
Le lesioni gengivali possono comparire per svariati motivi. Allo stesso modo in cui, nel corso della vita, capita a tutti di graffiarsi o tagliare parti del corpo, può succedere di procurarsi una ferita a una gengiva.
Un classico esempio sono le lesioni delle gengive causate dallo spazzolino ma può accadere anche masticando dei cibi appuntiti o con una crosta troppo croccante e tagliente. Persino le polveri abrasive con forte azione cheratolitica locale possono danneggiare i tessuti interni del cavo orale. Un altro fenomeno che ricorre agli sportivi è quello di infortunarsi alla bocca e danneggiare anche le gengive, se non indossano un paradenti.
Le lesioni gengivali da spazzolino si provocano utilizzando con troppa energia lo strumento di pulizia dei denti oppure se si usa uno spazzolino troppo vecchio. Le setole quando sono consumate, infatti, perdono la loro elasticità e possono graffiare i tessuti gengivali. Uno spazzolamento scorretto o troppo aggressivo, eseguito con uno spazzolino non adeguato (ad esempio dotato di setole troppo dure in caso di gengive sottili) rappresenta la causa principale della recessione.
Tra le cause della recessione gengivale rientrano anche: malattie parodontali (l'accumulo di placca e tartaro distrugge l'osso di supporto; la gengiva segue l'osso e si ritira), fattori anatomici (gengiva sottile, radici sporgenti, denti ruotati), traumi meccanici (bruxismo, serramento), fumo, età, interventi dentali e protesi mal adattate. Anche disturbi alimentari, carenze vitaminiche e presenza di piercing orali possono contribuire al problema.
Un caso a parte è quello che riguarda le lesioni gengivali desquamative (LGD) che interessano in particolare le gengive aderenti e marginali del cavo orale. Con questa definizione, talvolta sostituita da “gengiviti desquamative” si indicano diverse malattie responsabili di quadri clinici differenti a carico della mucosa masticatoria. Tali malattie sono caratterizzate nel 75% dei pazienti da una componente immuno-mediata. Nel restante 25% si parla di gengivite idiopatica. In presenza di queste malattie, le lesioni si possono presentare anche sulla mucosa geniena, sulla lingua e sul palato.
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La fistola gengivale e dentale è una lesione della gengiva che si manifesta sotto forma di ascesso o di ferita che è generalmente causata dal proliferare di un’infezione. Lo scopo di questa manifestazione è quello di sfogare l’infiammazione e spurgare la ferita. Il principale sintomo della fistola gengivale è l’insorgenza di una bolla o di una ferita a livello gengivale, che può causare anche dolore e mobilità al dente.
I segnali che indicano la presenza di una recessione gengivale sono spesso chiari. Riconoscerli è il primo passo per intervenire tempestivamente. I sintomi e i segni clinici più comuni includono: gengive visibilmente ritirate, denti che appaiono più lunghi del normale, aumentata sensibilità dentale al caldo e al freddo, accumulo di placca e tartaro lungo il margine gengivale, gengive rosse, gonfie o sanguinanti, disagio o dolore durante lo spazzolamento.
Le gengive ritirate non sono solo un problema estetico, ma possono portare a conseguenze serie per la salute orale: sensibilità dentale, carie radicolari, perdita di tessuto osseo, mobilità dentale e problemi estetici che influenzano la fiducia in sé stessi.
Le lesioni alle gengive che ci procuriamo inavvertitamente con il cibo o con la pulizia dei denti, nella maggior parte dei casi guariscono da sole. Se i tessuti molli, molto delicati, fanno male e sanguinano, potrebbe essere necessario curarli. Il primo rimedio è quello di risciacquare l’interno della bocca con un collutorio antisettico o con semplice acqua salata. I collutori a base di clorexidina svolgono un ruolo significativo nel coadiuvare il trattamento delle gengive infiammate, contrastando i batteri e dando una sensazione di freschezza.
Se questi rimedi casalinghi non danno risultati, è opportuno rivolgersi al dentista. Se si notano sanguinamento, dolore persistente, pus o mobilità dentale è necessario consultare tempestivamente un professionista.
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La prevenzione è l’arma più efficace, poiché il tessuto perso non si rigenera. Il primo rimedio che suggeriamo ha in realtà a che fare con la prevenzione, che sappiamo essere l'arma migliore per scongiurare diverse malattie e patologie e per preservare al meglio la salute del cavo orale. Il primo passo per prevenire l’insorgenza o l’aggravarsi della recessione gengivale è mantenere una corretta igiene orale domiciliare.
La scelta del trattamento per le gengive retratte dipende dalla gravità della condizione e dai sintomi associati. Se la recessione è minima, non causa problemi estetici né sensibilità e l’igiene è facile, l’approccio conservativo è la scelta migliore. Questo include migliorare l’igiene orale domiciliare, programmare sedute di igiene professionale più frequenti e monitorare la situazione con misurazioni e fotografie periodiche.
Nella maggior parte dei casi, il trattamento della recessione gengivale prevede una terapia chirurgica, di tipo plastico muco-gengivale, che risulta essere altamente efficace garantendo anche soddisfacenti risultati estetici. Si ricorre alla chirurgia quando la recessione gengivale causa problemi estetici significativi, ipersensibilità, difficoltà di pulizia o minaccia la stabilità del dente.
Innesto di tessuto connettivo: considerato il "gold standard". Innesto gengivale: si preleva tessuto dalla zona palatale o si utilizzano materiali biocompatibili per aumentare lo spessore gengivale. Lembo spostato coronalmente: la gengiva esistente viene scollata delicatamente e riposizionata verso l'alto per coprire il difetto. Tecnica a Tunnel: permette di inserire un innesto attraverso un “tunnel” creato sotto la gengiva, senza grandi incisioni. Tecnica Pinhole®: non usa bisturi né suture, ma riposiziona la gengiva esistente attraverso un piccolo foro.
Fattori di crescita e membrane: l’uso di fattori di crescita e membrane bioattive stimola la rigenerazione del tessuto gengivale e osseo, migliorando la guarigione e la stabilità del dente. Innesto di gengiva sintetico: grazie ai moderni biomateriali (matrici in collagene), oggi è spesso possibile evitare il prelievo dal palato, rendendo l’intervento più veloce e confortevole.
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Il prelievo dal palato, se non si usano delle coperture particolari nella zona del prelievo, è doloroso. Dal 2020 stiamo utilizzando un doppio strato protettivo colla+cerotto medico per garantire una protezione ancora migliore: quasi nessun paziente ha riferito fastidio postoperatorio. Il dolore e gonfiore post-operatorio sono ormai ridotti al minimo.
Il laser è uno strumento sempre più utilizzato in odontoiatria per trattare le gengive ritirate grazie alla sua precisione e ai benefici biologici. Il laser permette di rimuovere il tessuto infiammato, stimolare la rigenerazione cellulare e favorire la coagulazione, riducendo il sanguinamento e il dolore post-operatorio. Tra le applicazioni: pulizia profonda delle tasche parodontali, stimolazione della rigenerazione gengivale, trattamento meno invasivo rispetto alla chirurgia tradizionale e riduzione dei tempi di guarigione.
Nei casi più gravi, il dentista potrebbe prescrivere farmaci per ridurre il dolore e l’infiammazione delle gengive: antinfiammatori (ibuprofene o naproxene), collutori alla clorexidina, corticosteroidi topici in caso di infiammazione persistente e antibiotici (amoxicillina o metronidazolo) se l’infiammazione è legata a un'infezione batterica. L’uso di farmaci deve sempre avvenire sotto controllo medico.
Le vitamine non possono far ricrescere una gengiva ritirata, ma sono essenziali per mantenere il trofismo dei tessuti parodontali e prevenire l'infiammazione che causa la recessione. La Vitamina C è fondamentale per la sintesi del collagene; la Vitamina D ha effetti antinfiammatori e immunomodulanti; la Vitamina A supporta l'integrità delle mucose e la produzione di saliva.
Se noti che le gengive si stanno ritirando, o se avverti sensibilità e dolore, è importante consultare un dentista. La diagnosi del ritiro gengivale viene effettuata attraverso un esame clinico, misurazioni e spesso fotografie e radiografie. È indispensabile una visita specialistica per una valutazione clinica e radiografica completa prima di pianificare il trattamento.
Il costo di un intervento per la recessione gengivale varia in base a diversi fattori: la gravità e l’estensione del problema, il numero di denti da trattare e la tecnica chirurgica scelta. Solo dopo aver definito gli obiettivi e discusso le aspettative con il paziente, è possibile formulare un preventivo preciso. In generale, i costi possono variare da poche centinaia a diverse migliaia di euro.
Ignorare le gengive retratte, specialmente in persone con gengive sottili, può portare a un peggioramento progressivo. La radice esposta non solo causa sensibilità, ma è anche più suscettibile alla carie. Un consulto tempestivo con uno specialista permette di valutare la soluzione più efficace e sicura per ogni paziente.
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