
Gaetano Mosca nacque a Palermo nel 1858 e morì a Roma nel 1941. Gaetano Mosca è considerato tra i più importanti esponenti della corrente di pensiero elitistica, insieme a Robert Michels e Max Weber.
Successivamente, dal 1896, fu professore di diritto costituzionale all’Università di Torino, dove fu anche Preside della Facoltà di giurisprudenza (1907-1909). Nel 1909 fu eletto deputato al Parlamento e nel 1919 venne nominato senatore.
Elite è un termine francese che indica una cerchia ristretta ed influente di persone, che esercita un controllo o un’influenza sulla società. Le teorie degli elitisti vogliono demistificare il funzionamento concreto delle democrazie rappresentative, mostrando come nella realtà dei fatti a governare siano sempre delle minoranze.
La democrazia (cioè il governo del popolo) è una forma di governo tipicamente moderna. Una minoranza organizzata che, agendo in modo coordinato, trionfa sempre su una maggioranza disorganizzata.
Egli sostiene che esiste una sola forma di governo e di classe politica: l’oligarchia. Infatti, in ogni società vi sono due classi di persone: i governanti (che sono le élite che hanno il potere politico) ed i governati (il resto della società).
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La politica per Mosca è una lotta per la supremazia. È lotta tra una minoranza che vuole continuare ad essere classe politica e un’altra minoranza che aspira a diventarlo. È una lotta, perciò, che avviene tra due gruppi: quello che detiene il potere che Mosca chiama materiale (ovvero la classe burocratica, che detiene il potere coercitivo) e quello che detiene il potere intellettuale.
Chi detiene il potere intellettuale aspirerebbe ad ottenere quello materiale. Ciò che la storia potrebbe insegnare.
Data l’importanza delle èlites per una società è fondamentale che questa sia in grado di mettere ai posti di comando soggetti adatti a governare. Queste qualità sono costituite dal coraggio personale, la lealtà, la capacità di lavoro, la volontà di innalzarsi, la concretezza, l’energia di comandare ecc.
Le teorie moschiane hanno avuto grande influenza negli studi sulla sociologia politica e sulla teoria delle élites; la sua analisi della riproduzione delle classi dirigenti e della dinamica di potere è ancora oggetto di discussione e applicazione nello studio delle moderne democrazie rappresentative.
Nel 1909 fu eletto deputato al Parlamento e nel 1919 venne nominato senatore. La sua esperienza politica e accademica gli permise di osservare direttamente i meccanismi attraverso cui le élites esercitano e ricercano il potere, rafforzando le sue argomentazioni teoriche con esempi tratti dalla pratica istituzionale.
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Gaetano Mosca rimane una figura chiave per comprendere la realtà delle democrazie rappresentative e i limiti della loro apparente inclusività. Le sue tesi offrono strumenti per analizzare le dinamiche di potere, la formazione delle classi dirigenti e i processi attraverso cui le minoranze organizzate prevalgono sulle maggioranze non organizzate.
Per comprendere appieno il pensiero di Mosca è utile contestualizzarlo accanto ad altri autori della corrente elitista, come Robert Michels e Max Weber, e confrontarlo con gli sviluppi successivi della teoria politica e sociologica.
| Anno | Evento |
|---|---|
| 1858 | Nascita a Palermo |
| 1896 | Professore di diritto costituzionale a Torino |
| 1907-1909 | Preside della Facoltà di giurisprudenza |
| 1909 | Elegge al Parlamento (deputato) |
| 1919 | Nomina a senatore |
| 1941 | Morte a Roma |
Studiare Mosca significa riflettere criticamente sulle strutture del potere e sulla reale operatività delle democrazie moderne, confrontandosi con la persistenza di meccanismi elitari che regolano la selezione e la riproduzione delle classi dirigenti.
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