Bambino mette i dentini troppo presto: cause e conseguenze

La dentizione nei bambini è un processo naturale che inizia solitamente tra i 6 e gli 8 mesi e porta alla comparsa dei denti da latte. In questo articolo spieghiamo quando aspettarsi i primi dentini, quanto dura la fase della dentizione e cosa fare in caso di dentizione anticipata, illustrandone le possibili cause e le conseguenze sullo sviluppo orale del bambino.

Quando iniziano e qual è la tempistica normale

Intorno ai 6/8 mesi inizia l’eruzione dei primi dentini, che termina intorno ai 2 anni. L’eruzione del primo dentino di un bambino è una tappa di sviluppo emozionante per i genitori, ma spesso è l'inizio di un'esperienza fastidiosa per il piccolo. L’eruzione dei denti “decidui” (termine medico utilizzato per indicare la comparsa dei denti provvisori, i cosiddetti “denti da latte”) inizia normalmente intorno ai 6-8 mesi di vita e si completa intorno ai 26 mesi. Durante i primi due anni di vita del bambini i denti iniziano ad emergere e saranno completamente presenti tra i 2 anni e mezzo e i 3 anni circa.

I denti da latte iniziano a comparire in questo ordine e con queste tappe: gli incisivi centrali, superiori e inferiori, sono i primi denti ad emergere; gli incisivi laterali crescono accanto agli incisivi centrali; intorno all'età di 19 mesi compaiono i primi molari; all'età di 23 mesi compaiono i denti canini; gli ultimi denti ad emergere intorno ai 27 mesi sono i secondi molari.

Che significa se i denti escono troppo presto?

Non preoccuparti se il primo dentino di tuo figlio o tua figlia spunta prima della data canonica: ogni bambino è a sé, e alcuni iniziano la dentizione già a tre mesi. Anzi, esistono persino neonati che nascono con i denti, sebbene sia una condizione molto rara. In linea di massima i dentini da latte iniziano a spuntare intorno ai 6/8 mesi. Anche questo lasso di tempo può variare da bambino a bambino.

Va specificato che sono molti i casi in cui questi sintomi non sono associati ai denti. Se dovesse esserci stata l’eruzione del primo dentino da latte in anticipo rispetto ai canonici 5-7 mesi del bambino, ecco che è normale che lo stesso dente da latte cada prima, rispetto all’età prestabilita. Se, al di sotto del dentino da latte già caduto, c’è la normale presenza del dente definitivo, potrebbe esserci l’eruzione anticipata anche di quest’ultimo.

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Cause della perdita precoce dei denti da latte

I denti da latte possono cadere prima del previsto per tanti motivi. Potremmo, invece, essere di fronte a un problema, se i denti da latte cadono troppo presto a causa di fattori come malattie o patologie, traumi dentali o condizioni particolari di salute. Spesso, la caduta dei denti da latte prima del tempo è il risultato di una mancanza di calcio o di fluoro. Tra le altre cause patologiche che rischiano di far cadere i denti da latte in anticipo rispetto ai tempi normali, ci sono malattie gengivali e parodontali. Anche la xerostomia, cioè la secchezza delle fauci, è un problema che può mettere a rischio la salute dei denti e renderli più fragili. Un altro motivo potrebbe essere l’affollamento dentale. Solitamente i denti da latte sono più piccoli dei denti definitivi. Infine, la causa potrebbe essere una patologia non intercettata in tempo.

Capita spesso di incontrare genitori che sottovalutano la caduta precoce dei denti da latte dei loro figli, soprattutto nel caso dei molaretti. In realtà, i denti da latte hanno un’importanza fondamentale nella crescita. Se i denti di un neonato spuntano in ritardo non bisogna allarmarsi. Molto spesso questi ritardi non significano nulla di grave e il bimbo svilupperà presto la dentizione decidua. Tuttavia, è importante sapere che questo può comportare alcune problematiche, relative non solo all’alimentazione del bambino, ma anche allo sviluppo della sua dentizione permanente.

Cause legate all'apparato dentale permanente e anomalie

Se i denti da latte cadono troppo presto può essere necessario approfondire con esami radiografici: può accadere che uno dei denti permanenti non erompa al momento e nel posto in cui era atteso (il termine scientifico è “agenesia dentale”). Può anche capitare che il dente da latte sia presente, ma che il dente permanente sottostante non erompa. In questi casi per accertarsi della presenza o meno di un dente sottostante bisogna ricorrere ad un esame radiografico.

- Non c’è il dente permanente. Sotto al dente deciduo non c’è il corrispettivo dente permanente; mancando la spinta da sotto, le radici del dente da latte rimangono fisse e mantengono in posizione il loro dente.
- Radici “osteointegrate”. Le radici di un dente da latte possono cementarsi con l’osso alveolare che le contiene (anchilosi); questa sorta di “osteointegrazione” delle radici impedisce al dente sottostante di erompere dalla gengiva, portandolo “fuori strada”.
- Denti impattati. I bambini a volte sviluppano denti permanenti completamente inclusi, ovvero denti sviluppati ma ancora contenuti per intero nell’osso alveolare. Se, come descritto qua sopra, un dente da latte blocca l’eruzione di un dente permanente, quest’ultimo diventa un dente impattato.

Questi denti inclusi che si muovono al di sotto della gengiva possono causare diversi problemi, a partire dal danneggiare le radici dei denti che sono regolarmente al loro posto o dal spingerli fuori posizione. I denti permanenti non sempre spuntano dove dovrebbero. Anche se il dente da latte corrispettivo è caduto nei tempi giusti e ha lasciato libero il percorso corretto per l’eruzione del dente permanente, può sempre capitare che questo appaia dalla gengiva fuori posizione (eruzione ectopica). L’eruzione ectopica riguarda soprattutto i primi e i terzi molari della mandibola e i canini superiori, che a volte spuntano lateralmente dal bordo gengivale piuttosto che dalla sua sommità.

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Conseguenze della perdita precoce dei denti da latte

La caduta anticipata dei denti da latte può provocare malposizionamenti e malocclusioni, che rischiano di compromettere l’eruzione e lo sviluppo corretto dei denti permanenti, portando a problematiche future più complesse da trattare. I denti da latte mantengono lo spazio per i denti adulti: se i denti da latte vengono persi troppo presto, gli altri denti potrebbero spostarsi e bloccare i denti permanenti che tentano di emergere, causando affollamento o problemi di masticazione.

Permettono di parlare chiaramente: i bambini che perdono i denti da latte troppo presto potrebbero avere difficoltà a produrre determinati suoni e parlare in modo difficile da capire, portando a volte allo sviluppo di problemi del linguaggio che possono rendere necessario il ricorso al logopedista. La caduta precoce può anche portare a infezioni: i denti cariati, anche se da latte, possono portare infezioni che possono diffondersi al resto del corpo.

Quando rivolgersi al dentista e possibili interventi

Se siete preoccupati per la perdita prematura dei denti da latte del vostro bambino, è importante innanzitutto andare dal dentista. Se siete preoccupati che il vostro bambino stia perdendo un dente da latte troppo presto, il rimedio è consultare immediatamente il dentista, che esaminerà l’area intorno al dente e confronterà il suo aspetto con quello dei denti circostanti. Prima di tutto è sempre meglio rivolgersi a un dentista pediatrico fin dalla più tenera età. Poi naturalmente si deve valutare la situazione specifica di ciascuno.

In caso di un dente danneggiato dalla carie o da un trauma valutiamo la ricostruzione, per mantenere l’alloggiamento che servirà al dente permanente. Una volta individuata la causa del problema e considerata la gravità della situazione, allora il dentista può decidere se e come intervenire. Molto spesso, si opta per l’applicazione di un apparecchio ortodontico finalizzato specificamente a indirizzare e raddrizzare la crescita dei denti. È molto raro, invece, che si decida di procedere con un’estrazione selettiva dei denti da latte per assicurare una crescita adeguata dei denti.

Prevenzione e cura quotidiana

Per salvaguardare la salute dei denti da latte è importante lavarli almeno dopo i pasti principali, con uno spazzolino in setole morbide e piccole quantità di dentifricio. Utilizza un dentifricio a base di fluoro, che protegge dalla carie e rinforza i denti. Non esagerare e usa la quantità appropriata di dentifricio in base all'età: per bambini di età inferiore ai 3 anni usa una quantità pari a un chicco di riso, per bambini da 3 anni in su usa una quantità pari a un pisello.

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Fin dalla nascita è consigliato pulire quotidianamente le gengive del bambino con un piccolo panno di mussola pulito e umido o con un pezzo di garza, abituandolo così alla routine quotidiana di lavarsi i denti ogni giorno. Aiuta il tuo bambino a coltivare la buona abitudine di lavare i denti almeno due volte al giorno, al mattino e la sera prima di dormire. Al compimento del primo anno, inoltre, è consigliabile la prima visita dal dentista: lo specialista saprà consigliarti le migliori tecniche di igiene orale e darti qualche consiglio su come affrontare il resto della dentizione.

Sintomi della dentizione e come alleviare il fastidio

La dentizione può essere accompagnata da sintomi come dolore e gonfiore gengivale, aumento della salivazione, irritabilità e sonno disturbato, anche se non tutti i bambini manifestano fastidi. L’irritazione gengivale rappresenta uno dei sintomi principali della dentizione. I bordi irregolari dei denti premono contro le gengive e il bambino inizia a masticare giocattoli, mani o altri oggetti solidi per esercitare pressione sulle gengive e alleviare il dolore.

Alcuni suggerimenti utili per lenire le gengive sensibili e doloranti di un bambino includono: massaggiare le gengive del bambino con un dito pulito, un panno umido o una garza pulita inumidita; fornire al bambino un anello da dentizione in gomma dura; usare un succhietto o biberon con acqua; raffreddare una salvietta o un dentaruolo affinché il bambino possa masticarlo (non congelare); offrire cibi freddi e morbidi se è già svezzato; asciugare la bava per evitare che la pelle si irriti; sotto consiglio del pediatra somministrare farmaci da banco per alleviare il dolore o appositi gel lenitivi da applicare sulle gengive.

Schema dell'ordine di eruzione dei denti nei bambini

Quando preoccuparsi: segnali d’allarme

Occorre contattare il pediatra se il bambino presenta sintomi persistenti per molti giorni, febbre sopra i 38 °C, diarrea, vomito (tutti sintomi non ascrivibili all’eruzione dentaria) o se la dentizione non inizia entro i 12-18 mesi di età. Se il bambino sviluppa una leggera febbre durante la dentizione, in genere non c'è nulla di cui preoccuparsi. Tuttavia la dentizione non porta ad una febbre oltre i 38°C: se la febbre dovesse superare i 38°C, ciò non è causato dalla dentizione e quasi tutte le malattie virali o infettive possono portare a febbre, quindi è meglio contattare immediatamente il pediatra.

La situazione cambia se dopo il primo anno la situazione resta invariata. In questo caso, allora è consigliato realizzare una visita dal dentista per tenere d’occhio la situazione. Fermo restando, comunque, che i casi di agenesia, ovvero l’assenza congenita di uno o più denti, è una malattia piuttosto rara. In qualche caso potrebbero esserci dei problemi relativi alla mancanza di spazio nell’arcata per far uscire i dentini, infezioni gengivali o traumi che hanno danneggiato le gemme dentarie.

Intervista con un dentista pediatrico su dentizione precoce e trattamenti

Ruolo dei genitori e consigli pratici

Per mamma e papà, i primi anni di vita del neonato sono sempre un’avventura piena di novità. D’altronde, si diventa genitori accompagnando i propri figli nelle varie tappe della vita. L’apparizione dei primi dentini è senza dubbio uno dei momenti che un genitore non scorda mai. Anche perché con i primi dentini arriva pure un po’ di dolore e fastidio per il bambino.

Per i genitori vedere quella puntina bianca che spunta dalla gengiva è un momento emozionante e felice, segna la fine di un periodo caratterizzato da pianti e forte irritabilità del bambino. Se nel periodo della dentizione tuo figlio o tua figlia è irritabile, una buona dose di affetto, rassicurazioni e coccole extra potrebbe avere un effetto calmante. I genitori possono aiutare la fuoriuscita dei denti dando al bambino qualcosa da mordere. In genere vengono usati i massaggiatori gengivali refrigerati venduti in farmacia o in negozi specializzati nella vendita di prodotti per l’infanzia.

Ruolo dell'alimentazione

I fattori che influenzano l’epoca di comparsa dei primi denti sono diversi. Un fattore su cui si può intervenire è l’alimentazione: è stato visto infatti che i bambini con carenza di calcio e/o vitamine possono avere un ritardo nella comparsa dei primi denti. Sicuramente un’alimentazione equilibrata ricca di vitamine e calcio può aiutare nella formazione di denti. Per un genitore questo vuol dire tagliare il cibo a pezzettini, fare minestrine e frullati per facilitare i pasti del neonato quando necessario.

Tabella riassuntiva: tempistiche e consigli

Fase Età tipica Consiglio pratico
Inizio dentizione 6-8 mesi (può variare) Massaggiare gengive, usare anello da dentizione refrigerato
Completamento dentizione decidua 2,5-3 anni Spazzolare con spazzolino morbido, prima visita dentista
Caduta dente da latte intorno ai 6-7 anni (primi incisivi) Consultare dentista se cadono troppo presto o troppo tardi
Allarme Assenza dopo 12-18 mesi o febbre >38°C Consultare pediatra/dentista per esami radiografici

In breve, i denti da latte hanno un’importanza fondamentale nella crescita, permettono di masticare, parlare chiaramente, mantenere lo spazio per i denti adulti e contribuire alla fiducia in se stessi. Vista l'importanza della salute orale è consigliabile iniziare presto con le buone abitudini orali e le cure dentistiche. Fin dalla nascita è consigliato pulire quotidianamente le gengive del bambino e programmare la prima visita odontoiatrica intorno ai 18-24 mesi.

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