
Le tonsille sono piccole formazioni di tessuto (organi linfoidi) poste sui lati della gola che aiutano a prevenire e combattere le infezioni; possono gonfiarsi quando vengono infettate (tonsillite), assumendo un aspetto rosso e gonfio e/o presentando un rivestimento bianco o giallo sulla superficie. Svolgono una funzione immunitaria complessa e non del tutto conosciuta; sono responsabili della produzione di linfociti B e T e della loro esposizione agli antigeni ambientali, in modo da favorire la maturazione del sistema immunitario.
Le tonsille sono rivestite da un epitelio caratterizzato dalla presenza di numerosi linfociti, cellule del sistema immunitario, sparsi o riuniti a formare follicoli linfatici. In alcune zone l’epitelio segue un andamento più tortuoso, creando così lacune o cripte, che si approfondiscono nel tessuto linfatico con la funzione di aumentare la superficie esposta a favorire la difesa dell’organismo.
I linfonodi (o ghiandole linfatiche), con i vasi e i capillari linfatici, fanno parte del sistema linfatico, importante elemento del sistema immunitario coinvolto nella difesa dell’organismo. Attraverso i vasi e capillari del sistema linfatico, viene trasportata attraverso il corpo la linfa, fluido contenente i globuli bianchi. I linfonodi accolgono al loro interno la linfa proveniente dai tessuti ed entrando in contatto con eventuali agenti patogeni attivano il sistema immunitario che così può combattere l’infezione oppure impedire che l’infezione si sviluppi.
I linfonodi ingrossati (linfoadenomegalia) sono spesso il sintomo di un’infezione batterica o virale o di un’infiammazione acuta o cronica (per esempio tonsillite batterica, infezione da citomegalovirus, infezione da virus di Epstein Barr). In questi casi, i linfonodi ingrossati tendono anche a essere dolenti e di consistenza soffice.
Talvolta ipertrofia dei linfonodi all’angolo della mandibola e ai lati del collo si osserva in corso di tonsillite. In presenza di linfonodi ingrossati è bene contattare il medico curante che valuterà la strategia più opportuna.
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Le placche alle tonsille sono depositi biancastri o giallastri che si formano sulla superficie delle tonsille, spesso causati da un’infiammazione o un’infezione. Le placche rappresentano una manifestazione di una reazione infiammatoria localizzata, in cui il tessuto linfatico delle tonsille o delle mucose circostanti cerca di contenere agenti esterni o processi irritativi.
Le placche in gola si presentano in condizioni patologiche caratterizzate da processi infiammatori o infettivi che coinvolgono le tonsille, la faringe o, meno frequentemente, altre strutture del cavo orale. Esse rappresentano un segno clinico che indica la presenza di un'attività patologica a livello della mucosa o del tessuto linfatico delle alte vie respiratorie.
Una delle principali cause delle placche in gola è rappresentata dalle infezioni batteriche acute, in particolare quelle sostenute da Streptococcus pyogenes, lo streptococco beta-emolitico di gruppo A. Questo microrganismo è responsabile della faringotonsillite streptococcica, caratterizzata dalla comparsa di placche purulente sulle tonsille, spesso associate a febbre alta, dolore alla deglutizione e ingrossamento linfonodale cervicale.
Numerose infezioni virali possono determinare la formazione di placche in gola; in particolare, la mononucleosi infettiva, causata dal virus di Epstein-Barr (EBV), si manifesta spesso con placche tonsillari estese e fortemente adese, accompagnate da marcata tumefazione tonsillare e linfoadenopatia generalizzata. Altri virus responsabili possono essere gli adenovirus, i virus influenzali, i virus parainfluenzali e il virus respiratorio sinciziale.
Le infezioni fungine della gola, in particolare quelle da Candida albicans, possono portare alla formazione di placche biancastre sulle tonsille, sul palato molle e sulla mucosa faringea. La candidosi orofaringea è più frequente in soggetti immunocompromessi.
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Le placche in gola possono manifestarsi anche in corso di tonsillite cronica. In questo caso, le tonsille presentano crateri tonsillari dilatati all'interno dei quali si accumulano detriti cellulari, batteri e secrezioni, formando aggregati caseosi che possono simulare vere e proprie placche.
La cellulite tonsillare è un’infezione batterica dei tessuti intorno alle tonsille. Un ascesso tonsillare è una raccolta di pus dietro alle tonsille. Talvolta, i batteri che infettano la gola si diffondono in profondità nei tessuti adiacenti. Se la crescita batterica non viene diagnosticata, si può formare una raccolta di pus (ascesso).
Gli ascessi peritonsillari e alcuni ascessi parafaringei spingono le tonsille in avanti. L’ugola risulta gonfia e può essere spinta verso il lato opposto all’ascesso. Altri sintomi comuni includono voce sottotono, scialorrea, arrossamento delle tonsille, placche bianche (essudato), edema linfonodale nel collo e alitosi grave.
La diagnosi si basa sull’esame della gola e talvolta sugli esiti degli studi di diagnostica per immagini. Per determinare la natura e la causa è necessaria una diagnosi accurata. Il medico potrebbe eseguire un tampone faringeo per identificare eventuali batteri, come lo Streptococco beta-emolitico di gruppo A, o richiedere esami del sangue per escludere infezioni virali come la mononucleosi.
Se si sospetta un ascesso peritonsillare, si può eseguire un’ecografia per identificarlo. Il medico può inserire un ago nella zona interessata e cercare di rimuovere il materiale infetto o il pus. Nei casi dubbi può essere indicata una tomografia computerizzata (TC) o un'ecografia per identificare ascessi parafaringei o profondi.
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Le tonsilliti di origine virale possono giovarsi di un trattamento sintomatico per il dolore e per la febbre con farmaci antiinfiammatori e antipiretici per via orale. Per quanto riguarda le tonsilliti batteriche, invece, oltre agli antiinfiammatori è necessario intraprendere una terapia antibiotica. In genere viene somministrata una penicillina per 10 giorni o altri antibiotici per un tempo più breve.
È importante continuare la terapia fino al termine prestabilito, anche quando i sintomi dovessero recedere prima, perché l’antibiotico viene prescritto non tanto per alleviare i sintomi, quanto per prevenire le ricadute e le complicanze (otiti, ascessi peritonsillari, mastoiditi, glomerulonefrite e febbre reumatica).
Il trattamento della cellulite tonsillare o dell’ascesso tonsillare prevede liquidi e antibiotici, come penicillina o clindamicina, somministrati per via endovenosa o orale. Se è presente un ascesso peritonsillare, è necessario drenare il pus con un ago o con un’incisione. L’ascesso peritonsillare rappresenta un’urgenza chirurgica e viene spesso drenato in anestesia locale o con agoaspirazione guidata.
Dopo il drenaggio chirurgico, il paziente rimane in genere ricoverato in osservazione per alcuni giorni, durante i quali si esegue un trattamento antibiotico endovenoso e successivamente orale. Gli ascessi peritonsillari tendono a recidivare; le recidive si possono prevenire con l’asportazione delle tonsille (tonsillectomia), in genere eseguita 4-6 settimane dopo la risoluzione dell’infezione.
Per la tonsillite virale si raccomandano accorgimenti come evitare l’inalazione di sostanze irritanti, evitare gli sbalzi termici, lavare spesso le mani e arieggiare frequentemente gli ambienti, bere frequentemente piccoli sorsi d’acqua, bere infusi e tisane come infusi di miele, limone e zenzero o tisane di malva o echinacea, e assumere propoli tramite caramelle o spray.
Per valutare il grado di ostruzione e l’eventuale necessità di un intervento chirurgico di asportazione delle tonsille (tonsillectomia) è necessario consultare uno specialista otorinolaringoiatra. L’intervento chirurgico di rimozione delle tonsille (tonsillectomia) non è quasi mai necessario negli adulti, ma può essere indicato nei casi di tonsilliti ricorrenti, ascessi peritonsillari recidivanti o quando le tonsille causano problemi respiratori o di alimentazione.
Si possono avere le placche senza febbre? Sì, è possibile presentare placche in gola senza febbre. Questo quadro si osserva frequentemente in caso di infezioni virali lievi, candidosi orofaringea o tonsilliti croniche.
Quando ricorrere alla visita otorinolaringoiatrica? La visita otorinolaringoiatrica rappresenta un passaggio fondamentale nella valutazione delle placche in gola, soprattutto in presenza di sintomi persistenti, recidivanti o particolarmente severi.
| Segno/Sintomo | Possibile causa |
|---|---|
| Placche biancastre estese | Faringotonsillite batterica, mononucleosi |
| Placche isolate, caseose | Tonsillite criptico-caseosa |
| Linfonodi dolenti e soffici | Infezione virale o batterica |
| Dolore monolaterale, trisma, voce soffocata | Ascesso peritonsillare |
Se stai riscontrando sintomi persistenti o hai dubbi sulla tua condizione, affidati a uno specialista. Un semplice fastidio alla gola può nascondere molto più di un comune raffreddore.
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