
I denti del giudizio, o terzi molari, sono gli ultimi a comparire nell'arcata dentaria e possono creare problemi per la loro posizione, il grado di inclusione e la mancanza di spazio nella mascella. In questo articolo troverete informazioni dettagliate su perché esistono questi denti, quali sintomi possono causare, quando è opportuno rimuoverli e come si svolge l’intervento chirurgico, con indicazioni sulla preparazione e sulla gestione del post-operatorio.
Dal punto di vista evolutivo, i terzi molari servivano ai nostri antenati per masticare alimenti duri e fibrosi. Con l’evoluzione della dieta e la progressiva riduzione delle dimensioni delle mascelle umane, questi denti sono diventati funzionalmente superflui. La recente evoluzione della specie umana sta osservando una diminuizione del volume della mandibola da cui consegue meno spazio per i denti. Le nostre mascelle sono spesso troppo strette per loro.
I denti del giudizio possono avere da tre a cinque cuspidi e fino a cinque radici, spesso fuse tra loro o ricurve. Spesso i denti del giudizio non si inseriscono nella dentizione perché la nostra bocca è troppo piccola. Se i denti del giudizio cercano comunque di farsi strada nella bocca, possono provocare un disagio. Se il dente del giudizio si trova in un angolo della mascella e preme su un dente vicino, può danneggiare il dente; le cisti possono formarsi anche sui denti del giudizio impattati, che il dentista può riconoscere con una radiografia.
Non tutti i denti del giudizio richiedono l’estrazione. L’indicazione assoluta all’estrazione esiste solo in due situazioni, gli ascessi odontogeni e la prescrizione dell’ortodontista nell’ambito di un trattamento. Negli altri casi il dente può essere mantenuto sotto controllo con visite e radiografie periodiche: sarà il chirurgo a valutare se e quando intervenire. La decisione di estrarre un dente del giudizio spetta al chirurgo dopo una valutazione clinica e radiografica accurata.
Prima dell’operazione, il paziente eseguirà gli esami diagnostici necessari a effettuare tutte le valutazioni. In particolare la radiografia del dente oppure la panoramica delle due arcate dentarie. La radiografia panoramica (ortopantomografia) è l’esame di primo livello che consente di visualizzare la posizione dei denti del giudizio, il grado di inclusione e la relazione con le strutture anatomiche circostanti. Nei casi a rischio, la pianificazione con TAC Cone Beam riduce ulteriormente la probabilità di complicanze neurologiche.
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È importante comunicare qualsiasi dubbio al medico e informarlo su eventuali allergie, farmaci assunti, patologie passate o in atto oppure su di una possibile gravidanza. La visita specialistica iniziale è il momento in cui il chirurgo, dopo aver valutato le radiografie, può fornire un preventivo preciso e personalizzato.
Estrazione semplice: si ricorre a questa tecnica quando il dente è del tutto visibile. Quando il dente del giudizio è completamente erotto, ben visibile e accessibile, l’estrazione è simile a quella di qualsiasi altro dente; il dentista estrae il dente con una pinza o una leva. L’estrazione del dente semplice si esegue su denti completamente erotti, utilizzando pinze e leve.
Estrazione chirurgica (estrazione complessa): la procedura viene utilizzata in caso di inclusione dentale o dente difficilmente accessibile perché coperto dalla gengiva. Quest’ultima viene incisa con un bisturi, così da generare un’area di accesso al dente. In alcune situazioni, il chirurgo deve anche rimuovere frammenti ossei che nascondono il dente per renderlo infine visibile. Prevede l’incisione gengivale, eventuale osteotomia, possibile odontotomia (sezionamento del dente) e sutura.
Coronectomia: nel caso di avulsione dei terzi molari inferiori inclusi, un’alternativa all’estrazione è la coronectomia. Questa tecnica consiste nella rimozione della corona dentaria dell’elemento, lasciando in sede il corpo radicolare, evitando in tal modo delle ripercussioni dolorose ai nervi. La coronectomia è indicata soprattutto per pazienti con elevato rischio di danni al nervo alveolare inferiore e necessita di controlli periodici successivi.
Germectomia: è l’estrazione del dente del giudizio prima che le sue radici si siano formate completamente, generalmente tra i 14 e i 18 anni. È la scelta standard per la maggior parte delle estrazioni preventive o in ambito ortodontico.
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L’anestesia utilizzata può essere locale o generale: in quest’ultimo caso, l’intervento si esegue in ospedale e non in ambulatorio dentistico. L’anestetico viene iniettato nella zona circostante il dente, eliminando completamente la percezione del dolore. Il paziente rimane vigile durante l’intervento e può avvertire una sensazione di pressione, ma nessun dolore.
La sedazione cosciente (protossido d'azoto o sedazione endovenosa) viene associata all’anestesia locale nei pazienti ansiosi o in interventi di maggiore durata. La sedazione endovenosa cosciente in ambito odontoiatrico è la forma più sicura ed efficace perché permette all’anestesista di modulare il farmaco. L’anestesia generale è riservata ai casi particolarmente complessi o a pazienti con condizioni che impediscono la collaborazione.
La durata dell’intervento varia da 15-20 minuti per un’estrazione semplice a 45-60 minuti per un dente completamente incluso. L’intervento dura mediamente 30-60 minuti e prevede un recupero di 3-7 giorni. La complessità dell’intervento varia enormemente in base alla posizione del dente e alla sua relazione con le strutture anatomiche circostanti.
Il decorso post-operatorio dopo l’estrazione del dente del giudizio segue un andamento prevedibile. Nell’alveolo si forma il coagulo di sangue, essenziale per la guarigione. È normale un leggero sanguinamento. Il gonfiore dopo l’estrazione del dente del giudizio raggiunge il suo massimo tra il secondo e il terzo giorno. Il volto può apparire asimmetrico; è una risposta fisiologica normale. L’applicazione di ghiaccio nelle prime 24-48 ore aiuta a contenere l’edema.
Per affrontare il sanguinamento nell’immediato, si può premere una garza per circa mezz’ora o un’ora sul sito dell’estrazione dentale. Dopo l’estrazione di un dente, se si vuole prevenire il dolore dopo le prime 24 ore dall’operazione, è consigliato assumere antidolorifici e antinfiammatori come l’ibuprofene, applicare del ghiaccio avvolto in un panno per 10 minuti circa sull’area del viso corrispondente; per prevenire la comparsa del dolore anche nei giorni successivi, si può assumere un antibiotico su prescrizione medica, amplificare l’effetto dell’igiene orale grazie a risciacqui con acqua e sale, assumere FANS.
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Un’accurata igiene orale, se possibile con spazzolino a setole morbide e con delicata attenzione nella zona interessata, è il metodo migliore per evitare infezioni. Molto utile è evitare il fumo e seguire una dieta leggera e idratante, soprattutto nel giorno successivo, e consumare cibi liquidi o semisolidi, evitando tutto ciò che risulta troppo duro o di consistenza gommosa. Evitare bevande calde e alcol nei primi giorni e non usare cannucce per non danneggiare il coagulo.
Il recupero iniziale richiede 3-7 giorni. La completa guarigione dell’alveolo richiede 4-6 settimane. Le normali attività quotidiane possono essere riprese dopo 2-3 giorni nelle estrazioni semplici, dopo 5-7 giorni in quelle più complesse. L’estrazione viene eseguita in anestesia locale e l’intervento dura mediamente 30-60 minuti.
Il costo dell’estrazione del dente del giudizio varia in funzione della complessità dell’intervento, della tipologia di anestesia e della struttura in cui viene eseguito: da 80-200 € per un’estrazione semplice, a 200-600 € per un dente completamente incluso nell’osso; sedazione e anestesia generale comportano costi aggiuntivi. La visita specialistica con radiografie consente al chirurgo di formulare un preventivo preciso.
È necessario rivolgersi a un chirurgo maxillo-facciale per estrazioni complesse: denti totalmente inclusi nell’osso, vicinanza al nervo alveolare inferiore, cisti associate, anatomia radicolare anomala, pazienti in terapia anticoagulante o con patologie sistemiche. La sua formazione specifica nella chirurgia ossea e dei tessuti facciali garantisce la massima sicurezza.
Secondo l’American Association of Oral and Maxillofacial Surgeons, tutti dovrebbero sottoporsi a una valutazione dei denti del giudizio entro i 25 anni di età. I vantaggi dell’estrazione precoce, intorno ai 16-20 anni, consistono soprattutto nell’evitare future complicazioni: rimuovere un dente del giudizio prima che le radici siano completamente formate è più sicuro e comporta un recupero più semplice.
L’uso del microscopio ottico durante l’intervento sposta i confini della chirurgia verso la micro-invasività: vedere meglio permette di rimuovere meno osso e di eseguire incisioni più piccole, rispettando i tessuti sani. Per le estrazioni complesse (denti inclusi o vicini al nervo), si utilizzano manipoli ad oscillazione sonica per tagliare osso e denti preservando i tessuti molli. L’odontotomia eseguita secondo criteri precisi riduce considerevolmente i danni. Dopo un’estrazione complessa, può essere utile l’iniezione di cortisonici locali (es. Soldesam/desametasone) per controllare l’edema e il trisma.
In passato la risposta era chiara: i denti del giudizio devono essere estratti. Oggi, invece, i dentisti valutano con maggiore attenzione questa decisione rispetto ai rischi dell'intervento chirurgico al dente del giudizio. Una revisione Cochrane sconsiglia l’estrazione sistematica e indiscriminata dei denti del giudizio sani. L’osservazione regolare (watchful monitoring) sembra essere la strategia più indicata, associata a decisioni prudenti.
I benefici della chirurgia sono molto meno evidenti quando si parla di estrarre denti del giudizio inclusi, ma sani. La controversia sui denti del giudizio è ancora aperta: la sistematica rimozione profilattica dei denti del giudizio inclusi non è basata su solide evidenze scientifiche, e la scelta dovrebbe essere personalizzata e basata su indicatori clinici e radiografici.
No, l’intervento viene eseguito in anestesia locale e il paziente non avverte dolore durante la procedura. Può sentire una sensazione di pressione, ma nessun dolore vero e proprio. Il fastidio post-operatorio è gestibile con analgesici e si attenua progressivamente nei 3-5 giorni successivi.
Sì, è possibile e rappresenta un’opzione valida soprattutto in sedazione cosciente o anestesia generale. Il chirurgo valuta caso per caso la fattibilità considerando la complessità delle singole estrazioni e le condizioni del paziente.
Sono consigliati i frullati, i purè, le zuppe e i brodi a temperatura ambiente; vanno evitati cibi caldi, croccanti, duri, speziati, latte e formaggi nei primi giorni per limitare il rischio di infezione e la formazione di residui nella ferita.
Quando l’estrazione è indicata, l’età ideale è tra i 17 e i 20 anni, quando le radici non sono ancora completamente sviluppate e l’osso è più elastico. Dopo i 25 anni l’intervento diventa progressivamente più complesso.
Per ridurre il rischio di complicanze è fondamentale una diagnosi precoce e una corretta pianificazione chirurgica con esami radiografici adeguati. L’estrazione del dente del giudizio è una procedura di routine ma richiede competenza: ci si dovrebbe rivolgere a sanitari esperti proprio in questa procedura. In linea generale, prima si interviene, minori sono le complicanze.
Se avete dolore ai denti del giudizio, vi è stata consigliata una estrazione o desiderate una valutazione specialistica, prenotate una visita con un chirurgo orale o un chirurgo maxillo-facciale per una valutazione completa.
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