Lembi di decidua necrotica e villi coriali embrionali: significato e interpretazione istologica

La presenza di villi coriali idropici correla frequentemente con i casi di morte embrionale precoce (prima delle 6 settimane gestazionali), quando i villi non sono ancora ben vascolarizzati. La degenerazione dei villi assume successivamente un aspetto sclerotico (fibrosi dei villi, obliterazione vascolare) con calcificazioni della membrana basale del trofoblasto.

Che cosa indicano i villi coriali edematosi e i lembi di decidua necrotica

Il campione in esame è costituito da materiale abortivo deciduo-ovulare comprendente villi coriali edematosi e dismorfici. Alcuni villi mostrano iperplasia trofoblastica con fenomeni di vacuolizzazione, perdità della polarità e proliferazione circonferenziale; si osservano inoltre microlembi di trofoblasto iperplastico e con fenomeni di vacuolizzazione. La presenza di invaginazioni ed edema dei villi (=irregolarità del contorno dei villi), o di pseudoinclusioni nel trofoblasto può correlare con la possibilità di anomalie cromosomiche.

La degenerazione dei villi assume successivamente un aspetto sclerotico (fibrosi dei villi, obliterazione vascolare) con calcificazioni della membrana basale del trofoblasto. Decidua e villi coriali in regressione.

micrografia villi coriali edematosi e decidua necrotica

Diagnosi istologica e referti: termini frequenti e loro significato

  • Non si apprezzano villi coriali: indica l'assenza di tessuto coriale nel campione esaminato, cosa che può complicare l'interpretazione della causa dell'aborto.
  • Decidualizzazione dello stroma e ghiandole tipo Arias Stella: modificazioni endometriali associate a gravidanza.
  • Edema; stravasi ematici; focal area di decidualizzazione: reperti che indicano processo infiammatorio o degenerativo del tessuto uterino.
  • Piatto placentare con materiale necrotico emorragico e fenomeni di dissociazione emorragica: può indicare distacco o danno placentare.
  • Membrane coriali con intensa infiltrazione flogistica granulocitaria (corioamniosite): indica infezione del sacco amniotico.

Esami immunoistochimici e citogenetici

Le sezioni di tessuto fissate in formalina ed incluse in paraffina sono state valutate immunoistochimicamente con anticorpi monoclonali. Lo studio con p57(kip2) ha evidenziato espressione nucleare sulle cellule citotrofoblastiche villose sulle cellule stomali e nel trofoblasto extravilloso.

Citogenetico: Materiale abortivo. Diagnosi non eseguibile per assenza di crescita cellulare. A differenza di quel che dice la tua amica però, io so che di frequente avviene la non crescita cellulare, e quindi l'esame non si può fare.

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La trisomia 21 non si accompagna solitamente ad alterazioni placentari caratteristiche.

schema interpretazione p57 e mola completa/parziale

Cause associate e indagini successive

La presenza di invaginazioni ed edema dei villi (=irregolarità del contorno dei villi), o di pseudoinclusioni nel trofoblasto può correlare con la possibilità di anomalie cromosomiche. Per saperlo si fanno ulteriori indagini istologiche o colture.

Hai fatto gli esami del sangue che riguardano la coagulazione? Uno dei centri dove sono stata mi ha fatto fare il fattore II, V e mthfr (mutazione A1298C e mutazione C677T). Cara, ho riletto la tua presentazione e, anche se non sono medico, mi pare di riconoscere tutti i sintomi di un problema di aggregazione piastrinica. Il principio è quello che porta all'infarto e può essere scatenato da una lite. Mi spiace veramente dirti questo e non so come la prenderai... Ma penso dovresti andare da un buon ematologo con quel referto e con il racconto della lite.... Può darsi che il clexane non sia sufficiente per te... Sicuramente l'ematologo ti farà fare gli esami che ti hanno scritto le Sorelline sopra.

Infezioni e corioamniosite

Membrane coriali con intensa infiltrazione flogistica granulocitaria (corioamniosite). È un referto che indica che hai avuto un'infezione al sacco amniotico (vedi infiltrazione flogistica granulocitaria - corioamniosite). Ti conviene sentire il patologo e un buon ginecologo. Dovuto a batteri, funghi ecc. - per saperlo si fanno ulteriori indagini istologiche o colture. Molto probabilmente è stata causata dal fatto che avevi un'incontinenza cervicale e l'infezione è entrata da lì.

infografica corioamniosite: vie di contaminazione e conseguenze

Il ruolo della PMA e degli approfondimenti nella gestione dell'infertilità e degli aborti ricorrenti

La fecondazione in vitro è la tecnica di riproduzione assistita che permette la fecondazione dell'ovulo al di fuori del corpo femminile. Trattamento con plasma ricco di fattori di crescita per ottenere i migliori risultati e favorire una gravidanza sana e senza complicazioni. Stimolazione altamente personalizzata, adattata ai profili ormonali di ciascun paziente.

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Si tratta di una tecnica che analizza gli embrioni ottenuti tramite fecondazione in vitro per individuare quelli con alterazioni genetiche e cromosomiche. La donazione di ovuli è una tecnica di procreazione assistita in cui la fecondazione in vitro viene effettuata con gli ovuli di una donatrice. Con questo tipo di maternità condivisa, entrambe le donne della coppia sono una parte fondamentale e cruciale per il successo del trattamento, ed entrambe saranno madri biologiche.

Il trasferimento embrionale è, senza dubbio, la fase più delicata di un trattamento di procreazione assistita. Questa è una fase cruciale in una procedura di procreazione assistita. Consiste nel preparare e condizionare l'interno dell'utero per facilitare l'impianto dell'embrione.

procedura trasferimento embrionale guida visiva

Diagnosi e supporto clinico: quando rivolgersi a specialisti

Siamo un centro di riferimento dedicato a fornire diagnosi accurate e trattamenti altamente specializzati. Presso Equipo Juana Crespo offriamo la visita diagnostica iniziale per la fertilità più completa, a partire dalla quale viene elaborata l'intera strategia per raggiungere la gravidanza. Presso Equipo Juana Crespo, il 95% delle nostre pazienti riesce a rimanere incinta in meno di due trasferimenti.

È possibile ripristinare la fertilità del nostro apparato riproduttivo tramite trattamento chirurgico. Noi di Equipo Juana Crespo sappiamo che la scarsa qualità delle uova ha sempre una causa sottostante. Presso Equipo Juana Crespo, sappiamo che ogni infertilità ha una causa.

Il fattore maschile

Il fattore maschile è direttamente coinvolto nel 47% dei casi di sterilità e nel 30% dei casi di infertilità. Concentriamo i nostri sforzi sulla diagnosi della disfunzione erettile.

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Approccio pratico al referto istologico: cosa chiedere e cosa ottenere

  1. Richiedere al patologo la spiegazione dei termini usati nel referto e la possibilità di ulteriori esami (colture, immunoistochimica, p57, citogenetica alternativa come microarray o FISH se la coltura non cresce).
  2. Se il citogenetico risulta non eseguibile per assenza di crescita cellulare, chiedere modalità alternative di analisi genetica diretta sul DNA fetale o sul tessuto fissato in paraffina.
  3. Valutare indagini ematologiche (fattori della coagulazione, test trombofilici) in caso di aborti ripetuti o sospetto di problemi di aggregazione piastrinica.
  4. In presenza di reperti infiammatori o necrotici alla placenta, valutare colture e analisi microbiologiche per identificare possibile agente infettivo.
tabella flusso decisionale: referto istologico -> indagini successive

Tabella riassuntiva: reperti istologici e possibile significato

Reperto istologico Significato possibile
Villi coriali idropici Morte embrionale precoce, edema villoso
Villi in regressione / necrosi Processo degenerativo post-abortivo, mancata vascolarizzazione
Decidua necrotica / decidualizzazione Reazione uterina, fasi di peggioramento o rigenerazione
Infiltrato flogistico granulocitario (corioamniosite) Infezione del sacco amniotico
Assenza di crescita cellulare in citogenetica Impossibilità di ottenere karyotype; considerare tecniche alternative

Supporto emotivo e comunicazione tra paziente e professionisti

Ho ritirato il referto istologico, esito: Salpinge: segmento con relativo meso (?) privo di fibre, rivestito da sierosa; in prossimità del meso si apprezza neoformazione cistica di cm.1 diametro (?) a parete traslucida e contenuto liquido limpido. Diagnosi: edema; stravasi ematici; focale area di decidualizzazione; non si apprezzano villi coriali. La neoformazione di 1 cm indica una struttura che non dovrebbe esserci, in questo caso la descrive come una zona infiammata e contenente tessuto decidualizzato, diciamo come il rivestimento interno dell'utero in fase mestruale.

Ho chiamato il mio ginecologo per capirne di più. Tesoro, ne capisco meno di te, ma quest'esame è sulla placenta, non sul bambino. Per rispondere alla tua domanda "mio figlio era sano?" devi farti dare o richiedere un referto autoptico. Per il resto qui mi sembra di capire che c'era un distacco ("dissociazione emorragica").

Care Ragazze, dopo due mesi di attesa, dopo aborto interno di giugno (alla 7ma settimana), ad agosto ho ritirato l'esito dell'esame istologico. Mi hanno detto che se non riescono a fare la coltura me ne ridanno parte della cifra pagata. Sono incavolata nera, non so che pensare.

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