
Chiunque abbia un acquario d’acqua dolce prima o poi si imbatte in lumache: accendi la luce al mattino, ti avvicini al vetro, e ti accorgi che lì dove ieri c’era un fondale tranquillo oggi si muovono decine, anzi centinaia di minuscole conchiglie che scalano il vetro e si aggirano tra le piante. La proliferazione non è mai casuale. Le lumache d’acqua dolce sono organismi straordinariamente efficienti: hanno cicli vitali brevi, capacità riproduttive elevate e un metabolismo che permette loro di adattarsi a una gamma molto ampia di condizioni.
La loro comparsa massiccia non è solo un “fastidio estetico”: è un segnale. Indica che in acquario ci sono squilibri nutrizionali, come eccesso di cibo, accumulo di detriti o un fondo poco sifonato. Imparare a leggere la presenza delle lumache come un indicatore biologico è utile: una crescita improvvisa segnala nutrienti in eccesso. Le lumache sono organismi detritivori, ossia si nutrono di materiale organico in decomposizione (foglie morte, residui di cibo, feci).
Non tutte le lumache sono uguali. Alcune diventano infestanti con rapidità sorprendente, altre sono preziose alleate nella gestione delle alghe o dei residui.
Melanoides tuberculata: una lumaca nota per il suo guscio a forma di cono non più lungo di 2.5 cm, è considerata una delle migliori lumache d’acquario per la sua attività notturna di rimescolamento del fondo della vasca che in questo modo viene ossigenato e si facilita la formazione di batteri denitratori nel fondo della vasca e aiuta la crescita delle piante che così hanno radici più robuste. Se si presentano in un acquario si moltiplicano facilmente e le si ritroverà ovunque anche nel filtro, se tendono a muoversi anche durante il giorno è indice di inquinamento.
Ampullaria australis, Ampullaria caniculator, Ampullaria cuprina e Ampullaria paludosa è forse una delle lumache più grosse che si può tenere in una vasca: raggiunge senza problemi i 6 cm di diametro del guscio che è di colore arancione, è molto facile da tenere nella vasca però può anche nutrirsi con le foglie delle piante acquatiche sopratutto con i germogli. In questa specie i sessi sono separati e si riconosce il maschio perchè il coperchio che usa per chiudersi dentro il guscio è convesso nei maschi e concavo nelle femmina. Questa sprecie è il miglior indicatore della qualità dell’acqua: quando va verso la superficie ed estrae una specie di proboscide per respirare l’aria esterna vuol dire che l’acqua è inquinata o troppo ricca di sostanze organiche.
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Planorbis cornesus, Segmentina victoriae e Marisa rotula lumaca ermafrodita che si riproduce molto velocemente; si riconosce per il suo guscio ha colori che vanno dal grigio al rosso cupo. Le planabis corneus sono senza guscio e non sono assolutamente in grado di reggere un pH maggiore di 7. Physa sp. Queste piccole lumache marroni, con guscio allungato che si avvolge verso destra, sono le campionesse dell’adattabilità.
La maggior parte delle appartenenti alla famiglia Neritidae sono lumache d'acqua salata, ma alcune specie si sono adattate ad ambienti d'acqua salmastra e d'acqua dolce. Per gli acquariofili queste lumache sono una scelta molto allettante, sia per il loro aspetto, sia per il controllo delle alghe. Se sei alla ricerca di un mollusco che possa aiutarti a mantenere pulito il tuo acquario, la soluzione migliore è una Neritina zebrata: questa lumaca va molto d’accordo con gli animali acquatici ed è particolarmente apprezzata soprattutto dai gamberetti. Per quanto riguarda i gusti alimentari, preferisce di gran lunga le alghe alle piante acquatiche. Infine, dettaglio assolutamente non trascurabile, questo mollusco non si riproduce in acqua dolce, nemmeno se ben nutrito!
Per avere un guscio robusto hanno bisogno di calcio; non è raro trovare delle lumache con il guscio molto sottile o che presenta delle linee o dei fori. Lo sviluppo della conchiglia può essere compromesso quando l'acqua ha un pH basso (sotto 6,5) e un basso contenuto di calcio. In questo caso le lumache non sono in grado di costruire una conchiglia robusta e diventano vulnerabili a danneggiamenti della conchiglia.
Di conseguenza è raccomandabile testare il pH quando si notano problemi ai gusci delle lumache. Per molte ampullarie è ottimale un pH tra 7 e 8. Un pH basso può essere facilmente corretto con l'aggiunta di carbonato di calcio all'acqua. La maggior parte dei negozi per acquari vendono speciali preparati per incrementare il pH e la concentrazione di calcio. Un'alternativa per gli acquariofili fai-da-te è costituita da marmo, conchiglie marine o gusci d'uova spezzettati o polverizzati. Prima di aumentare il pH, assicuratevi che gli altri abitanti (i pesci) della vasca o del laghetto tollerino un pH di 7-8. Inoltre non incrementate il pH troppo alla volta (al massimo di 0,5 al giorno).
I pigmenti che determinano il colore della conchiglia si trovano principalmente nel livello di tessuto più esterno (periostraco). La velocità con la quale la lumaca si sviluppa determina in larga parte lo spessore del periostraco. Ad una velocità di crescita lenta, si forma un periostraco relativamente spesso, mentre ad un'alta velocità di crescita corrisponde un periostraco più sottile e trasparente. Lo stesso spiega perché le lumache catturate in natura sono spesso più scure di quelle allevate in acquario.
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Quando lo strato protettivo esterno viene danneggiato, lo strato di calcio è esposto all'acqua. Questo non è un grande problema, fino a che l'acqua rimane ricca di calcio e alcalina, ma se il pH scendesse e l'acqua diventasse acida (pH inferiore a 7), il calcio inizierebbe a sciogliersi.
Prima di tutto, controllate la qualità dell'acqua: il pH è 7 o superiore? (mantenerlo tra 7 e 8). Com'è la durezza dell'acqua? (mantenere alti KH e GH). Un buon modo per regolare la qualità dell'acqua è aggiungere una sorgente di calcio, sotto forma di gusci d'uovo, preparati specifici, conchiglie sminuzzate, marmo o cose simili.
Se la lumaca è attiva, si può presupporre che non soffra per il danneggiamento. In qualche caso una riparazione dovrebbe essere considerata una misura protettiva per prevenire che altre lumache attacchino i tessuti esposti. Se tuttavia manca un grande pezzo di conchiglia, e c'è il rischio reale che la lumaca diventi cibo vivo per i coinquilini, si può decidere di riparare i buchi incollandovi sopra pezzi di gusci di lumaca, di uova, o anche di plastica. La colla migliore a questo scopo è quella per uso medicale, ma vanno bene anche le colle domestiche tipo Attack, che però sono tossiche fino a che non sono completamente essiccate.
Deterioramento dell'opercolo: l'opercolo è costituito da proteine. Se una lumaca non è ben alimentata, può succedere che l'opercolo sia sottile e presenti dei fori. In questo caso, non c'è molto da fare, se non prendersi buona cura della lumaca. Bisogna anche ricordarsi che l'opercolo non è essenziale all'ampullaria per sopravvivere in un comune acquario, dove non siano presenti pesci che si nutrono di lumache.
Le lumache non attaccano i pesci. In genere non mangiano le piante sane: si nutrono di foglie in decomposizione. Tuttavia altro aspetto negativo è che si nutrono anche di uova quindi se si hanno intenzioni di riprodurre i pesci nelle vasche è fondamentale spostarle in un acquario diverso.
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Accorgi della loro presenza può essere facile perchè sembrano dei piccoli grappoli di uva attaccati alla foglia e si possono togliere con facilità usando un dito. Si può chiaramente cercare di eliminarle meccanicamente rimuovendole con le mani (se ad esempio di notte tendono a radunarsi sui vetri) o aspirandole con un tubo mentre si fanno i cambi d’acqua. Soprattutto le melanoides tubercolata sono attratte dall’odore, e si riuniscono all’interno del piattino. In questo modo si può facilmente rimuovere piattino e lumache contemporaneamente.
Esistono trappole artigianali: basta un pezzetto di zucchina, cetriolo o foglia di lattuga bollita lasciata sul fondo la sera. La trappola con la zucchina o la lattuga funziona mettendo un pezzetto di verdura sbollentata la sera. In alternativa si può cercare di eliminarle meccanicamente rimuovendole con le mani o aspirandole con un tubo durante i cambi d'acqua.
L’uso di prodotti chimici può avere senso solo in casi estremi e in vasche senza invertebrati sensibili. Il rame è tossico anche per gamberetti, crostacei e perfino per alcuni pesci delicati. L’uso di soluzioni drastiche porta a un problema secondario: la moria di massa. Se centinaia di lumache muoiono tutte insieme, i gusci si accumulano e il loro contenuto organico viene decomposto dai batteri, consumando ossigeno e liberando ammoniaca.
Un altro metodo molto sconsigliato è introdurre fili con legato all’estremità un pezzettino di carne: è il metodo più sconsigliato; si suggerisce di usarlo solo come ultimo estremo tentativo, deve essere usato seguendo scrupolosamente le istruzione che vi sono riportate e sapendo l’esatto contenuto in litri della vasca, in caso di pesci delicati è meglio trasferirli in altre vasche durante il trattamento. In questo caso alla fine ci si trova con una miriade di lumache morte che si decomporranno tutte insieme e spesso il filtro non riesce a stare dietro al picco e l’acqua risulta inquinata.
In natura esiste sempre un equilibrio: pesci e crostacei che si nutrono delle uova o delle lumache giovani. Possiamo sfruttare questo meccanismo, introducendo pesci e invertebrati che si nutrono volentieri di lumache. Botia (Chromobotia macracanthus e altre specie) e i famosi “Botia pagliaccio” sono voraci predatori di lumache. Anentome helena (lumaca assassina o lumaca killer) è una lumaca carnivora, che si nutre di altre lumache. Quando la popolazione di lumache diventa massiccia, molti acquariofili considerano l’introduzione di predatori naturali.
Non sempre “inserire un predatore” è la scelta giusta. Un Botia in una vasca da 60 litri è un errore ecologico e gestionale. Non bisogna inoltre dimenticare che i predatori raramente eliminano tutte le lumache: in pratica riducono le popolazioni, ma quasi mai le fanno sparire del tutto.
La presenza di poche lumache che si muovono nel substrato è un bene. Centinaia visibili di giorno sono un campanello d’allarme. Eliminare tutte le lumache è praticamente impossibile, e in realtà nemmeno auspicabile: un certo numero minimo è utile. Dopo aver risolto l’infestazione da lumache, controlla le condizioni dell’acquario: c’è molto materiale vegetale morto nell’acqua? Ci sono troppi residui di mangime deposti sul fondale? Cura il tuo acquario con le dovute attenzioni e prenditi il tempo necessario per nutrire i pesci, assicurandoti che finiscano sempre il pasto e che quindi nell’acqua non galleggi un’eccessiva quantità di mangime avanzato.
In definitiva, le lumache non sono sempre un problema: possono essere indicatori della qualità dell’acqua e utili detrivori, ma se si moltiplicano in modo incontrollato bisogna intervenire correggendo la gestione dell’acquario e, se necessario, rimuovendole con metodi meccanici o biologici adeguati. Ricordate: ogni acquario è un piccolo laboratorio ecologico e la presenza di lumache racconta la storia della sua gestione.
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