
Il dentifricio è un oggetto che ormai fa parte della nostra vita quotidiana, ma ti sei mai chiesto quale sia la sua storia? Dalle sue origini, che risalgono a diverse migliaia di anni fa, il dentifricio è cambiato nel profondo (per fortuna).
Alcune fonti datano la sua invenzione intorno al 3000-5000 AC. Sarebbero stati gli Egizi, popolo di inventori e innovatori, a sviluppare quello che potremmo definire un antenato del dentifricio. I primi dentifrici erano fatti con ossa sbriciolate, gusci di uova o conchiglie frantumate mescolate con mirra. Gli egizi si lavavano i denti mediante una loro creazione. Schiacciavano sale grosso, menta, fiori di iris e pepe fino a creare una polvere detergente. In altri posti si utilizzava pane bruciato e sbriciolato poi passato in bocca.
Con certezza si può affermare però che Greci e Romani provvedessero in qualche modo alla loro igiene orale. I romani iniziarono ad aggiungere erbe aromatiche, carbone o cortecce triturate per dare un gusto più piacevole alla sostanza e combattere l’alitosi. Le donne romane si dice masticassero una resina aromatica per profumare la bocca. Sicuramente venivano usati miscugli di ingredienti per creare dentifrici molto abrasivi: ossa tritate e conchiglie d’ostrica erano gli ingredienti principali, probabilmente utilizzati con l’ausilio di stracci di cotone o lino.
Anche i cinesi avevano questo obiettivo e utilizzavano estratti vegetali, ginseng e sale come additivo. Pare che già gli antichi Egizi nel 5000 a.C. praticassero forme di igiene orale, mentre alla fine del Cinquecento si parlava di “bianco dentario” e di “sapone per i denti”, il che fa presupporre l’utilizzo di prodotti per la pulizia dei denti.
Dunque sino al XIX secolo il dentifricio era una polvere abrasiva utilizzata per togliere i residui di cibo dai denti, e spesso non aveva un buon sapore. A partire dal 1800, l’uso delle polveri dentifricie divenne più comune. Prima, infatti, era difficile per le classi meno agiate avere accesso a questo tipo di prodotto, che era raro e difficile da reperire.
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Nel Diciannovesimo secolo il dentifricio cambiò consistenza da polvere a pasta grazie all’aggiunta della glicerina. Per l’alito si usavano resine e composti aromatici. Dopo la storia del sapone e la storia del bidet, oggi vi racconto qualche curiosità sulla storia del dentifricio.
Dagli Stati Uniti, il primo dentifricio in tubetto della storia è arrivato anche in Italia. Si tratta del famoso dentifricio Dr. Sheffield's, nato negli anni '70 del XIX secolo grazie al genio del dentista e chirurgo odontoiatra Washington Sheffield. Fu un prodotto rivoluzionario che cambiò il modo di prendersi cura dell'igiene orale, destinato a sostituire le poco piacevoli polveri dentali usate all’epoca per la pulizia dei denti. Sheffield cercò infatti un’alternativa più efficace e gradevole, sviluppando una pasta dentifricia arricchita con estratti di menta, dal gusto rinfrescante e pratica nell’utilizzo.
L'innovazione non risiedeva soltanto nella formula. Durante il suo soggiorno a Parigi per completare gli studi in chirurgia dentale, il figlio del Dr. Sheffield notò che gli artisti francesi usavano tubetti pieghevoli per conservare le vernici. Da qui, Lucius T. Sheffield ebbe l’intuizione che portò al primo dentifricio confezionato in tubetto, una soluzione più comoda e igienica che cambiò definitivamente l'industria. Per sopravvivere alla concorrenza, Lucius T. Sheffield, figlio del dottor Washington, pensò di inserire il dentifricio all’interno di tubetti simili a quelli delle tempere.
Il tubetto era composto da un leggero foglio di alluminio arrotolato e chiuso da un beccuccio sul davanti. Facile da riempire dalla parte posteriore, veniva sigillato da una chiavetta che, avvolta su se stessa, serviva anche per spremere fuori il prodotto. Nel 1881, il Dr. Sheffield e suo figlio registrarono quindi il marchio del loro prodotto, il “Dr. Sheffield’s Crème Angelique Dentifrice”, segnando la nascita del primo dentifricio commerciale in tubetto della storia.
L’efficacia, l’ergonomia, e il piacevole aspetto estetico lo hanno eletto negli anni come formato definitivo di quasi tutti i tipi di dentifrici esistenti. Conti alla mano, il tubetto di dentifricio è uno dei confezionamenti più recenti ma anche tra i più resistenti nel campo dell’igiene. Un formato ideale che domina il segmento dei prodotti da bagno oramai divenuti tradizionali, e che non teme la nicchia dei confezionamenti concorrenti e dei prodotti alternativi.
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Se oggi c’è tanta abbondanza, lavarsi i denti in passato non era affatto facile. Per migliaia di anni la pulizia del cavo orale era un’operazione complessa e occasionale.
Un’eredità che continua. Oggi, dopo oltre un secolo, Sheffield Pharmaceuticals ha rilanciato la linea Dr. Sheffield’s Natural Toothpaste, continuando a produrre il dentifricio nello stesso sito di New London, in Connecticut. Anche la formula riprende quella originale, mantenendo l'uso di ingredienti 100% naturali, senza fluoro, detergenti sintetici, coloranti, dolcificanti artificiali o agenti schiumogeni.
La gamma di dentifrici disponibile in Italia va incontro alle diverse esigenze dei consumatori, includendo gusti innovativi come cioccolato, cannella, menta piperita e una versione sbiancante con enzimi naturali estratti da ananas e papaya. Apprezzato in tutto il mondo, il Dr. Sheffield’s Natural Toothpaste rappresenta un ponte tra tradizione e innovazione, coniugando la ricetta storica con la crescente domanda di prodotti naturali e rispettosi dell'ambiente.
Oltre alla sua attenzione per l'efficacia e il gusto, Dr. Sheffield’s si distingue anche per il suo impegno verso l'ambiente. Il dentifricio viene infatti venduto in tubetti di alluminio interamente riciclabili, una scelta consapevole che dimostra l'importanza della sostenibilità per l'azienda. L’offerta oggi è sempre più ampia, ed esistono packaging davvero invitanti.
Ad oggi, i dentifrici hanno delle formule ricche e complete, specifiche per aiutarti in base alle esigenze diverse. Tutti i prodotti vantano certificazioni, come quella della Natural Products Association e del progetto Non-GMO, garantendo inoltre il rispetto degli standard di sicurezza e l'assenza di test sugli animali. Questa combinazione unica di storia, efficacia e sostenibilità ha reso Dr. Sheffield’s un esempio riconosciuto nel settore.
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Il Dr. Lucius T. si decise, però, di inserirlo in delle scatole di cartone. Queste ultime risultano alquanto superflue, soprattutto nell’ottica attuale nella quale si predilige aiutare il pianeta. Eliminare queste scatole significherebbe ridurre il quantitativo di carta prodotto e abbassare la mole di rifiuti emessa. Il materiale del quale sono formate è comunque riciclabile, come afferma il consorzio Comieco, in quanto formato da cellulosa capace di essere riutilizzata se trattata.
| Periodo | Evento |
|---|---|
| 3000-5000 a.C. | Prime polveri detergenti (Egizi: ossa, conchiglie, mirra) |
| Antichità | Greci e Romani usano erbe aromatiche, carbone, resine |
| XVII secolo | Riferimenti a prodotti per la pulizia dei denti e inserzioni pubblicitarie |
| XIX secolo | Passaggio da polvere a pasta con glicerina |
| anni '70 XIX sec. - 1881 | Washington e Lucius T. Sheffield sviluppano e registrano il primo dentifricio in tubetto |
| XX-XXI secolo | Diffusione globale del tubetto; riscoperta di formule naturali e packaging riciclabile |
Il dentifricio è uno dei prodotti più complessi presenti sul mercato, ma non è sempre stato così. Alcune fonti datano la sua invenzione intorno al 3000-5000 AC. Vuoi sapere qual è meglio per te? Ad oggi, i dentifrici hanno delle formule ricche e complete, specifiche per aiutarti in base alle esigenze diverse.
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