da Cristina Cattaneo, professoressa ordinaria di Medicina legale all’Università di Milano. Grazie al suo lavoro, i sepolti senza nome sono stati ridotti a una ventina all’anno: “È un lavoro fondamentale per la dignità dei morti, per restituire loro una storia, ma anche e soprattutto per la serenità dei vivi.”
La dottoressa descrive come la scienza possa intervenire sui corpi per ricostruire cause di morte e identità, restituendo un nome a chi è stato identificato, e offrendo strumenti utili per comprendere l’impatto sociale dei decessi recenti.
Un esempio emblematico è la risposta al naufragio del 3 ottobre 2013 davanti all’isola di Lampedusa, che portò all’identificazione di numerose vittime grazie alla cooperazione di ambasciate, famiglie e banche dati europee; cinquanta identità restituite in un contesto di forte commozione e attenzione pubblica.
Leggi anche: Competenza e qualità: l'approccio del Laboratorio O.P.T.A. 2000
Nei spazi universitari che ospitano il Labanof, mercoledì 19 inaugurerà il primo nucleo del MUSA, il Museo universitario di Scienze antropologiche, mediche, forensi per i diritti umani. Il museo, che si ingrandirà negli anni, nasce grazie al sostegno della Fondazione Cariplo, dalla Fondazione Isacchi Samaja e da Terres des Hommes.
Il MUSA si articola in quattro parti: archeologia (dalla storia di Milano attraverso i suoi abitanti dall’epoca romana ad oggi), identità (video e animazioni su come si identifica un corpo), crime (sopralluoghi e autopsie) e una sezione dedicata a mostrare come la scienza supporta categorie vulnerabili, dai bambini a chi è stato vittima di tortura.
Questa costellazione di attività testimonia un approccio integrato tra ricerca scientifica, istituzioni museali e terza missione, finalizzato non solo all’identificazione tecnica, ma anche alla promozione dei diritti umani e al servizio della comunità.
| Elemento | Descrizione |
|---|---|
| LABANOF | Laboratorio di Antropologia e Odontologia Forense, Università di Milano |
| CAL | Collezione Antropologica Labanof ( >6000 scheletri ) |
| CAL riconoscimento | Raccolta Museale, Regione Lombardia (2018) |
| Quota identità (2013-2015) | Disastri nel Canale di Sicilia, naufragi al largo di Lampedusa |
tags: #attività #e #procedure #laboratorio #di #antropologia
