Correlazione tra malocclusione dentale e problemi respiratori

Dal punto di vista anatomico e funzionale, le vie aeree possono essere definite come un unico organo, che inizia nelle fosse nasali, comprende il sistema sinusale, faringe, laringe e si estende all’intero albero tracheobronchiale. Lo schema respiratorio che abitualmente si impiega può essere di tipo orale o nasale. Il meccanismo di insorgenza passa probabilmente attraverso l’induzione del cambiamento dello schema respiratorio da nasale a orale. Ciò rende indicata l’intercettazione anche precoce della malocclusione dentaria, non solo ai fini del ripristino di un corretto rapporto interocclusale e dell’estetica della bocca, ma anche ai fini della riconversione dello schema respiratorio da orale nasale.

Il transito nasale non costituisce una semplice via di ingresso. Il flusso aereo inspiratorio nasale si riparte nei tre meati. In quello superiore entra in contatto con la mucosa olfattiva, che occupa la volta delle cavità nasali in corrispondenza della lamina cribrosa dell’etmoide, e si estende medialmente sul setto e lateralmente sul cornetto superiore in una superficie di circa 2,5 cm2. L’epitelio della mucosa olfattiva è di tipo cilindrico pseudostratificato privo di ciglia. Il sistema olfattivo è in grado di riconoscere e memorizzare circa 10.000 odori differenti. Tramite articolati processi nervosi, le informazioni olfattive vengono trasmesse a diverse micro regioni della corteccia cerebrale, consentendo l’esperienza conscia di un odore specifico, riconoscibile anche in futuro, e che potrà quindi essere ricordato anche in sua assenza.

Schema delle vie aeree superiori e mucosa olfattiva

Il cumulo di esperienze che l’olfatto fa acquisire può influenzare in tutte le specie diversi comportamenti sociali “innati” con meccanismi capaci di evocare sensazioni dalle radici antichissime, di piacere, come quelle legate alla sessualità e alla riproduzione o all’alimentazione (il neonato in poco tempo sa elaborare i ricordi olfattivi e accostarsi al seno che allatta), o di paura del pericolo. L’associazione tra disturbi dell’olfatto e malattie croniche è stata riportata in alcuni studi sugli adulti.

Nel transitare in prossimità degli osti sinusali, per la presenza di dispositivi simil valvolari, il flusso aereo “risucchia” l’aria contenuta nei seni: nell’espirazione provvederà a riempirli nuovamente. La ventilazione nasale è indispensabile alla salute delle mucose rinosinusali: in sua mancanza si instaura una sostanziale ipossia, con modificazioni del PH, del metabolismo della mucosa e della flora batterica, che dapprima transitante, diviene stanziale. L’associazione tra asma e rinite allergica è stata ampiamente studiata sotto il profilo epidemiologico, fisiopatologico e terapeutico. Inoltre il trattamento medico e/o chirurgico della rinosinusite migliora la sintomatologia asmatica nei pazienti che la riferiscono.

La presenza di una ROP peraltro, se, come già accennato, può favorire l’insorgenza di rinosinusite cronica, può anche costituire un elemento favorente di entrambi i quadri, in particolare nei pazienti che presentano rinosinusite e asma insieme. Durante un esercizio intenso, che comporta debito di ossigeno, si passa inevitabilmente alla respirazione orale: il naso viene by-passato e sono le basse vie a essere reclutate per umidificare e riscaldare l’aria inspirata.

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Cause congenite, sviluppo cranio-facciale e funzioni respiratorie

Le cause congenite comprendono: anormalità ossee o del tessuto molle delle cavità nasali (es. deviazione del setto nasale). Inoltre il palato sarà meno sviluppato (palato stretto o ogivale) con conseguente ripercussioni sull’arcata inferiore della bocca. Queste modifiche causano problemi funzionali, strutturali, posturali, biomeccanici, e comportamentali.

L’osteopata in questi casi non può modificare la forma ma può certamente monitorare e agevolare la corretta funzione dell’apparato respiratorio e stomatognatico. La funzione respiratoria nasale oppure orale, facoltativa o obbligata, è stata sempre messa in relazione con lo sviluppo dello scheletro del cranio viscerale. Nel bambino durante la crescita le conseguenze della respirazione orale sono: la posizione bassa della lingua, l’ipotono dei muscoli della faccia e delle labbra, che possono avere effetti sulla morfologia del viso, determinando una faccia allungata (Facies adenoidea), una contrazione del mascellare superiore e della base del naso, una volta palatale alta, una crescita mandibolare con direzione prevalente verso il basso e l’indietro.

Nel bambino con respirazione orale, una quota considerevole di aria ispirata (non preriscaldata nelle fosse nasali e nei seni) salta il fisiologico filtro costituito dall’epitelio nasale ciliato ed investe il tessuto adeno-tonsillare. Ne conseguirà una ipertrofia adeno-tonsillare che finirà per ridurre l’utilizzo della via nasale fino ad escluderla, istaurando così un circolo vizioso. Il diminuito flusso respiratorio genererà una ipoventilazione polmonare, con diminuito interscambio gassoso e tendenziale riduzione della riserva alcalina. Una scarsa ossigenazione dei tessuti (ipoossigenazione),inoltre, può interferire con lo sviluppo intellettivo del bambino, rendendolo apatico e incapace di concentrazione e memoria.

Facies adenoidea e sviluppo palatale

Tipologie di malocclusione e impatto respiratorio

Considerando le più comuni malocclusioni, da un lato il morso aperto anteriore, spesso legato all’abitudine infantile al succhiamento del dito, all’uso del biberon e del succhiotto o all’interposizione della lingua durante la deglutizione, appare intuitivamente coinvolto in una respirazione di tipo orale, stante la beanza che si instaura nella zona incisivo-canina fra le arcate dentarie antagoniste, che favorisce l’incompetenza labiale. Il morso aperto è una malocclusione sul piano verticale caratterizzata dalla presenza eccessiva di spazio tra ile arcate superiori ed inferiori quando i denti sono in occlusione. La deglutizione è atipica: per ottenere il sigillo labiale indispensabile alla deglutizione, il bambino è costretto ad interporre la lingua fra i denti.

Le tonsille ipertrofiche sono spesso dolenti alla compressione da parte della lingua. Il bambino è dunque portato ad assumere una posizione di difesa antalgica, a portare cioè la mandibola in avanti e in basso e la lingua ad interporsi tra le arcate. L’ipotonia dei muscoli elevatori favorisce invece la crescita abnorme dei processi alveolari, che aggraverà il morso aperto. La lingua, che trova una comoda breccia anteriore nella quale disperdere la propria forza muscolare, non la eserciterà sul palato, che perderà il più importante stimolo funzionale al proprio sviluppo dimensionale. Di conseguenza la pervietà delle vie nasali potrà risultare compromessa per decremento di sviluppo in senso trasversale.

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Più subdolo, ma altrettanto significativo, è il quadro occlusale di morso profondo, caratterizzato dall’eccessiva “copertura” dei denti incisivi inferiori a opera di quelli superiori, che possono giungere e toccare nei casi più gravi le stesse gengive marginali inferiori. Normalmente gli incisivi superiori coprono gli inferiori di circa 2mm. Quando si arriva a 4 mm o più, siamo davanti a un caso di deep bite o morso profondo. Che può essere diviso in prima e seconda classe in base all’inclinazione dei denti anteriori.

In realtà, il fatto che le arcate dentarie serrino eccessivamente, diminuendo la dimensione verticale della bocca (cioè la distanza tra le basi ossee mascellare e mandibolare) comporta due effetti: la retrusione mandibolare e la perdita di una certa parte del volume endoorale a disposizione della lingua. Diminuendo la dimensione verticale tra le basi ossee mascellare e la mandibola si hanno due effetti: la retrusione mandibolare e la perdita dello spazio a disposizione della lingua. La retrusione è più accentuata se gli incisivi superiori sono lingualizzati e accentuano l’effetto retusivo sulla mandibola. Assieme alla mandibola si sposterà all’indietro anche la lingua.

A causa poi del minor spazio a sua disposizione (dovuto al morso profondo) la lingua, impedita dal muro dentale a trovare spazio in avanti e ai lati non potrà che riguadagnarlo in alto o all’indietro. Il secondo effetto (perdita di volume endoorale) fa sì che la lingua, costituita da un poderoso complesso muscolare in perenne attività nello svolgimento delle sue molteplici funzioni, impedita dal muro dentale e dall’atteggiamento contratto delle labbra a trovare spazio in avanti e ai lati, non può che riguadagnarlo in alto o all’indietro. È probabilmente la spinta verso l’alto che genera gli sgradevoli profili con naso aquilino giacché la spinta sulla sutura palatina mediana si trasmette al vomere e alla lamina perpendicolare dell’etmoide fino alla sutura delle ossa nasali. Se la sutura nasale mediana non cede deformandosi, sarà invece il setto nasale ad assorbire le spinte verso l’alto e sarà portato a curvarsi e a deviare.

Effetti del morso profondo sul posizionamento linguale e nasale

Anche il morso incrociato o morso inverso può essere causa di difficoltà respiratoria nasale. Questa condizione porta a una funzione masticatoria asimmetrica e scorretta. Il morso inverso può interessare sia i denti laterali (morso inverso laterale o posteriore) sia i denti frontali (morso inverso frontale o anteriore). La causa del morso inverso è da ricondursi a una crescita insufficiente del mascellare superiore (ipoplasi a mascellare superiore) o una crescita eccessiva della mandibola.

Il morso incrociato latero-posteriore si suddivide a sua volta in mono o bilaterale a seconda che coinvolga uno o entrambi i lati del mascellare superiore. Nel morso inverso monolaterale il mascellare è ipopasico e, oltre all’alterazione dell’occlusione da un solo lato, si riduce lo spazio intraorale per la lingua, che eserciterà una eccessiva spinta sulla sutura mediana e sui tessuti molli del retrobocca. Si sviluppa una deviazione mandibolare e del terzo inferiore della faccia che trascina con se anche il terzo medio favorendone la deviazione del setto nasale. Le vie aeree nasali risulteranno ipotrofiche per decremento dello sviluppo trasversale e verticale, aggravato dalla asimmetria strutturale e dalla deviazione del setto. Molto spesso questi pazienti riferiscono anche difficoltà di deglutizione, legate allo squilibrio muscolare.

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Ruolo dell’espansione palatale e interventi terapeutici

L’azione dell’espansore rapido del palato si sviluppa sia a livello scheletrico che dentale, a seconda dell’attività suturale del paziente. Nei bambini l’espansione è 2/3 scheletrica e 1/3 dentale.Negli adolescenti solo 1/3 del movimento è scheletrico, con un’espansione prevalentemente dovuta all’inclinazione dei denti e maggiore probabilità di recidiva.

Schema espansore rapido del palato: effetti scheletrici e dentali

La lingua è un organo ad elevata motilità situata all’interno della curvatura del corpo della mandibola. Grazie alla sua mobilità e alle modificazioni di forma, la lingua interviene nella masticazione, nella deglutizione e nell’articolazione vocale. Ha una posizione tra mento e osso ioide che, a sua volta, si trova tra la terza e quarta vertebra cervicale. L’osso ioide all’inizio dello sviluppo occupa una posizione più alta rispetto alla terza e quarta vertebra cervicale. La sua discesa a livello di queste vertebre da sei ai quattordici anni è seguita di norma dalla lingua. Quando la lingua e l’osso ioide non discendono di pari passo con l’accrescimento vertebrale, la lingua avrà una spinta orizzontale e quindi la mandibola crescerà orizzontalmente.

La lingua ha un capo libero che va ad articolare in vari punti del cavo orale, presenta una forma “topologica”, cioè che si adatta allo spazio che trova libero. L’epitelio che riveste la superficie inferiore della lingua è più sottile e delicato di quello del dorso. Quando la condizione del frenulo non è grave da impedire motilità linguale, la logopedia rappresenta la terapia di riferimento.

Intervento di espansione palatale e logopedia per la deglutizione atipica

Tabella: effetti delle principali malocclusioni sulla funzione respiratoria

Malocclusione Effetto sulla respirazione Conseguenze anatomiche/funzionali
Morso aperto Favorisce respirazione orale Incompetenza labiale, ipotonia muscoli facciali, palato poco stimolato
Morso profondo (deep bite) Riduce spazio per la lingua, spinta verso alto/indietro Retrusione mandibolare, palato ogivale, possibile deviazione del setto
Morso incrociato / inverso Respirazione nasale compromessa per asimmetria Deviazione mandibolare, sviluppo mascellare trasversale ridotto

In definitiva, la correlazione tra malocclusione dentale e problemi respiratori è stretta e bidirezionale: anomalie strutturali influenzano la funzione respiratoria e schemi respiratori alterati condizionano lo sviluppo cranio-facciale. L’intercettazione precoce e l’approccio multidisciplinare (ortodontista, otorinolaringoiatra, logopedista, osteopata) sono pertanto fondamentali per correggere non solo l’occlusione ma anche lo schema respiratorio, prevenendo circoli viziosi che possono compromettere la salute respiratoria e lo sviluppo globale del bambino.

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