Cause di decesso dopo intervento odontoiatrico: il caso Floretta, i rischi legati alla sedazione e le evidenze scientifiche

Un 45enne dipendente Rai a Bolzano, Luigi Floretta, è morto tre giorni dopo un intervento odontoiatrico a Brescia, al termine del quale aveva perso conoscenza. Secondo quanto ricostruito dal Giornale di Brescia, l'uomo, una volta terminato l'effetto della sedazione, in uno studio dentistico della città, ha accusato un malore ed è stato trasportato in ospedale dove è morto nel reparto di rianimazione.

Il caso di Luigi Floretta, dipendente Rai presso la sede di Bolzano, ha sollevato forti interrogativi e generato un’inchiesta giudiziaria. Floretta, 45 anni, è deceduto a giugno 2023 in seguito a un intervento di implantologia dentale, condotto presso uno studio privato di Brescia, per la sostituzione della radice di un dente. Al termine dell'operazione, l’uomo ha avuto un malore ed è stato immediatamente trasferito all’ospedale dove è morto 48 ore dopo.

Linea temporale del caso clinico e trasferimento in ospedale

Da quanto si è appreso, l'uomo aveva scelto quel centro odontoiatrico perché sapeva che veniva praticata la sedazione in casi di interventi complessi. Aveva scelto quel centro odontoiatrico perché sapeva che veniva praticata la sedazione in casi di intervento complessi.

"Doveva togliere alcuni denti per poi montare gli impianti" spiegano i parenti. Un malore poco dopo il risveglio dall’anestesia a cui era stato sottoposto per un intervento ai denti. Non è servita la corsa in ospedale direttamente da un centro odontoiatrico di Brescia agli Spedali Civili per salvare la vita a Luigi Floretta.

Indagini della Procura e prime ricostruzioni

La Procura ha aperto un'inchiesta e i Nas hanno già sequestrato la cartella clinica dell'uomo che prima dell'intervento era stato visitato nella struttura privata ad aprile. I carabinieri dei Nas hanno già sequestrato la cartella clinica su disposizione della Procura.

Leggi anche: Studio Dentistico Brescia

Il magistrato di turno ha disposto l'autopsia, che dovrà chiarire le cause del decesso. Il magistrato di turno ha disposto l'autopsia che dovrà chiarire le cause del decesso.

Nel reparto di Rianimazione degli Spedali civili di Brescia Luigi Floretta era arrivato in condizioni disperate e dopo poco più di 48 ore dopo è deceduto. Ma nel reparto di rianimazione degli Spedali civili di Brescia è arrivato in condizioni disperate. Dopo poco più di 48 ore dopo è morto.

Intervista a esperto su protocolli di sedazione odontoiatrica

Le perizie mediche e l’ipotesi di responsabilità

Le indagini della Procura e le responsabilità in corso di accertamento La Procura di Brescia, coordinata dai consulenti incaricati, ha deciso di portare tre persone a processo, ritenendole potenzialmente responsabili per il decesso di Floretta. Gli indagati sono il dentista, responsabile dell’operazione, l’anestetista e un collaboratore dello studio odontoiatrico. L’accusa è quella di omicidio colposo, derivante da gravi negligenze che avrebbero contribuito al tragico epilogo dell’intervento.

Gli esiti delle perizie mediche sono risultati determinanti per la definizione delle responsabilità. Secondo quanto emerso, il paziente sarebbe deceduto a causa dell’anestesia. Inizialmente, si era pensato a una possibile reazione allergica ai farmaci. Tuttavia, la consulenza medica ha successivamente rivelato un sovradosaggio dell’anestetico, precisamente un farmaco a base di lidocaina.

Nella relazione dei consulenti, Floretta è stato stroncato "da una tossicità sistemica da anestetico locale (lidocaina sovrapposta all’articaina) determinante l’arresto cardiaco al termine della procedura odontoiatrica". Ciò che desta perplessità è l'assenza di qualsiasi riferimento alla sua somministrazione nella cartella clinica. È stata infatti la moglie di Floretta a rivolgersi ai carabinieri per chiedere di far luce su quanto accaduto.

Leggi anche: Come gestire il gonfiore dopo l'estrazione dei denti del giudizio

Le imputazioni per i tre accusati si basano su ipotesi di omicidio colposo, derivante dalle possibili negligenze nelle procedure adottate. La Procura di Brescia ha quindi deciso di proseguire con l’azione penale, ritenendo sufficienti le evidenze emerse dalle perizie per dimostrare una presunta responsabilità diretta nella morte di Floretta, e il prossimo 21 gennaio gli imputati dovranno presentarsi all’udienza preliminare.

Le posizioni istituzionali e professionali

"Come istituzione non possiamo che esprimere il più sentito cordoglio per la famiglia del paziente scomparso. Siamo certi che gli organi inquirenti potranno fare piena luce su una vicenda alla quale guardiamo anche noi con attenzione", ha commentato il presidente degli odontoiatri di Brescia Gianmario Fusardi. "Inevitabilmente, ci atterremo alle risultanze delle indagini per effettuare eventuali valutazioni di nostra competenza sui professionisti sanitari iscritti. La sicurezza degli studi odontoiatrici e la preparazione dei medici odontoiatri non è in discussione, ma siamo pienamente impegnati a capire cosa sia accaduto perché non rimangano zone d'ombra.

Inevitabilmente - ha aggiunto Fusardi - ci atterremo alle risultanze delle indagini per effettuare eventuali valutazioni di nostra competenza sui professionisti sanitari iscritti. La sicurezza degli studi odontoiatrici e la preparazione dei medici odontoiatri non è in discussione ma siamo pienamente impegnati a capire cosa sia accaduto perché non rimangano zone d'ombra.

Il dolore della moglie "Vogliamo sapere che cosa è successo. Non riesco a credere che sia morto", ha detto la moglie dell'uomo.

Dichiarazioni istituzionali e reazioni della famiglia

Che cosa dicono gli studi: revisione sistematica sui decessi legati a cure odontoiatriche

Ma quali sono i fattori associati al decesso del paziente sottoposto a cure odontoiatriche? In una revisione sistematica pubblicata su Oral Surg Oral Med Oral Pathol Oral Radiol di febbraio 2017 si indaga e analizza proprio questo.

Leggi anche: Precauzioni per la salute orale dopo il vomito

La revisione sistematica della letteratura è stata condotta presso l'Università del Kentucky Medical Center (Lexington, KY) sulla base di una ricerca elettronica con PubMed, Dental and Oral Sciences Source (DOSS), Web of Science e Cochrane database ( dal 1960 a ottobre 2015) .

Nella revisione sono stati inclusi solo gli articoli riportanti i decessi dei pazienti entro 90 giorni dalla seduta odontoiatrica in ambulatorio o in ambiente ospedaliero, con esecuzione di procedure dentali, e solo se vi fossero dati precisi in cartella circa età del paziente, somministrazione di anestesia, procedura dentale effettuata, e informazioni riguardanti la causa e l'ora del decesso.

Sono stati esclusi invece dalla revisione articoli editoriali, lettere, linee guida e studi su animali, articoli che coinvolgessero pazienti con infezioni riguardanti il distretto testa e collo, con endocardite infettiva o patologie maligne riguardanti testa e collo presenti sin da prima della seduta odontoiatrica.

Sono stati inoltre esclusi gli articoli che riguardassero casi con infezioni trasmesse o potenzialmente trasmesse al paziente dal personale odontoiatrico, i casi che riguardassero traumi oro-facciali (ad esempio, fratture ossee) verificatesi prima della visita odontoiatrica, e i casi in cui le procedure fossero considerate al di fuori dell'ambito odontoiatrico (ad esempio casi di osteotomia, chirurgia ortognatica, trattamento con resezioni per tumori maligni di testa e collo, tracheotomia, o ricostruzione di parti della testa e del collo) .

In seguito alla ricerca sui database sono stati individuati e analizzati cinquantasei pubblicazioni idonee, comprendenti studi retrospettivi e case report dai quali sono emersi 148 eventi mortali. In media sono stati segnalati all' anno 2,6 decessi.

La causa principale delle morti è risultata essere legata a complicazioni correlate all'anestesia / sedazione / medicazioni (n = 70). A seguire vengono le cause legate ad eventi cardiovascolari (n = 31), infezioni (n = 19), complicazioni respiratorie (n = 18), sanguinamento (n = 5), ed altro (n = 5).

Sono state riscontrate inoltre associazioni significative tra la morte e l'età del paziente trattato (P <.0001), la gravità della malattia (p <.02), la stabilità della malattia (P <.006), le caratteristiche dentali (p <.05), il livello di coscienza / sedazione (P <.02), e le eventuali droghe assunte dal paziente (P <.03).

E' possibile ottenere da parte dell'odontoiatra la prevenzione degli infortuni mortali attraverso una corretta valutazione e individuazione dei pazienti a rischio per patologie sistemiche e caratteristiche fisiche in modo da poter migliorare la gestione del rischio da parte del clinico.

Il consiglio degli autori è quello di stabilire un sistema di punteggio semplice che può raggruppare i pazienti in categorie (a basso rischio, medio rischio e ad alto rischio) per predire il rischio di esiti avversi. Un tale sistema di punteggio o lista di controllo, se convalidato, potrebbe essere integrato con le linee guida pratiche e potrebbe risultare essere di grande aiuto per ridurre la mortalità in odontoiatria nel prossimo futuro.

Infografica: cause di decesso in odontoiatria e fattori di rischio

Dati riassuntivi della revisione (1960-2015)

Categorie Valore
Pubblicazioni analizzate 56
Eventi mortali 148
Decessi/anno (media) 2,6
Anestesia/sedazione/medicazioni 70
Eventi cardiovascolari 31
Infezioni 19
Complicanze respiratorie 18
Sanguinamento 5
Altro 5

Sedazione e anestesia: rischi, protocolli e prevenzione

Esiste un preciso quadro di regole riguardanti le procedure ambulatoriali in sedazione e i farmaci consentiti. In ambito odontoiatrico spesso può accadere che si verifichino incidenti e complicanze legate alla salute del paziente o a errori del professionista, raramente possono capitare eventi avversi tali da portare al decesso del paziente.

La sicurezza degli studi odontoiatrici e la preparazione dei medici odontoiatri non è in discussione ma siamo pienamente impegnati a capire cosa sia accaduto perché non rimangano zone d'ombra.

È stata infatti la moglie di Floretta a rivolgersi ai carabinieri per chiedere di far luce su quanto accaduto. La Procura, nel portare avanti questo processo, mira a definire standard più stringenti e a prevenire futuri incidenti simili, promuovendo la sicurezza e la trasparenza per i pazienti.

Schema protocolli di sedazione sicura in odontoiatria

Complicanze odontoiatriche post-operatorie che richiedono assistenza

Le complicanze in seguito a una procedura odontoiatrica, che includono gonfiore e dolore, sanguinamento, alveolite secca, osteomielite e osteonecrosi della mandibola, rappresentano un altro insieme di urgenze odontoiatriche che richiedono assistenza immediata.

Gonfiore e dolore

Il gonfiore è comune dopo alcuni interventi odontoiatrici, in particolare la rimozione (estrazione) di un dente e la chirurgia parodontale. Tenendo una borsa di ghiaccio sulla guancia, o meglio ancora una busta di plastica con piselli o mais congelati (che si adattano meglio alla forma del viso), è possibile prevenire gran parte del gonfiore. La terapia con ghiaccio può essere utilizzata per le prime 18 ore. Il freddo deve essere mantenuto sulla guancia per periodi di 25 minuti ogni 1-2 ore. Se il gonfiore persiste o aumenta dopo 3 giorni o se il dolore è forte, è probabile che si sia sviluppata un’infezione e sarà necessario contattare il dentista.

Il dolore dopo un intervento odontoiatrico può essere moderato o intenso. In questi casi sono indicati diversi antidolorifici.

Gestione del gonfiore post-operatorio con ghiaccio

Sanguinamento

Il sanguinamento in seguito all’estrazione di un dente è normale. La presenza di sangue in bocca può essere fuorviante, perché una piccola quantità di sangue può mischiarsi con la saliva, conferendo un aspetto più grave di quanto in realtà sia. Di solito è possibile arrestare il sanguinamento esercitando una costante pressione sul sito dell’intervento per la prima ora, in genere facendo mordere alla persona una garza. La procedura potrebbe dover essere ripetuta due o tre volte.

È importante mantenere la garza (o una bustina di tè) ferma in posizione per almeno un’ora. Molti problemi di sanguinamento persistono perché la persona rimuove continuamente la medicazione per controllare se il sangue si è arrestato. Se il sanguinamento persiste per diverse ore, è opportuno avvertire il dentista. Questi potrebbe dover pulire l’area sanguinante e chiuderla con punti chirurgici (suture).

Chi assume regolarmente anticoagulanti (farmaci che prevengono la formazione di coaguli) come il warfarin o l’aspirina (anche in caso di assunzione di un’aspirina ogni qualche giorno) deve informare il dentista una settimana prima dell’intervento, perché questi farmaci aumentano la tendenza al sanguinamento. Il medico del soggetto può regolare il dosaggio o sospendere il farmaco temporaneamente qualche giorno prima dell’intervento chirurgico dopo un consulto con il dentista.

Schema pratico per controllo del sanguinamento post-estrattivo

Alveolite secca (alveolite)

L’alveolite secca (esposizione dell’osso alveolare, che ritarda la guarigione) può insorgere in seguito all’estrazione di un molare inferiore e alla perdita della normale coagulazione del sangue nella cavità alveolare. Di solito il fastidio diminuisce per 2-3 giorni dopo l’estrazione, ma poi peggiora improvvisamente, a volte accompagnato da mal d’orecchio.

Sebbene il fastidio scompaia spontaneamente dopo 1 o 2 settimane, il dentista può inserire una medicazione anestetica nell’alveolo per eliminare il dolore. Il dentista sostituisce la medicazione dopo 1 o 3 giorni, finché il paziente non smette di avvertire dolore dopo aver rimosso la garza da poche ore. In alternativa, spesso i dentisti usano una medicazione commerciale che non ha bisogno di essere rimossa e che contiene un antimicrobico, un antidolorifico e un anestetico. Possono essere assunti farmaci antinfiammatori non steroidei (FANS) per via orale in caso fosse necessaria ulteriore analgesia.

Le alveoliti secche sono molto più frequenti nei fumatori. Se possibile, i pazienti dovrebbero astenersi dal fumo per diversi giorni prima e dopo l’estrazione. Le donne (specialmente quelle che assumono contraccettivi orali) presentano alti tassi di sviluppo di alveolite secca.

Infografica: prevenzione dell’alveolite secca

Osteomielite

L’osteomielite è un’infezione delle ossa, causata in genere da batteri. Nei casi di insorgenza di osteomielite nella bocca, in genere si tratta di un’infezione della mascella inferiore. Si ha un innalzamento della temperatura corporea e l’area colpita risulta dolorante e gonfia. I medici o i dentisti ricorrono alla radiografia per la diagnosi. Le persone affette da osteomielite devono assumere antibiotici per un lungo periodo di tempo.

Radiografia mandibolare con segni di osteomielite

Osteonecrosi della mandibola

L’osteonecrosi della mandibola è un disturbo che comporta la necrosi di aree dell’osso mandibolare dopo la sua esposizione attraverso il tessuto gengivale. Il disturbo in genere provoca dolore, mobilità dei denti e formazione di pus.

Il disturbo può insorgere in seguito a Estrazione di un dente Una lesione Radioterapia nel distretto testa-collo (osteoradionecrosi) Uso di bifosfonati ad alte dosi o per lunghi periodi L’osteonecrosi della mandibola può insorgere anche spontaneamente.

Questo disturbo si sviluppa in alcune persone che hanno assunto farmaci che rinforzano le ossa. I più comuni fra questi farmaci sono i bifosfonati, come alendronato, risedronato, ibandronato e zoledronato. I bifosfonati sembrano aumentare il rischio di osteonecrosi della mandibola in persone sottoposte a chirurgia orale della mandibola inferiore durante l’assunzione di bifosfonati per via endovenosa, che hanno assunto precedentemente alte dosi di bifosfonati per via endovenosa (come comunemente avviene in determinate terapie oncologiche) o che hanno assunto bifosfonati per un lungo periodo di tempo. Il rischio di sviluppare osteonecrosi della mandibola è di gran lunga inferiore (circa 1 su 1.000) nelle persone che assumono bifosfonati a dosi standard per l’osteoporosi per periodi di tempo inferiori.

La terapia in genere prevede la rimozione di parte dell’osso necrotico (sbrigliamento), l’assunzione di antibiotici orali e l’uso di collutori antibatterici.

Mappa rischio osteonecrosi mandibolare e uso di bifosfonati

Peri-implantite e perdita dell’impianto: non confondere le cause

La perimplantite è un infezione batterica degli impianti dentali che può comparire diversi anni dopo l’intervento. Questo problema può verificarsi quando i batteri si accumulano intorno all’impianto e causano un’infiammazione dei tessuti gengivali e ossei circostanti.

Non bisogna confondere la perdita di un impianto per perimplantite dalla perdita di un impianto nelle settimane o nei mesi subito successivi al suo inserimento. Nel caso in cui la perdita di un impianto al dente si manifesti poco tempo dopo aver effettuato un intervento di implantologia dentale, quindi prima che sia avvenuta l’osteointegrazione, la probabile causa non è da ricondurre alla perimplantite.

La causa principale: accumulo di placca e tartaro per scarsa o scorretta igiene orale domiciliare e mancanza di sedute di igiene orale professionale. Queste, nei soggetti predisposti a parodontite e perimplantite, dovrebbero avere una frequenza trimestrale. Quest’ultima è altra causa diffusa delle perimplantiti. Per questo si preferiscono protesi avvitate.

Come si riconosce? La perimplantite agisce in modo simile alla parodontite. Ad ogni modo l’infezione riguardante gli impianti dentali è un processo lento, le cui conseguenze più gravi come appunto la perdita dell’impianto dentale possono essere evitate mediante interventi chirurgici di rigenerazione ossea.

In ogni caso se sono presenti i sintomi della perimplantite è necessario contattare immediatamente un implantologo e parodontologo esperto per una visita approfondita e degli esami radiografici. Se l’infezione batterica viene diagnosticata nelle fasi iniziali è possibile porvi rimedio con un’accurata igiene dentale professionale.

Se la situazione è molto compromessa sarà necessario procedere chirurgicamente con la rimozione dell’impianto, così da eliminare l’infezione e rigenerare l’osso che ospiterà il nuovo impianto. Oggi esistono dei kit per la rimozione semplice e atraumatica degli impianti.

Per evitare che possa insorgere un’infezione all’impianto dentale, il paziente deve impegnarsi in modo scrupoloso a curare la propria igiene orale domiciliare e seguire tutte le indicazioni del chirurgo. Importanti per la prevenzione della perimplantite sono i controlli periodici programmati dopo l’intervento e le sedute di igiene professionale. Se il paziente è un fumatore dovrà impegnarsi a eliminare o limitare il consumo di sigarette.

Infografica: segnali di perimplantite e percorso terapeutico

Implicazioni per la sicurezza negli studi privati

Implicazioni per la sicurezza degli interventi in studi privati Il caso di Floretta accende un riflettore importante su una questione più ampia: la sicurezza dei pazienti durante interventi odontoiatrici e medici effettuati in studi privati. Il dibattito sull’opportunità e i limiti degli interventi odontoiatrici complessi al di fuori degli ospedali potrebbe aprire la strada a nuove normative, a tutela dei pazienti e per garantire maggiore professionalità nelle pratiche sanitarie.

La Procura, nel portare avanti questo processo, mira a definire standard più stringenti e a prevenire futuri incidenti simili, promuovendo la sicurezza e la trasparenza per i pazienti. La vicenda di Luigi Floretta, seguita con attenzione dai media e dal pubblico, rappresenta un caso esemplare che potrebbe avere un impatto significativo sul sistema sanitario e odontoiatrico italiano.

Diagramma: flusso decisionale per interventi complessi in ambulatorio vs ospedale

Cronologia del caso Floretta

  1. Il 45enne, secondo quanto riferito dai dentisti alla famiglia, avrebbe accusato un malore una volta terminato l'effetto della sedazione.
  2. E' stato, quindi, trasportato in ospedale direttamente dal centro odontoiatrico.
  3. Ma nel reparto di rianimazione degli Spedali civili di Brescia è arrivato in condizioni disperate.
  4. Dopo poco più di 48 ore dopo è morto.
  5. La Procura ha aperto un'inchiesta e i Nas hanno già sequestrato la cartella clinica.
  6. Il magistrato di turno ha disposto l'autopsia che dovrà chiarire le cause del decesso.

Prevenzione clinica: valutazione del rischio prima della sedazione

E' possibile ottenere da parte dell'odontoiatra la prevenzione degli infortuni mortali attraverso una corretta valutazione e individuazione dei pazienti a rischio per patologie sistemiche e caratteristiche fisiche in modo da poter migliorare la gestione del rischio da parte del clinico.

tags: #cause #decesso #dopo #intervento #odontoiatrico

Post popolari: