Anatomia e funzioni del muscolo dentato posteriore inferiore

Il muscolo dentato posteriore inferiore origina dalla lamina posteriore della fascia toracocolombare a livello delle ultime due vertebre dorsali (D11-D12) e delle prime tre vertebre lombari (L1-L2-L3), e si inserisce con quattro digitazioni al margine inferiore e alla faccia esterna delle ultime quattro coste (9a-12a costa). È posto in profondità rispetto al muscolo grande dorsale, ricoprendo l’ileocostale, il lunghissimo del dorso, le coste e i muscoli intercostali. La sua azione abbassa le coste su cui si inserisce, intervenendo nell’espirazione forzata (azione contraria rispetto al muscolo dentato posteriore superiore).

Il muscolo dentato posteriore inferiore è una struttura muscolare sottile, di forma quadrilatera, situata nella regione profonda del dorso, all’altezza della giunzione toraco-lombare. Esso appartiene allo strato intermedio dei muscoli estrinseci del dorso e svolge un ruolo fondamentale nella dinamica respiratoria e nella stabilizzazione della colonna vertebrale. Essendo situato proprio sopra la fascia toracolombare, la sua disfunzione può generare quadri clinici complessi che mimano patologie viscerali o problemi discali.

Dal punto di vista funzionale, il muscolo dentato posteriore inferiore agisce abbassando le coste su cui si fissa. Questa azione contrasta la trazione verso l’alto esercitata dal diaframma durante l’inspirazione, stabilizzando così le coste inferiori e facilitando l’espansione della gabbia toracica. Per questo motivo è classificato come muscolo accessorio della respirazione, con un ruolo prevalente nella fase espiratoria o nella stabilizzazione posturale durante sforzi intensi.

Il muscolo dentato posteriore inferiore è innervato da un ramo del nervo toracodorsale (C6-C8) e da rami dei nervi intercostali (T9-T11). Insieme al muscolo dentato posteriore superiore costituisce i muscoli spinocostali, che collegano il rachide alle coste.

Relazioni anatomiche e contesto clinico

Il dentato posteriore inferiore si trova sotto al grande dorsale; ricopre l’ileocostale, il lunghissimo del dorso, le coste e i muscoli intercostali. Tra questo muscolo e il dentato posteriore superiore è tesa una fascia. Il superiore origina dal tratto inferiore del legamento nucale, dal legamento sovraspinoso e dai processi spinosi della 7a vertebra cervicale e delle prime tre vertebre toraciche, con il ventre muscolare che si divide in quattro digitazioni per inserirsi al margine superiore e alla faccia esterna delle coste 2a-5a.

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Il muscolo dentato posteriore inferiore è una struttura modulare e sottile che, pur non essendo di grandi dimensioni come latissimo del dorso o trapezio, ha una notevole importanza nel mantenimento della funzionalità respiratoria e della stabilità rachidea. Problematiche a carico di questo muscolo si inseriscono spesso in contesto di squilibrio muscolare globale e possono simulare patologie viscerali o discali. Le cause principali includono sovraccarico meccanico, patologie respiratorie croniche e anomalie della colonna vertebrale come scoliosi o ipercifosi toracica.

La sintomatologia tipica è il dolore nella zona lombare alta o toracica bassa, descritto come dolore profondo, sordo e poco localizzabile. Il dolore può irradiarsi lateralmente lungo le ultime coste, simulando dolore renale o colica biliare. La presenza di trigger point attivi può provocare sintomi specifici. La palpazione è lo strumento diagnostico principale: si cercano tensioni localizzate o noduli tra le vertebre T11-L2 e le ultime coste; la pressione su tali punti può evocare dolore o una risposta di sussulto (jump sign).

Diagnosi e strumenti diagnostici

Le indagini strumentali come RX, RM o TC non visualizzano direttamente la disfunzione miofasciale del dentato posteriore inferiore, ma sono utili per la diagnosi differenziale ed esclusione di altre cause di dolore dorsolombare (fratture, discopatie, artrosi delle faccette articolari, calcoli renali). Un test diagnostico utile è il blocco antalgico locale: l’iniezione di anestetico nel ventre muscolare o vicino al trigger point che provoca un sollievo quasi immediato conferma l’origine muscolare.

Trattamento

Il trattamento è multidisciplinare e mirato a risolvere la contrattura, ripristinare la mobilità e correggere i fattori scatenanti. In fase acuta si preferisce un approccio conservativo con ruolo centrale della fisioterapia: massaggio decontratturante profondo, compressione ischemica dei trigger point, sblocco delle tensioni fasciali e miglioramento dell’irrorazione sanguigna. Lo stretching mirato è fondamentale per il recupero a lungo termine: esercizi di flessione del tronco combinata con rotazione e inclinazione laterale, inclusi movimenti tipo gatto-mucca dello yoga o allungamenti laterali guidati.

In caso di dolore cronico, possono essere considerate terapie mini-invasive come dry needling o infiltrazioni di anestetici locali o tossina botulinica, eseguite da personale medico specializzato. La prognosi è tipicamente eccellente: la maggior parte dei pazienti risponde positivamente ai trattamenti conservativi entro 2-4 settimane, ma la cronicità può instaurarsi se non si correggono i fattori di rischio.

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Prevenzione

  • Ergonomia sul lavoro: sedie che supportino la curva lombare e pause frequenti per alzarsi e camminare.
  • Respirazione diaframmatica: utilizzare il diaframma piuttosto che i muscoli accessori del torace per ridurre il carico sul dentato posteriore inferiore.

Osservazioni cliniche e considerazioni

Il dentato posteriore inferiore, insieme al dentato posteriore superiore, costituisce i muscoli spinocostali. La loro funzione è legata alla dinamica respiratoria e alla stabilizzazione della colonna vertebrale. Non è raro che disfunzioni di questo muscolo siano accompagnate da condizioni che interessano la salute globale della schiena e della meccanica respiratoria, con implicazioni potenziali per organi vicini come reni e costrutture vertebrali.

Il rilievo anatomico del muscolo dentato posteriore inferiore e le sue relazioni con la fascia toracolombare
Breve spiegazione video sull'anatomia e funzione del dentato posteriore inferiore

Articolo creato il 26 febbraio 2010. Insieme al muscolo dentato posteriore superiore costituisce i muscoli spinocostali. Il superiore origina dall’apice dei processi spinosi della 7a vertebra cervicale e dalle prime tre vertebre toraciche; si inserisce al margine superiore e alla faccia esterna delle coste dalla 2a alla 5a, ricoperto principalmente dal romboide, dal trapezio e dall’elevatore della scapola, superficialmente a splenio, ileocostale, lunghissimo del dorso, coste e muscoli intercostali. Tra i due dentati è tesa una fascia.

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